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mercoledì 2 ottobre 2013

Poetica del chiudere in bellezza

C'è qualcosa di macabro nella danza della politica italiana di questi ultimi giorni. C'è una incommensurabile tristezza da film già girato ma montato male. Le scene hanno quindi perso ogni legame con le successive e tutto sembra un asincrono collage di eventi slegati eppure tragici e rumorosi.

La contrazione delle visceri deriva da un lato dell'orrore e dall'altro da quella rabbia impotente di fronte a convinti attori di ignobili farse.

Se Berlusconi ancora dirige l'orchestra,  la sua incoerenza e l'evidenza di un uso distorto del palazzo e del suo esercito di deputati prezzolati hanno raggiunto vette ancora inesplorate.

Ma sembra che anche per questo novello Cesare i coltelli stiano all'improvviso luccicando in senato. Tu quoque Angelino forse risuonerà, ma non è detto che l'attentato riesca.

Quello che è certo è che l'Italia sta perdendo la sua ennesima battaglia per non essere seppellita da se stessa e dalla sua anima incomprensibile e autodistruttiva. Si ricorderanno questi giorni? Permettetemi di dubitarne visto il mare magnum di scempi già perpetrati. Ma almeno che la guerra finisca con una resa di tutto e tutti per ricominciare. Non so che altro augurarmi...

domenica 27 gennaio 2008

Indignato...

Raramente parlo di politica. Della politica italiana sono anni che sono nauseato e non ripongo in essa nessuna fiducia. Gli ideali, che pure dovrebbero essere l'essenza basilare che si cala nella pratica, sono ormai un vago ricordo di cui nessuno sa cosa fare e che sembra desueto perfino citare e impossibile applicare. Che gli uomini siano imperfetti è comprensibile, ma che esibiscano felici ignoranza, menefreghismo, superficialità e arrivismo ai danni di tutti, lo trovo inaccettabile.

Sono contento di non essere in questi giorni in Italia. Vedo il solito (purtroppo è veramente solito ormai) degrado. E le scene in Senato: ancora qui in Svizzera ridono alle nostre spalle. E far sghignazzare mezzo mondo non dovrebbe essere l'obiettivo della nostra classe dirigente.

A tutto ciò, si aggiungono le parole scriteriate di uno che ha fatto il primo ministro per 5 anni. Si permette, costui, di evocare "milioni di persone che si riverserebbero su Roma senza le elezioni anticipate...". E' questa solo l'ennesima prova che a scuola sarebbe stato meglio se il Signore in questione avesse studiato un pò di storia, oppure (ed è sperabile di no) una consapevole rievocazione di eventi nefasti, che pure i compari dell'altro ieri hanno rinnegato?

In tanti hanno rilevato una serie di somiglianze con un personaggio che sfortunatamente è rimasto nella nostra storia. Non lo nomino perchè spero che tutti quelli che leggono sappiano di cosa parlo: se non lo sapessero mi auguro sia questa la molla per andare a studiare la storia della II Guerra Mondiale.

E alla fine cosa resta? La delusione e il timore: delusione perchè l'Italia potrebbe seriamente farsi di nuovo guidare da questo individuo. Timore poi, perchè l'ignoranza storica dilagante elimina la possibilità che si impari dal passato. Che si impari tutti!

P.S.: Scusate la prolificità di post odierna. Avevo cose da dire però, e anche voglia di stare un pò sul treno con voi...

lunedì 15 ottobre 2007

Il triste uomo del cetriolo


In giro per il supermercato se ne vedono un pò divertenti. Vista la limitatezza della vita sociale, Migros e Coop sono una delle mie destinazioni preferite. Ci passo molto tempo e faccio lunghe osservazioni di abitudini e stili di vita...


E quindi ecco la scena della tristezza. Ingrippatissimo giovine occhialuto con zaino scolastico tipo invicta multicolore si avvicina al banco della verdura e zac: con gesto rapido e repentino cinge di affetto manuale un cetriolo medio piccolo. Il solitario ortaggio spaesato finisce nella bilancia per la valutazione del prezzo senza fare obiezioni. Neanche l'impatto delle terga con il gelido metallo stile tavolo operatorio provoca reazione e rifiuto. E nessuna ribellione neanche al gesto pietoso dell'azzeccare direttamente sulla sua pelle uno scontrino sberluccicoso...


Ma la tristezza dell'uomo che, al supermercato, va e prende e porta via un solo e abbandonato cetriolo, mi lascia basito e senza speranza per il suo acquirente... Che fine avrà fatto quel cetriolo non so, ma le ipotesi le lascio alla vostra fantasia...

sabato 29 settembre 2007

Recuperata "Tristezza": rivolgersi Lost + Found!


Sul treno della vita è stata smarrita una valigia di tristezza... Aprendola si attraversa una fase di scontento, un momento di smarrimento e di apprensione...
Non era mia però, infatti l'ho consegnata al Lost + Found di Trenitalia e pare che stiano cercando a chi restituirla. Difficile che chi l'ha persa la rivoglia indietro: più probabile che sia come il gioco della spazzola che si faceva da bambini, per cui prima o dopo ti capitava per le mani la spazzola e smettevi (sfortunatamente) di maneggiare qualcosa di umano, potendo solo pensare a usi più o meno propri dell'oggetto grattante! L'unica consolazione era fuggire verso il tavolo del buffet, e darsi alle schifezze unte e puzzose, compresi i mefitici Puff, di cui tutti ben ricordano i tristi effetti sull'alito... Roba da bambini, d'accordo, ma i più imprevidenti si sono portati dietro il tenero appellativo di "Ciato a peste" per anni...

E oggi pranzo in ristorante italiano con il solito amico Nipponico, ormai compagno di spese in supermercato e di peregrinazioni alla scoperta dei maggiori centri commerciali della zona. La cosa che ho trovato più difficile è spiegare cosa sia un cappone in lingua inglese: come dici che è un pollo castrato? Beh, il paragone con gli uomini castrati è stato automatico, e così apprendo che anche in Cina gli eunuchi erano di moda... Mai in Giappone...
Poi vita da Svizzero: bar a prendere un caffè e guardare le persone in struscio e le più svariate origini per un paio d'ore sfruttando anche il clima inaspettatamente tiepido... Meno male che la moda italiana è molto diffusa anche qui: il solito "occhi pieni e mani vacanti" per ora, in questa nuova terra, è una consolazione!
Infine si torna in questa baita, anche detta Ghetto, dove la stanchezza colpisce un pò, ma dove si ripensa alle novità e si sorride: bagaglio in viaggio per altre mani!

A presto!

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