Racconti di viaggio lungo i percorsi della vita...
martedì 20 maggio 2014
Le Elezioni Europee in Italia e la mia Utopia
domenica 4 maggio 2014
L'Italia Semplificata
Leggo il mio filtro Facebook con la consapevolezza che molte persone, fortunatamente non tutte né necessariamente una maggioranza, diffondano titoli e spot senza andare a cercare alcuna conferma di ciò che affermano.
Ancora più indigeste mi sono le generalizzazioni che sanno esprimere coloro i quali odiano senza voler comprendere. Ci sono ignoranti che restano tali per loro scelta. Sono quelli che non vogliono mai andare a vedere più di quello che viene detto dal primo intervistato per confrontare le versioni.
Ieri ho visto scrivere sul beneamato Faccialibro ad un conoscente molto lontano che il popolo napoletano si era comportato secondo le sue tradizioni allo stadio di Roma lanciando i petardi e facendo i soliti casini. Mi ha disgustato questo accollare a una città e al suo milione di abitanti, il comportamento assurdo di un gruppo di persone che va allo stadio. Ovviamente rivendicando implicitamente la superiorità di altre tifoserie, cosa che mi piacerebbe vedere confermata con dei dati.
Ma la colpa è di quell'approssimazione inaccettabile che si è negli ultimi 20 anni allargata in un canyon dai bordi in continua demolizione. Essendo un ingegnere con esperienza di misure, sono il primo a dire che ogni cosa porta con sé un'incertezza: non esiste il valore perfettamente misurato. Però conta l'accuratezza con cui si riesce a distinguere un valore dall'altro per capire di quanto ci possiamo sbagliare con le nostre affermazioni. Ebbene valutare questo è inevitabilmente il punto di discussione.
Berlusconi, Grillo, Renzi e tutti i loro sottoposti, ricevono delle notizie parziali o le creano, senza verificare in alcun modo la fondatezza delle fonti. Le smentite non contano e non sono richieste. Tutto passa velocemente nell'immaginario del cittadino medio manipolabile. Restano però le tristi semplificazioni a dominare e a guidare le scelte. Ogni errore per inaccuratezza aggiunge il suo peso a quello precedente e così la distanza dalla realtà cresce senza memoria delle motivazioni di certe scelte e senza alcuna possibilità di recupero.
E' il momento per me di pesare le affermazioni. Di ricontrollare cosa è vero e cosa non lo è. Di non dare spazio solo alle sensazioni della propria pancia, ma piuttosto di parlare in concreto con qualche dato ragionevolmente sicuro. Basta dire che i napoletani sono un popolo di delinquenti. Si costruiscano i numeri dei malavitosi e si dicano le percentuali di pregiudicati in città. Sarà alta forse, ma le discussioni potranno poi andare in direzioni composte sul che fare.
Basta dire che l'Euro è il problema d'Italia: si dica esattamente il perché esso avrebbe distrutto e starebbe distruggendo l'economia senza quella vaga spiegazione che quando c'era la lira le cose andavano meglio.
La si smetta di andare in TV a discutere senza concludere. Perché gli assunti si confutano ogni volta e basta dire che una cosa non è vera affinché la realtà non conti più.
A cominciare da me che scrivo, sogno di poter sfruttare le potenzialità delle tecnologie di oggi per formare un'idea personale e una visione di quello che succede.
Perché le facili generalizzazioni, le semplificazioni di massa rimbalzate a destra e manca, ormai ci hanno anestetizzato al punto di non percepire più la realtà. E mentre guidiamo il nostro treno a tutta velocità in questa nebbia potremmo improvvisamente trovarci su un binario morto...
domenica 22 dicembre 2013
Nell'Italia dei Media chiacchieroni
Non credo che sia giusto quello che i media fanno in Italia. La proposta indifferenziata viene a trattare ovunque gli stessi argomenti semplicemente variando il filtro che provvede a colorare le immagini. L'approfondimento e la verifica delle notizie sono rigorosamente assenti. La sintesi brutale va sul sentito dire. Spiacevolmente non si salva nessuno. Chi si dà a interminabili premesse dense inevitabilmente di opinioni personali e che di conseguenza influenzano i riceventi, non fa un buon servizio. Ancora peggio quella tendenza al sensazionalismo e il gioco sull'orrore, basato su parole che colpiscono l'immaginazione quando non ce n'è alcun bisogno.
In una continua lamentela diretta ad indicare tutto quello che va male da un punto di vista specifico, arrivano davvero di rado le notizie di esperienze virtuose da imitare. Non si chiede al giornalismo di essere una guida per il paese, ma forse piuttosto di non seguire solo la situazione del giorno rendendola un malessere estremo.
Anche il seguire la politica in maniera ossessiva non aiuta. Ai cittadini interessa forse di più sapere in parole riassuntive cosa praticamente accade a tutti, e non chi dice come e perché. Vogliamo sapere cosa hanno partorito le menti geniali che sono in parlamento e rappresentano la nostra elite tecnico culturale. I loro litigi hanno senso solo se producono un risultato concreto. E quello che a me personalmente interesserebbe sono le conclusioni. Non partecipiamo direttamente al processo decisionale, ma prendiamo le conseguenze e a quelle dovremmo avere la possibilità di ribellarci con l'aiuto dei media.
Forse la mia è una visione limitata. Forse una semplificazione. Ma l'estenuante gioco delle chiacchiere con l'interpretazione delle intenzioni di tutti che valgono il tempo di un battito d'ali per essere smentite, è un tragico sovraccarico che mette polpa marcia a coprire la sostanza.
Se anche l'informazione dimagrisse e il bombardamento di inutilità non avvilisse in modo deprimente gli spiriti reali di chi in difficoltà lo è, forse le istanze veramente importanti e più che altro veramente vere, guadagnerebbero spazio...
mercoledì 2 ottobre 2013
Poetica del chiudere in bellezza
C'è qualcosa di macabro nella danza della politica italiana di questi ultimi giorni. C'è una incommensurabile tristezza da film già girato ma montato male. Le scene hanno quindi perso ogni legame con le successive e tutto sembra un asincrono collage di eventi slegati eppure tragici e rumorosi.
La contrazione delle visceri deriva da un lato dell'orrore e dall'altro da quella rabbia impotente di fronte a convinti attori di ignobili farse.
Se Berlusconi ancora dirige l'orchestra, la sua incoerenza e l'evidenza di un uso distorto del palazzo e del suo esercito di deputati prezzolati hanno raggiunto vette ancora inesplorate.
Ma sembra che anche per questo novello Cesare i coltelli stiano all'improvviso luccicando in senato. Tu quoque Angelino forse risuonerà, ma non è detto che l'attentato riesca.
Quello che è certo è che l'Italia sta perdendo la sua ennesima battaglia per non essere seppellita da se stessa e dalla sua anima incomprensibile e autodistruttiva. Si ricorderanno questi giorni? Permettetemi di dubitarne visto il mare magnum di scempi già perpetrati. Ma almeno che la guerra finisca con una resa di tutto e tutti per ricominciare. Non so che altro augurarmi...
lunedì 30 settembre 2013
Racconti di paura
È un incubo senza fine quello Italiano. L'ultimatum di una settimana per mettere in campo una ricetta impossibile. Stranamente coincidenza di date con il voto della commissione sulla decadenza da senatore. Gli occhi sbarrati degli italiani increduli sembrano quelli orribili di un film di Dario Argento tenuti aperti da aghi.
Cosa può accadere di più pauroso che guardare questo spettacolo di massacro pulp condotto senza alcun rispetto per l'estetica? Facile rispondere: il prossimo passo. Sì perché seppure si spera che ci siano molti caduti da una parte e dalle altre, in realtà sarà ancora una volta una tragica finzione cinematografica dove tutti si rialzeranno e si scrolleranno il sangue finto coagulato pronti per la prossima scena...
È forse quello che in realtà ci piace, popolo litigioso e ridicolo che vuole potersi dedicare al pettegolezzo mutandaro. Senza indignarsi troppo, ma potendo urlare e fare caciara.
Ora si può solo aspettare. Ma cosa? Ecco, è a questo che chiedo risposta...
venerdì 27 settembre 2013
Attualità
Da un po' di giorni non guardavo il telegiornale italiano. Niente di nuovo: con il tempo a disposizione spesso mi dedico a varie attività poco impegnative e per questo significativamente più rilassanti. Ovviamente non sentivo particolarmente la mancanza della solita politica dell'emergenza né dei suoi improbabili protagonisti concentrati inevitabilmente in una seria farsa di interessi minori, ma decisamente superiori a quelli della popolazione intera d'Italia.
Il fatto grave e fondamentale è che l'attualità non è mai concentrata sul paese, ma su una infima minoranza di persone che dovrebbero essere rappresentati delle istanze generali, e invece non si occupano di altro che di se stessi e della loro sopravvivenza politica che corrisponde ad un ricco piatto a tavola. Questa volta sotto accusa è tutta la classe politica, nessuna distinzione. Se Berlusconi riesce ancora una volta a far passare i suoi personali come problemi nazionali, gli avversari sono in perenne ristrutturazione. E intanto l'economia soffre. E se essa fosse un argomento astratto non ci sarebbe tanto da lamentarsi, ma purtroppo la vita serena di tanti è compromessa da questo bombardamento di inutilità.
Nell'assenza di idee, nella profonda ignoranza di chi si presenta per guidare delle persone, l'informazione e I mass media contribuiscono a non fare chiarezza, ma solo chiacchiere. Perché il piatto piange clamorosamente. Si propongono solo toppe per l'emergenza. Niente che somigli a un piano pluriennale. È questa una politica degna?
Secondo me si può facilmente definire assurda e attuale. Assurda nella sua folle e maniacale ricerca di chiacchiere senza fatti. Attuale perché costantemente legata esclusivamente all'istante, al momento che conta più di ogni altra ipotesi di lungo termine.
Il problema che resta è se l'attualità sia sufficiente a far sopravvivere una nazione e sostanzialmente un gruppo di persone altamente disomogeneo che pure abita all'interno dei suoi confini territoriali, ma al di fuori di quelli della realtà.
La speranza è che le cose cambino. Il ciclo vitale delle persone e le individualità hanno un termine. È prossima la fine di tanti vecchi, almeno quella nella vita attiva dedicata a distruggere un bel paese. Forse saranno rimpiazzati da una scuola diversa. La paura che abbiano appreso troppo dai cattivi maestri di oggi è grande. Però un'alternativa si deve trovare. Crederci è tutto sommato la carta vincente.
sabato 18 maggio 2013
Benvenuto Presidente: per sperare?
Al cinema si può trovare un po' di ispirazione. Non è una novità, ma è forse più frequente che sia il cinema a ispirarsi alla realtà. Innescare il processo inverso è ricercato da tanti, ma riesce a ben pochi.
Ho visto benvenuto presidente. Ebbene credo sia un film che con leggerezza incarni una serie di temi di oggi. Su tutti la politica inumana e sporca. Quella che è una ribellione più o meno consapevole della società civile ad un sistema oscuro nei suoi modi e nei suoi mezzi, scaltro però, e poi in definitiva scoperto nella vita insostenibile di tanti che dalla politica e dai suoi rappresentanti non ottengono aiuto, ma solo tasse e lacrime.
È alquanto singolare che sia un film a dover dire che se si ritornasse indietro a degli ideali più semplici, alle uova di colombo, ma soprattutto a una vicinanza alle vere necessità dei cittadini, si guadagnerebbe rispetto e sostegno, e non ci sarebbe da preoccuparsi della poltrona, perché la buonafede e la sincerità pagherebbero automaticamente...
Eppure non è così, e la deludente esperienza dell'elezione di un nuovo vecchio presidente della repubblica, testimonia che una Repubblica non è più capace di rinnovarsi. Ci si appassiona a questa beutiful politica, ma essa è solo una serie di colpi di scena che indignano, ma non producono impegno o proposta.
Pur nel mio sospetto di scarsa visione del futuro e di disimpegno fattivo, il 5 stelle sta producendo un terremoto. Purtroppo non vedo come possa vincere contro la dimenticanza e l'abitudine di un governo Letta che a parte solenni proclami resta ostaggio di Berlusconi e dei suoi processi, della strategia di perenne debolezza del PD destinato allo scioglimento dopo la prossima disfatta elettorale e di tutti gli altri volenterosi di sparire...
Insomma come la Chiesa è riuscita in poche mosse a recuperare una credibilità e un consenso planetario, così la politica dovrebbe cercare una soluzione che entusiasmi le persone. Non vedo nessuno a parte Silvio che riesca a illudere e fingere di avere qualche idea sul da farsi. E forse ci meritiamo lui e le sue furbizie al di fuori della legge. Peccato non avere davanti agli occhi un ritratto immortale e immorale del Dorian Gray nazionale: probabilmente ci potremmo anche noi rispecchiare e cambiare opinione...
Sogni...
domenica 7 aprile 2013
Facciamo i compiti
domenica 24 marzo 2013
Grillo che non fa dormire
lunedì 4 marzo 2013
Risvegliarsi con il mal di testa da potere
E alla fine le elezioni italiane sono andate peggio delle mie peggiori aspettative. Un paese che non potrà essere governato da nessuno. Una nazione cui non sembra vero poter di nuovo litigare in maniera del tutto inconcludente.
Il PD ha perso e lo ha meritato. Assenti dal gioco nella parte decisiva, non hanno convinto nessuno. Non si è capito dove volessero andare a parare e infatti hanno preso 3 pappine su calci piazzati.
Il PDL che con il solo uomo capace di smuovere le masse e di incantarle nonostante le sue menzogne siano stata già molte volte svelate, ha fatto un gioco a distruggere che non aveva speranza, ma porta ancora danno.
E poi i Grilli parlanti e le loro istanze valide, ma così piccole piccole da lasciare un vuoto spinto.
Di tutte queste "debolezze politiche", il M5S è quella che più mi intristisce. Finalmente accortisi che adesso dovrebbero fare qualcosa per e non semplicemente contro, i due maestri di festa si mettono in uno sterile traverso per esercitare un potere vuoto di contenuti. Sacrosante alcune delle loro istanze, non si capisce come le vogliano portare avanti. Era bello e facile stare contro tutto e poter sparare a zero sui bravi ragazzi della politica. Dirne male e peggio scontato, perchè profondamente valido. Ma adesso? Poche idee, raccogliticce. Poco spazio alla voce di altri che non siano attori professionisti. Decisamente un atteggiamento verbalmente violento che tanto bene ha saputo parlare ai cuori degli italiani e guidare la loro mano al momento di fare la croce.
La politica dello scacchiere non mi interessa per niente. Constato con orrore che il mondo è preoccupato per l'Italia. Non ci ridono dietro, pur meravigliandosi che tanto in alto si sia spinto di nuovo il cavaliere. Stanno già cercando un modo per liberarci del peso di un'Italia ormai povera e inaffidabile, dove la politica vive sui ricatti di uno sgangherato arrabbiato attore (comico) e nell'inutilità di tutti gli altri.
Cosa potrà succedere da ora in poi? Non ho la sfera di cristallo per saperlo. So però che non era un buon momento per proporre una "non proposta". Era tempo che pur nella possibilità di mille errori si giungesse a una guida che mettesse su un piano per far respirare la gente. Strillare e sputare insulti non serve più a niente. Continuare lo spettacolo deprimente del taglio della torta è altrettanto triste che essersi delegittimati da soli a suon di scelte sbagliae, imbrogli e coerenze slegate dalla realtà...
Io penso che una nuova legge elettorale giusta e non guidata da interessi particolari, per quanto auspicabile, non abbia speranze di essere varata e superare le acque del mar di Montecitorio... Eppure è quella l'unica cosa veramente indispensabile perché si vada di nuovo alle urne e una scelta la si faccia senza spazio a discussioni. E poi lì qualcuno la responsabilità la dovrà prendere. E chiunque sia, sarà meglio del nessuno odierno...
martedì 29 gennaio 2013
Don Abbondio e Berlusconi...
Ho da poco finito di leggere "I promessi sposi". Un gran romanzo che mi ha entusiasmato. Ma ne parlerò un'altra volta... Sì perché il tema di questo post è la vita quotidiana, la politica e le elezioni italiane...
Mi è capitato di incontrare durante l'attesa di un aereo un signore anziano, ma perfettamente funzionante, che se ne andava in giro per lavoro. Veniva verso nord, in realtà lamentandosi ora dell'una, ora dell'altra cosa della sua vita. Rimpiangeva lui tanto, un pochino troppo... Insomma una figura tutto sommato comune. Avvolto poi da mille paure, se ne andava enumerando le occasioni perse perché sconcertato e intimorito di prendere quelle vie. È vero: uno se il coraggio non ce l'ha non se lo può dare. E secondo me sarebbe anche ingiusto chiedere salti nel fuoco a chi ama l'acqua tiepida: la vita è una e va vissuta come meglio ci aggrada...
Purtuttavia, uomo di una certa esperienza e cultura tecnica, mi ha spiazzato con il suo discorso sui mali dell'Italia e sulle sue conclusioni. Profondamente convinto che la penisola non sia stata mai una nazione, rimembrando i fasti del Granducato di Toscana, del Papato temporale e della Serenissima, proponeva di punto in bianco il suo voto per il "Signore" di oggi, per quel Berlusconi che secondo lui sarebbe stato "troppo ricco per rubare"... Immemore ovviamente del Don Rodrigo manzoniano, ricco e capriccioso, con il suo parentado e le sue potenti connessioni, non vedeva la possibilità che le voglie di un Cavaliere possano ben nuocere alla povera gente... È anche bastata la semplice argomentazione che se pure uno non ruba personalmente, ma guida una banda di ladri, un po' responsabile dei furti resta, a farlo capitolare davanti a una specie di Dottor Azzeccagarbugli...
Continuerà a votare per il potente, perché i suoi bravi i discorsi minacciosi li sanno fare... E come lui tanti Don Abbondio in cerca di un rifugio sicuro dove raccomodare una vita serena e senza altro pensiero che una minima sopravvivenza... Questo è lo sconfortante quadro di una nazione che va a votare una serie di personaggi tutt'affatto epici. Con un cardinal Federigo incarnato dal Maestro della Finanza Monti, ricco di virtù e santificato, ma probabilmente incapace di parlare a tutte le classi sociali e a tutti i livelli di reddito. Un dottore della Sanità nella peste come Bersani, inascoltato e politicamente sempre in bilico alla ricerca di alleati che prendano di petto la malattia riconoscendola... Un Grillo don Ferrante, pieno di idee sue proprie o shakerate nella sua testa in modo tutto personale... E trascurando gli altri personaggi di contorno, nient'altro che figure di secondo piano, rimaniamo alla ricerca di quel Fra Cristoforo che sappia alzare la voce e agire con determinazione per fare qualcosa per i poverelli di oggi...
In un paese dove sperare nella Provvidenza sembra non basti più...
mercoledì 5 dicembre 2012
Delle Primarie
E quindi ha vinto Bersani per il PD. Intanto in campo avverso, sembra prevedano una riapertura del colosseo per i giochi dei gladiatori, con nessuna squadra e mille capitani di ventura.
Devo dire che mi ha rasserenato un po' il risultato a sinistra. In fondo, per quanto dovrei riconoscermi in Renzi e nella sua età e nelle sue istanze generazionali, sono invece rimasto talmente deluso dalla sua pochezza sui grandi temi, da non essere conquistato dalla sua piacioneria. Parlo chiaro: quello che voglio dai politici oggi, sono dei discorsi sugli ideali e sulla filosofia di approccio ai problemi. Poi voglio vedere come si propongono di tradurre questa filosofia in azioni più o meno grandi per la risoluzione di problemi che vanno da quelli spiccioli delle persone, alle grandi imprese e al vivere comune...
In questo senso, il sindaco di Firenze mi è parso molto meno robusto dell'emiliano pelato. Si è speso tanto su delle istanze che di sicuro vanno accolte sulla trasparenza e sui costi politici. Ma mai una volta ho visto un passo filosofico. Ho letto un po' di cose, ma non ho trovato alcuno spazio per delle idee di lungo termine...
Non so se Bersani farà qualcosa per mettere in pratica le sue prima della inevitabile caduta dovuta alla intrinseca instabilità autolesionista della sinistra. Però ho sentito parole più pensate e meno dirette al piccolo...
Forse mi sbaglio. Però ora le primarie sono passate, e la musica è solo all'inizio...
lunedì 12 dicembre 2011
Quel che resta di un anno
lunedì 17 ottobre 2011
Conferme: il sogno che non sarà sempre cosi'....
martedì 4 ottobre 2011
Shopping di cervelli
giovedì 4 agosto 2011
Economia Italiana: non capirne niente eppure capire che non va...
mercoledì 11 marzo 2009
Doppio avvitamento carpiato: peccato non ci fosse un palo...
Tuttavia stasera ero a tavola e tra un boccone e l'altro del pesce bollito, neanche a farlo apposta, ecco una faccia un pò ittica apparire seria e compunta... Generalmente, a parte il Presidente del Consiglio, pochi volti mi innervosiscono. Forse un pò il Guercio (Ministro delle Comunicazioni io credo...) per la sua arrogante spocchia e per il suo atteggiamento scostumato e denigratorio mi abbruna un pò... Ma Capezzone, portavoce del governo e del popolo della semi-libertà, mi scatena una ira irrefrenabile. Come può questa faccia lessa che prima fingeva di essere radicale, ora invece simulare un'ansia di governo elitario e una profonda compenetrazione nella battaglia contro il testamento biologico e quant'altro, senza scomporsi di un millimetro? Non è che uno un giorno si sveglia e rivede al 100% le sue posizioni sugli argomenti che prima portava avanti! E' la voglia di avere uno stipendio di lusso da parlamentare, il desiderio di potersi permettere di non avere alcun rimorso di coscienza perchè anche quella si è liofilizzata come l'espressione del volto... Ancora una volta la politica di oggi mostra la sua degenerazione: mettersi a fare delle battaglie lascia il tempo che trova, ma è solo un mezzo per poter arrivare ai disonori della cronaca su qualche palchetto di periferia e poi godersi i soldi nella pacchia del far null'altro che apparire in tv e riempirsi la bocca delle parole discese da Arcore... D'altronde anche dall'altro lato, l'esempio che mi tocca più da vicino è quello della Francescato, che dopo aver fatto il presidente del WWF per anni, andò a dirigere i Verdi... Riprova del percorso di chi non si mette al servizio della politica, ma mette la politica al proprio servizio per raggiungere un ambizioso traguardo di benessere personale...
Su tutti mi restano in mente i tuffi carpiati con doppio avvitamento di quel Mastella che pure sembra riuscire a sopravvivere a ogni cataclisma... Sarà che venendo da un paese che si chiama Ceppaloni, le ceppe grosse riesce normalmente a scansarle bene... Però un tuffo a candela su un palo una volta pure gli capiterà, perchè la storia ha corsi e ricorsi, e il tempo fa giustizia di tutti. Aspettando il tuffo sbagliato del presidente, resta il triste spettacolo del sincronizzato dissonante dei suoi scagnozzi...
mercoledì 4 marzo 2009
Politica tecnica...
Se sul lavoro si sta cercando di emergere e di trovare uno spazio e una collocazione di "leadership", ogni mossa va calcolata attentamente, per il semplice motivo che ogni errore di valutazione, può farti scendere di due gradini nella tua scalata, mentre una cosa giusta te ne può far salire al massimo mezzo... La politica, in un ambiente tecnico orientato all'ottenimento del risultato e quindi di per sè molto povero di sottigliezze, è un terreno sdrucciolevole, che si può percorrere solo quando si siano ottenute delle scarpe adeguate...
Tutta questa filosofia come preambolo del racconto di una giornata a forma di sinusoide. Entro in ufficio e mi capita la ventura di leggere una e-mail arrivata al mio capo, in cui ci viene chiesto dai piani alti di rinunciare a una persona per un progetto che deve partire in meno di 15 gg, perchè richiesta altrove... Sarebbe tutto normale se non fosse che il missile ha una origine interna: un collega che vuole scalare, ha pensato di porre al centro di un braccio di ferro una persona che invece per motivi vari e eventuali avrebbe voluto venire con il sottoscritto a fare misure... Politica Tecnica: millantare la necessità per sottolineare di non essere stato consultato prima di imbarcarci nella missione... Piccolo dettaglio: la via gerarchica non comprendeva il nostro lanciatore di Scud, e la via gerarchica era stata seguita a perfezione... Ebbene, il Patriot è arrivato puntuale e dallo Scud la testata avrà secondo me schizzato sull'artigliere liquido marrone...
Avevano appena smesso di girarmi a turbine che ecco arrivare una mail di due righe: la campagna di misura è cancellata. In tedesco suona anche peggio... Interrompete ogni attività sull'argomento perchè il progetto non andrà avanti... Dalle stelle, sono crollato nella fossa delle Marianne tirato per i peli del naso... Sono riemerso a fatica dall'apnea, giusto meditando sul fatto che mi si prospetta un mese di carico ridotto...
E quindi ecco che esco da questa giornata di alti e bassi avendo imparato che fare politica è difficile, la politica tecnica lo è ancor di più, e la tecnica politica richiede meditazione...
ohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohmohm
ohmohmohmohmohmohmohmohmohm
venerdì 27 febbraio 2009
Cordialità
Infatti per sua natura, la sinistra non è piaciona, o almeno non riesce a mostrare quell'umanità e quel calore comunicativo che potrebbe metterla in contatto con tante fasce di persone che non chiedono altro che una stretta di mano e un sorriso a tutto tondo... Sono certo che adesso tanti storceranno il naso, perchè bisogna essere realistici e non sfoggiare inutile affettazione, perchè questi sono mezzucci, ma dopo, seppure la mia analisi (tra l'altro analisi di un politico di prima fascia e di lungo corso) può essere semplicistica e riduttiva, i fatti parlano chiaro. Non essendoci una persona forte che goda del sostegno di tutti e che diventi una rubiconda faccia di riferimento, il popolo italiano perde stima e fiducia e si concede a uno che in società la sua porca figura l'ha sempre saputa fare...
Quello che io riconosco a Veltroni, è di averci provato. Di averci messo la sua di faccia, che tutto sommato è sempre stata un pò piaciona, e che poi per autolesionismo assortito e per mancanza di idee o per le troppe idee, non ha potuto ottenere risultati verificabili. Non ho gioito per la sua scomparsa dalla scena. Oggi, a distanza di pochi giorni, sembra che da una supernova egli sia diventato un buco nero da cui tutti vogliono prendere le distanze. Come se poi il suo successore avesse qualche possibilità di portare avanti un progetto che aveva un seppur minimo senso in una guida che puntasse anche sul prestigio personale... Il fatto che possa piacere Franceschini, è segno che sarebbe stato forse meglio rimanere in quello squallido tempo del pentapartito: cos'è la politica di oggi se non una accozzaglia di facce ben note che in un modo o nell'altro hanno militato nella balena bianca e nel garofano? Peccato che con una fetta di balena condita di petali rossi non si siano annozzati: io non avrei avuto a soffrirne...
E per ritornare al titolo, mi viene in mente che mi è capitato più volte di ricevere delle lettere/e-mail in cui il saluto finale era "cordialità". Mi sono sempre storzoliato in simili chiusure, pensando al fatto che provare a trasmettere cordialità con una parola è un atto di grossa presunzione, nonchè di invasione dell'altrui spazio vitale... Forse è per questo che il cordiale presidente lo farei volentieri passare nel tritacarte insieme alle sue lettere...
E quindi, cordialità...
martedì 13 maggio 2008
Friends: un corsivo...
Sì, l'amicizia, l'amore si è diffuso improvvisamente! Adesso capisco anche perchè tutti in campagna elettorale hanno accelerato sul discorso donne in parlamento: temevano di dover raccogliere a turno la saponetta nella doccia, mentre adesso, con una minima quota rosa, i più fortunati potranno scansare il loro amorevole turno inclinato e magari ballare un pò di macarena con qualcuna delle poche passabili, colti dall'inebriante comunione di anima e corpo!
Quanto sei bello Walter, quanto ti rispetto Silvio! Il clima è cambiato, lo dicono tutti. Eppure le menzogne che sono capaci di dirsi hanno solo fatto una rivoluzione di 180° fino alla prossima convenienza... Ora non siamo meglio noi di voi, ci piace il vostro governo, sia quello vero che quello finto, e magari qualche legge la votiamo anche... Certo, sarebbe simpatico se poi per ricambiare voi votaste qualche nostra proposta minore... Ma senza impegno, non ci offendiamo mica...
Mi si stanno già cariando i denti per questo eccesso di miele... Soprattutto la cosa che mi preoccupa è quando scopriremo che si tratta di un preparato ricco di aromi (vedi Report di domenica scorsa), che quindi con il dolce naturale prodotto delle api, ha ben poco in comune... All'inizio il colore è lo stesso, l'appiccicaticcio non si discosta di molto, ma il sapore è stranamente più forte... Avete mai pensato alla vernice per il legno: cambiateci il gusto con un poco di zucchero e la pillola andrà giù! Peccato per il cancro...
Note per Viaggiatori Occasionali...
Capotreno e Viaggiatori