domenica 26 maggio 2013

Dedicato a Bruce Springsteen e alle sue dediche...

Sono tornato a Napoli per il concerto di Piazza del Boss Born in USA, ma con lontane origini italiane. L'ho fatto per vedere la mia famiglia, senz'altro, ma anche per la musica di questo straordinario ultrasessantenne che sa suonare, cantare e parlare ai cuori...

È un uomo entusiasta Bruce Springsteen. È uno che fa di ogni concerto un evento indimenticabile e che sente. È venuto a Napoli a parlare di problemi e di come bisogni voler bene alla propria terra. A dire che non ci si può dimenticare che quelle pietre che calpestiamo sono parte di noi. E che non è bene sputarci sopra, non solo perché è ingiuriare noi stessi, ma anche perché essere fieri e non vedere solo la spazzatura salva.

Al di là di un concerto molto personale, in cui i momenti di memoria delle origini e del percorso di una vita si fondono indissolubilmente, mi resta la sensazione di una lezione. Il venire a dirci, con gli occhi di chi ha visto tutto il mondo eppure non vuole dimenticare da dove sono partiti gli antenati che hanno fatto la sua storia, che ognuno ha la sua hometown da amare, anche se non è bella e luminosa. E ognuno è un po' responsabile di non farla cadere sempre più giù...

Mi sono dispiaciute le stupide e pretestuose polemiche sull'organizzazione dell'evento. Il soprintendente Cozzolino si riterrà paladino dell'arte di Napoli. La sua spada sfolgorante a guardare alla situazione attuale, non la vedo luccicare.

Napoli ha forse bisogno che siano gli artisti e gli stranieri a ricordarle le sue bellezze visto che i napoletani stessi non le vedono più. La città ha bisogno di vivere in musica, arte, turismo e spettacolo, perché non è mai riuscita a diventare economicamente rilevante. E se questi figuri si preoccupano delle pagliuzze date dai tendoni stesi per ridurre la partecipazione di spettatori non paganti, forse non riescono a riconoscere la trave che gli si è conficcata da decenni nell'occhio. Quel silenzio colpevole sul degrado del patrimonio artistico unico al mondo, reso inservibile e progressivamente distrutto per mancanza di attenzione, idee. E poi il rivendicare che si deve operare per salvaguardare, senza specificare come e dove. Un sopraintendente che puzza tanto di burocrate che miseramente non vuole essere scavalcato, ma che sa scaldare bene la sua poltrona in una inazione costante e troppo serena.

Ci vogliono gli artisti a risvegliare le coscienze? Non solo loro, ma anche loro... E non ci vogliono gli immobili burocrati a preservare quello che va in malora. Ci vuole cuore e intelligenza, capacità di sognare e far sperare...

Parole difficili oggi...

sabato 18 maggio 2013

La comoda posizione in poltrona

Finalmente scoperto l'arcano del successo delle trasmissioni di approfondimento, magari un po' scabrose...

Permettono a tutti di stare in poltrona a indignarsi e a criticare tutto e tutti, senza poi essere costretti a proporre alcunché come soluzione. È su questo che si basa l'utente medio e più o meno recentemente il politico medio: stare su un comodo scranno pieno di cuscini e poter puntare il dito in ogni direzione a indicare quello che va male con minore o maggiore sdegno. Il tutto per poi non giungere a nessun altra conclusione se non che gli Altri (inteso qualsiasi essere che non sia riflesso da uno specchio), tutti, non hanno capito niente, sono pessimi ed inutili. Intendiamoci: mediamente a dire così ci si azzecca. Quanti sono in grado di superare indenni la prova dei fatti? Sul campo di battaglia della vita qualcosa si lascia sempre. Ed è questa frequente  ignoranza o dimenticanza dei propri errori che ci regala la toga di Cassazione senza altro grado di giudizio che il nostro...

Appare un ostacolo insormontabile il passo che dovrebbe seguire la critica se essa fosse costruttiva: una qualsiasi forma di proposta. Cioè ci si mette facilmente in posizione critica, ma quando poi si dovrebbe iniziare a saltare dall'altra parte, ecco che manca il coraggio del fachiro per stendersi sul letto di chiodi...

Succede anche nel lavoro: finché non guidi, non hai responsabilità e stai comodo a sparare ad alzo zero palle di fuoco che scoppiano fragorosamente. E dopo, inizi a capire che per avere un bel prato, non bisogna raderlo al minimo, al limite dissodando la terra, ma bisogna tagliarlo giusto e farlo ricrescere, e dove non ce n'è più, ripiantare.

Fuor di metafora, mandare a quel paese tutto e tutti, se poi non è seguito da una proposta, mette solo a nudo i problemi, ma non li risolve.

E forse vale la pena di iniziare a ripensare alla critica come elemento di pungolo e stimolo alla soluzione, non solo come mezzo liberatorio di offesa personale e generale.

Molti del Movimento 5 stelle si sono messi in questa posizione. La Sinistra ne è stata per troppi anni maestra senza mai riuscire a cambiare il proprio aspetto flagellante e autolesionista. Berlusconi & Co ne hanno fatto un'arte straordinaria riuscendo a buttare le colpe nel campo degli altri ogni volta che l'avevano fatta sporca.

Insomma tutti maestri. Tanti bravi alunni. A quando uno che sappia riformare questa scuola?

Quella stanchezza lì

Negli ultimi giorni mi sento spesso molto stanco. Qualcuno potrebbe dire che probabilmente dipenda dalla primavera, ma invece in una analisi difficile ma non impossibile, posso dire che tutto dipende dai meeting...

Sì perché di recente faccio riunioni una dietro l'altra sforzando enormemente quel mio lato ben nascosto, ma senz'altro presente, che soffre di attacchi di timida inadeguatezza. Cambiare lavoro mi ha portato in una condizione di debolezza. Dove ho lasciato avevo conquistato un posto chiaro e solido, ma nella nuova posizione mi sento decisamente più esposto alle correnti.

Sebbene fosse previsto e sia una cosa già vissuta in passato, non è sempre facile. Basandomi sull'esperienza, la domanda non è se passerà, ma solo quando...

D'altronde so bene di non essere una mosca bianca in un mondo dove solo i pazzi o gli incoscienti non hanno timori e momentanei appannamenti delle loro certezze. Non che questo consoli, ma almeno rende un po' meno soli. E questo non è mai un fattore da sottovalutare...

Il mio lato ottimista mi fa pensare alla forza dell'esperienza che sto facendo. In questa corsa in salita verso le innevate cime di Lavaredo, fatico. Però la differenza non la fa il fisico, ma la volontà. E quella è per ora salda. E se non ce la dovessi fare più, magari ecco che cercherò un riferimento e continuerò a pedalare del mio passo. L'arrivo lo troverò...

Benvenuto Presidente: per sperare?

Al cinema si può trovare un po' di ispirazione. Non è una novità, ma è forse più frequente che sia il cinema a ispirarsi alla realtà. Innescare il processo inverso è ricercato da tanti, ma riesce a ben pochi.

Ho visto benvenuto presidente. Ebbene credo sia un film che con leggerezza incarni una serie di temi di oggi. Su tutti la politica inumana e sporca. Quella che è una ribellione più o meno consapevole della società civile ad un sistema oscuro nei suoi modi e nei suoi mezzi, scaltro però, e poi in definitiva scoperto nella vita insostenibile di tanti che dalla politica e dai suoi rappresentanti non ottengono aiuto, ma solo tasse e lacrime.

È alquanto singolare che sia un film a dover dire che se si ritornasse indietro a degli ideali più semplici, alle uova di colombo, ma soprattutto a una vicinanza alle vere necessità dei cittadini, si guadagnerebbe rispetto e sostegno, e non ci sarebbe da preoccuparsi della poltrona, perché la buonafede e la sincerità pagherebbero automaticamente...

Eppure non è così, e la deludente esperienza dell'elezione di un nuovo vecchio presidente della repubblica, testimonia che una Repubblica non è più capace di rinnovarsi. Ci si appassiona a questa beutiful politica, ma essa è solo una serie di colpi di scena che indignano, ma non producono impegno o proposta.

Pur nel mio sospetto di scarsa visione del futuro e di disimpegno fattivo, il 5 stelle sta producendo un terremoto. Purtroppo non vedo come possa vincere contro la dimenticanza e l'abitudine di un governo Letta che a parte solenni proclami resta ostaggio di Berlusconi e dei suoi processi, della strategia di perenne debolezza del PD destinato allo scioglimento dopo la prossima disfatta elettorale e di tutti gli altri volenterosi di sparire...

Insomma come la Chiesa è riuscita in poche mosse a recuperare una credibilità e un consenso planetario, così la politica dovrebbe cercare una soluzione che entusiasmi le persone. Non vedo nessuno a parte Silvio che riesca a illudere e fingere di avere qualche idea sul da farsi. E forse ci meritiamo lui e le sue furbizie al di fuori della legge. Peccato non avere davanti agli occhi un ritratto immortale e immorale del Dorian Gray nazionale: probabilmente ci potremmo anche noi rispecchiare e cambiare opinione...

Sogni...

martedì 9 aprile 2013

Recuperare il proprio tempo

Se pensate che sia facile riappropriarsi del proprio tempo, probabilmente state sottovalutando la questione. Averne, di tempo, e decidere cosa farne possono rappresentare un problema. E a chi già strabuzza gli occhi, è il caso di dare qualche riga di tempo per rifletterci su...

Negli ultimi anni (quasi 6), ho lavorato molto. Costantemente sono stato in ufficio per più del tempo previsto dal contratto. Lasciando perdere i picchi assurdi in cui i minuti sembravano espandersi al tempo di una vita, è stato per un lustro normale fare casa-lavoro, lavoro-casa. All'inizio ne ho sofferto in termini di stanchezza e stress. Poi mi ci sono abituato e mi sono trovato immerso in una routine di melassa dove rimanevo sostanzialmente attaccato a un dolce e confortevole liquido denso. Mobilità ridotta, abbattimento degli interessi esterni. Sonno e occhi pesanti. Ma nel complesso un'anestesia generale drogata spesso da una adrenalina debordante.

In alcuni momenti di lucidità mi sono accorto del passare del tempo e della mia assoluta perdita di controllo delle settimane, dei mesi che si susseguivano senza lasciare memorie profonde se non quelle legate ad altri ambiti molto più personali. La dolorosa coscienza del vuoto, mi ha spinto a cambiare strada. Come già detto, ho chiuso un'era. E adesso? Mi sento vagare senza la possibilità di rinculare su un materasso permeato di cloroformio. Quando le giornate lavorative finiscono, c'è luce fuori, ma soprattutto c'è il tempo per fare altro. Non tanto intendiamoci, ma qualcosa... E tra i tanti interessi per troppo trascurati, in questi primi giorni, fatico a trovare una strada da percorrere per riappropriarmi della mia clessidra e scuoterla a piacimento. Se mi guardo indietro sono contrariato nel constatare quello che ho perduto. La dedizione che mi ha lasciato troppe volte sfinito, non mi restituisce null'altro che quella soddisfazione di aver fatto quello che dovevo. Resta la domanda se questo dovere non sia stato sovrastimato...

Non è finita fortunatamente: oggi ho una nuova possibilità di prendere parte attiva alla mia vita. Però fatico a ritrovare e a scoprire un nuovo orologio in cui le ore libere diventano larghi contenitori di potenzialità. Esprimere esse e il corrispondente personaggio che dovrebbe farne uso richiederà lo sforzo di liberare quella fantasia e quella volontà per troppo tempo legata. E' questa la mia sfida (la amano tutti questa parola... io no), che combatte ad armi pari con l'abitudine dura a morire di caricarsi e partire alla ricerca di nuove cose da risolvere. 

Non è facile riportarsi a una dimensione umana con il lavoro. Ma io ho voglia di provarci e di riuscirci. La continuità invece dell'eccesso possono suonare grigie espressioni di una mediocre sciapa minestra riscaldata. Ma il punto sono i contorni: gustosi e colorati, mi fanno venire fame, e la voglia di finire prima la zuppa per passare al meglio...

Buon appetito!

Fischio!!!!

domenica 7 aprile 2013

Facciamo i compiti

Ultimamente mi sto interessando molto della politica italiana. E' un po' la migliore fiction degli ultimi 100 anni. Come in una soap, sembrano inesauribili i colpi di scena, le mosse repentine e incontrollate, le finte coerenze e le continue ipocrisie. Non ci si fa mancare neanche il sesso, gli scandali da giornale, i segreti contatti di cui i bene informati sanno cosa fare rendendoli pubblici e puntando il dito... Insomma un repertorio gigantesco in cui i Palazzi del potere assurgono al ruolo di teatri e i diversi incaricati sanno recitare a braccio senza incertezze né vergogne. Tutti in una parte, ma flessibili abbastanza da saper cambiare repentinamente il loro ruolo divenendo ciò che tutti si aspettano. Siccome però è una fiction italiana, non è per niente probabile quell'happy end che premia i film americani...

Nello scrivere e cancellare questa sceneggiatura infinita, la punteggiatura, le regole (ortografiche e logiche) della costruzione di paragrafi compiuti, vengono continuamente stravolte. Dimentichi della Costituzione, completamente distaccati dalla realtà di un Paese che non vuole altro che serenità e di ritrovare una dignitosa prosperità, si continua a non fare i compiti in classe e a non prepararsi a casa. Improvvisare va bene quando non hai alternative, ma se si è stati tanto in politica, o quando ci si è voluti entrare a tutti i costi, è importante avere delle idee chiare e cercare di limitare gli sbagli. Non lo fanno né i vecchi partiti né i nuovi. Non mi riferisco a un fatto in particolare, ma più in generale all'approccio per cui si debba scoprire cosa fare oggi, a valle di 30 e più giorni dalle elezioni, e non pensarci prima.

Mentre sembra che la bocciatura sia inevitabile, si farà di tutto per un recupero e il rinvio in poche materie. Gli italiani sono un popolo molto clemente da questo punto: un Berlusconi che andava bocciato, ha avuto un buffetto sulla guancia ed è ancora una volta passato alla classe successiva. I primi della classe non piacciono alla media e quindi ecco che Monti non poteva avere nulla di più di quello che ha ottenuto. Il PD con il suo Bersani, si è classificato in una mediocre posizione perché il suo spirito intellettualoide è risultato antipatico e incostante nello studio. Grillo e le sue Stelline, hanno avuto fiducia come quegli asini che ci sapevano fare e quindi alla fine sorprendevano perché le valutazioni non sono oggettive, ma basate sul gradimento dei professori giudicanti...

Ebbene nessuno che meritasse? Non lo so dire. Secondo me attualmente i politici sono fondamentalmente una classe di edonisti che tendono a far passare il tempo nel miglior modo possibile senza poi produrre niente. Ma quelli che li valutano, a loro volta, sono diventati disillusi e poco attenti e critici, tempestati anche dagli effetti di mezzi di comunicazione che filtrano ed edulcorano i messaggi fino a renderli di colori e sapori indistinguibili... Chi ha la pazienza e la serenità per scavare le notizie vere e scartare quelle fasulle? Quando c'è la "crisi" poi a campeggiare ovunque, cosa dovrebbe interessare ai "professori italiani" di tutte queste chiacchiere deludenti che li lasciano sistematicamente in mutande?

Nessuno fa i compiti, ma nessuno poi controlla che non siano stati fatti. E così il paese discende ogni giorno un gradino verso l'ignoranza inconsapevole. Tutti forse pensano come Ricki Memphis in Immaturi (scusate la citazione ben poco dotta) che oggi prendere 60 alla maturità significhi il massimo: peccato che nel frattempo quel voto sia diventato una mera sufficienza che invece attesta quanto hai fatto pena... Puntare ad un 100 è troppo? Sì, ma un dignitoso 90?

mercoledì 27 marzo 2013

Se un'era si chiude

Un'era è un tempo di dimensione soggettiva. Tutto sommato, per un bambino di 5 anni un'era può essere quella della libertà di pipì a letto. I dinosauri hanno anche avuto un'era, lunghetta rispetto alla pipì, non c'è che dire, ma rispetto alla vita dell'universo?

Beh ieri è finita la mia era come ingegnere molto tecnico ed è iniziata quella verso una strada diversa, un passo indietro rispetto al mettere le mani sul tavolo di misura, e un passo in più verso la sedia dell'ufficio. Il cambiamento segna la fine di un decennio di lavoro fruttuoso, faticoso, orgoglioso e a volte un po' doloroso... Ma nel complesso oso dire meraviglioso...

Nella festa di addio al mio ambiente attuale, ho sentito improvvisamente allontanarsi una serie di esperienze e di persone che tanto hanno fatto per me e che non posso smettere di ringraziare silenziosamente. A voce sarebbe difficile perché in fondo ho scoperto che il mio lato tenerone tende orribilmente a manifestarsi nei discorsi pubblici e aprire le fontane di fronte a un pubblico di soli uomini può essere imbarazzante...

La goduria dell'organizzazione cui spero di andare incontro mi attrae. Ovviamente non mi attendo rose e fiori, e forse riesco a non sentirmi tremante di paura grazie agli anni trascorsi. Però ritorna un po' la sensazione del primo giorno di scuola: la differenza sarà forse che la tremarella durerà meno a lungo. O almeno lo spero.

Ma nel complesso mi piace pensare alla mia era e a quelle impronte che ho lasciato sulla terra bagnata. Del tutto immodestamente spero che qualcuno le possa trovare un giorno scavando. E nella curiosità di sapere chi ci sia stato dietro un nome, ritrovi me... Nell'ego presuntuoso che deborda, però c'è orgoglio e vanto. Non li voglio vivere per una volta come difetti...

Nuova era, nuovi obiettivi e nuovi personaggi. Ma anche una bella chiocciola sulle spalle...

domenica 24 marzo 2013

Grillo che non fa dormire

Non amo prendere delle posizioni approssimative. Intendo dire che non mi piace dire senza essere andato a fondo delle situazioni. E' per questo che mi astengo dal parlare dei dettagli delle azioni del nuovo Eroe nazionale Beppe Grillo. Guida i suoi sostenitori come meglio crede. Ha il diritto/dovere di indirizzarli essendo il referente principale del movimento nonchè suo portavoce famoso e ascoltato.

Purtuttavia mi sento di dire qualcosa su quello che le elezioni hanno portato con l'avvento del movimento Cinque Stelle. Prima di tutto un terremoto e l'incertezza. Non necessariamente un male in un sistema in involuzione da troppi anni. Un gruppo dirigente assolutamente degradato e incapace di seguire i trend sovranazionali come di produrre cambiamenti e innovazione legislativa adatta a mantenere un decente livello di sviluppo... Va fortemente rinnovato, non necessariamente tutti al rogo, ma facciamo un braciere largo, perchè di massa ce ne è e molta.

Pero' cosa ci aspettiamo dalle elezioni? Credo come prima cosa che qualcuno si prenda la responsabilità di fare qualcosa. Azione che vada a produrre un clima positivo e a cercare di aiutare chi sia in difficoltà.  Azione comunque, non inazione e staticità assoluta. Grippare i cilindri del motore senza un meccanico vicino? Secondo me ferma la macchina nel mezzo del nulla, soprattutto se non si propone il proprio numero della tessera dell'ACI per farsi venire a recuperare. Mi si puo' dire che l'idea è proprio di rompere il motore per metterne su uno nuovo: mi piace! Io per natura amo le innovazioni. Pero' per non rimanere nel pantano a vita, c'è qualcuno che se ne intende di combustione, trasmissione, iniezione e tutto quello che serve per fare di un blocco di metallo un propulsore? 

Ecco, è qui che Grillo non mi fa riposare serenamente: fa cri cri giorno e notte in rete, ma non mi sembra che dica qualcosa di nuovo e non scontato se non che tutto fa schifo. Bene, ma dov'è la proposta? Sento che ci si concentra tanto su un governo che "non s'ha da fare", sul finanziamento ai partiti da distruggere, sui rappresentanti eletti etc etc. Ma dell'economia disastrata, del lavoro che va a puttane (o meglio quello che sembra l'unico lavoro garantito rimasto...), della povertà che cresce e di un paese indebolito e intristito, chi si deve preoccupare? Ci si illude forse che tutti gli italiani entreranno in politica attivamente? Non avviene da nessuna parte del mondo, figuriamoci in un paese sostanzialmente devoto all'individualismo come il nostro...

E dulcis in fundo, analogie tremende con recenti signori cui ci si professa avversi: la tecnica dell'agnello sacrificale (che sotto Pasqua ci sta anche bene...) che dice che ci sono attacchi giornalieri di gente che pagata sta sul sito a scrivere cattiverie... Saranno anche loro magistrati di Sinistra o comunisti? Tutti alfabetizzati informatici che sanno come manipolare? E chi manipola il manipolatore? Insomma è iniziato un martirio via internet? E supponiamo sia vero e non si tratti di persone che effettivamente non sono d'accordo, l'unica risposta è l'impegno concreto. Non le parole blablabla, ma il dire cosa si vuole fare e farlo.

Oppure è un muoia Sansone con tutti i Filistei... E per inciso i Filistei sono gli Italiani...

giovedì 21 marzo 2013

Edonismo ed Amaro Montenegro

Forse alcuni piu' giovani di me non ricordano la pubblicità dell'Amaro Montenegro... Non quella di oggi, ma quella di alcuni anni fa, mostrava un tipo che andava in giro con il sidecar e la giubba da esploratore. Correva verso una destinazione che ben presto si rivelava una stalla e faceva nascere un puledrino... Insomma un veterinario che poi per festeggiare si ingollava un bel bicchierino di Amaro per far andare giu' probabilmente qualche pesante cena campagnola. Come poi ritornasse indietro e se la polizia lo mettesse dietro le sbarre per guida in stato di ebbrezza nessuno puo' dirlo. Ma la funzione sociale e il messaggio positivo giungevano memorabili: fai una cosa buona e poi hai diritto all'Amaro che ti addolcisce la serata. E in effetti, agire da veterinario per curare delle creature di Dio era atto rispettabile.

Oggi le cose sono cambiate e il protagonista, ancora con una giubba, si impegna a far arrivare a destinazione un gruppo musicale per una festa. Grande festa e via di amaro al suono dell'orchestra. Tutti felici e sorridenti a godersi la serata compreso il nostro eroe. Pur rispettando il valore assoluto della musica, mi sembra pero' che il messaggio si sia un po' trasformato: dal sociale all'edonista in un bicchiere di digestivo? Forse specchio dei nostri tempi, il veterinario si è riciclato in una ditta di salvataggio delle sagre di paese. O forse meglio dire che fa una migliore impressione un vincente che riesce a mantenere vivo il divertimento piuttosto che uno che si sacrifica e si sporca le mani per un cavallino... L'amaro lo si gusta piu' volentieri quando vicino non c'è la puzza di sterco di quadrupede e intorno invece gli altri sono brilli abbastanza da sorridere immotivatamente ebeti.

E' un'estremizzazione, senza alcun dubbio. Ma questa riflessione su un mondo dove non si progredisce nella direzione di fare cose importanti per mantenere vivo il nostro pianeta, ma piuttosto ci si stordisce di inutilità, un po' mi fa effetto. Quale progresso ci hanno portato iPhone, iPad, Tablet e reti telematiche? Ci hanno avvicinato virtualmente per renderci forse piu' lontani fisicamente. Ma sono anche in molti casi aggeggi di puro entertainment, belli da vedere e toccare, ma utili a cosa altro che a generare un numero inimmaginabile di bit?

Detto da me, ardente sostenitore dell'Hi-Tech in tutte le sue propaggini cicciotte, puo' sembrare un'accusa ipocrita. Ma ogni giorno mi sembra che stiamo usando le nostre risorse non per dare una vita calma, serena, sicura e dignitosa a tutti con un benessere diffuso, quanto per produrre costantemente grosse sciocchezze di cui non sappiamo piu' cosa fare dopo poco. Sprechi che si sommano a sprechi e che non ci fanno migliorare le condizioni del mondo. Bene internet, bene l'aspetto ludico, ma dove sono e dove vanno a finire i progressi tecnico scientifici volti non a generare profitto quanto semplicemente a migliorare la nostra vita e a renderla lunga e serena? L'edonismo del complesso musicale "salvato" dal dolce omino dell'Amaro, dicono che generiamo tonnellate di cose che servono a divertirci, dimenticando forse che esse non sono una priorità...

Sarà pure un approccio bacchettone e minimalista, ma stasera mi prende un po' la voglia di ritornare ad una vita di base, dove salvare il cavallino ancora vince sullo spettacolo della Sagra...

lunedì 4 marzo 2013

Risvegliarsi con il mal di testa da potere

E alla fine le elezioni italiane sono andate peggio delle mie peggiori aspettative. Un paese che non potrà essere governato da  nessuno. Una nazione cui non sembra vero poter di nuovo litigare in maniera del tutto inconcludente.

Il PD ha perso e lo ha meritato. Assenti dal gioco nella parte decisiva, non hanno convinto nessuno. Non si è capito dove volessero andare a parare e infatti hanno preso 3 pappine su calci piazzati.

Il PDL che con il solo uomo capace di smuovere le masse e di incantarle nonostante le sue menzogne siano stata già molte volte svelate, ha fatto un gioco a distruggere che non aveva speranza, ma porta ancora danno.

E poi i Grilli parlanti e le loro istanze valide, ma così piccole piccole da lasciare un vuoto spinto.

Di tutte queste "debolezze politiche", il M5S è quella che più mi intristisce. Finalmente accortisi che adesso dovrebbero fare qualcosa per e non semplicemente contro, i due maestri di festa si mettono in uno sterile traverso per esercitare un potere vuoto di contenuti. Sacrosante alcune delle loro istanze, non si capisce come le vogliano portare avanti. Era bello e facile stare contro tutto e poter sparare a zero sui bravi ragazzi della politica. Dirne male e peggio scontato, perchè profondamente valido. Ma adesso? Poche idee, raccogliticce. Poco spazio alla voce di altri che non siano attori professionisti. Decisamente un atteggiamento verbalmente violento che tanto bene ha saputo parlare ai cuori degli italiani e guidare la loro mano al momento di fare la croce.

La politica dello scacchiere non mi interessa per niente. Constato con orrore che il mondo è preoccupato per l'Italia. Non ci ridono dietro, pur meravigliandosi che tanto in alto si sia spinto di nuovo il cavaliere. Stanno già cercando un modo per liberarci del peso di un'Italia ormai povera e inaffidabile, dove la politica vive sui ricatti di uno sgangherato arrabbiato attore (comico) e nell'inutilità di tutti gli altri.

Cosa potrà succedere da ora in poi? Non ho la sfera di cristallo per saperlo. So però che non era un buon momento per proporre una "non proposta". Era tempo che pur nella possibilità di mille errori si giungesse a una guida che mettesse su un piano per far respirare la gente. Strillare e sputare insulti non serve più a niente. Continuare lo spettacolo deprimente del taglio della torta è altrettanto triste che essersi delegittimati da soli a suon di scelte sbagliae, imbrogli e coerenze slegate dalla realtà...

Io penso che una nuova legge elettorale giusta e non guidata da interessi particolari, per quanto auspicabile, non abbia speranze di essere varata e superare le acque del mar di Montecitorio... Eppure è quella l'unica cosa veramente indispensabile perché si vada di nuovo alle urne e una scelta la si faccia senza spazio a discussioni. E poi lì qualcuno la responsabilità la dovrà prendere. E chiunque sia, sarà meglio del nessuno odierno...

Note per Viaggiatori Occasionali...

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Capotreno e Viaggiatori