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martedì 20 maggio 2014

Le Elezioni Europee in Italia e la mia Utopia





In quelle poche occasioni in cui riesco a seguire la TV e le discussioni di politica, resto quest'anno veramente confuso sui temi. A ripensarci bene questa non è una sorpresa: negli ultimi vent'anni (e forse anche prima, ma vallo a ricordare...) non si discute più di temi reali, ma ogni occasione è buona per fare da un lato teatro, e dall'altra per dire quello che gli altri non fanno, non hanno fatto e non faranno. E' veramente irrituale che si vada a parlare di quello che il proprio partito e magari addirittura la propria persona in qualità di rappresentante andrà a fare ovunque ci siano le elezioni.


Tutto questo è ovviamente demoralizzante, ma ha in sé il germe della disfatta. Se da un lato per recuperare da una situazione difficile si deve avere il coraggio di riconoscere i problemi reali, dall'altro il disfattismo è un segno di abbandono della speranza che non porta da nessuna parte. Essere seduti in poltrona a fare gli allenatori della Nazionale, quelli che sanno sputare sentenze sulle scelte riuscendo però facilmente poi a lavarsi le mani della responsabilità di decidere alcunché, è internazionale e interculturale. Tuttavia è uno spirito che si è radicato profondamente nella cultura italiana. Non so dire se il vittimismo di Berlusconi e gli infiniti anni della sinistra siano stati gli autori di questo copione, ma di certo per quanto mi riguarda, il movimento 5 stelle ha assorbito questo atteggiamento. Grillo è poi un maestro della comunicazione e sa adattarsi meravigliosamente alle situazioni più disparate sfruttando a suo piacimento giornali e telegiornali affamati di infamie e raggirati senza posa. Bravo a lui e ai suoi che vedo avvicinarsi sempre più al loro modello e alla sua capacità di abbattere gli avversari in maniera raramente fine ma di certo efficace.

Ma il problema Elezioni Europee resta ed è pesante. Quegli illusi che pensano che la nostra economia sarebbe in grado di svincolarsi dal giogo sovranazionale, a cosa mirano andando in Europa? Quelli che vogliono liberarci dall'Euro, che cosa andranno a dire a Bruxelles? Gli altri che invece vogliono ottenere politicamente di più, che cosa contano di fare nel parlamento?

Nessuno parla di quello che realmente si vuole ottenere. Nessuno ha una visione che riesca a superare l'arco alpino. Mentre dovrebbero tutti capire cosa può venire all'Italia dal Nord, girando anche magari gli occhi a Est, Ovest e Sud, la concentrazione è sempre verso Roma e il governo. Abbatterlo lo scopo di vaste aree del parlamento. Vivacchiarci lo scopo di troppi altri.

Il punto critico è la mentalità: si pensa solo egoisticamente a come trarre un beneficio senza sporcarsi troppo le mani e tenendo in tavola non un piatto di spaghetti al pomodoro, ma delle linguine agli scampi. E questa deviazione dell'ottica si è talmente distribuita che rimboccarsi le maniche e pensare ad azioni concrete rischia di diventare un'anomalia contraria a ogni ragionevolezza.

Io non so se il governo stia facendo qualcosa di quello che ha promesso. A volte mi sembra ci siano scelte che andrebbero un pò approfondite. In altri casi però ho l'impressione che in un disperato tentativo, ci sia dietro a Renzi un gruppo di persone che delle cose le vuole fare. Ho già detto in passato che bisogna tentare e correggere quando non si è sicuri. Confermo che ci deve essere spazio per degli esperimenti che abbiano i migliori presupposti di riuscita. Se si rivelassero errati, se fatti in buona fede, la ruota girerebbe dando spazio al prossimo concorrente. Ma non riesco più a sopportare chi critica a 360 gradi perchè non è in grado di riconoscere altro che i rischi e mai le opportunità. Ancor peggio coloro che sono oltre il pessimismo cosmico e che sanno solo dire che andrà male. Ma a chiedergli cosa migliorare si trincerano dietro un temibile non lo so...

Nell'ottica di un futuro possibile, bisogna accendere la luce in una stanza che è avvolta dalle tenebre del tramonto, e anche se si è stanchi e scoraggiati, bisogna mettersi a lavorare fino a tardi per far rinascere un sentimento di speranza. 

A me piacerebbe tornare in Italia per lavorare come faccio qui, a volte fino allo sfinimento. Lo faccio per lo stipendio, certo, ma anche perché sento che sto mirando a ottenere qualcosa che sia valido per una organizzazione di persone che hanno l'obiettivo di continuare a mangiare. Ingigantendo la cosa, chiunque lavora per lo stato deve farlo affinché lui e tutti gli altri cittadini possano continuare a mangiare, sorridere, avere figli e godersi anche la vita quando possibile. Con un cambio di mentalità, con una scrollata forte e una svegliata a chi ormai si è spiaggiato, l'Italia deve ricominciare a nuotare e stare in una delle corsie della piscina di una finale olimpica. Non importa essere sul podio, ma basta tuffarsi in quell'acqua e dare tutto.

Incomincino i governanti, gli imprenditori e tutti quelli che hanno dei bottoni da premere, ma poi continuino tutti per proprio conto, perché dopo la comprensibile delusione di una serie lunghissima di disastri e di scelte orribili, si deve provare il tutto per tutto. Insieme, per chi può...

domenica 4 maggio 2014

L'Italia Semplificata

Sto iniziando a soffrire di un malessere da semplificazione. La "twitterizzazione" di ogni notizia come di ogni discussione è un evento mondiale, per certi versi comprensibile, ma per altri riduttivo di ogni approfondimento.

Leggo il mio filtro Facebook con la consapevolezza che molte persone, fortunatamente non tutte né necessariamente una maggioranza, diffondano titoli e spot senza andare a cercare alcuna conferma di ciò che affermano.

Ancora più indigeste mi sono le generalizzazioni che sanno esprimere coloro i quali odiano senza voler comprendere. Ci sono ignoranti che restano tali per loro scelta. Sono quelli che non vogliono mai andare a vedere più di quello che viene detto dal primo intervistato per confrontare le versioni.

Ieri ho visto scrivere sul beneamato Faccialibro ad un conoscente molto lontano che il popolo napoletano si era comportato secondo le sue tradizioni allo stadio di Roma lanciando i petardi e facendo i soliti casini. Mi ha disgustato questo accollare a una città e al suo milione di abitanti, il comportamento assurdo di un gruppo di persone che va allo stadio. Ovviamente rivendicando implicitamente la superiorità di altre tifoserie, cosa che mi piacerebbe vedere confermata con dei dati.

Ma la colpa è di quell'approssimazione inaccettabile che si è negli ultimi 20 anni allargata in un canyon dai bordi in continua demolizione. Essendo un ingegnere con esperienza di misure, sono il primo a dire che ogni cosa porta con sé un'incertezza: non esiste il valore perfettamente misurato. Però conta l'accuratezza con cui si riesce a distinguere un valore dall'altro per capire di quanto ci possiamo sbagliare con le nostre affermazioni. Ebbene valutare questo è inevitabilmente il punto di discussione.

Berlusconi, Grillo, Renzi e tutti i loro sottoposti, ricevono delle notizie parziali o le creano, senza verificare in alcun modo la fondatezza delle fonti. Le smentite non contano e non sono richieste. Tutto passa velocemente nell'immaginario del cittadino medio manipolabile. Restano però le tristi semplificazioni a dominare e a guidare le scelte. Ogni errore per inaccuratezza aggiunge il suo peso a quello precedente e così la distanza dalla realtà cresce senza memoria delle motivazioni di certe scelte e senza alcuna possibilità di recupero.

E' il momento per me di pesare le affermazioni. Di ricontrollare cosa è vero e cosa non lo è. Di non dare spazio solo alle sensazioni della propria pancia, ma piuttosto di parlare in concreto con qualche dato ragionevolmente sicuro. Basta dire che i napoletani sono un popolo di delinquenti. Si costruiscano i numeri dei malavitosi e si dicano le percentuali di pregiudicati in città. Sarà alta forse, ma le discussioni potranno poi andare in direzioni composte sul che fare.

Basta dire che l'Euro è il problema d'Italia: si dica esattamente il perché esso avrebbe distrutto e starebbe distruggendo l'economia senza quella vaga spiegazione che quando c'era la lira le cose andavano meglio.

La si smetta di andare in TV a discutere senza concludere. Perché gli assunti si confutano ogni volta e basta dire che una cosa non è vera affinché la realtà non conti più.

A cominciare da me che scrivo, sogno di poter sfruttare le potenzialità delle tecnologie di oggi per formare un'idea personale e una visione di quello che succede.


Perché le facili generalizzazioni, le semplificazioni di massa rimbalzate a destra e manca, ormai ci hanno anestetizzato al punto di non percepire più la realtà. E mentre guidiamo il nostro treno a tutta velocità in questa nebbia potremmo improvvisamente trovarci su un binario morto...

domenica 22 dicembre 2013

Nell'Italia dei Media chiacchieroni

Non credo che sia giusto quello che i media fanno in Italia. La proposta indifferenziata viene a trattare ovunque gli stessi argomenti semplicemente variando il filtro che provvede a colorare le immagini. L'approfondimento e la verifica delle notizie sono rigorosamente assenti. La sintesi brutale va sul sentito dire. Spiacevolmente non si salva nessuno. Chi si dà a interminabili premesse dense inevitabilmente di opinioni personali e che di conseguenza influenzano i riceventi, non fa un buon servizio. Ancora peggio quella tendenza al sensazionalismo e il gioco sull'orrore, basato su parole che colpiscono l'immaginazione quando non ce n'è alcun bisogno.

In una continua lamentela diretta ad indicare tutto quello che va male da un punto di vista specifico, arrivano davvero di rado le notizie di esperienze virtuose da imitare. Non si chiede al giornalismo di essere una guida per il paese, ma forse piuttosto di non seguire solo la situazione del giorno rendendola un malessere estremo.

Anche il seguire la politica in maniera ossessiva non aiuta. Ai cittadini interessa forse di più sapere in parole riassuntive cosa praticamente accade a tutti, e non chi dice come e perché. Vogliamo sapere cosa hanno partorito le menti geniali che sono in parlamento e rappresentano la nostra elite tecnico culturale. I loro litigi hanno senso solo se producono un risultato concreto. E quello che a me personalmente interesserebbe sono le conclusioni. Non partecipiamo direttamente al processo decisionale, ma prendiamo le conseguenze e a quelle dovremmo avere la possibilità di ribellarci con l'aiuto dei media.

Forse la mia è una visione limitata. Forse una semplificazione. Ma l'estenuante gioco delle chiacchiere con l'interpretazione delle intenzioni di tutti che valgono il tempo di un battito d'ali per essere smentite, è un tragico sovraccarico che mette polpa marcia a coprire la sostanza.

Se anche l'informazione dimagrisse e il bombardamento di inutilità non avvilisse in modo deprimente gli spiriti reali di chi in difficoltà lo è,  forse le istanze veramente importanti e più che altro veramente vere, guadagnerebbero spazio...

mercoledì 2 ottobre 2013

Poetica del chiudere in bellezza

C'è qualcosa di macabro nella danza della politica italiana di questi ultimi giorni. C'è una incommensurabile tristezza da film già girato ma montato male. Le scene hanno quindi perso ogni legame con le successive e tutto sembra un asincrono collage di eventi slegati eppure tragici e rumorosi.

La contrazione delle visceri deriva da un lato dell'orrore e dall'altro da quella rabbia impotente di fronte a convinti attori di ignobili farse.

Se Berlusconi ancora dirige l'orchestra,  la sua incoerenza e l'evidenza di un uso distorto del palazzo e del suo esercito di deputati prezzolati hanno raggiunto vette ancora inesplorate.

Ma sembra che anche per questo novello Cesare i coltelli stiano all'improvviso luccicando in senato. Tu quoque Angelino forse risuonerà, ma non è detto che l'attentato riesca.

Quello che è certo è che l'Italia sta perdendo la sua ennesima battaglia per non essere seppellita da se stessa e dalla sua anima incomprensibile e autodistruttiva. Si ricorderanno questi giorni? Permettetemi di dubitarne visto il mare magnum di scempi già perpetrati. Ma almeno che la guerra finisca con una resa di tutto e tutti per ricominciare. Non so che altro augurarmi...

lunedì 30 settembre 2013

Racconti di paura

È un incubo senza fine quello Italiano. L'ultimatum di una settimana per mettere in campo una ricetta impossibile. Stranamente coincidenza di date con il  voto della commissione sulla decadenza da senatore. Gli occhi sbarrati degli italiani increduli sembrano quelli orribili di un film di Dario Argento tenuti aperti da aghi.

Cosa può accadere di più pauroso che guardare questo spettacolo di massacro pulp condotto senza alcun rispetto per l'estetica? Facile rispondere: il prossimo passo. Sì perché seppure si spera che ci siano molti caduti da una parte e dalle altre, in realtà sarà ancora una volta una tragica finzione cinematografica dove tutti si rialzeranno e si scrolleranno il sangue finto coagulato pronti per la prossima scena...

È forse quello che in realtà ci piace,  popolo litigioso e ridicolo che vuole potersi dedicare al pettegolezzo mutandaro. Senza indignarsi troppo, ma potendo urlare e fare caciara.

Ora si può solo aspettare. Ma cosa? Ecco, è a questo che chiedo risposta...

venerdì 27 settembre 2013

Attualità

Da un po' di giorni non guardavo il telegiornale italiano. Niente di nuovo: con il tempo a disposizione spesso mi dedico a varie attività poco impegnative e per questo significativamente più rilassanti. Ovviamente non sentivo particolarmente la mancanza della solita politica dell'emergenza né dei suoi improbabili protagonisti concentrati inevitabilmente in una seria farsa di interessi minori, ma decisamente superiori a quelli della popolazione intera d'Italia.

Il fatto grave e fondamentale è che l'attualità non è mai concentrata sul paese, ma su una infima minoranza di persone che dovrebbero essere rappresentati delle istanze generali,  e invece non si occupano di altro che di se stessi e della loro sopravvivenza politica che corrisponde ad un ricco piatto a tavola. Questa volta sotto accusa è tutta la classe politica, nessuna distinzione. Se Berlusconi riesce ancora una volta a far passare i suoi personali come problemi nazionali,  gli avversari sono in perenne ristrutturazione. E intanto l'economia soffre. E se essa fosse un argomento astratto non ci sarebbe tanto da lamentarsi,  ma purtroppo la vita serena di tanti è compromessa da questo bombardamento di inutilità.

Nell'assenza di idee,  nella profonda ignoranza di chi si presenta per guidare delle persone,  l'informazione e I mass media contribuiscono a non fare chiarezza,  ma solo chiacchiere. Perché il piatto piange clamorosamente. Si propongono solo toppe per l'emergenza. Niente che somigli a un piano pluriennale. È questa una politica degna?

Secondo me si può facilmente definire assurda e attuale. Assurda nella sua folle e maniacale ricerca di chiacchiere senza fatti. Attuale perché costantemente legata esclusivamente all'istante, al momento che conta più di ogni altra ipotesi di lungo termine.

Il problema che resta è se l'attualità sia sufficiente a far sopravvivere una nazione e sostanzialmente un gruppo di persone altamente disomogeneo che pure abita all'interno dei suoi confini territoriali, ma al di fuori di quelli della realtà.

La speranza è che le cose cambino. Il ciclo vitale delle persone e le individualità hanno un termine. È prossima la fine di tanti vecchi, almeno quella nella vita attiva dedicata a distruggere un bel paese. Forse saranno rimpiazzati da una scuola diversa. La paura che abbiano appreso troppo dai cattivi maestri di oggi è grande. Però un'alternativa si deve trovare. Crederci è tutto sommato la carta vincente.

sabato 18 maggio 2013

Benvenuto Presidente: per sperare?

Al cinema si può trovare un po' di ispirazione. Non è una novità, ma è forse più frequente che sia il cinema a ispirarsi alla realtà. Innescare il processo inverso è ricercato da tanti, ma riesce a ben pochi.

Ho visto benvenuto presidente. Ebbene credo sia un film che con leggerezza incarni una serie di temi di oggi. Su tutti la politica inumana e sporca. Quella che è una ribellione più o meno consapevole della società civile ad un sistema oscuro nei suoi modi e nei suoi mezzi, scaltro però, e poi in definitiva scoperto nella vita insostenibile di tanti che dalla politica e dai suoi rappresentanti non ottengono aiuto, ma solo tasse e lacrime.

È alquanto singolare che sia un film a dover dire che se si ritornasse indietro a degli ideali più semplici, alle uova di colombo, ma soprattutto a una vicinanza alle vere necessità dei cittadini, si guadagnerebbe rispetto e sostegno, e non ci sarebbe da preoccuparsi della poltrona, perché la buonafede e la sincerità pagherebbero automaticamente...

Eppure non è così, e la deludente esperienza dell'elezione di un nuovo vecchio presidente della repubblica, testimonia che una Repubblica non è più capace di rinnovarsi. Ci si appassiona a questa beutiful politica, ma essa è solo una serie di colpi di scena che indignano, ma non producono impegno o proposta.

Pur nel mio sospetto di scarsa visione del futuro e di disimpegno fattivo, il 5 stelle sta producendo un terremoto. Purtroppo non vedo come possa vincere contro la dimenticanza e l'abitudine di un governo Letta che a parte solenni proclami resta ostaggio di Berlusconi e dei suoi processi, della strategia di perenne debolezza del PD destinato allo scioglimento dopo la prossima disfatta elettorale e di tutti gli altri volenterosi di sparire...

Insomma come la Chiesa è riuscita in poche mosse a recuperare una credibilità e un consenso planetario, così la politica dovrebbe cercare una soluzione che entusiasmi le persone. Non vedo nessuno a parte Silvio che riesca a illudere e fingere di avere qualche idea sul da farsi. E forse ci meritiamo lui e le sue furbizie al di fuori della legge. Peccato non avere davanti agli occhi un ritratto immortale e immorale del Dorian Gray nazionale: probabilmente ci potremmo anche noi rispecchiare e cambiare opinione...

Sogni...

domenica 7 aprile 2013

Facciamo i compiti

Ultimamente mi sto interessando molto della politica italiana. E' un po' la migliore fiction degli ultimi 100 anni. Come in una soap, sembrano inesauribili i colpi di scena, le mosse repentine e incontrollate, le finte coerenze e le continue ipocrisie. Non ci si fa mancare neanche il sesso, gli scandali da giornale, i segreti contatti di cui i bene informati sanno cosa fare rendendoli pubblici e puntando il dito... Insomma un repertorio gigantesco in cui i Palazzi del potere assurgono al ruolo di teatri e i diversi incaricati sanno recitare a braccio senza incertezze né vergogne. Tutti in una parte, ma flessibili abbastanza da saper cambiare repentinamente il loro ruolo divenendo ciò che tutti si aspettano. Siccome però è una fiction italiana, non è per niente probabile quell'happy end che premia i film americani...

Nello scrivere e cancellare questa sceneggiatura infinita, la punteggiatura, le regole (ortografiche e logiche) della costruzione di paragrafi compiuti, vengono continuamente stravolte. Dimentichi della Costituzione, completamente distaccati dalla realtà di un Paese che non vuole altro che serenità e di ritrovare una dignitosa prosperità, si continua a non fare i compiti in classe e a non prepararsi a casa. Improvvisare va bene quando non hai alternative, ma se si è stati tanto in politica, o quando ci si è voluti entrare a tutti i costi, è importante avere delle idee chiare e cercare di limitare gli sbagli. Non lo fanno né i vecchi partiti né i nuovi. Non mi riferisco a un fatto in particolare, ma più in generale all'approccio per cui si debba scoprire cosa fare oggi, a valle di 30 e più giorni dalle elezioni, e non pensarci prima.

Mentre sembra che la bocciatura sia inevitabile, si farà di tutto per un recupero e il rinvio in poche materie. Gli italiani sono un popolo molto clemente da questo punto: un Berlusconi che andava bocciato, ha avuto un buffetto sulla guancia ed è ancora una volta passato alla classe successiva. I primi della classe non piacciono alla media e quindi ecco che Monti non poteva avere nulla di più di quello che ha ottenuto. Il PD con il suo Bersani, si è classificato in una mediocre posizione perché il suo spirito intellettualoide è risultato antipatico e incostante nello studio. Grillo e le sue Stelline, hanno avuto fiducia come quegli asini che ci sapevano fare e quindi alla fine sorprendevano perché le valutazioni non sono oggettive, ma basate sul gradimento dei professori giudicanti...

Ebbene nessuno che meritasse? Non lo so dire. Secondo me attualmente i politici sono fondamentalmente una classe di edonisti che tendono a far passare il tempo nel miglior modo possibile senza poi produrre niente. Ma quelli che li valutano, a loro volta, sono diventati disillusi e poco attenti e critici, tempestati anche dagli effetti di mezzi di comunicazione che filtrano ed edulcorano i messaggi fino a renderli di colori e sapori indistinguibili... Chi ha la pazienza e la serenità per scavare le notizie vere e scartare quelle fasulle? Quando c'è la "crisi" poi a campeggiare ovunque, cosa dovrebbe interessare ai "professori italiani" di tutte queste chiacchiere deludenti che li lasciano sistematicamente in mutande?

Nessuno fa i compiti, ma nessuno poi controlla che non siano stati fatti. E così il paese discende ogni giorno un gradino verso l'ignoranza inconsapevole. Tutti forse pensano come Ricki Memphis in Immaturi (scusate la citazione ben poco dotta) che oggi prendere 60 alla maturità significhi il massimo: peccato che nel frattempo quel voto sia diventato una mera sufficienza che invece attesta quanto hai fatto pena... Puntare ad un 100 è troppo? Sì, ma un dignitoso 90?

domenica 24 marzo 2013

Grillo che non fa dormire

Non amo prendere delle posizioni approssimative. Intendo dire che non mi piace dire senza essere andato a fondo delle situazioni. E' per questo che mi astengo dal parlare dei dettagli delle azioni del nuovo Eroe nazionale Beppe Grillo. Guida i suoi sostenitori come meglio crede. Ha il diritto/dovere di indirizzarli essendo il referente principale del movimento nonchè suo portavoce famoso e ascoltato.

Purtuttavia mi sento di dire qualcosa su quello che le elezioni hanno portato con l'avvento del movimento Cinque Stelle. Prima di tutto un terremoto e l'incertezza. Non necessariamente un male in un sistema in involuzione da troppi anni. Un gruppo dirigente assolutamente degradato e incapace di seguire i trend sovranazionali come di produrre cambiamenti e innovazione legislativa adatta a mantenere un decente livello di sviluppo... Va fortemente rinnovato, non necessariamente tutti al rogo, ma facciamo un braciere largo, perchè di massa ce ne è e molta.

Pero' cosa ci aspettiamo dalle elezioni? Credo come prima cosa che qualcuno si prenda la responsabilità di fare qualcosa. Azione che vada a produrre un clima positivo e a cercare di aiutare chi sia in difficoltà.  Azione comunque, non inazione e staticità assoluta. Grippare i cilindri del motore senza un meccanico vicino? Secondo me ferma la macchina nel mezzo del nulla, soprattutto se non si propone il proprio numero della tessera dell'ACI per farsi venire a recuperare. Mi si puo' dire che l'idea è proprio di rompere il motore per metterne su uno nuovo: mi piace! Io per natura amo le innovazioni. Pero' per non rimanere nel pantano a vita, c'è qualcuno che se ne intende di combustione, trasmissione, iniezione e tutto quello che serve per fare di un blocco di metallo un propulsore? 

Ecco, è qui che Grillo non mi fa riposare serenamente: fa cri cri giorno e notte in rete, ma non mi sembra che dica qualcosa di nuovo e non scontato se non che tutto fa schifo. Bene, ma dov'è la proposta? Sento che ci si concentra tanto su un governo che "non s'ha da fare", sul finanziamento ai partiti da distruggere, sui rappresentanti eletti etc etc. Ma dell'economia disastrata, del lavoro che va a puttane (o meglio quello che sembra l'unico lavoro garantito rimasto...), della povertà che cresce e di un paese indebolito e intristito, chi si deve preoccupare? Ci si illude forse che tutti gli italiani entreranno in politica attivamente? Non avviene da nessuna parte del mondo, figuriamoci in un paese sostanzialmente devoto all'individualismo come il nostro...

E dulcis in fundo, analogie tremende con recenti signori cui ci si professa avversi: la tecnica dell'agnello sacrificale (che sotto Pasqua ci sta anche bene...) che dice che ci sono attacchi giornalieri di gente che pagata sta sul sito a scrivere cattiverie... Saranno anche loro magistrati di Sinistra o comunisti? Tutti alfabetizzati informatici che sanno come manipolare? E chi manipola il manipolatore? Insomma è iniziato un martirio via internet? E supponiamo sia vero e non si tratti di persone che effettivamente non sono d'accordo, l'unica risposta è l'impegno concreto. Non le parole blablabla, ma il dire cosa si vuole fare e farlo.

Oppure è un muoia Sansone con tutti i Filistei... E per inciso i Filistei sono gli Italiani...

lunedì 4 marzo 2013

Risvegliarsi con il mal di testa da potere

E alla fine le elezioni italiane sono andate peggio delle mie peggiori aspettative. Un paese che non potrà essere governato da  nessuno. Una nazione cui non sembra vero poter di nuovo litigare in maniera del tutto inconcludente.

Il PD ha perso e lo ha meritato. Assenti dal gioco nella parte decisiva, non hanno convinto nessuno. Non si è capito dove volessero andare a parare e infatti hanno preso 3 pappine su calci piazzati.

Il PDL che con il solo uomo capace di smuovere le masse e di incantarle nonostante le sue menzogne siano stata già molte volte svelate, ha fatto un gioco a distruggere che non aveva speranza, ma porta ancora danno.

E poi i Grilli parlanti e le loro istanze valide, ma così piccole piccole da lasciare un vuoto spinto.

Di tutte queste "debolezze politiche", il M5S è quella che più mi intristisce. Finalmente accortisi che adesso dovrebbero fare qualcosa per e non semplicemente contro, i due maestri di festa si mettono in uno sterile traverso per esercitare un potere vuoto di contenuti. Sacrosante alcune delle loro istanze, non si capisce come le vogliano portare avanti. Era bello e facile stare contro tutto e poter sparare a zero sui bravi ragazzi della politica. Dirne male e peggio scontato, perchè profondamente valido. Ma adesso? Poche idee, raccogliticce. Poco spazio alla voce di altri che non siano attori professionisti. Decisamente un atteggiamento verbalmente violento che tanto bene ha saputo parlare ai cuori degli italiani e guidare la loro mano al momento di fare la croce.

La politica dello scacchiere non mi interessa per niente. Constato con orrore che il mondo è preoccupato per l'Italia. Non ci ridono dietro, pur meravigliandosi che tanto in alto si sia spinto di nuovo il cavaliere. Stanno già cercando un modo per liberarci del peso di un'Italia ormai povera e inaffidabile, dove la politica vive sui ricatti di uno sgangherato arrabbiato attore (comico) e nell'inutilità di tutti gli altri.

Cosa potrà succedere da ora in poi? Non ho la sfera di cristallo per saperlo. So però che non era un buon momento per proporre una "non proposta". Era tempo che pur nella possibilità di mille errori si giungesse a una guida che mettesse su un piano per far respirare la gente. Strillare e sputare insulti non serve più a niente. Continuare lo spettacolo deprimente del taglio della torta è altrettanto triste che essersi delegittimati da soli a suon di scelte sbagliae, imbrogli e coerenze slegate dalla realtà...

Io penso che una nuova legge elettorale giusta e non guidata da interessi particolari, per quanto auspicabile, non abbia speranze di essere varata e superare le acque del mar di Montecitorio... Eppure è quella l'unica cosa veramente indispensabile perché si vada di nuovo alle urne e una scelta la si faccia senza spazio a discussioni. E poi lì qualcuno la responsabilità la dovrà prendere. E chiunque sia, sarà meglio del nessuno odierno...

martedì 29 gennaio 2013

Don Abbondio e Berlusconi...

Ho da poco finito di leggere "I promessi sposi". Un gran romanzo che mi ha entusiasmato. Ma ne parlerò un'altra volta... Sì perché il tema di questo post è la vita quotidiana, la politica e le elezioni italiane...

Mi è capitato di incontrare durante l'attesa di un aereo un signore anziano, ma perfettamente funzionante, che se ne andava in giro per lavoro. Veniva verso nord, in realtà lamentandosi ora dell'una, ora dell'altra cosa della sua vita. Rimpiangeva lui tanto, un pochino troppo... Insomma una figura tutto sommato comune. Avvolto poi da mille paure, se ne andava enumerando le occasioni perse perché sconcertato e intimorito di prendere quelle vie. È vero: uno se il coraggio non ce l'ha non se lo può dare. E secondo me sarebbe anche ingiusto chiedere salti nel fuoco a chi ama l'acqua tiepida: la vita è una e va vissuta come meglio ci aggrada...

Purtuttavia, uomo di una certa esperienza e cultura tecnica, mi ha spiazzato con il suo discorso sui mali dell'Italia e sulle sue conclusioni. Profondamente convinto che la penisola non sia stata mai una nazione, rimembrando i fasti del Granducato di Toscana, del Papato temporale e della Serenissima, proponeva di punto in bianco il suo voto per il "Signore" di oggi, per quel Berlusconi che secondo lui sarebbe stato "troppo ricco per rubare"... Immemore ovviamente del Don Rodrigo manzoniano, ricco e capriccioso, con il suo parentado e le sue potenti connessioni, non vedeva la possibilità che le voglie di un Cavaliere possano ben nuocere alla povera gente... È anche bastata la semplice argomentazione che se pure uno non ruba personalmente, ma guida una banda di ladri, un po' responsabile dei furti resta, a farlo capitolare davanti a una specie di Dottor Azzeccagarbugli...

Continuerà a votare per il potente, perché i suoi bravi i discorsi minacciosi li sanno fare... E come lui tanti Don Abbondio in cerca di un rifugio sicuro dove raccomodare una vita serena e senza altro pensiero che una minima sopravvivenza... Questo è lo sconfortante quadro di una nazione che va a votare una serie di personaggi tutt'affatto epici. Con un cardinal Federigo incarnato dal Maestro della Finanza Monti, ricco di virtù e santificato, ma probabilmente incapace di parlare a tutte le classi sociali e a tutti i livelli di reddito. Un dottore della Sanità nella peste come Bersani, inascoltato e politicamente sempre in bilico alla ricerca di alleati che prendano di petto la malattia riconoscendola... Un Grillo don Ferrante, pieno di idee sue proprie o shakerate nella sua testa in modo tutto personale... E trascurando gli altri personaggi di contorno, nient'altro che figure di secondo piano, rimaniamo alla ricerca di quel Fra Cristoforo che sappia alzare la voce e agire con determinazione per fare qualcosa per i poverelli di oggi...

In un paese dove sperare nella Provvidenza sembra non basti più...

mercoledì 5 dicembre 2012

Delle Primarie

E quindi ha vinto Bersani per il PD. Intanto in campo avverso, sembra prevedano una riapertura del colosseo per i giochi dei gladiatori, con nessuna squadra e mille capitani di ventura.

Devo dire che mi ha rasserenato un po' il risultato a sinistra. In fondo, per quanto dovrei riconoscermi in Renzi e nella sua età e nelle sue istanze generazionali, sono invece rimasto talmente deluso dalla sua pochezza sui grandi temi, da non essere conquistato dalla sua piacioneria. Parlo chiaro: quello che voglio dai politici oggi, sono dei discorsi sugli ideali e sulla filosofia di approccio ai problemi. Poi voglio vedere come si propongono di tradurre questa filosofia in azioni più o meno grandi per la risoluzione di problemi che vanno da quelli spiccioli delle persone, alle grandi imprese e al vivere comune...

In questo senso, il sindaco di Firenze mi è parso molto meno robusto dell'emiliano pelato. Si è speso tanto su delle istanze che di sicuro vanno accolte sulla trasparenza e sui costi politici. Ma mai una volta ho visto un passo filosofico. Ho letto un po' di cose, ma non ho trovato alcuno spazio per delle idee di lungo termine...

Non so se Bersani farà qualcosa per mettere in pratica le sue prima della inevitabile caduta dovuta alla intrinseca instabilità autolesionista della sinistra. Però ho sentito parole più pensate e meno dirette al piccolo...

Forse mi sbaglio. Però ora le primarie sono passate, e la musica è solo all'inizio...

lunedì 12 dicembre 2011

Quel che resta di un anno


Non manca moltissimo alla fine di quest'anno. È una fine agognata per me e quindi non mi dilungherò sul parlare di questi 365 giorni. Almeno non descriverò eventi personali.
Però questo post è dedicato ad alcune riflessioni cui sono giunto nella maturità di un'età che avanza inesorabile, ma non in tutto negativa.



Prima di tutto il 2011 ha sfatato anche la superstizione della fine del mondo. Ormai ce la propinano in tutte le salse più vistose, ma pare che non dipenderà dalle date la nostra dipartita, quanto dalla distruzione che riusciremo a creare sul pianeta... Molto più probabile che siamo capaci di auto-estinguerci piuttosto che ci pensi un evento apocalittico legato a non si sa bene quale congiuntura astrale.


In secondo luogo, dopo un secolo in cui l'umanità ha finito col diventarne schiava, il denaro sta mostrando il suo ghigno tremendo. Se abbiamo attraversato tempi in cui ipocritamente l'adorazione della carta moneta e di tutti i suoi simboli era atto del demonio, oggi questo si è ribaltato. In una forma di dittatura finanziaria, il nostro modo di vivere, la nostra stessa possibilità di essere liberi e di esprimere noi stessi che il benessere porta con sé, costringe a inchinarsi davanti alle banche. Entità assurde come le agenzie di rating, governano più degli stati nazionali, assecondando sensazioni del tutto irrazionali oppure fin troppo guidate dalle potenze emergenti. La grande Cina ha saputo attendere il suo momento, e sembra non avere pietà per nessuno nella sua crescita. Sta fagocitando tutto, ed è imprevedibilmente furba nell'azionare leve come il debito nazionale per acquisire il diritto di governare il futuro attraverso il mercato. Per chi ha ancora fame di raggiungere il luccichio scintillante di questa Europa specchio riflesso di un'America decadente, tutto è lecito.

L'Europa, mai fino in fondo costituita, sta perdendo se stessa a partire da quella moneta e da quel mercato che, ancora una volta sotto il segno del soldo, l'aveva saputa unire. Il crollo a effetto domino delle economie povere strutturalmente e storicamente ricche e importanti, dimostra la fragilità di un sistema che non ha mai accettato di integrarsi fino in fondo. Forse è stato un bene perchè è più facile vincere contro uno solo che contro una squadra di individui che devono difendere la propria porta. Forse avere delle gambe più grandi e muscolose, evita gli sgambetti...

E nella stessa metafora, come non pensare alla fine dell'infinita piaga italiana di Berlusconi? Il suo migliore amico, il denaro, gli ha voltato le spalle. Il mercato dove ha trionfato nella sua vita imprenditoriale, lo ha disarcionato. Cercherà di tornare, di non scomparire, ma se con un pò di malizia gli altri riusciranno infine a emarginarlo non considerandolo più un interlocutore valido, probabilmente potremo fare a meno di ennesime buffonate e di menzogne fasulle per gli anni a venire.

Restano per me dolorose alcune immagini. La spazzatura a Napoli, che ha ridotto la città a immagine mondiale della stupidità italiana e la nazione a zimbello organizzativo planetario. Le manifestazioni violente in Italia e nel mondo contro quello che non piace. Come se distruggerla fisicamente non faccia ricrescere vigorosa la gramigna. L'assenza assoluta oggi di idee e di aspirazioni più alte di un bel cellulare e soprattutto quel vuoto spinto di solidarietà di fronte alle difficoltà degli altri che si avverte non solo in Italia, ma in tutto il pianeta azzurro. Non so quanto si potrà andare avanti così.

Però, alla fine io ci metto una nota di speranza positiva. Sono nati nel mondo sei o sette bambini che sono stati identificati come i sette-miliardesimi esseri umani della Terra. Sono tutte creature magnifiche che hanno dentro di sé in potenza la rivoluzione contro tutte le cose che ho elencato sopra. Spero che la potenzialità si trasformi un giorno in realtà...

lunedì 17 ottobre 2011

Conferme: il sogno che non sarà sempre cosi'....

Ho un paio di note da aggiungere al mio post di ieri sulla manifestazione rovinata di Roma. Ho seguito infatti le chiacchiere inutili miste a infamie e commenti fuori luogo particolarmente stupidi.

Tutto secondo il solito copione di chi apre bocca solo per aumentare l'entropia dell'universo. Ci riescono bene, fortunati inconsapevoli che ci sarà un prossimo Big Crunch che riuscirà a ingoiare anche le loro idiozie. Strumentalizzazioni senza significato che vanno a braccetto con silenzi confusi.

Ma la conferma di averci visto giusto non mi rasserena, anzi. E' deprimente rendersi conto che l'Italia, uno specchio accelerato di una realtà mondiale, sta frullando milk shakes a gusti spiacevoli. Nell'accrescersi incontrollabile del caos che tanti amano perchè fonte di opportunità di guadagno, l'autodistruzione determinata dagli obiettivi di benessere individuale a spese dell'interesse generale, l'umanità lascia sul campo se stessa.

E' forse una visione pessimistica, ma forse dal mio osservatorio miope non riesco a vedere un faro da seguire in questa buia notte. Se i movimenti rappresentano una possibilità, l'essere diffidenti a causa dell'esperienza nell'entrare in contatto con la politica e il potere, rappresenta il loro limite maggiore. Nella paura di sporcarsi le mani, risiede il dubbio che non ci sia un sapone con cui lavarsele. Forse è un timore giusto, ma lascia tutto il campo a chi le mani le ha già sporche, e in questo sudiciume ama sguazzare.

Se si vuole dimostrare qualcosa, si vada fino in fondo. Si proponga se stessi come rappresentanti. Si abbracci un lato politico o se ne crei uno nuovo e credibile. E' l'impegno di gettarsi nella mischia a costituire il deterrente per chi la faccia la copre con il make up della dialettica violenta, vuota e personale. Parole che non producono proposte, ma solo attacchi e macerie, nelle quali poi infilare anche i cervelli vuoti di cui ieri.

Certo che mi si puo' contestare: tu dove sei? La mia risposta è: qui. Cioè io dico a chi si proponesse con qualcosa di convincente, che avrebbe il mio voto. Perchè non io? Non ho una risposta buona per tutti, ma forse non ho l'ambizione giusta e questo basta. Per chi ce l'ha, e ha la voglia di incarnare nuovi ideali (o vecchi ma ancora validi) il posto è li', in alto o in basso non importa. E' esserci e partecipare. Con tanti dietro a dire la loro e a sostenere le proprie idee, si va lontano...

martedì 4 ottobre 2011

Shopping di cervelli

Qui in Svizzera è in voga lo shopping di cervelli. In un paese dove la disoccupazione è tra il 2 e il 3 percento, esistono molti spazi in cui c'é bisogno di competenza. Qual è infatti la motivazione per molti giovani di continuare a studiare se con il lavoro e l'esperienza te la sfanghi lo stesso? Personalmente non sono d'accordo con questo approccio. L'evoluzione umana richiede delle basi teoriche. È quello che gli altri ci hanno tramandato non può andare perso, e l'evoluzione si interromperebbe violentemente se tutti la pensassimo così... In realtà poi la scelta di questa strategia sembra non pagare profumatamente. Le aziende sono infatti costrette a andare a ravanare in giro alla ricerca di buoni cervelli a buon prezzo. Gli può anche capitare che vada maluccio, con qualche pezzo di antiquariato un po' avariato, ma è un rischio inevitabile che loro si sentono di correre. Ecco comunque spiegata la massiccia presenza di stranieri in ruoli di un certo peso nelle aziende che si trovano qui per scelta ragionata di qualità, o solo per ridurre la pressione fiscale... E l'Italia è una buona fornitrice di cervelli. Avendo una disoccupazione parossistica e quindi una fauna enorme in cui cacciare l'elemento giusto, noi veniamo a donare dietro retribuzione il nostro sapere e la nostra capacità, qualunque essa sia. Sia come sia, gli Svizzeri, in una discreta percentuale, pensano di potercela fare anche senza l'apporto straniero. È forse una illusione neanche troppo pia, e la politica è abbastanza decisa nel proteggere i locali e dare ogni tanto qualche scudisciata agli importati. Salvo poi rendersi conto che la loro maggioranza non è schiacciante come vorrebbero, e che di fatto qui ci sono per la maggior parte persone che tranquillamente se ne fregano delle tue antiche origini, specialmente perché anche le loro sono piuttosto incerte... Ebbene noi svendiamo i cervelli perché siamo generosi. E non solo con la Svizzera. Meglio così: chi era quello che diceva che bisognava far girare l'economia, finanche impoverendosi dei soldi che non si hanno? Ah, sì, era uno che il cervello lo ha dato gratis all'Italia. Il paese ancora ringrazia...

giovedì 4 agosto 2011

Economia Italiana: non capirne niente eppure capire che non va...


Sono giorni in cui la nostra finanza è squassata dall'onda della speculazione. Per semplificare un pò, significa che qualcuno sta comprando i nostri titoli di Stato di fatto prestandoci dei soldi, ma solo a condizione di ricavarne un interesse molto più alto di quello che può avere da altre nazioni che sono meno disposte a fare queste concessioni, perchè anche se i loro titoli non vengono comprati, sono fiduciosi di farcela lo stesso a mantenere il sistema in funzione...

Io non capisco molto di economia e finanza. Ricordo vagamente alcuni concetti di Microeconomia e di Macroeconomia. A ingegneria, trattavasi di esame cuscinetto dove era importante e molto possibile prendere un bel voto per alzare la media... Non più di questo, tanto è vero che mi bastò scrivere un trattato prolisso e fondamentalmente inutile per beccare un trenta pieno... Raramente questa cosa si è ripetuta.

Però una cosa l'ho capita con l'esperienza. La finanza è un gioco sporco nel quale molti si trovano a proprio agio. Molti sanno approfittare delle debolezze delle masse come di quelle di strutture che in principio sembrano intoccabili, come quelle di uno Stato, per arricchirsi personalmente. E' di questo che si tratta quando c'è una speculazione in atto. Se è vero che i conti italiani non sono così male come sostiene il governo ed è confermato internazionalmente, lo stato è prono all'attacco di questi soggetti affamati di denaro perchè sono le componenti di immagine internazionale e renderci inaffidabili.

Sarebbe possibile dare la colpa al solito Berlusconi e alla sua Gang capeggiata da Tremonti, ma a guardar bene loro sono origine e cattiva gestione della situazione, ma anche in questo momento spettatori senza capacità di reazione alla tensione imposta. Sembra che le trincee da loro costruite nel tempo per difendersi dalle opposizioni interne come dalle parti sociali che tirano acqua al loro mulino, abbiano ormai delle falle troppo grosse. Lo sciagurato declino di Presidente&Co io lo riporto senza esitazione allo scandalo delle mutande: il Bunga Bunga ha tolto la stima di troppi benpensanti e ha dato uno scossone di ridicolo troppo grande per recuperare. Finchè si erano aggirate le leggi e si era fatto il proprio comodo con furbizia, i nostri compatrioti non si erano scandalizzati più di tanto. Ma quando si è incominciato a immaginare gli sguaiati festini, non si è trattato più del superman, quanto del rattuso...

Dico la verità: ben altro avrebbe dovuto aprire gli occhi agli italiani. Tuttavia questa cosa ha gettato la luce rossa su un gruppo di persone che, colto con le braghe calate, si è per la prima volta vergognato. Dire che tutti hanno visto il re nudo, è forse in questo caso la metafora giusta. Ed ecco quindi che il governo fermo a cercare una via per far dimenticare le immagini ridicole, non ha modo di offrire una faccia decisa che dica: l'Italia c'è e ce la farà, per cui basta speculazioni.

Tutti appannati, stanchi, gli uomini di governo si dibattono in tentativi vani di tornare all'antico splendore... Dall'altro lato c'è l'affondo finale, ma anche un pò ingenuo, per riprendere il potere. Che il governo lasci sarebbe di per sè un segnale forte. Ma poi dopo? Bisognerebbe avere idee su cosa fare, ma chi se la prende la responsabilità di operare scelte impopolari e al limite di fallire? Prendere il potere per poi dimostrare che non si è buoni a nulla? Rischioso in periodi di tempesta. E allora ecco il governo tecnico che, pur se fallisce, non deve essere rieletto...

E' un balletto già visto, ma oggi palese. Nella necessità di agire a breve termine, i politici decidono per le ferie, perchè non sanno che altro fare. Decidono poi di andare in pellegrinaggio, destra e sinistra, sperando che in Terrasanta trovino dell'illuminante fieno da spartire nella stalla di Nazareth. In realtà è molto più probabile che trovino solo degli amici del regno animale con cui sono certo saprebbero comunicare meglio che fra di loro a suon di muggiti e ragli...

Dalla Svizzera tutto sembra diventare di nuovo lontano. Perderò ben presto il contatto con questa tristezza. Ma mi resta nel cuore la sensazione che gli unici a non capire cosa fare, a chi chiedere aiuto e come ottenerlo, siano proprio quei politici che dovrebbero guidare il paese. E forse sarebbe il momento di trasformare Montecitorio e Palazzo Madama in due ospizi chiusi, in cui le persone pensino di fare politica e invece siano assecondate come pazze, mentre fuori sono gli altri, qualcuno di buona volontà e di sani principi, a fare le cose davvero...

mercoledì 11 marzo 2009

Doppio avvitamento carpiato: peccato non ci fosse un palo...


Raramente mi lascio trasportare dalla politica italiana. La delusione e il realismo su una situazione degenere mi hanno reso indifferente allo scandalo quotidiano e vivere all'estero è un toccasana, perchè le miserie arrivano solo quando sono molto grandi. In questo senso, molto meglio: goccia a goccia si scava anche la roccia, e la mia non la vorrei rendere troppo sdrucciolevole!

Tuttavia stasera ero a tavola e tra un boccone e l'altro del pesce bollito, neanche a farlo apposta, ecco una faccia un pò ittica apparire seria e compunta... Generalmente, a parte il Presidente del Consiglio, pochi volti mi innervosiscono. Forse un pò il Guercio (Ministro delle Comunicazioni io credo...) per la sua arrogante spocchia e per il suo atteggiamento scostumato e denigratorio mi abbruna un pò... Ma Capezzone, portavoce del governo e del popolo della semi-libertà, mi scatena una ira irrefrenabile. Come può questa faccia lessa che prima fingeva di essere radicale, ora invece simulare un'ansia di governo elitario e una profonda compenetrazione nella battaglia contro il testamento biologico e quant'altro, senza scomporsi di un millimetro? Non è che uno un giorno si sveglia e rivede al 100% le sue posizioni sugli argomenti che prima portava avanti! E' la voglia di avere uno stipendio di lusso da parlamentare, il desiderio di potersi permettere di non avere alcun rimorso di coscienza perchè anche quella si è liofilizzata come l'espressione del volto... Ancora una volta la politica di oggi mostra la sua degenerazione: mettersi a fare delle battaglie lascia il tempo che trova, ma è solo un mezzo per poter arrivare ai disonori della cronaca su qualche palchetto di periferia e poi godersi i soldi nella pacchia del far null'altro che apparire in tv e riempirsi la bocca delle parole discese da Arcore... D'altronde anche dall'altro lato, l'esempio che mi tocca più da vicino è quello della Francescato, che dopo aver fatto il presidente del WWF per anni, andò a dirigere i Verdi... Riprova del percorso di chi non si mette al servizio della politica, ma mette la politica al proprio servizio per raggiungere un ambizioso traguardo di benessere personale...

Su tutti mi restano in mente i tuffi carpiati con doppio avvitamento di quel Mastella che pure sembra riuscire a sopravvivere a ogni cataclisma... Sarà che venendo da un paese che si chiama Ceppaloni, le ceppe grosse riesce normalmente a scansarle bene... Però un tuffo a candela su un palo una volta pure gli capiterà, perchè la storia ha corsi e ricorsi, e il tempo fa giustizia di tutti. Aspettando il tuffo sbagliato del presidente, resta il triste spettacolo del sincronizzato dissonante dei suoi scagnozzi...

mercoledì 4 marzo 2009

Politica tecnica...


Ci sono persone presuntuose al mondo. Ce ne sono molte. La presunzione non è di per sè un fatto negativo, perchè avere una certa fiducia nelle proprie capacità aiuta nei momenti di difficoltà. Ben meno è utile la propensione a credere di non farcela mai, perchè poi i risultati non arrivano e si continua a sprofondare... D'altronde anche la presunzione va mitigata con la conoscenza dei propri limiti e la comprensione dell'ambiente e dell'aria che tira...

Se sul lavoro si sta cercando di emergere e di trovare uno spazio e una collocazione di "leadership", ogni mossa va calcolata attentamente, per il semplice motivo che ogni errore di valutazione, può farti scendere di due gradini nella tua scalata, mentre una cosa giusta te ne può far salire al massimo mezzo... La politica, in un ambiente tecnico orientato all'ottenimento del risultato e quindi di per sè molto povero di sottigliezze, è un terreno sdrucciolevole, che si può percorrere solo quando si siano ottenute delle scarpe adeguate...

Tutta questa filosofia come preambolo del racconto di una giornata a forma di sinusoide. Entro in ufficio e mi capita la ventura di leggere una e-mail arrivata al mio capo, in cui ci viene chiesto dai piani alti di rinunciare a una persona per un progetto che deve partire in meno di 15 gg, perchè richiesta altrove... Sarebbe tutto normale se non fosse che il missile ha una origine interna: un collega che vuole scalare, ha pensato di porre al centro di un braccio di ferro una persona che invece per motivi vari e eventuali avrebbe voluto venire con il sottoscritto a fare misure... Politica Tecnica: millantare la necessità per sottolineare di non essere stato consultato prima di imbarcarci nella missione... Piccolo dettaglio: la via gerarchica non comprendeva il nostro lanciatore di Scud, e la via gerarchica era stata seguita a perfezione... Ebbene, il Patriot è arrivato puntuale e dallo Scud la testata avrà secondo me schizzato sull'artigliere liquido marrone...

Avevano appena smesso di girarmi a turbine che ecco arrivare una mail di due righe: la campagna di misura è cancellata. In tedesco suona anche peggio... Interrompete ogni attività sull'argomento perchè il progetto non andrà avanti... Dalle stelle, sono crollato nella fossa delle Marianne tirato per i peli del naso... Sono riemerso a fatica dall'apnea, giusto meditando sul fatto che mi si prospetta un mese di carico ridotto...

E quindi ecco che esco da questa giornata di alti e bassi avendo imparato che fare politica è difficile, la politica tecnica lo è ancor di più, e la tecnica politica richiede meditazione...

ohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohm
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venerdì 27 febbraio 2009

Cordialità


Bella cosa la cordialità: è quel modo di avvicinarsi alle persone trasmettendo interesse, accettazione, partecipazione e calore... Peccato che a me non piaccia quando è tanta: mi suona allora come una moneta falsa, come una naturale presa per i fondelli che prova a farti fesso... E' un mio difetto, ma nella moderazione delle cose vedo sempre un equilibrio rassicurante, e come ho visto dire l'altra volta in TV a Fassino, Berlusconi è quello che è riuscito a dare risposta a una serie di esigenze degli italiani, andandoli a rassicurare. E' in questo che la sinistra ha fallito, probabilmente perchè non ha mai mostrato di essere cordiale.

Infatti per sua natura, la sinistra non è piaciona, o almeno non riesce a mostrare quell'umanità e quel calore comunicativo che potrebbe metterla in contatto con tante fasce di persone che non chiedono altro che una stretta di mano e un sorriso a tutto tondo... Sono certo che adesso tanti storceranno il naso, perchè bisogna essere realistici e non sfoggiare inutile affettazione, perchè questi sono mezzucci, ma dopo, seppure la mia analisi (tra l'altro analisi di un politico di prima fascia e di lungo corso) può essere semplicistica e riduttiva, i fatti parlano chiaro. Non essendoci una persona forte che goda del sostegno di tutti e che diventi una rubiconda faccia di riferimento, il popolo italiano perde stima e fiducia e si concede a uno che in società la sua porca figura l'ha sempre saputa fare...

Quello che io riconosco a Veltroni, è di averci provato. Di averci messo la sua di faccia, che tutto sommato è sempre stata un pò piaciona, e che poi per autolesionismo assortito e per mancanza di idee o per le troppe idee, non ha potuto ottenere risultati verificabili. Non ho gioito per la sua scomparsa dalla scena. Oggi, a distanza di pochi giorni, sembra che da una supernova egli sia diventato un buco nero da cui tutti vogliono prendere le distanze. Come se poi il suo successore avesse qualche possibilità di portare avanti un progetto che aveva un seppur minimo senso in una guida che puntasse anche sul prestigio personale... Il fatto che possa piacere Franceschini, è segno che sarebbe stato forse meglio rimanere in quello squallido tempo del pentapartito: cos'è la politica di oggi se non una accozzaglia di facce ben note che in un modo o nell'altro hanno militato nella balena bianca e nel garofano? Peccato che con una fetta di balena condita di petali rossi non si siano annozzati: io non avrei avuto a soffrirne...

E per ritornare al titolo, mi viene in mente che mi è capitato più volte di ricevere delle lettere/e-mail in cui il saluto finale era "cordialità". Mi sono sempre storzoliato in simili chiusure, pensando al fatto che provare a trasmettere cordialità con una parola è un atto di grossa presunzione, nonchè di invasione dell'altrui spazio vitale... Forse è per questo che il cordiale presidente lo farei volentieri passare nel tritacarte insieme alle sue lettere...

E quindi, cordialità...

martedì 13 maggio 2008

Friends: un corsivo...


La primavera ha finalmente portato in Italia una ventata di amicizia profonda e indissolubile... Che gioia vedere al telegiornale e leggere sulle pagine bianche e nere dei quotidiani parole di affetto, di stima... Sembra di sentire una brezza fresca dipartire dalle aule parlamentari e diffondersi da levante a ponente, da nord a sud, quasi a coprire il puzzo della munnezza e dare una botta di chanel n.5 ai rom che proprio profumati non sono.

Sì, l'amicizia, l'amore si è diffuso improvvisamente! Adesso capisco anche perchè tutti in campagna elettorale hanno accelerato sul discorso donne in parlamento: temevano di dover raccogliere a turno la saponetta nella doccia, mentre adesso, con una minima quota rosa, i più fortunati potranno scansare il loro amorevole turno inclinato e magari ballare un pò di macarena con qualcuna delle poche passabili, colti dall'inebriante comunione di anima e corpo!

Quanto sei bello Walter, quanto ti rispetto Silvio! Il clima è cambiato, lo dicono tutti. Eppure le menzogne che sono capaci di dirsi hanno solo fatto una rivoluzione di 180° fino alla prossima convenienza... Ora non siamo meglio noi di voi, ci piace il vostro governo, sia quello vero che quello finto, e magari qualche legge la votiamo anche... Certo, sarebbe simpatico se poi per ricambiare voi votaste qualche nostra proposta minore... Ma senza impegno, non ci offendiamo mica...


Mi si stanno già cariando i denti per questo eccesso di miele... Soprattutto la cosa che mi preoccupa è quando scopriremo che si tratta di un preparato ricco di aromi (vedi Report di domenica scorsa), che quindi con il dolce naturale prodotto delle api, ha ben poco in comune... All'inizio il colore è lo stesso, l'appiccicaticcio non si discosta di molto, ma il sapore è stranamente più forte... Avete mai pensato alla vernice per il legno: cambiateci il gusto con un poco di zucchero e la pillola andrà giù! Peccato per il cancro...

Note per Viaggiatori Occasionali...

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Capotreno e Viaggiatori