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domenica 14 febbraio 2010

Essere ricchi dentro (le tasche)


Il denaro non fa la felicità, ma aiuta a vivere meglio. Essere "ricchi dentro", ma con le tasche vuote, tutto sommato è un pò filosofia del sogno.

Al di là di quelle consolatorie proteste di soddisfazione da animo nobile, ma da quattrini pochi, mi sono reso conto con il tempo che nascere ricchi (non dico benestanti, dico ricchi...) può essere un vantaggio innegabile e molto produttivo. Guardando alla storia, famiglie antiche e danarose, riescono a mettere i propri rampolli in posizioni di rilievo che permettono anche a elementi non eccelsi di avere un ruolo decisamente importante. La teoria delle reti di conoscenza, la possibilità di raggiungere estremi lontani e di avere merce di scambio, aiuta e facilita. Ieri guardavo un documentario sulla famiglia Kennedy. Pur supponendo che i loro geni siano stati particolarmente ben miscelati, vista la media delle attività in cui sono stati coinvolti, mi sembra ovvio concludere che il loro denaro li ha messi sul trampolino più alto. Certo poi sapersi tuffare bene è un merito, ma per tanti altri, già scalare fino al punto di lancio è una impresa.

E' così che si perpetuano generazioni di potere. Certo si può migliorare nel corso di un'esistenza partendo dal basso, ma per raggiungere lo status di chi su un piedistallo c'era già il lavoro è tanto di più. Ma non voglio guardare solo al privilegio come forma di "facilitazione". C'è anche da aggiungere che il vivere in una certa atmosfera, permette di capire molte cose e di essere prodighi nell'utilizzo delle proprie risorse. E questo significa anche un modo di investire e di spendersi largheggiando, che con un pò di oculatezza, ripaga...

Non odio i ricchi nella "sacca". Però penso a volte che tutti meritano una possibilità, e se per nascita non ce l'hai, si dovrebbe trovare un modo di darla lo stesso...

venerdì 15 gennaio 2010

Disparità sportive: il ricco nord


Domani Snowboarding. Attenzione. Prima volta su qualche oggetto che si muove sulla neve (in)dipendentemente dalla tua volontà... Faccio una lezione: non sembra sia possibile e saggio iniziare diversamente e tutto sommato non lo voglio fare. Con un pò di teoria, che cercherò di non applicare alla lettera, forse si riuscirà a fare qualcosa di simpatico.

Mia tenuta da snowboard: giacca da snowboard, pantalone da sci, calzini da snowboard, mutanda nera lunga che sullo scatolo aveva scritto "warm", maglietta sportiva traspirante, maglietta lupetto, felpa da eliminare prima della potente attività muscolare. Dulcis in fundo cappello tripuntuto dai mille colori stile buffone ma marcato... Insomma, potete immaginare il tecnicismo della cosa. Ebbene potete anche immaginare che non tutto quello che ho addosso è stato comprato a buon mercato. Di fatto, l'accoppiata calzino e mutanda è una delle cose più costose, ma in generale l'insieme si è portato via un certo ammontare di denaro dalla silhouette non proprio indifferente!

A questo, va aggiunto il costo di una giornata di fitto equipaggiamento da sci, arrivo in loco, pranzo, varie ed eventuali. E siamo sempre in Svizzera, per cui un'idea per chi non vive qui dei livelli di spesa manifesti o occulti, resta affascinante, ma ignota...

Bene, ecco che si affaccia alla mia mente meridionale, la considerazione che sciare costa, e costa molto. Magari non è l'attività in se stessa, ma il contorno di strutture e di ammennicoli porta il gioco a livelli difficilmente sostenibili... Ovviamente racconterò del gusto che ne ho tratto, sperando che non vi sia alcuna perdenza. Ma a parte la conformazione naturale, mi viene il dubbio che noi meridionali si vada al mare perchè la povertà imperante per troppo tempo ci ha tradizionalmente inibito lo sci. Tutto sommato, generalmente, il mare lo si può avere gratis, seminudi e con un pallone diventa altrettanto impegnativo dello sci...

E in questa discriminazione sportiva, ora che dovrei trovarmi dal lato buono, tanto gusto non ce lo vedo!

Note per Viaggiatori Occasionali...

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Capotreno e Viaggiatori