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martedì 9 aprile 2013

Recuperare il proprio tempo

Se pensate che sia facile riappropriarsi del proprio tempo, probabilmente state sottovalutando la questione. Averne, di tempo, e decidere cosa farne possono rappresentare un problema. E a chi già strabuzza gli occhi, è il caso di dare qualche riga di tempo per rifletterci su...

Negli ultimi anni (quasi 6), ho lavorato molto. Costantemente sono stato in ufficio per più del tempo previsto dal contratto. Lasciando perdere i picchi assurdi in cui i minuti sembravano espandersi al tempo di una vita, è stato per un lustro normale fare casa-lavoro, lavoro-casa. All'inizio ne ho sofferto in termini di stanchezza e stress. Poi mi ci sono abituato e mi sono trovato immerso in una routine di melassa dove rimanevo sostanzialmente attaccato a un dolce e confortevole liquido denso. Mobilità ridotta, abbattimento degli interessi esterni. Sonno e occhi pesanti. Ma nel complesso un'anestesia generale drogata spesso da una adrenalina debordante.

In alcuni momenti di lucidità mi sono accorto del passare del tempo e della mia assoluta perdita di controllo delle settimane, dei mesi che si susseguivano senza lasciare memorie profonde se non quelle legate ad altri ambiti molto più personali. La dolorosa coscienza del vuoto, mi ha spinto a cambiare strada. Come già detto, ho chiuso un'era. E adesso? Mi sento vagare senza la possibilità di rinculare su un materasso permeato di cloroformio. Quando le giornate lavorative finiscono, c'è luce fuori, ma soprattutto c'è il tempo per fare altro. Non tanto intendiamoci, ma qualcosa... E tra i tanti interessi per troppo trascurati, in questi primi giorni, fatico a trovare una strada da percorrere per riappropriarmi della mia clessidra e scuoterla a piacimento. Se mi guardo indietro sono contrariato nel constatare quello che ho perduto. La dedizione che mi ha lasciato troppe volte sfinito, non mi restituisce null'altro che quella soddisfazione di aver fatto quello che dovevo. Resta la domanda se questo dovere non sia stato sovrastimato...

Non è finita fortunatamente: oggi ho una nuova possibilità di prendere parte attiva alla mia vita. Però fatico a ritrovare e a scoprire un nuovo orologio in cui le ore libere diventano larghi contenitori di potenzialità. Esprimere esse e il corrispondente personaggio che dovrebbe farne uso richiederà lo sforzo di liberare quella fantasia e quella volontà per troppo tempo legata. E' questa la mia sfida (la amano tutti questa parola... io no), che combatte ad armi pari con l'abitudine dura a morire di caricarsi e partire alla ricerca di nuove cose da risolvere. 

Non è facile riportarsi a una dimensione umana con il lavoro. Ma io ho voglia di provarci e di riuscirci. La continuità invece dell'eccesso possono suonare grigie espressioni di una mediocre sciapa minestra riscaldata. Ma il punto sono i contorni: gustosi e colorati, mi fanno venire fame, e la voglia di finire prima la zuppa per passare al meglio...

Buon appetito!

Fischio!!!!

lunedì 16 gennaio 2012

Cicli Lavorativi

Sono entrato da un po' nel mio quarto anno di lavoro in Svizzera. I bilanci positivi si sono sprecati in questo passato prossimo eppure già remoto, e non c'è assolutamente da rimpiangere niente della scelta fatta. E' stata ed è ancora profondamente impegnativa, ma è anche stata ed è, fonte di soddisfazione e di fiducia per il presente e il futuro.

Tuttavia la storia ha un susseguirsi ciclico, in cui le cose si ripetono ossessivamente in un ritornello ritmato. E il lavoro è anch'esso un procedere in avanti e a ritroso su un cerchio ben disegnato. C'è il primo periodo in cui tutto è nuovo, tutto sembra bello e possibile. La libertà e il futuro aleggiano indistinti pieni di ipotetiche e fruttuose opportunità. E' l'amore, nella sua fase di conoscenza. Quello in cui si fa tutto insieme e si farebbe tutto per l'altro. Siccome il lavoro è in realtà un contratto come il matrimonio, è facile che si finisca in luna di miele. Tutto è sorprendente, e man mano che si prende fiducia in se stessi, arrivano delle soddisfazioni e il gusto di sentirsi apprezzati. Dura un pezzetto, ma poi la curva dell'emozione discende più o meno lentamente nella routine. E qui ecco che si iniziano a guardare le altre donne, a sognare nuovi corteggiamenti, a rendersi più disponibili a nuove esperienze. Ovviamente non si butta via il tempo trascorso, ma non si riesce neanche a sottomettersi all'ineluttabile progredire nel tempo di un sentimento di indifferenza e di minestra riscaldata.

Insomma si devono fare delle nuove scelte. Il ciclo si compie con il prossimo salto dove il percorso potrà essere più o meno lungo, ma sostanzialmente simile.

Che triste generazione la nostra, incapace di trovare una pace del cuore che la metta al riparo dai salti a piè  pari nelle direzioni più impensate. Tutti quelli che conosco sono in qualche forma inquieti, alla ricerca del loro prossimo ciclo con una frequenza sempre superiore. Non è dato sapere se questo ci gratifichi. Di certo ci dà quella dose di adrenalina di cui non possiamo più fare a meno. Aborrendo le droghe sintetiche, non possiamo fai altro che auto-impasticcarci naturalmente con percorsi sempre più artificiali e sempre più arcuati.

E se i cicli lavorativi non coincidessero con i cicli della nostra vita, che potremmo fare? Dovremmo forse accettare questo strano parallelismo, alla ricerca del binario giusto da cui riprendere il nostro viaggio...

domenica 25 ottobre 2009

La ricerca di lavoro....


Cercare lavoro è un gran lavoro. E' faticoso, impegnativo in termini di risorse mentali, richiede perfezione e volontà oltre a una dose di concentrazione per cogliere l'occasione giusta. Poi il tempismo e la reazione immediata. Insomma per trovare lavoro, tutto sommato, devi essere un ottimo lavoratore...

E questa è l'ipotesi. Poi però c'è il lato oscuro della storia. Se veramente un lavoro lo si desidera, bisogna passare i colloqui. Per farlo, è necessaria una sana dose di esperienza e una quantità acconcia di faccia tosta. Bisogna infatti saper dare le risposte giuste alle domande che costantemente si presentano uguali a se stesse e altrettanto solo molto parzialmente utili a capire chi si ha di fronte. Non è un giudizio severo questo: in fondo è solo una approssimazione possibile di una indagine inevitabilmente compressa in pochi minuti e che deve portare alla piena conoscenza di una persona. Non sempre le risposte giuste corrispondono alla verità, ma con il tempo si capisce che è meglio che ci siano molto, molto vicine, nell'interesse di tutti...

Quando si trova un lavoro, anche se ci piace, capita di dover valutare dove si è. E per farlo, ricomincia quella ricerca e quella sequela di eventi che ci mette alla prova. Un test, una serie di quesiti e una ricerca della motivazione. Ma è un gioco che può divenire divertente. Lo può se ci si rilassa un pò, e con sguardo disincantato, si trova un gusto di confronto con se stessi più che con controparti non sempre all'altezza di darci un giudizio vero...

giovedì 1 ottobre 2009

Essere il dott. House

Negli ultimi tempi mi sento molto Dott. House. Non perchè io curi gli altri, ma perchè sono massimamente intollerante degli altri e dico esattamente al millimetro quello che penso. E questo a volte è scomodo. In cambio velocizza gli scambi interpersonali. Non mentire praticamente mai è eccellente. Per l'umore innanzitutto, che non è ai suoi massimi; per il fegato, che non soffre; per la selezione delle altrui presenze e personali demoni (cito post caput mundi anzi treni); per la comunicazione, che si riduce ai minimi termini. E vogliamo mettere?
Però, nella mia massima intolleranza, da qualche parte, con qualcosa, forse il naso, boh? riesco evidente a comunicare anche una sostanziale disponibilità verso gli altri. Che non solo non se la prendono per le mie ingiurie, ma anzi sono contenti di interpellarmi per aiuti e cotillons. Mah!
Ieri per esempio ho avuto un incontro con l'anello mancante fra l'uomo e il gibbone, l'homo neanderthaliensis che si aggira nel mio ufficio dei bimbi sperduti. Ecco, richiesta d'aiuto in arrivo: che c'hai da fare?? No, normalmente faccio le trecce alle bambole qui al lavoro. Vabbè, che te serve? Non mi entra il calendario. Ah.
Considero l'essere attentamente, per vedere se posso suggerire di inserire il calendario in questione in qualche opportuna parte anatomica. Ma no, 'nduma va. La soluzione dell'homo è che il sistema informatico sbaglia. Gli espongo il difficile concetto che più probabilmente sbagliano o lui o l'ente che espone il calendario suddetto. Conto, sommo, guardo e gli strillo: attacca le puntine delle sinapsi, qui ci sono 40 ore e tu tenti di infilarne 42. Mi guarda con occhio vitreo e attonito. Esasperata, gli ingiungo di dettarmi il calendario che glielo infilo io (e so esattamente dove). Ok, lui detta. E non sbaglia anche a dettare? Lui e il calendario sono stati spediti via postacelere a dolci connubi sotto le stelle. Tutto ciò fra le risate degli astanti e persino dello stesso homo nea. che più veniva insultato e più sorrideva mite, tipo leone davanti alla frusta del domatore, che china il capo e si prosterna per evitare più duri colpi.
Che dire, anche essere aggressiva ultimamente mi viene così così... sarò diventata una mollacciona?
Ai postumi l'ardua
.

mercoledì 16 settembre 2009

Rischi da correre ...

Si, lo so, avevo detto che non lo dovevo dire in giro. E si, lo so, poi mi faccio degli scrupoli.
E se hai scritto delle cose su delle persone e non ti ricordi nemmeno bene che hai scritto, ma più o meno sai che corri un rischio, è saggio? Ma se le persone su cui hai scritto poi le hai valutate spiritose e intelligenti e capaci di capire le cose??
Insomma, che stai lì a filosofare, Perfy? Ti sei scimunita?
Facciamola corta, avevo detto che non volevo dire ai nuovi colleghi che scrivevo su un blog, così ero più libera. Però poi alcuni di questi colleghi hanno fatto il salto di qua dal muro, insomma li sento amici e alcuni li stimo davvero molto e quindi ... ecco, l'ho detto.
E la giovane capogruppo (si, dico proprio a te) ha rivelato anche capacità di lettura alla Flash Gordon. Però non avrei mai cancellato niente, questo blog è parte di me. Insomma, come un treno si è sciroppata il blog all'indietro e ... splaf! Si arrabbierà??
Scherzo, però penso che un po' si è dispiaciuta di alcune cose che ha letto, ma contemporaneamente penso saprà apprezzare il fatto che gliel'ho fatte leggere. E poi come si può costruire la complicità e l'amicizia se non ti dici il bene e il male? Penso sia valsa la pena di correre il rischio e speriamo di non spiattellarci. Che qui il bungee jumping non va più di moda. E poi la bionda ha palle da vendere, quindi ...
Nel frattempo ci scialiamo, come al solito succede nei gruppetti, con la stoppola di turno che rompe a duemila. Ma dico io, non hanno di meglio da fare 'ste scalatrici folli? Perchè non si impegnano a fare bene senza rompere le balle a nessuno?? Dove vai vai la trovi, la stronza che vuole fare carriera (dove poi chi lo sa), che vuole acchiappare i meriti altrui e via così.
Purtroppo io sono un tantino desueta come atteggiamento sul lavoro, visto che penso che se io ti insegno qualcosa e tu fai bene, io mi sento gratificata. E che un lavoro fatto bene è premio a sè stesso. Bah, tanto ho rinunciato a cambiarmi, sotto questo aspetto. Continuerò a lavorare al massimo anche se vengo pagata al minimo (storico, direi). E' che mi piace lavorare. Sarò scema?

giovedì 12 marzo 2009

Fuggire dal lavoro...


Oggi è stata una giornata particolare: senza alcuna ragione mi sono sentito di buon umore, quasi in vacanza, divertito dal lavoro e da tutto quello che ci girava intorno... Però ve la racconto perchè è stata costellata di eventi anche piuttosto comici, che mi fanno pensare che le sorprese ci possono essere sempre, e che quando mi riapproprierò di un pò di razionalità, ritornerò a essere allegro...

Iniziata con i soliti orari: sveglia alle 6.50, solita trafila tra bagno e cucina, bus per il lavoro con nuovo disco degli U2 fin dove possibile, treno... Quindi correre verso la mensa, non per avere una pessima colazione alla tedesca e minare la sopravvivenza, ma proprio per il contrario: fare un corso sulla sicurezza. Il "piccolo" dettaglio che avevo sottovalutato (insieme al mio capo e al nostro responsabile EHS) era che il corso si sarebbe tenuto in un potentissimo Hoch Deutsch... Il docente era un uomo di mezza età, con capelli bianco panna a spazzola, camicia sportiva e jeans rigorosamente neri, e un brillocco di rilevante caratura all'orecchio... La sua spiegazione, coadiuvata dalle slide, ancora la riuscivo a seguire, ma poi, ecco che mi sono imbattuto nella impossibilità di leggere/capire/rispondere alle circa 300 domande del test finale. Sono certo che ce l'avrei fatta anche senza studiare il materiale di 200 pagine se tutto fosse stato in inglese, perchè i quesiti, osservando le risatine dei colleghi, dovevano essere molto ridicoli... Però quando ho visto che il fiume in piena di parole era delle dimensioni del Rio delle Amazzoni, ho deciso che dovevo fuggire... Mi sono armato di coraggio e ho fatto in modo di essere cancellato, in attesa del prossimo corso in inglese, usando il mio scarso fascino sulla brutta Cornelia, dotata di due inquietanti occhi radar di colore tendente al bianco... La mia fuga mi ha messo allegria, e in ufficio me ne sono andato ballonzolando al ritmo di Reginella... Ho lavorato poco, lo ammetto, ma ho concluso qualcosa, e va sempre bene...

Poi ecco la scena madre. Alle 18.27 scendo nello spogliatoio per cambiarmi dagli abiti aziendali e recuperare un aspetto da civile e non da soldato della potenza francese delle turbine... Alle 18.30 sono fuori dallo spogliatoio in direzione Portier 2, l'uscita secondaria a fianco della stazione che uso di solito. Mi accorgo che qualcosa non va al cancello per 2 motivi. Il primo è che vedo degli uomini tornare indietro in direzione opposta alla stazione scuotendo il capo. Il secondo è che il cancello è chiuso. Il mio treno è Svizzero fino a un certo punto, perchè ha 3 minuti di ritardo canonici, ma sono le 18.33, lui è alle 18.37, c'è da decidere... Senza indugio una donna che mi appare come una discreta montanara, rapidamente scavalca... Conscio delle mie scarse doti atletiche cerco una via più facile, ma non ce ne sono. E in un istante sono sulla cima del mio piccolo Everest. Cerco un appiglio per scendere e non rimanere lì sopra fino a domattina e fortunatamente il piede incoccia un ferro orizzontale. Scendo sano e salvo dal cancello svizzero (che siccome trattasi di paese sicuro è altro circa 2 metri e mezzo...) e corro al treno. Ci salgo ridendo, e parlando con un indiano simpatico che mi riappacifica con la nazione dopo le esperienze degli ultimi tempi con il collega brahmino... Sono fuggito dal lavoro, e inizia una vita libera... Fino a domattina...

venerdì 30 maggio 2008

Se l'azienda ti veste...


Accade anche questo. Certo non accade solo in Svizzera, ma come al solito mi sembra che qui le cose accadano più velocemente, foss'anche se ci sono soldi da spendere...

Lunedì devo andare a lavorare in un ambiente lurido. Pensate solo che ovunque ci si appoggi c'è uno strato di grasso di almeno un centimetro dovuto a anni e anni di test... Per questa ragione, ho preso la somma decisione di procurarmi gli abiti da lavoro, perchè se si distrugge un paio di jeans che mi è costato 10€, non mi metto in lacrime, ma sempre devo poi andare a ricomprarlo! Avuta l'autorizzazione dal mio Manager a procedere all'acquisto e al ritiro, con 150CHF mi sono rivestito di:
  • 2 Polo con marca dell'azienda
  • 2 T-Shirt con marca dell'azienda
  • 2 Pantaloni con marca dell'azienda
  • 1 Felpa con marca dell'azienda
  • 1 Maglietta (questa piuttosto figa) a maniche lunghe con marca dell'azienda
La qualità non è certo elevata: in particolare il pantalone è ruvido come una piallatrice automatica e quindi prevedo devastanti effetti depilatori sulle mie già non particolarmente lanose gambe. La felpa mi entusiasma alquanto, ma l'accumulo di energia statica sarà più o meno quello di un condensatore cilindrico grande quanto il sottoscritto: sarò veramente una persona elettrica!

Però devo dire che quando addosso hai i vestiti "brandizzati", ti senti un pò un uomo gadget e anche un pò parte di un conglomerato pulsante. Lo so che è anche suggestione, però mi piace confondermi nella folla di meccanici e sentirmene un pò parte. Mi piace respirare quella sensazione di fare materiale e non solo cerebrale. Il senso di completezza di mano e ingegno, esplode un pò e ad oggi mi sento forse anche un pò più Ingegnere. Se questo sia un male lascio a voi decidere, ma di certo l'abito aziendale è un pò un saio: fa il monaco!

giovedì 22 maggio 2008

Pergamena o non pergamena????

Ecco...ci sono...ci provo...al diavolo word, quadernoni, penne, pergamene e quant'altro possa intromettersi tra me e lo scrivere un post direttamente in bella copia. Sappiate che sto facendo uno sforzo disumano e se poi nella formattazione mi si cancella tutto, giuro che sono disposta ad arrivare fino in svizzera per tirarvi le orecchie.
Sono a casa, aspettando come al solito un fidanzato che ritarda e che mi lascia mangiare da sola! Certo che dopo un post sul tradimento, qualche dubbio viene!!!!
A lavoro ho finito molto tardi...sono addirittura riuscita ad assistere al CAMBIO DELLA GUARDIA (che da noi avviene rigorosamente alle ore 19:00)! Le gambe protestano, colpa dell'umidità, e la pancia brontola mentre sul fuoco bollono tortelloni freschi ai funghi porcini e arrostisce un hamburgher triste e sconsolato. Per fortuna che dopo mi aspetta il mio barattolone di nutella da 5 Kg.
Nell'attesa che tutto sia pronto mi collego ad internet per poter dire anche io la mia sulla bella serata trascorsa ieri. Ci terrei prima di tutto a precisare che quando si ordina una pizza al filetto (senza specificare il tipo di pizza) è evidente che si intenda una margherita...quindi ritengo la precisazione del cameriere alquanto superflua!!! Per il resto...grande serata, bella compagnia e tanto divertimento. Da ripetere sicuramente!!!! Interessante anche scoprire che in luoghi strani, da noi molto lontani (per fortuna) la gente è disposta ad alzarsi la mattina alle 4:30 per andare a lavorare alle 6:30 e non perdersi le ultime ore di shopping sfrenato con i negozi che chiudono alle 18 del pomeriggio!!! Se poi dico di essere contenta di lavorare qui nella mia città, qualcuno può darmi torto???? Capotreno, non me ne volere!!! Ma io resto fedele alla mia sveglia delle 7 e al treno delle 9:02!
Per concludere la serata, sosta a casa di trinity per recuperare il fidanzato che ha condiviso con il suo l'emozione della finale di Champions League e alla domanda "Quando hanno sbagliato il rigore???"...la risposta è stata "al terzo tiro"! EVVAI...la partita l'hanno vista davvero...altro che scappatelle e serate in libertà!!!


giovedì 15 maggio 2008

Lavorare bene...


Questa settimana sto lavorando bene. C'è tranquillità in ufficio e nessuna agitazione sostanziale prima dell'uso... Così ho il tempo di ragionare approfonditamente e di trovare, si spera, qualche bella soluzione ingegneristica a dei problemi... Problemi poi... Che parola grossa: si tratta in fondo di situazioni che noi stessi creiamo per avere qualche cosa di stimolante da fare... Fossero quelli del lavoro i problemi... :-)

E dopo aver fatto un pò di dolce qualunquismo, vengo con questa mia a raccontare cosa succede in Svizzera quando arrivano le belle giornate. Sì, abbiamo avuto una settimana di bel tempo: caldo, sole, aria tersa. Le persone si sono adeguate istantaneamente sia con delle T-Shirts di dubbio gusto che con le nefaste camicie a maniche corte... Le ragazze non sono state da meno, sfoderando finalmente le pance a lungo in letargo con i soliti globalizzati pantaloni a vita bassa. Miracoli dei wonderba di progettazione aeronautica si sono verificati più frequentemente di quanto possa essere immaginato in una comunità di sicuro poco avvezza al vestire scarso... Un dorato riflesso di abbronzatura si è dipinto sui volti piuttosto eburnei della fauna locale, di sicuro sconcertata dal caldo inaspettato (come direbbero i meteorologi +10° sulle medie del periodo...). Ma la reazione è stata immediata con frotte di giovani avvolti di profumi conturbanti nelle piscine all'aperto a ciaciarsi come qualsiasi adolescente con livelli ormonali sopra la media... Sì, perchè ogni istante va sfruttato, perchè chissà quando ricapita... Sono iniziate per una volta delle danze di accoppiamento non accompagnate da fiumi di alcool, ma da tanta buona volontà!

E chissà che l'umanità, con la primavera, non venga fuori anche qui!
Insomma, nella filosofia di questa terra, quando si lavora, lavoro al 100%, quando c'è da divertirsi, ugualmente 100% o di più! E onestamente, io spero che continui così!

martedì 6 maggio 2008

Mente che mentre che pensi...


Oggi sono contento per motivi di lavoro. Ho ottenuto un paio di risultati e la soddisfazione piccola è per me meglio che l'attesa lunga e snervante che qualcosa accada! Ma più di tutto ho avuto modo di sedermi per un paio di ore davanti al pc, scrivere del software e identificare un potenziale problema... E' stata una di quelle rare volte che dal lavoro non te ne vorresti andare, perchè anche quello, pur maledettamente serio, riprende i contorni del gioco e della sfida per vincere quell'errore e quella incertezza! Che bello che questo accada, almeno una volta al mese ti può riconciliare con tutti i giorni in cui ti sembra di aver pestato qualche spiacevole residuo per tutto il cattivo odore che ti circonda...

E così diventa divertente vedere il Cretino con l'abbigliamento da giovinastro un pò tamarro che vuole forse marcare la sua superiorità rispetto a noialtri poveri sciocchi che la sua scienza fatichiamo a capirla! Ed è divertente vedere il manager in bicicletta che supera il bus dove me ne sto pacioso con Marta a dialogare del più e del meno... Ancora, dopo una sveglia che suona alle 3 la settimana scorsa, svegliarmi alle 5 domani mi sembra inaspettatamente una bazzecola... Sì, in questo sono un cretino anche io, ma che posso farci?


In buona sostanza, scelgo di marcare un + su questa giornata e sui miei piccoli occhi stanchi, pur se il telegiornale prova a mettermi di cattivo umore ricominciando a parlare di spazzatura a Chiaiano... Ma non doveva arrivare il nuovo presidente a spalare la munnezza? Anche lui non ci è riuscito con la bacchetta magica? Dove sarà finita la bacchetta? Ho la mia idea: è in volo su qualche aereo di Alitalia insieme alla corda-incordata!

domenica 30 marzo 2008

Weekend? Questo sconosciuto...


Che giorno è oggi? Non sono sicuro di poterlo dire con certezza... Mi sono svegliato stamattina con la solita "cicala" di ogni giorno settimanale, ho preso la mia borsetta, ho raccattato la busta con il pranzo, e da bravo figliolo me ne sono andato in direzione azienda...

Non mi sono neanche accorto di aver dormito un'ora meno del solito a causa del passaggio di stagione, ho solo pensato che stamattina c'erano un pò di nuvole più del solito e che il bus fosse un pò in ritardo...
Poi ho realizzato che intorno a me c'erano veramente poche persone. Il bus è di norma pieno quando lo prendo la mattina, e invece oggi addirittura mi sono seduto con calma e non ho dovuto reggermi nelle spericolate curve che tutti gli autisti qui prendono come se fossero in un GP...

Ebbene ho capito che era veramente domenica, che gli uccellini cinguettavano senza il rumore della vita umana, e che l'entrata in vigore dell'ora legale era stata un'altra goccia nel vaso che sta traboccando...

Tutto questo per dire che questo weekend ho totalizzato 20h di lavoro, invece di andare in giro a godermi il sole primaverile e a studiare, come al mio solito, un pò di trigonometria... Necessario, certo, ma adesso ho come una saracinesca sugli occhi e una totale incapacità a concentrarmi su qualsiasi cosa... Il mal di gola non mi ha abbandonato, anzi... Ora vado avanti, senza lamentarmi troppo, ma con la prospettiva di un paio di giorni di malattia questa settimana, sperando in tempi migliori...

E voi? Mi raccontate dei weekend in cui la vita non si sia fermata come una clessidra orizzontale? Certo qui il treno mi langue un pò, ma d'altronde negli ultimi due giorni, non ho neanche visto i soliti "pendolari" della mia Svizzera, e immagino anche voi tutti siate piuttosto stati in viaggio verso mete solari e divertenti...

E ripartiamo! Fischio... Forse...

giovedì 13 marzo 2008

Controlli, controllori e controllati...


Dal punto di vista lavorativo, ci sono delle cose innegabilmente favorevoli nel lavorare qui in Svizzera. Non ricordo se ne ho già parlato, ma mi riferisco all'orario di lavoro. La flessibilità è totale, nel senso che non c'è alcuna forma di regola ufficiale sull'ingresso-uscita dalla sede di lavoro. Non è come diceva Corrado Guzzanti "La casa delle Libertà", dove ognuno fa un pò come ca**o gli pare, ma di sicuro il fiato sul collo dell'azienda non si sente proprio...

E' d'altronde vero che solo gli stupidi possono fermarsi alla facile superficie. Il fatto che non vi sia una forma di severa azione di verifica sul minuto da parte di sistemi automatici tipo badge, non significa che non si applichi nessuna regola e nessuno abbia responsabilità di controllo. Il principio basilare è che si ha fiducia che le persone siano mature e responsabili abbastanza da non volere creare un danno alla collettività con comportamento illecito. Poi però c'è qualcuno che è incaricato di evitare che le mele marce inizino a puzzare e possano intaccarne altre. Così, le ore di lavoro vengono vagliate dal responsabile più vicino. E' una cosa che prende poco tempo, perchè lavorare è più importante, ma macroscopiche furberie escono fuori ad occhio esperto. Un occhio può essere chiuso, ma raramente due occhi aperti per la sorpresa non hanno conseguenze...

I controllati, dal canto loro, hanno mediamente un comportamento molto corretto, e non sono (in genere) tanto stupidi da lanciarsi in comportamenti piuttosto truffaldini. Ho usato mediamente e in genere, perchè ovviamente lo scemo del villaggio che pensa di essere più furbo del sistema e di infilarsi facilmente nelle sue pieghe senza che il mondo se ne accorga, esiste sempre. E chi può essere se non il Cretino? Ebbene, il nostro tipo smart, bene ha pensato di poter raggirare il sistema incautamente fregandosene del fatto che il suo controllore, siede a 1m da lui. Insomma, ultimamente, pare che più e più volte sia uscito in anticipo entrando in ritardo e abbia inserito nel sistema le ore di lavoro necessarie a arrivare a fine settimana... La magagna di bassa lega organizzata male. Siamo nel genere rapina a mano armata con parcheggio di TIR in zona vietata di fronte alla banca...

Non so se questa flessibilità potrebbe funzionare in Italia. Penso di sì: l'effetto benefico è di sentirsi liberi e allo stesso tempo, per esempio nel mio caso, di lavorare molto di più senza rendersene conto. Io credo che anche in Italia, a dispetto dei soliti luoghi comuni, gli effetti sarebbero positivi... Il punto difficile sarebbe però filtrare i furbi: nel nostro paese, a parte la quantità, la cosa sconvolgente è la qualità...

mercoledì 30 gennaio 2008

14h


Ieri ho lavorato 14h. Entrata in ufficio alle 6.30 del mattino, uscita alle 21.00. Orario continuato, nessuna pausa... Giusto un panino al volo e per il resto meetings, lavoro pratico, misure... Una giornata piena, ma non me ne starò a lamentare... Piuttosto voglio descrivere lo stato della mia mente alle diverse ore del giorno: credo infatti che possa essere piuttosto divertente immaginare come i miei neuroni abbiano incominciato ad un certo punto a collidere tra di loro facendo scintille!

4.50: Suona la sveglia. Sognavo. Mi vedevo a Napoli, sulla preferenziale di Via Marina con a fianco il Maschio Angioino. Correvo in canottiera e pantalone del pigiama in mezzo alla strada... Poi improvvisamente mi chiedevo perchè correre e atteversavo la strada prendendo un passo regolare. Superato un giornalaio, incrociavo un nano. Questo malefico tappo, mi colpiva alle spalle con un calcio (come avesse fatto a arrivare al mio sedere con un piede... vabbè, sogno) e io mi giravo e lo scagliavo lontano con un calcio... Tututututu la sveglia...

5.51: Bus per la stazione.


6.04: Treno per il lavoro. Incontro i soliti commuters dell'orario (ogni orario ha i suoi!). Faccie assonnate, ma la mia deve essere proprio uno spettacolo rivoltante se molti passano senza sedersi vicino...


6.30: Operativi al lavoro. Notte fonda. Inizio a pensare che forse potrei schiacciare un pisolino con la testa sulla tastiera, ma invece dobbiamo preparare il run di misura, per cui in piedi e scattare!


10.00: Meeting per il progetto high risk in cui sono coinvolto. 2h per rassicurare le persone che andranno a fare un viaggio non certo di piacere in Oman. Le mie palpebre raggiungono le due tonnellate dopo i primi 45 minuti, e questo però aiuta nel mantenere calma e gesso... Mi vorrei sfogare sull'odioso e inutile praticante, ma non avrei la forza di alzarmi dalla sedia!


12.00: S'hann fatt a pizz... Come dire, anche qui in Svizzera ci sono i ladroni! Qui quando non possiamo lasicare il posto perchè siamo presi, l'azienda ci compra la pizza. Ebbene, ho bellamente ordinato la mia Schinken (che significa prosciutto) e ecco che qualcuno, approfittando biecamente del mio ritardo da meeting, se l'è ingollata. Ci sono persone che sanno bene come cambia il mio umore quando non mangio... Ebbene, picco negativo... Sono ricorso a sandwich confezionati... Che schifezza, ma soprattutto, nel pomeriggio, che fame!

14.00: Meeting 2. Due ore molto attese per parlare di attività che mi interessano molto... E nonostante l'interesse, tremendo calo di palpebra e la necessità di tanto in tanto di togliere gli occhiali in quel gesto di malcelato disagio da sonno REM...


21.00: Salto le ore precedenti perchè ulteriori dettagli risulterebbero tediosi... Concludo il racconto con il viaggio di ritorno in taxi (pagato dall'azienda di un collega giapponese)... Me lo ricordo meno chiaramente del nano napoletano calciante... So solo che poi sono arrivato a casa, e mi sembrava che fosse passata una settimana. Mi sono sfogato mangiando un panino con la cioccolata fondente e scaraventandomi repentinamente tra le coltri...


Però che esperienza!

martedì 9 ottobre 2007

Postare stanca???

Non ne posso più di arrivare sul blog e trovare ancora per primo il mio post di recensione, quindi scrivo, visto che il mio amichetto latita. E poi aveva promesso di mettere "frame linkati" che lui mi ha spiegato, ma la spiegazione mi è scivolata via. A me dà l'idea di ragni robot tic tic tic... frame linkati, se lo dite ticchetta. Ragazzi, non c'è respiro: io lavoro lavoro lavoro, ma mi pare che non riesco mai a spicciare sufficiente roba, appena finisco qualcosa mi se ne aggiunge altra.
Ecco, non riesco a cacciare mai la capa fuori dal sacco. Uffaaaaaaa...

giovedì 6 settembre 2007

Saranno famosi

Fervono in questi giorni (da martedì) commenti e discussioni su un articolo pubblicato da La Repubblica il cui soggetto è una certa società di ricerca. C'è chi trova che l'articolo sia bello e chi invece lo trova umoristico, chi ne dice bene e chi ne dice male. Non esprimerò il mio parere e lascerò al nostro vate l'ardua sentenza. Si, effettivamente credo che solo A.B. possa sciogliere il dubbio e dire la parola definitiva, perchè chi è qui che sta scrivendo un romanzo? LUI! Chi è qui che ha la mente rutilante di idee immaginifiche? LUI! Chi è che propone e dispone questionari e sondaggi? LUI! E quindi gli invio per email l'articolo di cui sopra e aspetto il suo illuminante pensiero, che il verbo discenda su di noi e ci renda la chiarezza di vedute. A te, mio sommo, la parola.

martedì 28 agosto 2007

Ai post .... i di partenza!

Vabbè vabbè, la spazzatura l'abbiamo quasi capita (tanto che ho fatto una capa tanto al mio lui, raccontandogli per filo e per segno lo Svizzerosistema munnezza), ma il lavoro, dicci del nuovo lavoro, sparla dei nuovi colleghi, ti prego, tu che puoi. Oltretutto tu scrivi in italiano - per ora - e quindi lo svizzero tedesco non capisce un tubo anche se sgama il blog, no? Cantaci le tue gesta, o prode Andrea, e l'ira funesta che tanti danni addusse agli elvetici. Io intanto per questi primi due giorni ho scelto un inizio soft, non tanto a tuffo nel lavoro, seguendo la stessa tecnica che uso per fare il bagno a mare: inzuppamento del piedino nell'acqua, ohi è fredda, brr, ritirata del piedino, passeggiatina sul bagnasciuga, ripucciamento del piedino nell'acqua, se pò fà, mò metto pure l'altro, avanzata di due passi, ritirata di tre, avanzata di quattro passi, seeeeee, l'onda arriva e mi bagna mezzo polpaccio, acci quanto è fredda (intanto il mio lui si è strappato 10 ricci dalla testa e mi sta guardando schifato). Avanzata con immersione del ginocchio nell'acqua, aaaaahhhh, vabbè se ci sto dentro poi mi abituo, non è tanto fredda, sosta con l'acquetta che va su e giù tipo pediluvio (gambiluvio, più o meno - il mio lui si strappa altri 10 ricci e ulula e buttatiiiii). Avanzata di altri due passini, piccoli però, fino a mezza coscia, acci arriva l'ora e mi bagna un pò più su (tutta la spiaggia urla e buttaaaaaaatiiiiiiii). Braccia tirate su strette al petto, allungamento sulle punte e avanzamento di altri due passini, barcollo e zacchete, devo fare ancora un passino, eeeeeeeehhhhhhhhhh. Mi guardo intorno, uffa, avanzo un altro pochino, sono immersa fino alla vita (il mio lui si pugnala con una conchiglia trovata sul bagnasciuga e tenta di fare kippuse, il cane è svenuto sulla riva, sono arrivati i pompieri, praticamente tutta l'isola urla eeeee buuuuuttaaaaaatiiiiiiiii). Qualche altro passino esitante, oscillo da un piede all'altro, le braccia sono su su su su su, sbuffo e digrigno i denti, ma non è tanto tanto fredda, no no. Ancora un passino, cavolo è passato un motoscafo, ora arriva un'onda, nooooooo, ecco mi ha bagnata tutta, uffa uffa uffa, ormai le tette sono nell'acqua, saltello un pò e infine mi immergo, iiiiiiiihhhhhhhh (il mio lui ha battuto il record traversata isola terraferma tre o quattro volte, dall'intera costa calabrese proviene un cachinno "buuuuuuuuuttaaaaaaaaaaaaaaaatiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii"). Uh, quante storie, ma alla fine che vi importa se mi butto o no, infilo la testa in acqua e finalmente il cane rinviene e si scaraventa in acqua anche lui, i bambini immobilizzati riacquistan vita e si tuffano, la spiaggia esulta, la costa calabrese pure, i pompieri ripartono a sirene spiegate, io dò due bracciate, mi guardo intorno e ..... vabbè ma c'è troppa gente, mò risalgo, ecco.
Insomma, calarsi piano nel lavoro come nell'acque gelide del mediterraneo, no? Così fa meno male, quindi ancora oggi lentamente riprendo confidenza con il mezzo e poi da domani mi tufferò completamente. Alè.

lunedì 20 agosto 2007

Tutti i lunedì del mondo...


Non è che io possa dire di avere girato molti lavori, ma nelle mie seppur brevi esperienze, il lunedì è sempre stata una giornata dal doppio volto. Da un lato c'è l'inizio di una nuova settimana, che di solito coincide con i buoni propositi di fare e disfare migliaia di cose (tanto fare e disfare è tutto lavorare...). Dall'altro c'è la voglia di scappare quanto prima a casa, per ritornare a quel discorso interrotto bruscamente tra le mura domestiche dalla sveglia! In ogni caso posso dire che questa cosa è vera anche qui. Ci si guarda in giro e i volti sono sonnolenti e rassegnati, ma con quella punta di insoddisfazione che c'è in ogni lavoro, estremamente pungente!

Per cui i lunedì sarebbero da abolire dal punto di vista lavorativo: ci si potrebbe immaginare un megaraduno rave verso le 16 per fare i propri programmi della settimana e tirarsi via gli ultimi residui del calore del piumone invernale o del fresco lenzuolo estivo.

Però alla fine c'è la soddisfazione di aver superato anche un altro lunedì e di poter guardare in faccia una nuova settimana, anelando il venerdì!

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