lunedì 20 aprile 2009

L'angolo del leccatore.


C'è una abitudine molto diffusa nella popolazione mondiale che consiste nel leccare con più o meno gusto uno o più dita della mano, azzeccare la punta umida sull'angolo della pagina che inevitabilmente vi rimarrà incollata, e girare...

Senza mezzi termini, mi fa schifo. Probabilmente a questa mia repulsione ha contribuito irreversibilmente la scena famosissima del monaco cieco del "Nome della Rosa", e la sua successiva bava velenosa colante, ma non credo sia solo quello. Prima di tutto, igienicamente mi disturba che una persona più o meno conosciuta mi lecchi le dita: se non stiamo avendo una relazione intima piuttosto calorosa, non è che io metta il dito in bocca al primo che incontro. Potrebbe per di più essere uomo e non donna, e questo anche non sarebbe per me una bella cosa. In secondo luogo, mentre posso capire che nel Medioevo per girare una pagina ci volesse un bello sforzo visto il peso della carta e la sua tendenza a incollarsi, non mi risulta chiaro oggi il perchè si debba chiazzare l'angolo o il bordo di un libro quando le pagine si possono separare benissimo strusciandole un pò l'una contro l'altra! Ben peggio con i giornali, dove alla seconda "intinta", ci si fa una bella macchia nera sulla punta della lingua causa stampa. E poi l'effetto ciancicato renderà pure un tomo più vissuto, ma non mi sembra questo un pregio così rilevante...


Purtroppo ogni strategia per evitare di impattare sul marchio di qualcun altro è vana: prima di tutto destri e mancini ovviamente delimiteranno il proprio territorio in modo opposto. Poi la quantità di umettante e la sua viscosità, che pure potrebbero aiutare a individuare il punto di impatto, non sono costanti. Individuare un dito al cioccolato o uno al caffè ancora è possibile, ma uno al latte (che per inciso puzza pure di più...)? E se poi si è appena data una pulita al salotto buono? La presa del mastice è sicura, e sebbene l'utente successivo possa godere di un sistema ben rodato, chissà che non preferirebbe ancora quello a km 0!
Insomma, smettiamola di girare le pagine al gusto Big Bubble: lo dico anche per chi lo fa! Non dovrebbe essere piacevole il pensiero di baciare la vecchia con dentiera o il compagno di treno e le sue compagne pulci...

Ma soprattutto, egoisticamente, penso a me e ai fastidiosi fili di mezzo metro dal labbro inferiore alla pagina da dribblare per salvarsi da quella spiacevole e profondamente indesiderata sensazione umida...

8 commenti:

Mario ha detto...

Sono assolutamente d'accordo, per tutta una serie di motivi.
Innanzi tutto, sotto l'aspetto igienico: non possiamo sapere se e quali malattie abbia avuto l'umettatore/trice.
Anche volendo prescindere -seppur con grandissima fatica...- da questo aspetto e far credito all'altra persona delle migliori condizioni di salute della galassia, credo alla base del fastidio che questo gesto genera in me, forse ancor più che nel Capotreno (in queste il legame di sangue si fa sentire in maniera prepotente) ci sia una mancanza di rispetto nei confronti degli altri utenti(o, cosa ancor più grave, della persona proprietaria) del libro o rivista, che si manifesta nell'indifferenza (più o meno consapevole o volontaria) riguardo al modo in cui il libro/giornale/rivista viene riconsegnato/a dopo essere stato letto/a.
Anche per questo motivo tendo a prestare alquanto raramente riviste e libri (soprattutto quelli di particolare valore) ad altre persone che non siano amici "fidati" sotto questo aspetto: con i libri (così come con i cd) ho un rapporto molto stretto e personale, li tratto con gran cura (non foss'altro per il costo che hanno ormai raggiunto) e mi dà molto fastidio vederli tornare all'ovile maltrattati (nelle più varie declinazioni di questo termine)...
...Forse, in fin dei conti, faceva bene il bibliotecario del "Nome della Rosa" a "proteggere" in questo modo i libri...Sarò estremista, ma a volte mi verrebbe voglia di cospargere con un pò di peperoncino gli angoli che vengono così maltrattati: non si manderebbe nessuno all'altro mondo, ma almeno gli si impartirebbe una bella lezione... :-)
...E per concludere: "stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus"...
Voilà!!!

Mimi ha detto...

Domanda:
Ma voi come fate ad imbustare la spesa al supermercato, ché le borsine non si aprono nemmeno
strusciandone i lembi un pò l'uno contro l'altro?
Io ci bestemmierei.Poi, con aria circospetta mi guardo intorno, mi assicuro che nessun veda e lecco, lecco e lecco le mie dita quanto mi pare e poi mi godo con sguardo alterato la vista della borsina che si piega al mio volere ed é finalmete pronta ad accogliere la spesa, ché alla cassa s'é fatta na fila...

Angelo ha detto...

D'accordissimo. E c'è un'altra cosa che mi manda in bestia...ma di brutto...quelli che piegano l'orecchio della pagina per tenere il segno.

Una volta ho prestato un libro al mio capo. Me l'ha restituito tutto orecchiato e scribacchiato...Glielo avrei infialto volentieri in...

Lasciamo perdere vah...

AlessandroT ha detto...

che schifo esistono ancora? Pensavo fosse una specie estinta e soprattutto legata a bassissimi livelli di alfabetizzazione, più che sistema di trascinamento della pagina io ci vedevo un freudiana pulsione consolatoria a mettersi il dito in bocca dopo l'immane sforzo di avere finito una pagina!

Mario ha detto...

@ Mimi: confesso che per le buste del supermercato mi limito a:
1) bestemmiarci contro più o meno in silenzio;
2) ne sfrego i lembi fino a quando uno dei bordi si degna di porgersi alla mia vista: allora lo afferro e procedo all'apertura.
@Angelo: per fortuna non mi è mai capitato di prestare libri ad un "orecchiatore", anche perchè se mi avesse restituito il libro dopo un simile trattamento si sarebbe visto presentare una richiesta -più o meno urbana- di riacquisto del libro medesimo...

Andrea B ha detto...

@Mimi: anche per le buste sfrego, ma qui in Svizzera non ho problemi perchè lo faccio dopo aver pagato indi nessuna coda. Io capisco l'esigenza, ma anche lì il pensiero di cosa mi sto leccando al secondo tocco mi distrugge...
@Tutti: prestare i libri solo a persone fidate è un must. Alla prima macchia su pagina scatterebbe per me una grossa crisi...

La perfezione stanca ha detto...

Certo che tu quando vuoi descrivere una cosa riesci a trovare parole che danno una chiara visione del problema. Bleah!!!

Andrea B ha detto...

Una chiara e azzeccata visione? ;-)

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