lunedì 12 dicembre 2011

Quel che resta di un anno


Non manca moltissimo alla fine di quest'anno. È una fine agognata per me e quindi non mi dilungherò sul parlare di questi 365 giorni. Almeno non descriverò eventi personali.
Però questo post è dedicato ad alcune riflessioni cui sono giunto nella maturità di un'età che avanza inesorabile, ma non in tutto negativa.



Prima di tutto il 2011 ha sfatato anche la superstizione della fine del mondo. Ormai ce la propinano in tutte le salse più vistose, ma pare che non dipenderà dalle date la nostra dipartita, quanto dalla distruzione che riusciremo a creare sul pianeta... Molto più probabile che siamo capaci di auto-estinguerci piuttosto che ci pensi un evento apocalittico legato a non si sa bene quale congiuntura astrale.


In secondo luogo, dopo un secolo in cui l'umanità ha finito col diventarne schiava, il denaro sta mostrando il suo ghigno tremendo. Se abbiamo attraversato tempi in cui ipocritamente l'adorazione della carta moneta e di tutti i suoi simboli era atto del demonio, oggi questo si è ribaltato. In una forma di dittatura finanziaria, il nostro modo di vivere, la nostra stessa possibilità di essere liberi e di esprimere noi stessi che il benessere porta con sé, costringe a inchinarsi davanti alle banche. Entità assurde come le agenzie di rating, governano più degli stati nazionali, assecondando sensazioni del tutto irrazionali oppure fin troppo guidate dalle potenze emergenti. La grande Cina ha saputo attendere il suo momento, e sembra non avere pietà per nessuno nella sua crescita. Sta fagocitando tutto, ed è imprevedibilmente furba nell'azionare leve come il debito nazionale per acquisire il diritto di governare il futuro attraverso il mercato. Per chi ha ancora fame di raggiungere il luccichio scintillante di questa Europa specchio riflesso di un'America decadente, tutto è lecito.

L'Europa, mai fino in fondo costituita, sta perdendo se stessa a partire da quella moneta e da quel mercato che, ancora una volta sotto il segno del soldo, l'aveva saputa unire. Il crollo a effetto domino delle economie povere strutturalmente e storicamente ricche e importanti, dimostra la fragilità di un sistema che non ha mai accettato di integrarsi fino in fondo. Forse è stato un bene perchè è più facile vincere contro uno solo che contro una squadra di individui che devono difendere la propria porta. Forse avere delle gambe più grandi e muscolose, evita gli sgambetti...

E nella stessa metafora, come non pensare alla fine dell'infinita piaga italiana di Berlusconi? Il suo migliore amico, il denaro, gli ha voltato le spalle. Il mercato dove ha trionfato nella sua vita imprenditoriale, lo ha disarcionato. Cercherà di tornare, di non scomparire, ma se con un pò di malizia gli altri riusciranno infine a emarginarlo non considerandolo più un interlocutore valido, probabilmente potremo fare a meno di ennesime buffonate e di menzogne fasulle per gli anni a venire.

Restano per me dolorose alcune immagini. La spazzatura a Napoli, che ha ridotto la città a immagine mondiale della stupidità italiana e la nazione a zimbello organizzativo planetario. Le manifestazioni violente in Italia e nel mondo contro quello che non piace. Come se distruggerla fisicamente non faccia ricrescere vigorosa la gramigna. L'assenza assoluta oggi di idee e di aspirazioni più alte di un bel cellulare e soprattutto quel vuoto spinto di solidarietà di fronte alle difficoltà degli altri che si avverte non solo in Italia, ma in tutto il pianeta azzurro. Non so quanto si potrà andare avanti così.

Però, alla fine io ci metto una nota di speranza positiva. Sono nati nel mondo sei o sette bambini che sono stati identificati come i sette-miliardesimi esseri umani della Terra. Sono tutte creature magnifiche che hanno dentro di sé in potenza la rivoluzione contro tutte le cose che ho elencato sopra. Spero che la potenzialità si trasformi un giorno in realtà...

sabato 10 dicembre 2011

Polemiche, povertà, menzogna e realtà.

Chi non l'aveva previsto? Anche uno solo, sarebbe troppo. Chi, nella società italiana, non aveva capito che questo governo ci sarebbe andato giu' pesante e senza guardare in faccia a nessuno, soprattutto cogliendo quello che era sicuramente ottenibile, era un illuso.


Monti & Co, hanno avuto carta bianca dal Quirinale. Sono stati legittimati dalle parti politiche accecate dall'odio contro Berlusconi come da quelle favorevoli al Cavaliere che hanno gradito l'opportunità di regalare a qualcun altro il cilicio della ingiurie della gente. Ha quindi deciso di fare tutto quello che l'élite privilegiata e intellettuale, ha sempre visto come le necessarie misure per svecchiare il Paese. E quindi via di provvedimenti che per tutti gli altri governi sarebbero stati tabù impossibili in vista di una successiva elezione. Pensioni su tutto. Il governo tecnico ha deciso che era il caso di sfruttarla questa benedetta crisi e che quindi si poteva e doveva agire su tutti quei meccanismi altrimenti intoccabili. Come le grandi multinazionali sfruttano le difficili condizioni di mercato ad arte per annunciare migliaia di esuberi e dimagrire dopo abbuffate senza controllo, così si sceglie di cavalcare l'onda, sfruttare le pressioni europee e giustificare tutto. Non c'è alternativa. Bisogna operare sulle cose che sicuramente si possono ottenere, e non su quelle impossibili. Quindi, bisogna agire su quei molti che pagheranno certamente perché non hanno scampo.


A dispetto di giustificazioni e di improbabili attenuanti, l'uragano ha raggiunto il Bel Paese che si è sciolto come l'omonimo formaggio su una fetta di pane. A prendere molti a morsi, ci penseranno le nuove regole. Non per tutti però. Ecco infatti che i potenti, i parlamentari, stanno già cercando il modo per evitare di subire una qualsiasi ripercussione. A essere diffidenti fino in fondo, ci si potrebbe vedere dietro un raggiro multiplo, con il governo che, di proposito non fa le cose al 100% nelle regole con gli onorevoli dandogli una scappatoia. Ma forse sarebbe troppo anche per loro... Intanto mi disgusta che i politici abbiano voce in capitolo per difendere i loro stipendi e non la abbiano tutti gli altri che solo di quello vivono. In secondo luogo, ancora venendo al tema a me caro della mancanza di principi ispiratori, trovo un'aberrazione che coloro che ci rappresentano in parlamento non abbiano il buon gusto di uniformarsi al clima di sofferenza della nazione. Quasi che l'essere stati eletti gli dia dei diritti in più rispetto a tutti gli altri cittadini. L'odio per la politica nasce proprio da questa corrotta sensazione di volersela continuare a spassare sputando in faccia a quelli che pure li hanno sostenuti...


Non sono in grado di dire chi abbia ragione su questa super-manovra che ad alcuni sembra una retromarcia destinata a sbattere. Non me la sento di polemizzare contro il governo non avendo una chiara visione degli interventi. Spero la abbiano loro. Non  mi piace chi oggi attacca Monti dopo averlo incensato e dopo avergli messo in mano l'Italia con la cifra 00 (licenza di uccidere) davanti al numero di Presidente del Consiglio. Lungi da me dire che avere il Biscione ancora tra i piedi (e sono stato buono a usare piedi) sarebbe stata una opzione migliore.


Di fatto l'Italia si trova ora dove l'Italia stessa si è andata a cacciare. Si può dare la colpa a Berlu, alla sua corte di buffoni e al suo irrequieto cervello piccolo, ma anche la si può dare alla Sinistra assente se non quando c'era da dire peste e corna della premiata ditta di acrobati al governo. Si può dire che Monti faccia l'interesse delle banche. Si può pensare che l'Europa ci abbia sculacciato senza motivo e quindi frignare, che hanno iniziato loro e adesso siamo a terra in una nuvola di polvere. Queste sarebbero parzialmente tutte realtà e tutte menzogne.


Restano in ogni caso sul tappeto delle infinite e infruttuose polemiche e tanta, troppa povertà per un paese che è stato grande e sembra oggi uno spettro, incatenato mani e piedi a guardarsi morire in un specchio. Contrappasso tremendo di chi vede la sua bellezza sfiorire...

mercoledì 7 dicembre 2011

Poche righe

Poche parole stasera per raccontare il mio Dicembre di follia. E' sempre così qui in Svizzera. A Natale e prima di esso si festeggia e ci si saluta fino all'anno nuovo... Esco di fatto quasi tutte le sere e alla fine ne sono spossato. Ma sono pubbliche relazioni importanti, che non si possono trascurare...

Fatto sta che non capisco perché sia solo il clima della collettiva follia a scatenare questa elettrica fame di feste senza troppa discriminazione negli inviti come nel da farsi...

Ma va bene così, perché non posso pretendere di capire tutto e tutti. Ma quanto vorrei poter diluire lungo i 365 giorni una serie di cose che non sono sicuro di voler fare...

E' forse il sogno di una lunga giornata che attende una breve notte e un domani non da meno...

lunedì 5 dicembre 2011

Annunci del Governo. E' l'ora della dieta...

Ebbene è giunto il momento di svegliarsi. Ci ha pensato ieri con calma e posata decisione l'incaricato presidente del consiglio a puntare la sveglia. Il trillo è stato e sarà di quelli che non riesci a spegnere neanche con le martellate, e gli italiani smetteranno molto presto di festeggiare la fine di Berlusconi per passare al banco della giuria e sparare a alzo zero sul nuovo governo.

Partiamo da un primo punto. L'unica tv che ha mandato al 100% l'intervento di presentazione della manovra del governo è stata La7. Niente da perdere e tutto da guadagnare, certo, ma i guasti Berlusconiani faticano a perdersi. Era talmente importante mettere in scena l'intrattenimento domenicale che non si poteva dedicare su tutte le reti uno spazio per una serie di annunci devastanti. Ovviamente c'è la malafede dietro: tutti potranno manipolare i messaggi a loro discrezione e a seconda della filo-governatività o della volontà di critica, potranno sparare le loro cartucce.

Primo esempio il fatto che tutti parlino delle lacrime del ministro del Welfare. Sono state la cosa meno importante tra quelle dette, eppure il gossip non sa fermarsi a minimizzare neanche in questi momenti storici profondamente dolorosi. Ma è lo spettacolo desolante dei giornali, che sanno ben dare le colpe alla politica senza mai assumersi le proprie...

Elemento numero 2, la serie di provvedimenti annunciati. Altro che pioggia: grandine sulle teste di tutti. Ma era forse una cosa cosi' imprevedibile? Non è stato questo governo scelto per mostrare la retta via e portare il paese fuori dal pantano? In fondo non si stanno mettendo in pratica tutte le richieste dell'Europa fin troppo annunciate e troppe volte colpevolmente trascurate? Nel pettinare questa bambola italiana, Monti e i suoi ministri hanno preso una spazzola fine che i nodi li tira tutti. E' uno straziante spettacolo pensare a come la vita di tutti venga segnata da questa profonda crisi finanziaria. Si portano al fine avanti tutte quelle modifiche che i governi proni alla logica della poltrona non hanno mai fatto.

Non sono in grado di dire se tutte le misure prese siano necessarie e quante di esse produrranno gli effetti desiderati. Non so se saranno provvedimenti sufficienti a rimettere, nel medio lungo periodo, l'Italia in gioco. Pero' posso dire che sono riforme di una durezza cui gli italiani non sono abituati. Troppi anni di politica del nulla, e ecco che queste misure che intaccheranno anche benefici acquisiti, diventano tremende scudisciate. Tra poco Berlusconi ricomincerà a salire nei sondaggi, mentre il PD ritornerà a perdere perchè incapace di alternativa, ma ancor piu' fautore di questo esecutivo e delle sue "scellerate" scelte. Insomma, un nuovo pasticcio.

Ero stato un facile profeta dell'inutilità delle manifestazioni di piazza per la dipartita del biscione. Adesso in molti si vergogneranno di aver gioito allora e cercheranno di dimenticarsi di averlo fatto. Potranno senz'altro riuscirci gettando fango e veleno sul governo. Io da un lato vedo la necessità di interventi forti, ma dall'altra resto sbigottito dell'assenza di un'idea forte che guidi gli spiriti. L'evocazione da un universo parallelo del principio di equità sociale, è in realtà una dolorosa maschera volta a legittimare azioni al limite della tollerabilità per tante famiglie. Io voglio sperare che tutto questo serva.

Purtroppo pero' ho l'impressione che questo governo tra poco dovrà affrontare un fuoco di fila senza giubbotto antiproiettile. Quando gli italiani finiranno di rendersi conto di dover pagare, di non avere piu' di fronte il Papi pronto con il suo magnifico esempio a sdoganare ogni illecito o moralmente ignobile atto, si inizierà a dire che è troppo. Che ci deve essere un altro modo. Che era meglio prima.

Ma non sarà la verità. Il conto del ricco tavolo che ha mangiato fino a scoppiare, lo deve saldare qualcuno, e visto che l'Onorevole Casa delle Libertà si è defilata in tempo, ci dovranno pensare i cittadini.

Sperando che tutto questo serva, e soprattutto basti....

domenica 4 dicembre 2011

La pena di morte. Un ritornarci ciclico

Non mi capita troppo spesso di mettere su queste pagine dei post che siano pesanti su temi delicati. Per un certo pudore nell'esprimere posizioni troppo nette, a volte uso dei toni miti. Non è così nei confronti della pena di morte. Già anni fa (caspita, il blog incomincia a diventare un giovincello...), espressi la mia contrarietà alla pena capitale. La mia condanna della condanna resta incondizionata allora come ora.


Mi sono imbattuto in una puntata di un telefilm legale americano, e ancora una volta mi è venuto il desiderio di parlare del mio sdegno nei confronti del dare la morte, facendo in modo che la collettività avalli l'azione. E' fondamentale la mia contrarietà all'occhio per occhio. E' la ribellione all'inciviltà della scelta. Con la pena di morte non si colpisce solo chi subisce la condanna, ma anche chi gli sta intorno e magari in modo innocente. E' una pena che prescinde dal fondamento della vita, ovvero la speranza di poter cambiare e migliorare.


Non discuto per niente il dolore di chi perdite le ha subite. Mi è fortunatamente incomprensibile. Ma l'atteggiamento vendicativo va tenuto a freno proprio dalla collettività che non è coinvolta e quindi deve opporsi alla reazione non ponderata. E quand'anche riflessione e giudizio ci sia, non si può prescindere dalla considerazione che, indipendentemente dalle colpe, lo stato la vita debba difenderla, mai offenderla. 


Qualche millennio fa, gli uomini hanno deciso di vivere insieme in gruppi. Che se ne siano tanti buoni e qualche mela marcia resta inevitabile. Ma una volta isolati nella loro pazza e deforme perversità i responsabili di reati gravi, non è accettabile che li si elimini, magari anche con brutale soddisfazione.


Se il principio da preservare è la punizione di chi ha agito contro la vita, non è possibile seguire quello stesso percorso. Ed ecco che nè l'iniezione letale, nè la sedia elettrica o l'impiccagione sono meglio della lapidazione o della ghigliottina, ancorchè meno sanguinolenti...


Continuerò a considerare profondamente ingiusto e irrazionale il reagire contro la scelta sbagliata di uno con la stessa scelta. Ancor più continuerò a credere che la gente possa cambiare un pò, E che se non possono farlo, il loro inferno sarà iniziato già su questa Terra...

martedì 29 novembre 2011

Vivere e morire

Nello scorrere del tempo verso obiettivi piu' o meno importanti, viviamo. Poi tutte queste cose che ci sembravano irrinunciabili un minuto prima, perdono il loro valore, e moriamo...

Con il naturale ciclo delle nostre esperienze, diventiamo migliori e peggiori ogni giorno, ma consci in fondo che proviamo solo a difenderci da quel pensiero insopportabile, che tutto scomparirà. Che esista il paradiso o l'inferno e che al piano ammezzato ci sia il purgatorio, non è un fatto rilevante. Tutto cio' che saremo stati si dissolverà, almeno su questo pianeta molto azzurro, per rimanere (forse) nella memoria di persone che ci sono state vicine, apprezzandoci, amandoci, odiandoci... Lasciare un nostro segno sul globo è una speranza giusta e legittima. Ma ancor di piu' forse è l'aver goduto quello che potevamo, l'aver visto quello che volevamo...

Non sono né ottimista né pessimista sul viaggio rotondo che compiamo. Penso pero' di sentirmi oggi profondamente incompiuto e non particolarmente felice di quello che ho raggiunto. Sento anche il tempo scorrere via, e il tentare di stringerlo e di rallentarlo un comportamento da folle Donchisciotte...

Eppure è cosi' difficile vincere la paura che mettersi a correre farebbe passare il nostro tempo ancor piu' rapidamente, che non mi risolvo a farlo. Forse se trovassi una direzione in cui puntarmi con consapevolezza e desiderio, tutto mi sembrerebbe piu' lieve. Forse quest'anno, nella sua bruttezza, ha come insegnamento che bisogna prendere la propria strada e accelerare fino al limite di velocità. Attenti alle multe, ma pronti a pagarle se c'è da spingere per arrivare in tempo...

giovedì 24 novembre 2011

Gente/Gentaglia/Persone

Si incontra un po' di tutto in giro per il mondo e per le strade. Si incontrano facce indistinte. Le classificherei come Gente. E' una massa abbastanza informe e anonima secondo il nostro personale metro di giudizio, che non ci resta impressa e non genera alcun istinto razionale o irrazionale. Li vediamo. Ci scambiamo anche delle chiacchiere, ma di fatto non ci interessa in alcun modo continuare a vederli.


E' una dinamica normale, ma sostanzialmente infausta: infatti il numero di persone appartenenti a questa fascia, va a permeare di rumore (bianco) molte delle nostre ore e del nostro tempo. Inutile cercare di filtrare questa inutilità. E' una pasta densa, informe, ma non puzzolente nè appiccicosa. Ce la troviamo sempre in giro e c'è poco da farci... Ogni tanto ce la troviamo anche in faccia e ci toglie il respiro. Li' il malcapitato si becca una sguazzata a terra...


Sempre piu' tollerabile la gente della Gentaglia. Sono questi degli elementi di disturbo della nostra psiche che dolorosamente sanno anche insistere sui nostri punti di malessere. Che lo facciano volontariamente o no, importa poco. Quello che conta è che con questi, la rotta di collisione è inevitabile. Allora l'unica è accelerare e passare oltre e prima... Ma se non ci si riesce, ridurre al minimo i contatti e fuggire via. Anche perchè invece del blob, questi sono in genere appiccicosi e anche un po' puzzolenti... Non è facile che non lascino scorie e tossine...


Resta da parlare delle Persone. Sono quelli che trovi e scegli. Quelli che rispetti perchè ti sanno dire una parola di comprensione, di affetto oppure ti sanno considerare come essere vivente dotato di cerebro. Sono quelli che apprezzi, che possono anche non ricambiare, ma sui quali proprio non te la senti di dire e pensare nulla di male... Insomma, sono gli elementi che vogliamo e che ci portiamo dietro...


E tutto questo per dire che in questi giorni post compleanno, sto riflettendo un po' sulle persone che ho intorno. Penso al blob, alla melma, e alla terra solida. E tutto sommato ho un bilancio positivo che mi rende fiducioso... Chissà poi perchè...

lunedì 14 novembre 2011

E se un giorno quest'anno finisse...

Generalmente non ho mai guardato con ansia alla fine di un anno. Particolarmente non ho mai atteso con ansia il mio compleanno come pietra miliare di 365 giorni vissuti non pericolosamente.


Eppure il 2011 è stato difficile e quindi ho guardato con una certa attenzione l'esaurirsi del tempo tra il mio precedente ed attuale genetliaco... E' stato un po' cercare di anticipare la fine d'anno che ancora appare lontana seppure invece profondamente vicina. Non ho messo i pesi con le cose positive e quelle negative sui piatti opposti della bilancia, un po' perchè occupato, un po' per pigrizia e paura di confrontarmi con tutto quello che è successo. Non ho intenzione di farlo neanche ora. In fondo ho l'impressione che la cosa migliore sia semplicemente dimenticare o ricordare, ma senza una collocazione temporale troppo precisa.


Purtuttavia, tralasciando il mio personale, è forse il caso di guardare un po' in giro alle cose successe nel mondo e a come hanno influenzato il nostro modo di vivere. Molto mi proviene dall'Italia. Altro dal considerare a livello un po' piu' globale, dove stiamo andando. Il frullatore mondiale si è interconnesso ancor piu' profondamente. Come dice la teoria del Caos, il battito d'ali di una farfalla in Cina puo' influire su eventi piu' o meno catastrofici in giro per il globo. Siamo investiti dallo spettro di questa dannata crisi, troppo spesso pero' non chiarita. Agitare delle cose che in modo fumoso vanno a colpire il nostro conscio-subconscio è un gioco sporco eppure gradito a molti. Chi ha la capacità di controllare le informazioni a suo piacimento è anche in grado di guidare un colpo alle paure.


Questo è quello che vorrei finisse quest'anno, ma so che non accadrà. Siamo diventati troppi e troppo complicati su questa Terra per illuderci che si possa tornare a quel semplice mondo di necessità primarie. Allora non si viveva meglio. Su questo non ho dubbi. Pero' non sono convinto che tutto quello che abbiamo bruciato nel nostro renderci complicati sia stato giustamente gettato via. Progresso e sviluppo sono le parole piu' amate nel mondo, ma definirli è la cosa piu' difficile che ci sia. E alla fine di quest'anno, se provassimo a incasellare gli eventi in una di queste due categorie che hanno accezione positiva, potremmo ritrovarci con poco o nulla...


Ed è questo quello che mi preoccupa all'approssimarsi della fine d'anno. Che ripercorrerlo non sia cosi' gratificante. Sempre che lo sia mai stato...

domenica 13 novembre 2011

L'addio e le mancanze...

Oggi diamo l'addio a Berlusconi e al suo (mal)governo. Ora non mi interessa salire sul carro di nessuno. Non credo ci siano in questa storia tanti vincitori. Mi fanno solo ridere quelli che dicono: esserci liberati di Berlusconi è merito nostro. Se c'è una persona che è responsabile di ciò è proprio il Cavaliere di Arcore. E' stato colpevole di superbia (il suo difetto sommo) e di non aver realizzato per tempo che gli sarebbe stata imputata totalmente la crisi economica. Il declino, lo sostengo da molto, va ricercato nello smutandamento del Bunga Bunga, ma adesso il fiato sul collo non era quello di qualche escort di medio livello, quanto quello dei mercati finanziari. Persone spiacevoli quelle: ti giri un minuto e ti fanno sentire la barba sul collo...

Ora si continua a parlare di lui come da 70 anni si parla del Duce. Speriamo duri meno il suo ricordo. In fondo il suo contributo a detrimento dell'ex Bel Paese è molto meno significativo... E soprattutto adesso va voltata pagina anche nel modo sempliciotto di fare politica di tutti quelli che a lui si sono contrapposti. La lotta nei confronti di un uomo solo al comando, ha preso il sopravvento su ogni forma di proposta e di programma. E' fin troppo vero dire che, come in occasione della caduta del muro di Berlino e il dissolvimento del regime comunista, non c'é piu' per troppi un nemico da combattere. Dire peste e corna di uno è infinitamente più facile di esserci a proporre qualcosa.

Nell'essere comunque speranzoso che quell'approccio falso e untuoso del Padrone e dei suoi squallidi lacchè possa scomparire, mi chiedo se l'Italia non abbia bisogno di un Topexan migliorato per curare tutti i brufoli purulenti che le dominano il volto. Adesso Monti farà quello che l'Europa chiede. Saranno lacrime e sangue, e tanti si pentiranno di averlo acclamato. Ma sembra sia indispensabile. E' però pacifico che sia una transizione verso un governo politicamente legittimato. E qui cascherà pesantemente l'asino se nessuno si proporrà con un approccio sano e meditato e con un programma che dica al Paese cosa, chi e quando fare per continuare a prosperare. Ricordiamocelo sempre: quello che si vuole mantenere è il benessere e il livello di vita cui sia abituati. La possibilità di goderci il nuovo iPhone e tutte quelle altre diavolerie che ci fanno ridere. E questo vale per tutti, anche per chi non ce la fa a arrivare a fine mese. E' il modello sovraeccitato del superfluo che diviene indispensabile. Non sono contro di esso a priori, ma penso che si debbano dare altri valori. Credo che si debba proporre una vita equamente serena, con la possibilità di un piatto caldo in tavola per tutti e un tetto sopra la testa. Anche a costo di rinunciare a qualche "sfizio". Sono un sognatore, me lo dicono tutti, ma francamente me ne fotto.

Ora che Berlusconi è archiviato, vorrei vedere delle idee. Non è possibile per un paese vivere come un'azienda e guardare solo al prossimo trimestre. La visione deve essere filosoficamente indicativa di cose da fare in anni, quelli che una generazione ha da vivere...

Forza e coraggio. Proponete, e avrete il mio voto...

lunedì 7 novembre 2011

E sfoghiamoci un po'

Oggi ho sciolto il morso che teneva la mia lingua frenata da un pezzetto, e ho scaricato un galoppo di brevissima durata, ma di intensità incontenibile.


E' stato come uno schiaffone deciso in pieno volto di chi mi ascoltava incredulo. Ma era tempo per dire decisamente basta. Soprattutto a me stesso. Ho usato alcune delle preziose risorse del mio piccolo cerebro in avvitamenti troppo inutili per essere spiegati. Ho lasciato che cose che non hanno piu' alcuna importanza rimanessero a girare nelle circonvoluzioni periferiche, con qualche puntata improvvisa al centro. E adesso bisogna proprio mettere un punto a tutto ciò.


Sono in un certo senso orgoglioso di aver dignitosamente fatto esplodere la parola fine ad una situazione paradossale in cui mi ero messo a bagno. Adesso non si torna in nessun modo indietro e non c'è niente da rimediare. Ma era cosi' che doveva andare da lungo tempo.


Ora si potrebbe discutere su quello che è giusto e sbagliato. Ma devo dire che non posso pentirmi di aver fatto una scelta moralmente valida verso il mio benessere. E' tutto chiaro adesso. Non è rimasto niente in sospeso che sia inespresso. E ora ho un gran sonno, come se avessi atteso questo momento a lungo per riposare al fine.


Ho pensato che poche parole e un silenzio possono fare molto male. Perchè il silenzio svela e ricopre tutto di una gelida brina... Ma in realtà sento già un caldo sole. Non è una vendetta quella che mi sono preso. E' stato stabilire il punto con una carta nautica nuova che mi dice dove sto mettendo la prua. 


Nel mio amore infinito per metafore e similitudini, sembro perdere il significato delle cose. Ma in realtà lo ritrovo dicendo semplicemente che ho perso, ma se prima credevo anche la dignità, stasera mi sento di aver riconquistato il diritto di essere me stesso completamente.


Quando rileggero' questo post, mi risulterà forse oscuro. Ma non mi preoccupa perchè è un post liberatorio, uno di quelli sinceri.


E lo ho atteso a lungo...

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