Oggi ho sciolto il morso che teneva la mia lingua frenata da un pezzetto, e ho scaricato un galoppo di brevissima durata, ma di intensità incontenibile.
E' stato come uno schiaffone deciso in pieno volto di chi mi ascoltava incredulo. Ma era tempo per dire decisamente basta. Soprattutto a me stesso. Ho usato alcune delle preziose risorse del mio piccolo cerebro in avvitamenti troppo inutili per essere spiegati. Ho lasciato che cose che non hanno piu' alcuna importanza rimanessero a girare nelle circonvoluzioni periferiche, con qualche puntata improvvisa al centro. E adesso bisogna proprio mettere un punto a tutto ciò.
Sono in un certo senso orgoglioso di aver dignitosamente fatto esplodere la parola fine ad una situazione paradossale in cui mi ero messo a bagno. Adesso non si torna in nessun modo indietro e non c'è niente da rimediare. Ma era cosi' che doveva andare da lungo tempo.
Ora si potrebbe discutere su quello che è giusto e sbagliato. Ma devo dire che non posso pentirmi di aver fatto una scelta moralmente valida verso il mio benessere. E' tutto chiaro adesso. Non è rimasto niente in sospeso che sia inespresso. E ora ho un gran sonno, come se avessi atteso questo momento a lungo per riposare al fine.
Ho pensato che poche parole e un silenzio possono fare molto male. Perchè il silenzio svela e ricopre tutto di una gelida brina... Ma in realtà sento già un caldo sole. Non è una vendetta quella che mi sono preso. E' stato stabilire il punto con una carta nautica nuova che mi dice dove sto mettendo la prua.
Nel mio amore infinito per metafore e similitudini, sembro perdere il significato delle cose. Ma in realtà lo ritrovo dicendo semplicemente che ho perso, ma se prima credevo anche la dignità, stasera mi sento di aver riconquistato il diritto di essere me stesso completamente.
Quando rileggero' questo post, mi risulterà forse oscuro. Ma non mi preoccupa perchè è un post liberatorio, uno di quelli sinceri.
E lo ho atteso a lungo...
Racconti di viaggio lungo i percorsi della vita...
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lunedì 7 novembre 2011
sabato 17 gennaio 2009
Di tutto un pò...
Ho una settimana alle spalle, forse un pò di più, in cui non ho avuto modo e forza per scrivere sul blog. Beh, ora non ne ho la forza, ma la voglia sì, e quindi butto alla rinfusa una serie di cose che dovrei dire diversamente, ma che invece dirò proprio così!
Mi hanno chiesto di recente, tramite FessoBuc, come vedono l'Italia all'estero. Ho risposto: "Gli uomini come machi, le donne come ballerine ossigenate e tutti appartenenti a qualche famiglia mafiosa trafficante in spazzatura..." Questa impressione la ho collezionata da persone che si sono un pò sbottonate senza paura di offendere, e devo dire la verità, molte volte, la percezione del nostro paese all'estero è penosa, e si fa un pò fatica a difendere l'immagine nazionale ricordando storia e cultura. Il bislacco presidente del consiglio non aiuta...
Sono stato anche definito più volte un italiano atipico: pare che se non apri il terzo-quarto bottone della camicia per scoprire il vello contornato dalla catena della motocicletta in oro massiccio, la tua origine possa risultare molto incerta... Ho avuto una nuova settimana di lavoro intensa. Niente di nuovo se non che non è finita la fatica, ma almeno il weekend avrà la sua storia di weekend...
Domani shopping selvaggio a Zurigo, dove mi strapperanno anche la pelle delle piante dei piedi, ma dove spero di cavarmela con la carta di credito fulminante. Mi serve un pò di equipaggiamento da neve e un pò di cose inutili per la mia inesistente vita sociale, ma è così se vi pare...
Ancora una volta mi farò spezzare il cuore. Ma è nella mia natura e non posso cambiarla. Tutto sommato non vale neanche la pena di cercare di evitarlo: alla mia età posso permettermi un aspirapolvere per raccogliere i cocci e un mastice per ricomporlo bene...
Ho camminato stasera per le strade della Baita di cemento armato che fu la mia prima casa... E' stato molto strano a distanza di mesi ripercorrere sentieri (perchè scavati tra la neve...) ormai quasi dimenticati... Mi ha colpito sentire l'odore del sapone delle lavanderie del piano terra, dove corse immemorabili furono necessarie per una misera lavatrice. Ho ricordato anche il lavaggio della fodera del letto che raccolse almeno 10 litri d'acqua, e io e mia madre a ramazzare perchè il danno in Svizzera ce lo avrebbero fatto pagare proprio tutto: scena apocalittica che ancora ci dà un pò di brividi tra i sorrisi del tutto è bene quel che finisce bene...
E mentre si avvicina il momento di stravaccarsi tra le lenzuola per batteria in esaurimento, penso che sono a 100% di carico... E' un bene? Chissà, ma so che fino al 120% i miei pistoni non si gripperanno...
Scambio!!!
Mi hanno chiesto di recente, tramite FessoBuc, come vedono l'Italia all'estero. Ho risposto: "Gli uomini come machi, le donne come ballerine ossigenate e tutti appartenenti a qualche famiglia mafiosa trafficante in spazzatura..." Questa impressione la ho collezionata da persone che si sono un pò sbottonate senza paura di offendere, e devo dire la verità, molte volte, la percezione del nostro paese all'estero è penosa, e si fa un pò fatica a difendere l'immagine nazionale ricordando storia e cultura. Il bislacco presidente del consiglio non aiuta...
Sono stato anche definito più volte un italiano atipico: pare che se non apri il terzo-quarto bottone della camicia per scoprire il vello contornato dalla catena della motocicletta in oro massiccio, la tua origine possa risultare molto incerta... Ho avuto una nuova settimana di lavoro intensa. Niente di nuovo se non che non è finita la fatica, ma almeno il weekend avrà la sua storia di weekend...
Domani shopping selvaggio a Zurigo, dove mi strapperanno anche la pelle delle piante dei piedi, ma dove spero di cavarmela con la carta di credito fulminante. Mi serve un pò di equipaggiamento da neve e un pò di cose inutili per la mia inesistente vita sociale, ma è così se vi pare...
Ancora una volta mi farò spezzare il cuore. Ma è nella mia natura e non posso cambiarla. Tutto sommato non vale neanche la pena di cercare di evitarlo: alla mia età posso permettermi un aspirapolvere per raccogliere i cocci e un mastice per ricomporlo bene...
Ho camminato stasera per le strade della Baita di cemento armato che fu la mia prima casa... E' stato molto strano a distanza di mesi ripercorrere sentieri (perchè scavati tra la neve...) ormai quasi dimenticati... Mi ha colpito sentire l'odore del sapone delle lavanderie del piano terra, dove corse immemorabili furono necessarie per una misera lavatrice. Ho ricordato anche il lavaggio della fodera del letto che raccolse almeno 10 litri d'acqua, e io e mia madre a ramazzare perchè il danno in Svizzera ce lo avrebbero fatto pagare proprio tutto: scena apocalittica che ancora ci dà un pò di brividi tra i sorrisi del tutto è bene quel che finisce bene...
E mentre si avvicina il momento di stravaccarsi tra le lenzuola per batteria in esaurimento, penso che sono a 100% di carico... E' un bene? Chissà, ma so che fino al 120% i miei pistoni non si gripperanno...
Scambio!!!
lunedì 5 maggio 2008
Voglia di dire...
Sono un paio di giorni che mi sembra di faticare un pò a trovare ispirazione per scrivere su questo blog. Parlare di blocco dello scrittore sarebbe pienamente ridicolo, e il numero delle cose che osservo ogni giorno e che vorrei promulgare su queste pagine non fa difetto... Però non riesco a mettere le dita sulla tastiera per creare quella piccola magia di racconto che a volte mi è successo di sperimentare. Intendiamoci, non è che parli di capolavori assoluti e memorabili. Penso solo alla soddisfazione interiore di rileggere delle righe partorite dai miei neuroni sovraelettrizzati e provarne una emozione...
Il mio pensiero sta vagando in acque agitate. La casuale coincidenza con l'arrivo della primavera e il conseguente risveglio dei sensi con la natura e con le sue specie, forse non è del tutto casuale. Credo di sentire in me una sottile inquietudine in animazione sospesa in mezzo a weekend che si succedono con impegni già organizzati e potenzialità ancora inespresse... E' così anche la stagione primaverile, in bilico tra il tetro inverno e la stabile estate... Utile dire che l'inverno non è stato poi tanto tetro: tra luci e ombre è trascorso il mio ambientamento in una realtà così nuova e così densa. Ora alcuni semi sono germogliati e mi danno delle sicurezze, ma altre piante robuste aspettano di trovare un luogo dove crescere... Bisogna accettare nuove sfide, ancora mettere in campo del coraggio e sporcarsi le mani. Il secchio delle risorse ha ancora qualcosa dentro? Voglio credere di sì. Arrivano però i momenti in cui il dubbio è palpabile e le gambe potrebbero cedere un pò. E' lì che la mente ritorna in gioco e riesce a riprendere il controllo della situazione razionalizzando ciò che sembra non scorrazzare più scodinzolando...
Ciò che viene fuori dal mio cervello in corto circuito, è che ancora una volta si aspetta molto da se stesso e dal suo involucro di acqua e poco altro... E' bello sentire che si sta facendo del proprio meglio, ma allo stesso tempo, anche questo meglio deve poter essere migliorato, con l'aiuto del caso, può essere, ma soprattutto con un impegno, ancora un impegno... E quindi ho voglia di dire che il mio impegno c'è, anche se deve emergere tra i fumi della stanchezza e dalle nebbie svizzere a volte simili a quelle padane...
E ora me ne vado a letto, a sognare i miei soliti sogni, ma con nuovi caratteri che giungono alle mie dita e che vorrebbero riempire ancora spazio per comunicare che ci sono, e che ancora ci sarò...
Il mio pensiero sta vagando in acque agitate. La casuale coincidenza con l'arrivo della primavera e il conseguente risveglio dei sensi con la natura e con le sue specie, forse non è del tutto casuale. Credo di sentire in me una sottile inquietudine in animazione sospesa in mezzo a weekend che si succedono con impegni già organizzati e potenzialità ancora inespresse... E' così anche la stagione primaverile, in bilico tra il tetro inverno e la stabile estate... Utile dire che l'inverno non è stato poi tanto tetro: tra luci e ombre è trascorso il mio ambientamento in una realtà così nuova e così densa. Ora alcuni semi sono germogliati e mi danno delle sicurezze, ma altre piante robuste aspettano di trovare un luogo dove crescere... Bisogna accettare nuove sfide, ancora mettere in campo del coraggio e sporcarsi le mani. Il secchio delle risorse ha ancora qualcosa dentro? Voglio credere di sì. Arrivano però i momenti in cui il dubbio è palpabile e le gambe potrebbero cedere un pò. E' lì che la mente ritorna in gioco e riesce a riprendere il controllo della situazione razionalizzando ciò che sembra non scorrazzare più scodinzolando...
Ciò che viene fuori dal mio cervello in corto circuito, è che ancora una volta si aspetta molto da se stesso e dal suo involucro di acqua e poco altro... E' bello sentire che si sta facendo del proprio meglio, ma allo stesso tempo, anche questo meglio deve poter essere migliorato, con l'aiuto del caso, può essere, ma soprattutto con un impegno, ancora un impegno... E quindi ho voglia di dire che il mio impegno c'è, anche se deve emergere tra i fumi della stanchezza e dalle nebbie svizzere a volte simili a quelle padane...
E ora me ne vado a letto, a sognare i miei soliti sogni, ma con nuovi caratteri che giungono alle mie dita e che vorrebbero riempire ancora spazio per comunicare che ci sono, e che ancora ci sarò...
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