martedì 14 aprile 2009

I tormentati ... e tormentosi

Parliamo di uomini. Perchè no? Può darsi anche di donne, ma ne conoscono meno, o me ne accorgo meno. A me pare però che a tormentarsi siano soprattutto gli uomini.
Tutti abbiamo incontrato nella vita almeno un uomo tormentato, quello che si arrovella negli eterni dilemmi della vita, quello che non si sa che vuole, che tende la pargoletta mano verso un orizzonte eternamente lontano e irrangiugibile.
Ha una donna che lo ama, un lavoro ben remunerato, una bella casetta, un conto in banca (magari non pingue, ma pur sempre un conto), amici sinceri e si tormenta. Non ha raggiunto i suoi ideali, non lascia un segno sul mondo, non ha fatto abbastanza ... si torce, si contorce, soffre, suda, ti guarda con gli occhioni all'ingiù e ... ti tratta uno schifo. E perchè? Perchè sei lì, perchè ti conosce, perchè gli vuoi bene (e non gli sputerai in faccia).
L'uomo tormentato è belloccio in genere, colto, simpatico ma nasconde dentro di sè una profonda amarezza. E voi, che siete suoi amici, vi applicate, lo compatite, lo ascoltate, fino a che i suoi sfiancanti monologhi, le sue tirate apocalittiche non vi abbattono tremanti al suolo. Cercate di confortarlo, di trovare risposte alle sue domande, disaminate con attenzione tutte le sue sventure infantili, le sue turbe, i suoi traumi. Considerate con disprezzo i nefandi genitori che lo hanno turbato nell'infanzia, le amicizie che lo hanno deluso, i mille eventi che hanno ferito il suo tenero cuoricino, commentate i suoi orribili colleghi di lavoro (tsk tsk), i posti infami in cui deve andare.
Lo assistete, lo accudite, lo amate, lo portate in giro, gli proponete viaggi interessanti, avventure intriganti, momenti erotici, ma l'uomo tormentato è sempre tormentato. Lui soffre e voi, infingardi e materiali, non potrete mai comprendere cotanta sofferenza.
Poi l'uomo tormentato trova un nuovo amico, una nuova donna o un nuovo hobby. E si infiamma, si entusiasma, si eccita, ride e sorride, tratta bene il nuovo amico, ama appassionatamente la nuova donna, pratica felice il nuovo hobby ... per un po'. Voi, vecchi amici, donne già usate, hobby già praticati, giacete negletti al suolo come bambole rotte e dimenticate, giochi già fatti, non importa quanto lo abbiate amato o divertito in passato.
Fino a che il nuovo non diventa usuale e allora riemerge l'antico tormento e torna a raccontarvi delle orribili fatiche, della noia che lo avvolge, della tristezza, del senso di vuoto.
Alla fine, dopo poco se siete sani di mente, o dopo tanto se invece siete un po' malatielli anche voi, lo fissate con l'occhio vitreo, le orecchie ormai sature di tanto dolore e dite le paroline magiche che avreste dovuto dire all'inizio: "ma vaffanbagno!!"
Perchè questa è la risposta giusta. Anche perchè se è un uomo ad essere tormentato non prenderà mai in considerazione di farsi una bella terapia psicanalitica, 'na roba che ti rivolti come un calzino, noooooo, loro sono troppo al di sopra di simili bassezze, mica sono loro a sbagliare, è il mondo che è cattivo, che vuole privarli della loro giusta mercede.
Invece se è una donna che si tormenta, non rompe troppo le palle, prende su i suoi soldini, consulta un bello psicologo (che magari ci scappa anche un bel trasfert) oppure se ne va a fare un viaggio alle Bermuda con scopatina di contorno e passa la paura. Oppure fa un figlio, o una torta, che è più semplice e sinceramente rompe anche meno e poi te la mangi insieme con il tormento.
In verità ho conosciuto solo uomini tormentati o meglio, tormentati senza soluzione. Le donne alla fine risolvono sempre (o si suicidano, che poi è lo stesso).
Ma una cosa so, sicuro: se un uomo è tormentato, alla fine è sicuramente una donna che subisce il suo tormento. Per fortuna ogni tanto le donne hanno imparato a dire la parolina magica. E fanno bene, che un calcetto nelle tormentate chiappe è spesso la soluzione giusta
.

1 commento:

Mimi ha detto...

C'hai proprio ragione te, cara laPerfy.
Io, donna, ho optato per:
fare un figlio
fare una torta ma m'é venuta male
spendere 60 euri a settimana da uno psicoterapeuta che però é psichiatra, perché avendo perso il sonno se non mi dava delle bombettine per dormì unzapevocomefà nemmeno a entrare in terapia, tsé.
E ora viaggio, col bambino per la mano a volte. Col treno quando vado a lavorare.
A volte viaggiucchio. A volte volo.

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