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mercoledì 29 aprile 2009

A stare troppo con i piedi per terra...


...si finisce per pestare!?!?!??!

Beh, varianti sul tema... Insomma, ancora una volta in difesa dei sogni, di quelli che a qualunque età ci restano dentro. In difesa della speranza che il sole di domani sia più luminoso di quello di oggi. In difesa della ricerca di quella felicità che è sfuggente e difficile da mantenere quanto l'anguilla di Natale, e che proprio come quella, continua a muoversi anche quando pensiamo di averla uccisa per sempre.

Ritorno a casa stasera senza confusione, stranamente placido e indolente, assolutamente indifferente alla tv e al suo richiamo. Ritorno a casa con il pensiero distante, perso dietro a un momento in cui ho creduto, che non mi ha regalato gioia, ma in fondo amarezza. Eppure è valsa la pena di avere anche quel momento, perchè un percorso senza scossoni è rilassante, ma anche un pò noioso. In quel momento ho sognato, sperato e ricercato. Mi sono poi svegliato, disilluso e rinchiuso. Ma non ne resto infelice, perchè ancora una volta, alla fine del tunnel ho trovato un pezzetto di me e di quello che sono e che sarò.

Si avvicinano all'orizzonte lontano come dei miraggi nuovi tempi di scelte. Il senso di tutto ciò non è necessario definirlo ora. Le conseguenze ancor meno. Però attraversare le turbolenze climatiche di questi giorni mi pesa meno che in altri, forse anche perchè una nuova primavera arriva e anche l'anno prossimo e quello dopo, e nel muoversi incessante di tutto, anche io non resto dove sono seppure solo con la fantasia...

lunedì 15 ottobre 2007

Il triste uomo del cetriolo


In giro per il supermercato se ne vedono un pò divertenti. Vista la limitatezza della vita sociale, Migros e Coop sono una delle mie destinazioni preferite. Ci passo molto tempo e faccio lunghe osservazioni di abitudini e stili di vita...


E quindi ecco la scena della tristezza. Ingrippatissimo giovine occhialuto con zaino scolastico tipo invicta multicolore si avvicina al banco della verdura e zac: con gesto rapido e repentino cinge di affetto manuale un cetriolo medio piccolo. Il solitario ortaggio spaesato finisce nella bilancia per la valutazione del prezzo senza fare obiezioni. Neanche l'impatto delle terga con il gelido metallo stile tavolo operatorio provoca reazione e rifiuto. E nessuna ribellione neanche al gesto pietoso dell'azzeccare direttamente sulla sua pelle uno scontrino sberluccicoso...


Ma la tristezza dell'uomo che, al supermercato, va e prende e porta via un solo e abbandonato cetriolo, mi lascia basito e senza speranza per il suo acquirente... Che fine avrà fatto quel cetriolo non so, ma le ipotesi le lascio alla vostra fantasia...

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Capotreno e Viaggiatori