
Questo post lo scrivo dopo una giornata lavorativa di 11h. Però è nato stamattina, prima di questa tranvata, alla stazione del treno di Baden, e è nato così in profondità, che non potevo pensare di andare a letto e lasciarlo lì...
Eccolo lì, il mio emulo di Huckleberry Finn. In piedi statico e teso alla banchina del treno fa l'ometto. Zaino militare, vestiti d'ordinanza, stivale anti pioggia, concede alla sua gioventù solo quella masticata strafottente di qualche enorme gomma ai frutti di bosco...
E' deciso e senza paura, ma con ingenuità cerca di darsi un tono... I fantastici 8-10 anni, quando andare a scuola da soli era un gran conquista...
L'ho invidiato, l'ometto, per la vibrante emozione che le prime libertà sanno dare. Ma è stato anche malinconicamente meraviglioso rivedere me in lui... Gli anni sono passati (e 20+ sono tanti), ma sono ancora lì a cercare di darmi un tono...
Eccolo lì, il mio emulo di Huckleberry Finn. In piedi statico e teso alla banchina del treno fa l'ometto. Zaino militare, vestiti d'ordinanza, stivale anti pioggia, concede alla sua gioventù solo quella masticata strafottente di qualche enorme gomma ai frutti di bosco...
E' deciso e senza paura, ma con ingenuità cerca di darsi un tono... I fantastici 8-10 anni, quando andare a scuola da soli era un gran conquista...
L'ho invidiato, l'ometto, per la vibrante emozione che le prime libertà sanno dare. Ma è stato anche malinconicamente meraviglioso rivedere me in lui... Gli anni sono passati (e 20+ sono tanti), ma sono ancora lì a cercare di darmi un tono...