Stasera ho da spendere le mie ultime parole di questa settimana sulla politica italiana. Da domani mi dedicherò ad altro o al nulla...
Oggi però è stata una giornata particolare e devo dire che anche al lavoro ho buttato spesso un occhio sulla diretta dal parlamento leggendo quello che stava accadendo. E' iniziata con un Letta che ha fatto il primo ministro un po' supplicante. Ha proposto però con sufficiente dignità di andare avanti con i lavori di un governo che non piace a nessuno ma cerca di governare. E alla fine per mere logiche di palazzo ha incassato i voti di tutti.
Poi ci sono state le fronde nel PDL che si è rotto. Hai voglia a cantare "Meno male che Silvio c'é": ormai troppi si erano convinti che per la loro poltrona era meglio rimuovere il "Meno" e abbracciare un più realistico Angelino.
E alla fine la politica riprende la sua strada. Dei grillini non parlerò solo perché credo che tra di loro ormai serpeggi quel germe inarrestabile dell'incertezza. Le reazioni scomposte nei confronti di ex colleghi sono un segno di paura e rabbia.
Si potrebbe dire che tutto è bene quel che finisce bene. Trascurando il giudizio su cosa sia realmente il "bene", mi sembra comunque di assistere a un ennesimo ciclo che si chiude. Il fatto assurdo è però che il prossimo passo è spesso l'avvio di un ciclo successivo non contraddistinto da migliore fortuna rispetto a quello precedente. Berlusconi non solo non sparirà, ma tornerà a provarci ben presto. Forse dagli arresti domiciliari. Ma questo non lo renderà meno dannoso... Il PD cercherà l'ennesima sua nuova identità, rendendosi di nuovo ridicolo e sfoggiando la sua faccia di opposizione perenne che si mette anche contro se stessa. Grillo e tutti gli altri non smetteranno di urlare inconcludenti attacchi a tutto e tutti senza offrire soluzioni. Un nuovo Big Crunch seguirà tutto questo. Peccato che il successivo bang sarà ancora una volta un imprevedibile distacco dalla realtà.
Se il ciclo si sia chiuso non è un dato certo. Che ci sia un nuovo hula hop a portata di mano è l'aspetto più letale con cui confrontarsi...
Racconti di viaggio lungo i percorsi della vita...
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mercoledì 2 ottobre 2013
domenica 4 agosto 2013
Sempre più giù
E' stato alla fine condannato Berlusconi in via definitiva. Dopo una vita di rinvii. La verità è che sono circa vent'anni che il Cavaliere di Arcore domina la scena politica non con le sue idee, quanto con i suoi problemi e le pezze a colori per riparare ai suoi danni personali.
Senza mai proporre un'idea chiara di cosa fare per una nazione progressivamente indebolita, la scena del paese ha avuto LUI come parafulmine. A destra come a sinistra, spostare l'attenzione dalla incapacità operativa della classe politica ai problemi di soldi e di mutande del cavaliere, è stato lo sport nazionale.
Oggi cosa cambia? Di fatto nulla: potrebbe è vero accadere che Berlusconi scomparisse, ma già le diplomazie segrete sono al lavoro per risolvere soddisfacentemente la questione.
Su tutte, la mia domanda è: chi se ne frega?!?!?!? Insomma, dopo vent'anni di vuoto spinto e di progressivo impoverimento di tutti, i giornali, gli oppositori e ovviamente i sostenitori, tutti accecati dalla rabbia e dal gusto eccezionale della notizia, si lanciano sul pezzo di carne che sembra succulento, ma in realtà è marcio e scaduto...
Agli italiani, tranne agli stipendiati del nostro eroe di mille battaglie e a quelli che hanno un ritorno dalle sue scelte che niente ha a che vedere con il benessere pubblico, non interessa proprio nulla di questa storia. Certo, il pettegolezzo e la pruderie sono inarrestabili, ma se poi si chiede a tutti quale sia il loro problema, ecco emergere parole più ragionevoli come Lavoro, Casa, Salario, Produzione, Innovazione, Sicurezza... Insomma a che punto è la giustizia riguardante una sola persona? Non nella top ten mi sembra di poter dire.
E invece sembra di nuovo che non ci sia nient'altro che questo. Che la crisi della democrazia coincida con le condanne. Invece le condanne sono forse un segno di un paese ancora sano. Ma non ci cascherò anche io: continuo a dire che basta. Basta deviare e inquinare le acque con priorità che non esistono. Basta far scorrere fiumi di inchiostro su uno quando c'è un mare di punti che vale per la maggior parte della popolazione e che non vengono mai posti in evidenza.
Rimarrò uno dei tanti inascoltati. Ma almeno non voglio essere più complice di questo perverso sistema di distruzione che mediaticamente copre i suoi disastri rimanendo senza alcun giudizio contrario. Siano davanti al popolo quei rappresentanti che li hanno portati all'oggi. Siano lasciati in disparte a godere di un immeritato riposo. Sia un nuovo impegno a prendere piede. Ma un impegno qualificato e concreto, con una visione globale che non usi semplificazioni puntiformi, ma pensi ad un'Italia tutta e a come aiutarla a non annegare...
Utopie. Ma quando si tocca il fondo, o si scava o si prova a non andare ancora più giù...
Senza mai proporre un'idea chiara di cosa fare per una nazione progressivamente indebolita, la scena del paese ha avuto LUI come parafulmine. A destra come a sinistra, spostare l'attenzione dalla incapacità operativa della classe politica ai problemi di soldi e di mutande del cavaliere, è stato lo sport nazionale.
Oggi cosa cambia? Di fatto nulla: potrebbe è vero accadere che Berlusconi scomparisse, ma già le diplomazie segrete sono al lavoro per risolvere soddisfacentemente la questione.
Su tutte, la mia domanda è: chi se ne frega?!?!?!? Insomma, dopo vent'anni di vuoto spinto e di progressivo impoverimento di tutti, i giornali, gli oppositori e ovviamente i sostenitori, tutti accecati dalla rabbia e dal gusto eccezionale della notizia, si lanciano sul pezzo di carne che sembra succulento, ma in realtà è marcio e scaduto...
Agli italiani, tranne agli stipendiati del nostro eroe di mille battaglie e a quelli che hanno un ritorno dalle sue scelte che niente ha a che vedere con il benessere pubblico, non interessa proprio nulla di questa storia. Certo, il pettegolezzo e la pruderie sono inarrestabili, ma se poi si chiede a tutti quale sia il loro problema, ecco emergere parole più ragionevoli come Lavoro, Casa, Salario, Produzione, Innovazione, Sicurezza... Insomma a che punto è la giustizia riguardante una sola persona? Non nella top ten mi sembra di poter dire.
E invece sembra di nuovo che non ci sia nient'altro che questo. Che la crisi della democrazia coincida con le condanne. Invece le condanne sono forse un segno di un paese ancora sano. Ma non ci cascherò anche io: continuo a dire che basta. Basta deviare e inquinare le acque con priorità che non esistono. Basta far scorrere fiumi di inchiostro su uno quando c'è un mare di punti che vale per la maggior parte della popolazione e che non vengono mai posti in evidenza.
Rimarrò uno dei tanti inascoltati. Ma almeno non voglio essere più complice di questo perverso sistema di distruzione che mediaticamente copre i suoi disastri rimanendo senza alcun giudizio contrario. Siano davanti al popolo quei rappresentanti che li hanno portati all'oggi. Siano lasciati in disparte a godere di un immeritato riposo. Sia un nuovo impegno a prendere piede. Ma un impegno qualificato e concreto, con una visione globale che non usi semplificazioni puntiformi, ma pensi ad un'Italia tutta e a come aiutarla a non annegare...
Utopie. Ma quando si tocca il fondo, o si scava o si prova a non andare ancora più giù...
domenica 7 aprile 2013
Facciamo i compiti
Ultimamente mi sto interessando molto della politica italiana. E' un po' la migliore fiction degli ultimi 100 anni. Come in una soap, sembrano inesauribili i colpi di scena, le mosse repentine e incontrollate, le finte coerenze e le continue ipocrisie. Non ci si fa mancare neanche il sesso, gli scandali da giornale, i segreti contatti di cui i bene informati sanno cosa fare rendendoli pubblici e puntando il dito... Insomma un repertorio gigantesco in cui i Palazzi del potere assurgono al ruolo di teatri e i diversi incaricati sanno recitare a braccio senza incertezze né vergogne. Tutti in una parte, ma flessibili abbastanza da saper cambiare repentinamente il loro ruolo divenendo ciò che tutti si aspettano. Siccome però è una fiction italiana, non è per niente probabile quell'happy end che premia i film americani...
Nello scrivere e cancellare questa sceneggiatura infinita, la punteggiatura, le regole (ortografiche e logiche) della costruzione di paragrafi compiuti, vengono continuamente stravolte. Dimentichi della Costituzione, completamente distaccati dalla realtà di un Paese che non vuole altro che serenità e di ritrovare una dignitosa prosperità, si continua a non fare i compiti in classe e a non prepararsi a casa. Improvvisare va bene quando non hai alternative, ma se si è stati tanto in politica, o quando ci si è voluti entrare a tutti i costi, è importante avere delle idee chiare e cercare di limitare gli sbagli. Non lo fanno né i vecchi partiti né i nuovi. Non mi riferisco a un fatto in particolare, ma più in generale all'approccio per cui si debba scoprire cosa fare oggi, a valle di 30 e più giorni dalle elezioni, e non pensarci prima.
Mentre sembra che la bocciatura sia inevitabile, si farà di tutto per un recupero e il rinvio in poche materie. Gli italiani sono un popolo molto clemente da questo punto: un Berlusconi che andava bocciato, ha avuto un buffetto sulla guancia ed è ancora una volta passato alla classe successiva. I primi della classe non piacciono alla media e quindi ecco che Monti non poteva avere nulla di più di quello che ha ottenuto. Il PD con il suo Bersani, si è classificato in una mediocre posizione perché il suo spirito intellettualoide è risultato antipatico e incostante nello studio. Grillo e le sue Stelline, hanno avuto fiducia come quegli asini che ci sapevano fare e quindi alla fine sorprendevano perché le valutazioni non sono oggettive, ma basate sul gradimento dei professori giudicanti...
Ebbene nessuno che meritasse? Non lo so dire. Secondo me attualmente i politici sono fondamentalmente una classe di edonisti che tendono a far passare il tempo nel miglior modo possibile senza poi produrre niente. Ma quelli che li valutano, a loro volta, sono diventati disillusi e poco attenti e critici, tempestati anche dagli effetti di mezzi di comunicazione che filtrano ed edulcorano i messaggi fino a renderli di colori e sapori indistinguibili... Chi ha la pazienza e la serenità per scavare le notizie vere e scartare quelle fasulle? Quando c'è la "crisi" poi a campeggiare ovunque, cosa dovrebbe interessare ai "professori italiani" di tutte queste chiacchiere deludenti che li lasciano sistematicamente in mutande?
Nessuno fa i compiti, ma nessuno poi controlla che non siano stati fatti. E così il paese discende ogni giorno un gradino verso l'ignoranza inconsapevole. Tutti forse pensano come Ricki Memphis in Immaturi (scusate la citazione ben poco dotta) che oggi prendere 60 alla maturità significhi il massimo: peccato che nel frattempo quel voto sia diventato una mera sufficienza che invece attesta quanto hai fatto pena... Puntare ad un 100 è troppo? Sì, ma un dignitoso 90?
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domenica 24 marzo 2013
Grillo che non fa dormire
Non amo prendere delle posizioni approssimative. Intendo dire che non mi piace dire senza essere andato a fondo delle situazioni. E' per questo che mi astengo dal parlare dei dettagli delle azioni del nuovo Eroe nazionale Beppe Grillo. Guida i suoi sostenitori come meglio crede. Ha il diritto/dovere di indirizzarli essendo il referente principale del movimento nonchè suo portavoce famoso e ascoltato.
Purtuttavia mi sento di dire qualcosa su quello che le elezioni hanno portato con l'avvento del movimento Cinque Stelle. Prima di tutto un terremoto e l'incertezza. Non necessariamente un male in un sistema in involuzione da troppi anni. Un gruppo dirigente assolutamente degradato e incapace di seguire i trend sovranazionali come di produrre cambiamenti e innovazione legislativa adatta a mantenere un decente livello di sviluppo... Va fortemente rinnovato, non necessariamente tutti al rogo, ma facciamo un braciere largo, perchè di massa ce ne è e molta.
Pero' cosa ci aspettiamo dalle elezioni? Credo come prima cosa che qualcuno si prenda la responsabilità di fare qualcosa. Azione che vada a produrre un clima positivo e a cercare di aiutare chi sia in difficoltà. Azione comunque, non inazione e staticità assoluta. Grippare i cilindri del motore senza un meccanico vicino? Secondo me ferma la macchina nel mezzo del nulla, soprattutto se non si propone il proprio numero della tessera dell'ACI per farsi venire a recuperare. Mi si puo' dire che l'idea è proprio di rompere il motore per metterne su uno nuovo: mi piace! Io per natura amo le innovazioni. Pero' per non rimanere nel pantano a vita, c'è qualcuno che se ne intende di combustione, trasmissione, iniezione e tutto quello che serve per fare di un blocco di metallo un propulsore?
Ecco, è qui che Grillo non mi fa riposare serenamente: fa cri cri giorno e notte in rete, ma non mi sembra che dica qualcosa di nuovo e non scontato se non che tutto fa schifo. Bene, ma dov'è la proposta? Sento che ci si concentra tanto su un governo che "non s'ha da fare", sul finanziamento ai partiti da distruggere, sui rappresentanti eletti etc etc. Ma dell'economia disastrata, del lavoro che va a puttane (o meglio quello che sembra l'unico lavoro garantito rimasto...), della povertà che cresce e di un paese indebolito e intristito, chi si deve preoccupare? Ci si illude forse che tutti gli italiani entreranno in politica attivamente? Non avviene da nessuna parte del mondo, figuriamoci in un paese sostanzialmente devoto all'individualismo come il nostro...
E dulcis in fundo, analogie tremende con recenti signori cui ci si professa avversi: la tecnica dell'agnello sacrificale (che sotto Pasqua ci sta anche bene...) che dice che ci sono attacchi giornalieri di gente che pagata sta sul sito a scrivere cattiverie... Saranno anche loro magistrati di Sinistra o comunisti? Tutti alfabetizzati informatici che sanno come manipolare? E chi manipola il manipolatore? Insomma è iniziato un martirio via internet? E supponiamo sia vero e non si tratti di persone che effettivamente non sono d'accordo, l'unica risposta è l'impegno concreto. Non le parole blablabla, ma il dire cosa si vuole fare e farlo.
Oppure è un muoia Sansone con tutti i Filistei... E per inciso i Filistei sono gli Italiani...
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lunedì 17 dicembre 2012
Picchi comici sconfinano nella tragedia...
Lontano dalla politica e dalla cronaca nazionale per motivi vari ed eventuali, ritorno e leggo della comparsa sulla scena politica di un nuovo personaggio. Silvio Berlusconi da Arcore si presenta come leader del partito di destra. Da dove venga non è ben chiaro. Pare che la ragione che lo spinge come un fuoco sacro applicato alle terga sia il voler salvare la nazione da scelte scellerate...
Devo dire che la mia memoria forse mi fa un brutto scherzo, sicuramente irriverente, nel ricordare che un omonimo personaggio si sia presentato con lo stesso cipiglio eroico alcuni anni or sono a salvare lo stivale. Nel tempo pero' pare si sia fatto attrarre dalle lusinghe di calzature simili alla forma della nostra penisola, ma in genere indossate da ragazze di dubbi costumi che le indossavano fino a mezza gamba...
Insomma ecco un "what if" nello stile di "se una notte di inverno un viaggiatore" dove la pellicola si riavvolge continuamente raccontando ancora una volta la storia e aggiungendo un nuovo tassello, ma senza che la sostanza cambi, e con la frustrante impressione che dalla farsa comica, si vada inesorabilmente a finire nella tragedia umana. Purtroppo sembra che la pellicola sia di vecchio tipo e i colori si siano deteriorati... Cosi' alcune battute saltano e ci si trova a guardare con occhio critico l'esercizio di stile di un sistema basato su un attore prossimo alla pensione. Le trame che si svolgono e riavvolgono dietro sono sicuramente molto oltre l'immaginazione lineare di uno come me, ma le sorprese sembrano esaurite. Ci saranno colonne di fango e pioggia di altri liquidi affini, ma è probabile che il pubblico in sala inizi a protestare di fronte all'ennesimo tentativo di riproporre gag che non fanno più ridere pur se hanno destato affezione in altri tempi.
Questa profezia potrebbe essere smentita, ma tutto sommato il mondo dello spettacolo cui questa farsa è ispirata ha mostrato che dopo un po' di repliche, il pubblico si disamora. Rambo, Indiana Jones, Rocky, Starwars, non sono sopravvissute al secondo-terzo episodio senza perdere un numero consistente di spettatori ed estimatori. Anche le prime edizioni non necessariamente sono stati capolavori, ma l'occhio si è abituato e ha iniziato a aspettare sorprese che non venivano più o diventavano sempre meno sorprendenti e sempre più risibili. Promesse mai mantenute e sogni dipinti ma mai avverati...
La mia nuova sceneggiatura prevederebbe invece un ritorno alle idee e alla filosofia. La proposta di sogni che dicano di speranze e di un mondo in cui vivere dignitosamente e serenamente per contribuire a rendere le persone felici e realizzate dove questo non coincida necessariamente con ricchezza e eccessi. Una Italia che potesse ritrovare una strada per dare entusiasmo a se stessa e dove non tutto fosse oscurato da presagi foschi e mai ben chiariti come una profezia Maya. Manca poco al 21 Dicembre, e forse si potrebbe far coincidere la data non con la fine del Mondo, ma con l'inizio di un nuovo corso. Che anche i più ambiziosi trovino pace e che i potenti non siano egoisticamente guidati dalla propria borsa. Dove si torni a far parlare le persone del più e del meno e non del peggio del peggio...
Ma io sono un sognatore di viaggi impossibili su treni ormai probabilmente già indirizzati su binari morti e destinati a fermarsi di fronte a una traversina bianca e rossa. Oppure a sfondarla a tutta velocità senza la possibilità di tornare indietro...
Devo dire che la mia memoria forse mi fa un brutto scherzo, sicuramente irriverente, nel ricordare che un omonimo personaggio si sia presentato con lo stesso cipiglio eroico alcuni anni or sono a salvare lo stivale. Nel tempo pero' pare si sia fatto attrarre dalle lusinghe di calzature simili alla forma della nostra penisola, ma in genere indossate da ragazze di dubbi costumi che le indossavano fino a mezza gamba...
Insomma ecco un "what if" nello stile di "se una notte di inverno un viaggiatore" dove la pellicola si riavvolge continuamente raccontando ancora una volta la storia e aggiungendo un nuovo tassello, ma senza che la sostanza cambi, e con la frustrante impressione che dalla farsa comica, si vada inesorabilmente a finire nella tragedia umana. Purtroppo sembra che la pellicola sia di vecchio tipo e i colori si siano deteriorati... Cosi' alcune battute saltano e ci si trova a guardare con occhio critico l'esercizio di stile di un sistema basato su un attore prossimo alla pensione. Le trame che si svolgono e riavvolgono dietro sono sicuramente molto oltre l'immaginazione lineare di uno come me, ma le sorprese sembrano esaurite. Ci saranno colonne di fango e pioggia di altri liquidi affini, ma è probabile che il pubblico in sala inizi a protestare di fronte all'ennesimo tentativo di riproporre gag che non fanno più ridere pur se hanno destato affezione in altri tempi.
Questa profezia potrebbe essere smentita, ma tutto sommato il mondo dello spettacolo cui questa farsa è ispirata ha mostrato che dopo un po' di repliche, il pubblico si disamora. Rambo, Indiana Jones, Rocky, Starwars, non sono sopravvissute al secondo-terzo episodio senza perdere un numero consistente di spettatori ed estimatori. Anche le prime edizioni non necessariamente sono stati capolavori, ma l'occhio si è abituato e ha iniziato a aspettare sorprese che non venivano più o diventavano sempre meno sorprendenti e sempre più risibili. Promesse mai mantenute e sogni dipinti ma mai avverati...
La mia nuova sceneggiatura prevederebbe invece un ritorno alle idee e alla filosofia. La proposta di sogni che dicano di speranze e di un mondo in cui vivere dignitosamente e serenamente per contribuire a rendere le persone felici e realizzate dove questo non coincida necessariamente con ricchezza e eccessi. Una Italia che potesse ritrovare una strada per dare entusiasmo a se stessa e dove non tutto fosse oscurato da presagi foschi e mai ben chiariti come una profezia Maya. Manca poco al 21 Dicembre, e forse si potrebbe far coincidere la data non con la fine del Mondo, ma con l'inizio di un nuovo corso. Che anche i più ambiziosi trovino pace e che i potenti non siano egoisticamente guidati dalla propria borsa. Dove si torni a far parlare le persone del più e del meno e non del peggio del peggio...
Ma io sono un sognatore di viaggi impossibili su treni ormai probabilmente già indirizzati su binari morti e destinati a fermarsi di fronte a una traversina bianca e rossa. Oppure a sfondarla a tutta velocità senza la possibilità di tornare indietro...
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sabato 10 dicembre 2011
Polemiche, povertà, menzogna e realtà.
Chi non l'aveva previsto? Anche uno solo, sarebbe troppo. Chi, nella società italiana, non aveva capito che questo governo ci sarebbe andato giu' pesante e senza guardare in faccia a nessuno, soprattutto cogliendo quello che era sicuramente ottenibile, era un illuso.
Monti & Co, hanno avuto carta bianca dal Quirinale. Sono stati legittimati dalle parti politiche accecate dall'odio contro Berlusconi come da quelle favorevoli al Cavaliere che hanno gradito l'opportunità di regalare a qualcun altro il cilicio della ingiurie della gente. Ha quindi deciso di fare tutto quello che l'élite privilegiata e intellettuale, ha sempre visto come le necessarie misure per svecchiare il Paese. E quindi via di provvedimenti che per tutti gli altri governi sarebbero stati tabù impossibili in vista di una successiva elezione. Pensioni su tutto. Il governo tecnico ha deciso che era il caso di sfruttarla questa benedetta crisi e che quindi si poteva e doveva agire su tutti quei meccanismi altrimenti intoccabili. Come le grandi multinazionali sfruttano le difficili condizioni di mercato ad arte per annunciare migliaia di esuberi e dimagrire dopo abbuffate senza controllo, così si sceglie di cavalcare l'onda, sfruttare le pressioni europee e giustificare tutto. Non c'è alternativa. Bisogna operare sulle cose che sicuramente si possono ottenere, e non su quelle impossibili. Quindi, bisogna agire su quei molti che pagheranno certamente perché non hanno scampo.
A dispetto di giustificazioni e di improbabili attenuanti, l'uragano ha raggiunto il Bel Paese che si è sciolto come l'omonimo formaggio su una fetta di pane. A prendere molti a morsi, ci penseranno le nuove regole. Non per tutti però. Ecco infatti che i potenti, i parlamentari, stanno già cercando il modo per evitare di subire una qualsiasi ripercussione. A essere diffidenti fino in fondo, ci si potrebbe vedere dietro un raggiro multiplo, con il governo che, di proposito non fa le cose al 100% nelle regole con gli onorevoli dandogli una scappatoia. Ma forse sarebbe troppo anche per loro... Intanto mi disgusta che i politici abbiano voce in capitolo per difendere i loro stipendi e non la abbiano tutti gli altri che solo di quello vivono. In secondo luogo, ancora venendo al tema a me caro della mancanza di principi ispiratori, trovo un'aberrazione che coloro che ci rappresentano in parlamento non abbiano il buon gusto di uniformarsi al clima di sofferenza della nazione. Quasi che l'essere stati eletti gli dia dei diritti in più rispetto a tutti gli altri cittadini. L'odio per la politica nasce proprio da questa corrotta sensazione di volersela continuare a spassare sputando in faccia a quelli che pure li hanno sostenuti...
Non sono in grado di dire chi abbia ragione su questa super-manovra che ad alcuni sembra una retromarcia destinata a sbattere. Non me la sento di polemizzare contro il governo non avendo una chiara visione degli interventi. Spero la abbiano loro. Non mi piace chi oggi attacca Monti dopo averlo incensato e dopo avergli messo in mano l'Italia con la cifra 00 (licenza di uccidere) davanti al numero di Presidente del Consiglio. Lungi da me dire che avere il Biscione ancora tra i piedi (e sono stato buono a usare piedi) sarebbe stata una opzione migliore.
Di fatto l'Italia si trova ora dove l'Italia stessa si è andata a cacciare. Si può dare la colpa a Berlu, alla sua corte di buffoni e al suo irrequieto cervello piccolo, ma anche la si può dare alla Sinistra assente se non quando c'era da dire peste e corna della premiata ditta di acrobati al governo. Si può dire che Monti faccia l'interesse delle banche. Si può pensare che l'Europa ci abbia sculacciato senza motivo e quindi frignare, che hanno iniziato loro e adesso siamo a terra in una nuvola di polvere. Queste sarebbero parzialmente tutte realtà e tutte menzogne.
Restano in ogni caso sul tappeto delle infinite e infruttuose polemiche e tanta, troppa povertà per un paese che è stato grande e sembra oggi uno spettro, incatenato mani e piedi a guardarsi morire in un specchio. Contrappasso tremendo di chi vede la sua bellezza sfiorire...
Monti & Co, hanno avuto carta bianca dal Quirinale. Sono stati legittimati dalle parti politiche accecate dall'odio contro Berlusconi come da quelle favorevoli al Cavaliere che hanno gradito l'opportunità di regalare a qualcun altro il cilicio della ingiurie della gente. Ha quindi deciso di fare tutto quello che l'élite privilegiata e intellettuale, ha sempre visto come le necessarie misure per svecchiare il Paese. E quindi via di provvedimenti che per tutti gli altri governi sarebbero stati tabù impossibili in vista di una successiva elezione. Pensioni su tutto. Il governo tecnico ha deciso che era il caso di sfruttarla questa benedetta crisi e che quindi si poteva e doveva agire su tutti quei meccanismi altrimenti intoccabili. Come le grandi multinazionali sfruttano le difficili condizioni di mercato ad arte per annunciare migliaia di esuberi e dimagrire dopo abbuffate senza controllo, così si sceglie di cavalcare l'onda, sfruttare le pressioni europee e giustificare tutto. Non c'è alternativa. Bisogna operare sulle cose che sicuramente si possono ottenere, e non su quelle impossibili. Quindi, bisogna agire su quei molti che pagheranno certamente perché non hanno scampo.
A dispetto di giustificazioni e di improbabili attenuanti, l'uragano ha raggiunto il Bel Paese che si è sciolto come l'omonimo formaggio su una fetta di pane. A prendere molti a morsi, ci penseranno le nuove regole. Non per tutti però. Ecco infatti che i potenti, i parlamentari, stanno già cercando il modo per evitare di subire una qualsiasi ripercussione. A essere diffidenti fino in fondo, ci si potrebbe vedere dietro un raggiro multiplo, con il governo che, di proposito non fa le cose al 100% nelle regole con gli onorevoli dandogli una scappatoia. Ma forse sarebbe troppo anche per loro... Intanto mi disgusta che i politici abbiano voce in capitolo per difendere i loro stipendi e non la abbiano tutti gli altri che solo di quello vivono. In secondo luogo, ancora venendo al tema a me caro della mancanza di principi ispiratori, trovo un'aberrazione che coloro che ci rappresentano in parlamento non abbiano il buon gusto di uniformarsi al clima di sofferenza della nazione. Quasi che l'essere stati eletti gli dia dei diritti in più rispetto a tutti gli altri cittadini. L'odio per la politica nasce proprio da questa corrotta sensazione di volersela continuare a spassare sputando in faccia a quelli che pure li hanno sostenuti...
Non sono in grado di dire chi abbia ragione su questa super-manovra che ad alcuni sembra una retromarcia destinata a sbattere. Non me la sento di polemizzare contro il governo non avendo una chiara visione degli interventi. Spero la abbiano loro. Non mi piace chi oggi attacca Monti dopo averlo incensato e dopo avergli messo in mano l'Italia con la cifra 00 (licenza di uccidere) davanti al numero di Presidente del Consiglio. Lungi da me dire che avere il Biscione ancora tra i piedi (e sono stato buono a usare piedi) sarebbe stata una opzione migliore.
Di fatto l'Italia si trova ora dove l'Italia stessa si è andata a cacciare. Si può dare la colpa a Berlu, alla sua corte di buffoni e al suo irrequieto cervello piccolo, ma anche la si può dare alla Sinistra assente se non quando c'era da dire peste e corna della premiata ditta di acrobati al governo. Si può dire che Monti faccia l'interesse delle banche. Si può pensare che l'Europa ci abbia sculacciato senza motivo e quindi frignare, che hanno iniziato loro e adesso siamo a terra in una nuvola di polvere. Queste sarebbero parzialmente tutte realtà e tutte menzogne.
Restano in ogni caso sul tappeto delle infinite e infruttuose polemiche e tanta, troppa povertà per un paese che è stato grande e sembra oggi uno spettro, incatenato mani e piedi a guardarsi morire in un specchio. Contrappasso tremendo di chi vede la sua bellezza sfiorire...
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lunedì 17 ottobre 2011
Conferme: il sogno che non sarà sempre cosi'....
Ho un paio di note da aggiungere al mio post di ieri sulla manifestazione rovinata di Roma. Ho seguito infatti le chiacchiere inutili miste a infamie e commenti fuori luogo particolarmente stupidi.
Tutto secondo il solito copione di chi apre bocca solo per aumentare l'entropia dell'universo. Ci riescono bene, fortunati inconsapevoli che ci sarà un prossimo Big Crunch che riuscirà a ingoiare anche le loro idiozie. Strumentalizzazioni senza significato che vanno a braccetto con silenzi confusi.
Ma la conferma di averci visto giusto non mi rasserena, anzi. E' deprimente rendersi conto che l'Italia, uno specchio accelerato di una realtà mondiale, sta frullando milk shakes a gusti spiacevoli. Nell'accrescersi incontrollabile del caos che tanti amano perchè fonte di opportunità di guadagno, l'autodistruzione determinata dagli obiettivi di benessere individuale a spese dell'interesse generale, l'umanità lascia sul campo se stessa.
E' forse una visione pessimistica, ma forse dal mio osservatorio miope non riesco a vedere un faro da seguire in questa buia notte. Se i movimenti rappresentano una possibilità, l'essere diffidenti a causa dell'esperienza nell'entrare in contatto con la politica e il potere, rappresenta il loro limite maggiore. Nella paura di sporcarsi le mani, risiede il dubbio che non ci sia un sapone con cui lavarsele. Forse è un timore giusto, ma lascia tutto il campo a chi le mani le ha già sporche, e in questo sudiciume ama sguazzare.
Se si vuole dimostrare qualcosa, si vada fino in fondo. Si proponga se stessi come rappresentanti. Si abbracci un lato politico o se ne crei uno nuovo e credibile. E' l'impegno di gettarsi nella mischia a costituire il deterrente per chi la faccia la copre con il make up della dialettica violenta, vuota e personale. Parole che non producono proposte, ma solo attacchi e macerie, nelle quali poi infilare anche i cervelli vuoti di cui ieri.
Certo che mi si puo' contestare: tu dove sei? La mia risposta è: qui. Cioè io dico a chi si proponesse con qualcosa di convincente, che avrebbe il mio voto. Perchè non io? Non ho una risposta buona per tutti, ma forse non ho l'ambizione giusta e questo basta. Per chi ce l'ha, e ha la voglia di incarnare nuovi ideali (o vecchi ma ancora validi) il posto è li', in alto o in basso non importa. E' esserci e partecipare. Con tanti dietro a dire la loro e a sostenere le proprie idee, si va lontano...
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giovedì 4 agosto 2011
Economia Italiana: non capirne niente eppure capire che non va...
Sono giorni in cui la nostra finanza è squassata dall'onda della speculazione. Per semplificare un pò, significa che qualcuno sta comprando i nostri titoli di Stato di fatto prestandoci dei soldi, ma solo a condizione di ricavarne un interesse molto più alto di quello che può avere da altre nazioni che sono meno disposte a fare queste concessioni, perchè anche se i loro titoli non vengono comprati, sono fiduciosi di farcela lo stesso a mantenere il sistema in funzione...
Io non capisco molto di economia e finanza. Ricordo vagamente alcuni concetti di Microeconomia e di Macroeconomia. A ingegneria, trattavasi di esame cuscinetto dove era importante e molto possibile prendere un bel voto per alzare la media... Non più di questo, tanto è vero che mi bastò scrivere un trattato prolisso e fondamentalmente inutile per beccare un trenta pieno... Raramente questa cosa si è ripetuta.
Però una cosa l'ho capita con l'esperienza. La finanza è un gioco sporco nel quale molti si trovano a proprio agio. Molti sanno approfittare delle debolezze delle masse come di quelle di strutture che in principio sembrano intoccabili, come quelle di uno Stato, per arricchirsi personalmente. E' di questo che si tratta quando c'è una speculazione in atto. Se è vero che i conti italiani non sono così male come sostiene il governo ed è confermato internazionalmente, lo stato è prono all'attacco di questi soggetti affamati di denaro perchè sono le componenti di immagine internazionale e renderci inaffidabili.
Sarebbe possibile dare la colpa al solito Berlusconi e alla sua Gang capeggiata da Tremonti, ma a guardar bene loro sono origine e cattiva gestione della situazione, ma anche in questo momento spettatori senza capacità di reazione alla tensione imposta. Sembra che le trincee da loro costruite nel tempo per difendersi dalle opposizioni interne come dalle parti sociali che tirano acqua al loro mulino, abbiano ormai delle falle troppo grosse. Lo sciagurato declino di Presidente&Co io lo riporto senza esitazione allo scandalo delle mutande: il Bunga Bunga ha tolto la stima di troppi benpensanti e ha dato uno scossone di ridicolo troppo grande per recuperare. Finchè si erano aggirate le leggi e si era fatto il proprio comodo con furbizia, i nostri compatrioti non si erano scandalizzati più di tanto. Ma quando si è incominciato a immaginare gli sguaiati festini, non si è trattato più del superman, quanto del rattuso...
Dico la verità: ben altro avrebbe dovuto aprire gli occhi agli italiani. Tuttavia questa cosa ha gettato la luce rossa su un gruppo di persone che, colto con le braghe calate, si è per la prima volta vergognato. Dire che tutti hanno visto il re nudo, è forse in questo caso la metafora giusta. Ed ecco quindi che il governo fermo a cercare una via per far dimenticare le immagini ridicole, non ha modo di offrire una faccia decisa che dica: l'Italia c'è e ce la farà, per cui basta speculazioni.
Tutti appannati, stanchi, gli uomini di governo si dibattono in tentativi vani di tornare all'antico splendore... Dall'altro lato c'è l'affondo finale, ma anche un pò ingenuo, per riprendere il potere. Che il governo lasci sarebbe di per sè un segnale forte. Ma poi dopo? Bisognerebbe avere idee su cosa fare, ma chi se la prende la responsabilità di operare scelte impopolari e al limite di fallire? Prendere il potere per poi dimostrare che non si è buoni a nulla? Rischioso in periodi di tempesta. E allora ecco il governo tecnico che, pur se fallisce, non deve essere rieletto...
E' un balletto già visto, ma oggi palese. Nella necessità di agire a breve termine, i politici decidono per le ferie, perchè non sanno che altro fare. Decidono poi di andare in pellegrinaggio, destra e sinistra, sperando che in Terrasanta trovino dell'illuminante fieno da spartire nella stalla di Nazareth. In realtà è molto più probabile che trovino solo degli amici del regno animale con cui sono certo saprebbero comunicare meglio che fra di loro a suon di muggiti e ragli...
Dalla Svizzera tutto sembra diventare di nuovo lontano. Perderò ben presto il contatto con questa tristezza. Ma mi resta nel cuore la sensazione che gli unici a non capire cosa fare, a chi chiedere aiuto e come ottenerlo, siano proprio quei politici che dovrebbero guidare il paese. E forse sarebbe il momento di trasformare Montecitorio e Palazzo Madama in due ospizi chiusi, in cui le persone pensino di fare politica e invece siano assecondate come pazze, mentre fuori sono gli altri, qualcuno di buona volontà e di sani principi, a fare le cose davvero...
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mercoledì 11 marzo 2009
Doppio avvitamento carpiato: peccato non ci fosse un palo...
Raramente mi lascio trasportare dalla politica italiana. La delusione e il realismo su una situazione degenere mi hanno reso indifferente allo scandalo quotidiano e vivere all'estero è un toccasana, perchè le miserie arrivano solo quando sono molto grandi. In questo senso, molto meglio: goccia a goccia si scava anche la roccia, e la mia non la vorrei rendere troppo sdrucciolevole!
Tuttavia stasera ero a tavola e tra un boccone e l'altro del pesce bollito, neanche a farlo apposta, ecco una faccia un pò ittica apparire seria e compunta... Generalmente, a parte il Presidente del Consiglio, pochi volti mi innervosiscono. Forse un pò il Guercio (Ministro delle Comunicazioni io credo...) per la sua arrogante spocchia e per il suo atteggiamento scostumato e denigratorio mi abbruna un pò... Ma Capezzone, portavoce del governo e del popolo della semi-libertà, mi scatena una ira irrefrenabile. Come può questa faccia lessa che prima fingeva di essere radicale, ora invece simulare un'ansia di governo elitario e una profonda compenetrazione nella battaglia contro il testamento biologico e quant'altro, senza scomporsi di un millimetro? Non è che uno un giorno si sveglia e rivede al 100% le sue posizioni sugli argomenti che prima portava avanti! E' la voglia di avere uno stipendio di lusso da parlamentare, il desiderio di potersi permettere di non avere alcun rimorso di coscienza perchè anche quella si è liofilizzata come l'espressione del volto... Ancora una volta la politica di oggi mostra la sua degenerazione: mettersi a fare delle battaglie lascia il tempo che trova, ma è solo un mezzo per poter arrivare ai disonori della cronaca su qualche palchetto di periferia e poi godersi i soldi nella pacchia del far null'altro che apparire in tv e riempirsi la bocca delle parole discese da Arcore... D'altronde anche dall'altro lato, l'esempio che mi tocca più da vicino è quello della Francescato, che dopo aver fatto il presidente del WWF per anni, andò a dirigere i Verdi... Riprova del percorso di chi non si mette al servizio della politica, ma mette la politica al proprio servizio per raggiungere un ambizioso traguardo di benessere personale...
Su tutti mi restano in mente i tuffi carpiati con doppio avvitamento di quel Mastella che pure sembra riuscire a sopravvivere a ogni cataclisma... Sarà che venendo da un paese che si chiama Ceppaloni, le ceppe grosse riesce normalmente a scansarle bene... Però un tuffo a candela su un palo una volta pure gli capiterà, perchè la storia ha corsi e ricorsi, e il tempo fa giustizia di tutti. Aspettando il tuffo sbagliato del presidente, resta il triste spettacolo del sincronizzato dissonante dei suoi scagnozzi...
Tuttavia stasera ero a tavola e tra un boccone e l'altro del pesce bollito, neanche a farlo apposta, ecco una faccia un pò ittica apparire seria e compunta... Generalmente, a parte il Presidente del Consiglio, pochi volti mi innervosiscono. Forse un pò il Guercio (Ministro delle Comunicazioni io credo...) per la sua arrogante spocchia e per il suo atteggiamento scostumato e denigratorio mi abbruna un pò... Ma Capezzone, portavoce del governo e del popolo della semi-libertà, mi scatena una ira irrefrenabile. Come può questa faccia lessa che prima fingeva di essere radicale, ora invece simulare un'ansia di governo elitario e una profonda compenetrazione nella battaglia contro il testamento biologico e quant'altro, senza scomporsi di un millimetro? Non è che uno un giorno si sveglia e rivede al 100% le sue posizioni sugli argomenti che prima portava avanti! E' la voglia di avere uno stipendio di lusso da parlamentare, il desiderio di potersi permettere di non avere alcun rimorso di coscienza perchè anche quella si è liofilizzata come l'espressione del volto... Ancora una volta la politica di oggi mostra la sua degenerazione: mettersi a fare delle battaglie lascia il tempo che trova, ma è solo un mezzo per poter arrivare ai disonori della cronaca su qualche palchetto di periferia e poi godersi i soldi nella pacchia del far null'altro che apparire in tv e riempirsi la bocca delle parole discese da Arcore... D'altronde anche dall'altro lato, l'esempio che mi tocca più da vicino è quello della Francescato, che dopo aver fatto il presidente del WWF per anni, andò a dirigere i Verdi... Riprova del percorso di chi non si mette al servizio della politica, ma mette la politica al proprio servizio per raggiungere un ambizioso traguardo di benessere personale...
Su tutti mi restano in mente i tuffi carpiati con doppio avvitamento di quel Mastella che pure sembra riuscire a sopravvivere a ogni cataclisma... Sarà che venendo da un paese che si chiama Ceppaloni, le ceppe grosse riesce normalmente a scansarle bene... Però un tuffo a candela su un palo una volta pure gli capiterà, perchè la storia ha corsi e ricorsi, e il tempo fa giustizia di tutti. Aspettando il tuffo sbagliato del presidente, resta il triste spettacolo del sincronizzato dissonante dei suoi scagnozzi...
venerdì 27 febbraio 2009
Cordialità
Bella cosa la cordialità: è quel modo di avvicinarsi alle persone trasmettendo interesse, accettazione, partecipazione e calore... Peccato che a me non piaccia quando è tanta: mi suona allora come una moneta falsa, come una naturale presa per i fondelli che prova a farti fesso... E' un mio difetto, ma nella moderazione delle cose vedo sempre un equilibrio rassicurante, e come ho visto dire l'altra volta in TV a Fassino, Berlusconi è quello che è riuscito a dare risposta a una serie di esigenze degli italiani, andandoli a rassicurare. E' in questo che la sinistra ha fallito, probabilmente perchè non ha mai mostrato di essere cordiale.
Infatti per sua natura, la sinistra non è piaciona, o almeno non riesce a mostrare quell'umanità e quel calore comunicativo che potrebbe metterla in contatto con tante fasce di persone che non chiedono altro che una stretta di mano e un sorriso a tutto tondo... Sono certo che adesso tanti storceranno il naso, perchè bisogna essere realistici e non sfoggiare inutile affettazione, perchè questi sono mezzucci, ma dopo, seppure la mia analisi (tra l'altro analisi di un politico di prima fascia e di lungo corso) può essere semplicistica e riduttiva, i fatti parlano chiaro. Non essendoci una persona forte che goda del sostegno di tutti e che diventi una rubiconda faccia di riferimento, il popolo italiano perde stima e fiducia e si concede a uno che in società la sua porca figura l'ha sempre saputa fare...
Quello che io riconosco a Veltroni, è di averci provato. Di averci messo la sua di faccia, che tutto sommato è sempre stata un pò piaciona, e che poi per autolesionismo assortito e per mancanza di idee o per le troppe idee, non ha potuto ottenere risultati verificabili. Non ho gioito per la sua scomparsa dalla scena. Oggi, a distanza di pochi giorni, sembra che da una supernova egli sia diventato un buco nero da cui tutti vogliono prendere le distanze. Come se poi il suo successore avesse qualche possibilità di portare avanti un progetto che aveva un seppur minimo senso in una guida che puntasse anche sul prestigio personale... Il fatto che possa piacere Franceschini, è segno che sarebbe stato forse meglio rimanere in quello squallido tempo del pentapartito: cos'è la politica di oggi se non una accozzaglia di facce ben note che in un modo o nell'altro hanno militato nella balena bianca e nel garofano? Peccato che con una fetta di balena condita di petali rossi non si siano annozzati: io non avrei avuto a soffrirne...
E per ritornare al titolo, mi viene in mente che mi è capitato più volte di ricevere delle lettere/e-mail in cui il saluto finale era "cordialità". Mi sono sempre storzoliato in simili chiusure, pensando al fatto che provare a trasmettere cordialità con una parola è un atto di grossa presunzione, nonchè di invasione dell'altrui spazio vitale... Forse è per questo che il cordiale presidente lo farei volentieri passare nel tritacarte insieme alle sue lettere...
E quindi, cordialità...
Infatti per sua natura, la sinistra non è piaciona, o almeno non riesce a mostrare quell'umanità e quel calore comunicativo che potrebbe metterla in contatto con tante fasce di persone che non chiedono altro che una stretta di mano e un sorriso a tutto tondo... Sono certo che adesso tanti storceranno il naso, perchè bisogna essere realistici e non sfoggiare inutile affettazione, perchè questi sono mezzucci, ma dopo, seppure la mia analisi (tra l'altro analisi di un politico di prima fascia e di lungo corso) può essere semplicistica e riduttiva, i fatti parlano chiaro. Non essendoci una persona forte che goda del sostegno di tutti e che diventi una rubiconda faccia di riferimento, il popolo italiano perde stima e fiducia e si concede a uno che in società la sua porca figura l'ha sempre saputa fare...
Quello che io riconosco a Veltroni, è di averci provato. Di averci messo la sua di faccia, che tutto sommato è sempre stata un pò piaciona, e che poi per autolesionismo assortito e per mancanza di idee o per le troppe idee, non ha potuto ottenere risultati verificabili. Non ho gioito per la sua scomparsa dalla scena. Oggi, a distanza di pochi giorni, sembra che da una supernova egli sia diventato un buco nero da cui tutti vogliono prendere le distanze. Come se poi il suo successore avesse qualche possibilità di portare avanti un progetto che aveva un seppur minimo senso in una guida che puntasse anche sul prestigio personale... Il fatto che possa piacere Franceschini, è segno che sarebbe stato forse meglio rimanere in quello squallido tempo del pentapartito: cos'è la politica di oggi se non una accozzaglia di facce ben note che in un modo o nell'altro hanno militato nella balena bianca e nel garofano? Peccato che con una fetta di balena condita di petali rossi non si siano annozzati: io non avrei avuto a soffrirne...
E per ritornare al titolo, mi viene in mente che mi è capitato più volte di ricevere delle lettere/e-mail in cui il saluto finale era "cordialità". Mi sono sempre storzoliato in simili chiusure, pensando al fatto che provare a trasmettere cordialità con una parola è un atto di grossa presunzione, nonchè di invasione dell'altrui spazio vitale... Forse è per questo che il cordiale presidente lo farei volentieri passare nel tritacarte insieme alle sue lettere...
E quindi, cordialità...
mercoledì 20 febbraio 2008
Tribuna Politica

Una delle trasmissioni che sempre in automatico ha fatto scattare il mio pollice sul pulsante successivo del telecomando è stata in passato la tribuna politica. In un primo tempo ho trovato noiose le più o meno verosimili affermazioni dei politici, così distanti dalla gente comune da pensare che le persone avessero davvero voglia di credere che avrebbero fatto il 10% di quanto affermavano...
Poi con l'età, ho iniziato a concepire la convinzione di dovermi fare almeno una opinione sommaria delle rispettive posizioni di tutte le coalizioni più o meno significative... Ho quindi assorbito come una spugna numerosi dibattiti, talvolta riscontrando come le posizioni dell'una e dell'altra parte fossero fondamentalmente una riproposizione reciproca di temi, nell'infausto tentativo di dare ad esse una propria connotazione personale e filosofica...
Oggi sono al di fuori dell'Italia, e pur avendo la TV Italiana, l'eco delle discussioni mi arriva attutito e fondamentalmente monocorde... Mi aspettavo fosse così: poco tempo per pensare a quello che succederà, e anche poca voglia di credere all'uno o all'altro... Ormai ogni giorno è la lotta alle poltrone a destare il mio sommo interesse: il toto-chi-va-con-chi e chi-accetta-chi, è un esercizio strategico sfidante quanto del tutto superfluo. Alla fine tutti andranno con tutti quelli che riterranno potranno dargli maggiore potere, soldi e controllo...
La novità che però mi sento di segnalare è che per la prima volta non si parla solo delle posizioni e delle uscite bislacche dell'Ex Presidente Berlusconi. L'apparizione di Veltroni come leader, sembra aver spostato l'occhio di bue sulle sue dichiarazioni, cui giocano di rimando tutti i soliti vecchi amici e nemici delle combriccole di gioco e di governo. L'altra sera ho visto in TV il buon fine Fini, che secondo me per la prima volta ha dovuto rispondere a domande non su cosa avesse detto il suo compagno di merende, ma sulle parole dell'avversario cinefilo...
Al di là delle mie posizioni personali, rilevo questo cambiamento. Cosa esso possa portare, non mi sembra il caso di tentare di prevedere. Ma quello che trovo finalmente interessante dopo anni di pigrizia, è che ci si prenda la briga di mettere in mostra anche delle parole che non escano dalla bocca del "Signorotto"... Forse varrebbe la pena a questo punto di guardare anche qualche tribuna politica, almeno per capire se qualcuno ha in mente di esibire qualche contenuto e non solo le solite chiacchiere vuote... Ma forse è più giusto continuare a viaggiare sul treno e recepire le notizie che filtrano con il vento dal finestrino... Abbiate pazienza, io sono in Svizzera: almeno per questo, voglio pensare che si tratti di una vacanza!
Poi con l'età, ho iniziato a concepire la convinzione di dovermi fare almeno una opinione sommaria delle rispettive posizioni di tutte le coalizioni più o meno significative... Ho quindi assorbito come una spugna numerosi dibattiti, talvolta riscontrando come le posizioni dell'una e dell'altra parte fossero fondamentalmente una riproposizione reciproca di temi, nell'infausto tentativo di dare ad esse una propria connotazione personale e filosofica...
Oggi sono al di fuori dell'Italia, e pur avendo la TV Italiana, l'eco delle discussioni mi arriva attutito e fondamentalmente monocorde... Mi aspettavo fosse così: poco tempo per pensare a quello che succederà, e anche poca voglia di credere all'uno o all'altro... Ormai ogni giorno è la lotta alle poltrone a destare il mio sommo interesse: il toto-chi-va-con-chi e chi-accetta-chi, è un esercizio strategico sfidante quanto del tutto superfluo. Alla fine tutti andranno con tutti quelli che riterranno potranno dargli maggiore potere, soldi e controllo...
La novità che però mi sento di segnalare è che per la prima volta non si parla solo delle posizioni e delle uscite bislacche dell'Ex Presidente Berlusconi. L'apparizione di Veltroni come leader, sembra aver spostato l'occhio di bue sulle sue dichiarazioni, cui giocano di rimando tutti i soliti vecchi amici e nemici delle combriccole di gioco e di governo. L'altra sera ho visto in TV il buon fine Fini, che secondo me per la prima volta ha dovuto rispondere a domande non su cosa avesse detto il suo compagno di merende, ma sulle parole dell'avversario cinefilo...
Al di là delle mie posizioni personali, rilevo questo cambiamento. Cosa esso possa portare, non mi sembra il caso di tentare di prevedere. Ma quello che trovo finalmente interessante dopo anni di pigrizia, è che ci si prenda la briga di mettere in mostra anche delle parole che non escano dalla bocca del "Signorotto"... Forse varrebbe la pena a questo punto di guardare anche qualche tribuna politica, almeno per capire se qualcuno ha in mente di esibire qualche contenuto e non solo le solite chiacchiere vuote... Ma forse è più giusto continuare a viaggiare sul treno e recepire le notizie che filtrano con il vento dal finestrino... Abbiate pazienza, io sono in Svizzera: almeno per questo, voglio pensare che si tratti di una vacanza!
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lunedì 4 febbraio 2008
Votare o non votare, questo è il problema!

Bene, pare proprio che un altro Parlamento stia per essere sciolto. Si è atteso di prendere la lauta pensione per l'immane sforzo di essere stati a discutere del nulla per dei mesi con tutti i comfort e i rimborsi spese di cui si parla troppo poco, e poi tutti giù per terra!
Dovrei veramente disinteressarmene perchè sono in un altro paese e perchè l'andazzo della nostra politica è ormai arcaica vestigia di una italianità spiacevole e traffichina di basso profilo... Eppure non ci riesco: le solite facce sembrano non perdere mai credibilità, qualunque sia il loro agire. Trovano sempre delle masse di persone, di cui decisamente sono lo specchio, disposte a votarli. Per il proprio interesse si mette in mano all'inadeguato ignorante di turno, il destino di tutti. La Democrazia è solo un discorso di maggioranza, oppure dovrebbe prevedere anche una briciola di interesse per il bene di quella maggioranza di cui ci si propone di far parte? Certo i governanti sono di per loro un pessimo esempio, ma non c'è obbligo alcuno di seguirli!
In passato credo di aver saltato solo qualche elezione di minore importanza. Non ricordo quale. Ricordo addirittura la fila di 3 ore per una tornata di referendum organizzata male... Ora il problema è che mi sono messo in regola del tutto con lo stato italiano dichiarando la mia presenza in terra elvetica. Ne consegue che dovrei votare qui, e magari contribuire al quel contestatissimo pasticcio che alle ultime elezioni ha fatto vendere i giornali del Biscione per mesi e mesi con la conta e riconta delle schede. Pare però, che le elezioni si terranno ad Aprile, forse il 13, e in quel caso, io sarò in Italia... Ebbene, ecco sorgere improvviso il dubbio: dovendo votare all'estero, potrei lo stesso votare in Italia? Ma ancor più importante, voglio davvero votare un qualsiasi sciagurato che andrà prima o poi a comportarsi come gli attuali parlamentari?
In ogni caso, stando qui, spero di riuscire a superare indenne almeno la campagna elettorale, che sono certo riuscirà (seppure questo appare incredibile) a raggiungere dei livelli di bassezza mai toccati. E' ora di turarsi il naso per non sentire la puzza: tenete stretto però!
Dovrei veramente disinteressarmene perchè sono in un altro paese e perchè l'andazzo della nostra politica è ormai arcaica vestigia di una italianità spiacevole e traffichina di basso profilo... Eppure non ci riesco: le solite facce sembrano non perdere mai credibilità, qualunque sia il loro agire. Trovano sempre delle masse di persone, di cui decisamente sono lo specchio, disposte a votarli. Per il proprio interesse si mette in mano all'inadeguato ignorante di turno, il destino di tutti. La Democrazia è solo un discorso di maggioranza, oppure dovrebbe prevedere anche una briciola di interesse per il bene di quella maggioranza di cui ci si propone di far parte? Certo i governanti sono di per loro un pessimo esempio, ma non c'è obbligo alcuno di seguirli!
In passato credo di aver saltato solo qualche elezione di minore importanza. Non ricordo quale. Ricordo addirittura la fila di 3 ore per una tornata di referendum organizzata male... Ora il problema è che mi sono messo in regola del tutto con lo stato italiano dichiarando la mia presenza in terra elvetica. Ne consegue che dovrei votare qui, e magari contribuire al quel contestatissimo pasticcio che alle ultime elezioni ha fatto vendere i giornali del Biscione per mesi e mesi con la conta e riconta delle schede. Pare però, che le elezioni si terranno ad Aprile, forse il 13, e in quel caso, io sarò in Italia... Ebbene, ecco sorgere improvviso il dubbio: dovendo votare all'estero, potrei lo stesso votare in Italia? Ma ancor più importante, voglio davvero votare un qualsiasi sciagurato che andrà prima o poi a comportarsi come gli attuali parlamentari?
In ogni caso, stando qui, spero di riuscire a superare indenne almeno la campagna elettorale, che sono certo riuscirà (seppure questo appare incredibile) a raggiungere dei livelli di bassezza mai toccati. E' ora di turarsi il naso per non sentire la puzza: tenete stretto però!
domenica 27 gennaio 2008
Indignato...
Raramente parlo di politica. Della politica italiana sono anni che sono nauseato e non ripongo in essa nessuna fiducia. Gli ideali, che pure dovrebbero essere l'essenza basilare che si cala nella pratica, sono ormai un vago ricordo di cui nessuno sa cosa fare e che sembra desueto perfino citare e impossibile applicare. Che gli uomini siano imperfetti è comprensibile, ma che esibiscano felici ignoranza, menefreghismo, superficialità e arrivismo ai danni di tutti, lo trovo inaccettabile.
Sono contento di non essere in questi giorni in Italia. Vedo il solito (purtroppo è veramente solito ormai) degrado. E le scene in Senato: ancora qui in Svizzera ridono alle nostre spalle. E far sghignazzare mezzo mondo non dovrebbe essere l'obiettivo della nostra classe dirigente.
A tutto ciò, si aggiungono le parole scriteriate di uno che ha fatto il primo ministro per 5 anni. Si permette, costui, di evocare "milioni di persone che si riverserebbero su Roma senza le elezioni anticipate...". E' questa solo l'ennesima prova che a scuola sarebbe stato meglio se il Signore in questione avesse studiato un pò di storia, oppure (ed è sperabile di no) una consapevole rievocazione di eventi nefasti, che pure i compari dell'altro ieri hanno rinnegato?
In tanti hanno rilevato una serie di somiglianze con un personaggio che sfortunatamente è rimasto nella nostra storia. Non lo nomino perchè spero che tutti quelli che leggono sappiano di cosa parlo: se non lo sapessero mi auguro sia questa la molla per andare a studiare la storia della II Guerra Mondiale.
E alla fine cosa resta? La delusione e il timore: delusione perchè l'Italia potrebbe seriamente farsi di nuovo guidare da questo individuo. Timore poi, perchè l'ignoranza storica dilagante elimina la possibilità che si impari dal passato. Che si impari tutti!
P.S.: Scusate la prolificità di post odierna. Avevo cose da dire però, e anche voglia di stare un pò sul treno con voi...
Sono contento di non essere in questi giorni in Italia. Vedo il solito (purtroppo è veramente solito ormai) degrado. E le scene in Senato: ancora qui in Svizzera ridono alle nostre spalle. E far sghignazzare mezzo mondo non dovrebbe essere l'obiettivo della nostra classe dirigente.
A tutto ciò, si aggiungono le parole scriteriate di uno che ha fatto il primo ministro per 5 anni. Si permette, costui, di evocare "milioni di persone che si riverserebbero su Roma senza le elezioni anticipate...". E' questa solo l'ennesima prova che a scuola sarebbe stato meglio se il Signore in questione avesse studiato un pò di storia, oppure (ed è sperabile di no) una consapevole rievocazione di eventi nefasti, che pure i compari dell'altro ieri hanno rinnegato?
In tanti hanno rilevato una serie di somiglianze con un personaggio che sfortunatamente è rimasto nella nostra storia. Non lo nomino perchè spero che tutti quelli che leggono sappiano di cosa parlo: se non lo sapessero mi auguro sia questa la molla per andare a studiare la storia della II Guerra Mondiale.
E alla fine cosa resta? La delusione e il timore: delusione perchè l'Italia potrebbe seriamente farsi di nuovo guidare da questo individuo. Timore poi, perchè l'ignoranza storica dilagante elimina la possibilità che si impari dal passato. Che si impari tutti!
P.S.: Scusate la prolificità di post odierna. Avevo cose da dire però, e anche voglia di stare un pò sul treno con voi...
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