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martedì 26 gennaio 2010

Magone


Non ho mai capito da cosa provenga il nome di questa espressione. E' per me quando hai una specie di vuoto di stomaco dovuto ad ansia, che ti manda un pò nel pallone. Mi succede ovviamente quando c'è qualcosa da fare. Oggi è una giornata così. Sono venuti a lavorare a casa, sperabilmente a finire di lavorare. Dopo 2 anni e poco più, la temibile moquette delle camere da letto viene rimpiazzata da un notevole parquet e il mio appartamento apparterrà ad una signorile tradizione di case di alto livello... Allo stesso tempo, oggi è la giornata che sarebbe deputata alla firma del contratto auto, e la conseguenza di questo è un esborso economico, ma soprattutto l'inizio dell'attesa della consegna. Generalmente per queste cose sono un tipo ansioso. Mentre sul lavoro, anche sotto il massimo stress riesco a controllare la tensione e a trovare delle soluzioni, nella mia vita privata questo mi risulta inevitabilmente difficile. Forse perchè sono psicologicamente coinvolto, il magone cresce e sgonfiarlo è un'impresa ardua e di scarso successo. Purtuttavia, conoscendomi abbastanza, so che finirà e che si tramuterà presto o tardi in una stanchezza allucinante. E' come quando devo viaggiare: all'inizio tremori "de panza", poi sonno, sbadigli a incriccamento di mascella e via così... Al di là di tutto, il magone è però in genere segno di cose positive che stanno accadendo. La paura nasce dal fatto che possano essere meno belle di quello che ci si aspetta. Ma ho idea che a essere fiduciosi, ci si guadagni un bel pò, e di conseguenza tendo a sorridere a tutti nella speranza che ci sia una buona disposizione... E mentre gli operai stanno strappando da terra gli ultimi residui dell'ormai polverosa e morente moquette grigio topo con stridore di denti, fuori nevica e un'Alfa mi sta aspettando... Buongiorno!

giovedì 15 ottobre 2009

Cronache...


E' un periodo difficile questa settimana. Lo è in maniera prevedibile. Lo è perchè starò fuori Maniero per un pezzetto e quantunque sappia di andare in un luogo dove sarò bene accolto, non potrò tornare la sera e sbracarmi a mio piacimento... Insomma non potrò assecondare le mie piccole e grandi manie...

Ma al di là di questo, sento l'agitazione crescere, e come una molecola riscaldata, inizio a dibattermi oscillando intorno alla mia posizione di equilibrio. Anche questo era prevedibile, ma la prevedibilità delle cose, non sempre si tramuta in una loro migliore accettazione. Nessuna o poche contromisure sono possibili contro se stessi: si può cercare di non innescare gli altri, ma contro il proprio subconscio (che come dice il nome non è pienamente consapevole di se stesso) non è possibile lottare. E' come dare di spada a un fantasma: si colpisce a vuoto.

Hanno montato le impalcature fuori alle finestre oggi. E' stato traumatico trovarle: mi hanno aumentato l'ansia da fuga. In più non ho ancora finito nè la valigia nè i pacchi. C'è tempo, ma mi sentirei molto pacificato se non dovessi pensarci più. So però che sabato tutto prenderà una nuova piega, con il trasferimento del televisore e delle valigie. Anche il mio Pccino ovviamente mi seguirà: la mia salute mentale potrebbe essere irrimediabilmente danneggiata dall'astinenza...

E tutto ciò per citare un titolo: "Cronaca di una morte annunciata". Nel mio caso "Cronaca di un allontanamento forzato"...

sabato 22 agosto 2009

Il fresco Maniero solitario...


Mi dicono che su Napoli si siano abbattute tempeste termiche. Pare che il sole incessantemente investa la città e che l'umidità non risparmi... Per consolarvi potrei dire che qui si schiatta di freddo, ma non sarebbe vero, e per amore della verità devo dire che, dopo qualche giorno in cui c'è stato addirittura un pò TROPPO caldo, ora la temperatura è cambiata verso un accettabilissimo freschetto...

Secondo i miei gusti, si sta bene. Dormirò oggi pomeriggio, anelando riposo, in un Maniero solitario. Il fratello è partito dopo che anche la Perfezione ha lasciato la Svizzera. Torno quindi alla mia routine di single abitante solitario della montagna... C'è come al solito tutta la baracca da portare avanti, ma senza affanni... Sono stato contento delle visite, e ne verranno altre... Intanto però sono già impegnato nella pianificazione dei prossimi spostamenti europei. Fissato un primo balzo a Novembre forzato anche dai lavori di ristrutturazione che pare fossero necessari per il Castello, voglio inserire in quei giorni anche una vacanza europea. Visiterò qualche città sperabilmente con il fratello, e come al solito mangierò, molto... Poi verrà presto Natale, con la solita fine...

A pensarci bene, molto spesso la mia vita è costellata da cicliche abboffate. Non è certo una cosa salutare, ma quanto mi piace... E nel frattempo, lavoro... Si sta inserendo una vita sociale un pò meno piatta, ma è da coltivare, e non è che io sia un gran agricoltore... Vedremo...

E il primo compito dei prossimi minuti è mangiare... Ancora... Fischio (con la bocca piena!)...

lunedì 22 giugno 2009

Ecco come la penso: dipende da noi.


Ho attraversato fasi diverse nel mio percorso. Non sono mai stato fatalista, ma la frustrazione verso cambiamenti che non avvenivano e realtà che non mutavano nella mia vita, mi hanno fatto qualche volta dire: "non è destino". L'ho detto però in periodi di sconforto, in cui quella incrollabile fiducia in me e nelle mie possibilità che è al limite della presunzione senza sconfinarvi inutilmente con autocompiacimento, era incrinata dalla stanchezza.

In realtà quello che ho sempre creduto è che siamo o almeno abbiamo la possibilità di essere arbitri della nostra vita... Possiamo essere distruttivi. E' una scelta possibile e rispettabile: non parlo di pessimismo, ma di quell'occhio criticamente offuscato che si copre di una densa fuliggine e resta accecato. Non è detto che non ci sia soddisfazione nello spianare il campo. Alla fine però è bene avere un progetto stile Milano 2 e agganci al PSI (oggi PdL) per tirarsi fuori con successo dai guai... Possiamo essere allegrissimi e felicissimi, ma attenti che avere tutti i denti cariati per il troppo zucchero e un diabete violento non è neanche da sottovalutare. Possiamo essere consistenti con noi stessi (la mia via), ma c'è dietro l'angolo un pò di quella amarostica sensazione di solitudine...

L'unica cosa che però hanno in comune queste e le altre mille possibilità che abbiamo, è di presupporre una dignitosa consapevolezza che stiamo facendo delle scelte di vita ogni giorno, e che stiamo usando il nostro tempo. Usarlo alla ricerca della felicità è il vero obiettivo: come questa debba essere raggiunta è un altro discorso perchè felicità è tante cose, e ognuno è stratega di se stesso secondo le proprie inclinazioni...

A rileggere questo post mi sembra di aver già scritto cose simili in modo diverso. E' probabile, eppure questo concetto e pensiero mi è così importante che non riesco a smettere di ribadirlo. Forse mi serve per ricordare che sono arrivato nel Maniero per una serie non di coincidenze fortuite, ma per una concatenazione di eventi che ho guidato e diretto a modo mio. Non so se per tutti ci sia questa scelta. Forse sono solo stato fortunato. Alcuni mi hanno detto bravo. Altri ancora si chiedono che cosa ca**o mi sia passato per la testa uscendo dall'Italia e chiudendo la porta senza portarmi dietro una chiave di riserva. Molti, pur dicendomi bravo, si sono anche chiesti che ca**o mi è passato per la testa... Io alla fine non cerco nè elogi nè condanne. Non sapevo del tutto quello che mi sarebbe successo, ma avevo la serenità di spirito per fare per la prima volta un vero salto con il paracadute. Il paracadute non lo avevo cucito da solo, ma con l'aiuto di tanti nei miei anni di maggiore o minore consapevolezza. Sperimentarlo era però non privo di rischi, perchè da inesperti ci si può anche sfracellare. A me sembra che per ora fili corde e seta abbiano retto bene. Ma non lascio la presa e continuo a dirigere con attenzione, aspettando di atterrare all'ultimo minuto, magari non troppo lontano da quel bersaglio che ho disegnato sul terreno prima di lanciarmi...

venerdì 21 marzo 2008

Oggi



Quello che oggi vedo dalle mia finestre... Neve...

domenica 13 gennaio 2008

La domenica del Villaggio...


In genere le pigre domeniche trascorse quin in Svizzera mi hanno visto strettamente casalingo. Cucinare molto, mangiare non di meno, riposare se ci si riesce, studiare tedesco... Purtroppo infatti mediamente qui, la domenica, è chiuso più del normale. Sembra che anche le menti non possano uscire di casa... La vita della Baita di Cemento armato di certo non aiutava: il solo pensiero di uscire nel mezzo del nulla, mi deprimeva molto di più di Domenica In, e direi che il paragone è tutto un programma...

Oggi però, complice la presenza dei miei allegri genitori con valigia, ho deciso di vedere cosa può offrire una città Svizzera, o meglio dire un Villaggio dei mille Elvetici, in una domenica uggiosa con il sole direttamente infilato in un caldo fodero. Ebbene, sorpresa delle sorprese, anche altri hanno pensato che forse non è necessario stare sempre rintanati nel proprio maniero... Ecco qui camminare in giro per il centro giovani e anziani entranti e uscenti da qualche sparuto bar aperto... Nessuna emozione particolare, però la sensazione che la vita, lontano dal Ghetto di cemento armato, possa ancora riservare delle sorprese, finanche nel piccolo Villaggio Svizzero!

domenica 9 dicembre 2007

Il Maniero di Nussbaumen


La mia nuova casa sta assumendo una forma definita... Ora vi splendono le luci (a onor del vero alcune in modo un pò sbilenco), i mobili hanno iniziato a poter prendere polvere, le carte stanno faticosamente entrando in cassetti e cestini della spazzatura... Insomma, come una creatura viva, ogni parte del corpicino sta assumendo una forma più o meno definitiva.


C'è da ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato, anche telematicamente con idee salaci e consigli utili che hanno spesso trovato applicazione. Lo faccio senz'altro e con un inchino. Altri ringraziamenti per trasloco e gentilezze varie, li ho già fatti personalmente per cui non mi sembra il caso di dilungarmi oltre...


E ora? Oggi è stato il primo giorno in cui ho potuto girare per le stanze senza una speciale ragione e guardarmi intorno e pensare a cosa volevo ancora fare. La casa mi piace, anche nella sua dimensione piuttosto ampia. Però ancora mi mancano dei punti di riferimento, oltre all'assenza temporanea del televisore che a volte si fa un pò sentire. Mi consolo con il pc e con la meravigliosa stanzetta che gli sta attorno... L'attrezzatura telematica non mi manca, ma in futuro conto di intervenire ancora con miglioramenti anche su di essa...


Ciò che però realmente anelo è un pò di riposo vero. Il mio ultimo mese mi ha messo alla prova. Lavoro + casa mi hanno spinto molto vicino al mio limite. Me ne rendo conto molto spesso dal fatto che non riesco a dormire bene. Ma le vacanze di Natale sono vicine, e a piccoli passi, ci arriverò!


Hasta la vista!

giovedì 6 dicembre 2007

Dentro un presepe...


Questo post è speciale: sono seduto sulla mia nuova sedia da ufficio in pelle umana alla mia scrivania con la luce diretta sullo schermo del pc e con davanti la meravigliosa vista del presepe Svizzero. Sì perchè di fronte alla scrivania ho una bella finestra ampia, da cui vedo la collina di fronte illuminata da tante decorazioni natalizie e dalle allegre luci delle case dove vive gente vera... Addirittuta c'è una costruzione a piramide illuminata di luci varie che mi porta alla memoria la capanna di Benito, il pastore dormiente! E' bello qui, e quantunque mi senta un pò spaesato nella vastità del mio nuovo maniero, la consapevolezza di aver scelto bene mi pervade e mi lascia soddisfatto... Sono arrivato a casa, e ancora più di prima, non ho paura...

Nel frattempo si avvicina Natale. Mi sembra impossibile, eppure è così. E anche qui devo elogiarmi da solo perchè i biglietti per passare le feste in famiglia ci sono e sono già pronti a essere messi in azione! Per chi lo volesse sapere, sarò in città dal 22 al 6. E anche se non dovessi vedere nessuno, saranno comunque due eroiche settimane!

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