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mercoledì 29 settembre 2010

Distacchi

Ci sono persone nella nostra vita che incontriamo per poterle dimenticare. Ce ne sono altre cui passiamo accanto e che ci restano appiccicate addosso come un francobollo ben leccato. E poi ci sono quelli che sono importanti perché semplicemente ci sono stati e ti hanno dato qualcosa di cui avevi bisogno, ma soprattutto hanno aggiunto quello cui non erano necessariamente tenuti.
É così che stasera vivo il distacco da un amico che se ne va e con cui ho condiviso 3 anni di lavoro. Molto più del tempo é contato il momento di cambiamento, in cui una mano sempre tesa ha aiutato a sistemare anche quello che con il lavoro nulla aveva a che vedere. Seppure triste, vedo la serenità del suo cambiamento e mi consolo molto. Mi fa ricordare quando una volta dissi e decisi di non avere paura e di guardare il futuro in faccia, pronto a dargli una testata in bocca. E siccome da un pò il lavoro é sceso nelle mie priorità forse anche dai gradini del podio, mi godo il pensiero che la sua scelta sarà in grado di ripagarlo pienamente...
Buon viaggio sul treno della vita!
Fischio!!!!!!

mercoledì 16 settembre 2009

Rischi da correre ...

Si, lo so, avevo detto che non lo dovevo dire in giro. E si, lo so, poi mi faccio degli scrupoli.
E se hai scritto delle cose su delle persone e non ti ricordi nemmeno bene che hai scritto, ma più o meno sai che corri un rischio, è saggio? Ma se le persone su cui hai scritto poi le hai valutate spiritose e intelligenti e capaci di capire le cose??
Insomma, che stai lì a filosofare, Perfy? Ti sei scimunita?
Facciamola corta, avevo detto che non volevo dire ai nuovi colleghi che scrivevo su un blog, così ero più libera. Però poi alcuni di questi colleghi hanno fatto il salto di qua dal muro, insomma li sento amici e alcuni li stimo davvero molto e quindi ... ecco, l'ho detto.
E la giovane capogruppo (si, dico proprio a te) ha rivelato anche capacità di lettura alla Flash Gordon. Però non avrei mai cancellato niente, questo blog è parte di me. Insomma, come un treno si è sciroppata il blog all'indietro e ... splaf! Si arrabbierà??
Scherzo, però penso che un po' si è dispiaciuta di alcune cose che ha letto, ma contemporaneamente penso saprà apprezzare il fatto che gliel'ho fatte leggere. E poi come si può costruire la complicità e l'amicizia se non ti dici il bene e il male? Penso sia valsa la pena di correre il rischio e speriamo di non spiattellarci. Che qui il bungee jumping non va più di moda. E poi la bionda ha palle da vendere, quindi ...
Nel frattempo ci scialiamo, come al solito succede nei gruppetti, con la stoppola di turno che rompe a duemila. Ma dico io, non hanno di meglio da fare 'ste scalatrici folli? Perchè non si impegnano a fare bene senza rompere le balle a nessuno?? Dove vai vai la trovi, la stronza che vuole fare carriera (dove poi chi lo sa), che vuole acchiappare i meriti altrui e via così.
Purtroppo io sono un tantino desueta come atteggiamento sul lavoro, visto che penso che se io ti insegno qualcosa e tu fai bene, io mi sento gratificata. E che un lavoro fatto bene è premio a sè stesso. Bah, tanto ho rinunciato a cambiarmi, sotto questo aspetto. Continuerò a lavorare al massimo anche se vengo pagata al minimo (storico, direi). E' che mi piace lavorare. Sarò scema?

giovedì 21 agosto 2008

Sleepers: un film di amicizia

Ogni volta che passa in tv, sono magneticamente attratto da Sleepers. Non sono i grandi nomi di attori che recitano, non sono le loro prove e neanche molta parte della storia che va avanti anche con dei momenti un pò prolissi. Quello che mi attira è quella ipotesi di amicizia che viene proposta e descritta e che è inizio e fine del film...

Ci rivedo un pò di me e un pò delle mie speranze, a volte realizzate e volte fallite. Ci vedo quella sensazione di gruppo che cammina compatto e attraversa insieme i percorsi della vita sfidando le onde e le mareggiate. E' molto vero, al di là del romanzo cinematografico e letterario sotteso, che si suppone che niente possa intaccare certe cose e che sia possibile mantenere delle certezze molto a lungo nella propria esistenza, addirittura indefinitamente...

Se profondamente è possibile che ci siano cose che permangono e restano integre, nei fatti questo è una rarità. E' un discorso di dolorosa accettazione purtroppo connaturato e collegato a quel fenomeno gradito e odioso che si chiama età e che cammina parallelamente all'esperienza...

Del film c'è una frase che mi entra ogni volta in testa e che fatico a smettere di far girare come un CD incantato: "...era la loro serata speciale, e se la fecero durare il più a lungo possibile...". Mi viene sempre da ripensare a alcuni momenti, alcune serate, in cui anche io ho vissuto quella sensazione di appartenenza infinita e di comunicazione epidermica con alcune persone alle quali, anche per questo, rimarrò sempre legato... Mi intristisce pensare, allo stesso tempo, che i momenti speciali a volte sono irripetibile inizio di un distacco perchè acme di una scalata e di un percorso in cordata... Fortunatamente non è sempre così, ma che dolore crescere e ridiscendere alcuni pendii fino a slacciare alcuni legami...

sabato 17 maggio 2008

Sensibilità, questa nemica...


Tra i pareri opposti sulla mia personalità, c'è anche chi sostiene che io sia tutto sommato un tipo sensibile. Lo prendo come un complimento, perchè molto spesso mi è venuto da donne: se a dirmelo fosse stato un uomo, molto probabilmente non ne sarei stato altrettanto lusingato, perchè è un pò darti del gay, rispettabilissima categoria, però...

Devo dire però che ci sono delle volte in cui credo che la definizione di persona sensibile mi si attagli. Sì, delle volte percepisco delle cose, ma al contrario di Jucas Casella, quel bislacco illusionista che secondo me spende cmq la metà del suo alto cachet per pagare le sue ipotetiche vittime, ho la sensazione e la percezione si sentimenti e atteggiamenti e approcci... Insomma se mi mandano un messaggio del tipo: "Bene, la prossima settimana ci sei a Napoli ma io non vengo. Ciao", ci resto male... Ovviamente se fossi Camilleri direi che nulla è riferito a persone o fatti reali, ma siccome non sono lui, fate un pò voi...
Lo so: non è questa una gran prova di sensibilità da parte mia. Anche un vero cinico, come mi piacerebbe essere, sentirebbe che qualcosa suona storto in questo freddo e tagliente sms (che Dio abbia in gloria il suo inventore che tanti imbarazzi ha creato, almeno quanti ne ha risolti).

Però, secondo me, rimanere male per una cosa del genere e farsene un motivo di riflessione, non è bene, seppure accade a tanti. Si tratta di speculazione un pò vuota di senso, in quanto mera frustrazione della propria capacità interpretativa. E se poi questo viene al terzo bicchiere di vino di un non bevitore come me, l'alzata di dito medio diventa la prima inevitabile reazione... Alla rabbia segue però il dispiacere e la riflessione. Anche questa. condita con il vino, è un pò distorta, e
galliche frequentazioni non la aiutano... Insomma, la sensibilità annacquata dall'alcol non è che sia poi una gran consigliera. Ti procura malumore e dispetto, senza soluzione... Meno male che poi si dorme e si oblia, sperando di non sognare di nuovo l'eruzione del Vesuvio!

domenica 2 marzo 2008

Vorrei parlare di amicizia...

Questo potrebbe diventare un post un pò amaro, uno di quelli che non sono da me. Non sono da me perchè, l'ho detto tante volte, cerco di trasfondere in tutte le cose della mia vita una certa positività. Quella positività che pervade l'aria e vuole dare la fiducia a te e agli altri, che anche se le cose non sono rosee, se ne può ridere un pò...

Però a volte c'è amarezza, anche in questa vita allegra. C'è l'amarezza di aver commesso degli errori di valutazione, aver fatto delle scelte sbagliate, e di non autoassolversi con la buona fede perchè l'attenuante non è cancellazione di una colpa, ma solo diminuzione di pena... Se pure c'è attenuante, c'è anche aggravante: l'aver sbagliato con un amico, rende la cosa anche peggiore... Però non è da oggi che ho accettato di poter commettere errori e che questo abbia delle conseguenze. Non sono più un bambino, quantunque a volte possa sembrare un fatuo ricercatore di una esistenza serena.

Non parlerò di cosa e come sia successo perchè non sarebbe corretto e perchè non è l'opinione altrui che cerco. Ciò su cui voglio soffermarmi è però sul concetto di amicizia. Si tratta di un argomento controverso a mio modo di vedere e che non è un bene comune, quanto un modo di sentire personale un rapporto che si stabilisce con le altre persone. Non solo: con ogni persona la relazione assume contorni e confini diversi, barriere valicabili e invalicabili. comunicazioni su piani più o meno elevati. Non per il modo con cui si stabilisce, nè per i modi che si instaurano, si può nè si deve fare una classifica: risulta meschino e anche abbastanza inutile. Quello che sarebbe importante, è riuscire a capirsi, a comprendersi e a accettarsi un pò. Voglio dire che non lo stesso metro di giudizio si può estendere a tutti perchè è una nostra pretesa: se sei mio amico ti devi prendere questo, questo e quest'altro e io ti do di conseguenza Pippo, Pluto e Paperino...

Per me amicizia è conoscersi, esserci, comunicare, condividere, ma anche capire che non ci siamo solo noi. Per certi versi l'amicizia dovrebbe essere molto poco egoistica e in questo senso più nobile dell'amore, che per sua natura in fondo è poco gentile...

Con gli amici bisognerebbe tendere a farsi il minor male possibile, e sbagliare in questo è grave. Io ho fatto qualche passo di troppo in questa direzione. Non ne sono stato contento e ne ho poi sofferto. In passato ho anche superato i limiti nel chiedere. Anche questo è un errore, secondo me. Volere dagli altri, perchè ci sono amici, che ci diano più di quello che possono darci, o quanto meno non porsi la domanda se non si stia chiedendo troppo, è una caduta da cavallo con il cavallo (l'amico) un pò imbizzarrito da un colpo di sperone di troppo, quando si è già al galoppo...

E ritorno quindi un attimo indietro perchè io sono un fiducioso. Ho detto che sbagliare con gli amici è peggio che con altri che solo conosciamo. E' vero, però è anche molto più frequente perchè ci si espone di più e si possono commettere più sciocchezze. D'altronde il perdonarsi reciproco dovrebbe essere anche una cosa possibile: si tratta di accettare chi è l'altro e forse definire meglio certi limiti, che a volte hanno solo una dimensione temporale o di situazione. Se poi l'altro non è abbastanza oppure non aderisce al nostro concetto ideale di amicizia, si danno le giuste proporzioni alla cosa, con il dolore che questo comporta... E il dolore è di tutti per carità, ma soprattutto è la sofferenza di dover accettare che un altro la pensi diversamente da noi...

lunedì 18 febbraio 2008

Verso Milano, la città da bere...


Ed eccomi in treno in direzione Milano. Incredibile a dirsi, la strada verso il confine mi rimarrà impressa, per la compagnia, e non per le solite strane considerazioni sul ritorno in patria e sulla lunga strada verso la lingua natia... Sarebbe meglio dire che non sono in compagnia in linea di principio. Sono isolato con il mio pccino, ma contornato da suoni e da sonorità note dell'idioma subalpino...


Sono intorno a me strani personaggi che parlano italiano, ma che mediamente sono evidentemente nati e vissuti nella elvetica regione con felicità e soddisfazione... Si recano sul loro originario suolo per vacanza, e nella loro fantastica generazione X, sprizzano testosterone e finanche allegria da tentativo di soddisfazione degli intimi desideri nascosti, ma in questo contesto manifestati...


Mi divertono molto, lo devo ammettere... Se non fossi ormai un vecchietto, credo che troverei un modo per unirmi a questo incredibile coro di volgarità. Sarebbe bello sentirmi parte in una giovanile escursione nell'ambito dei territori ormonali, ma forse non farebbe per me... Sì, decisamente se guardo indietro alla mia vita passata, questo tipo di entusiasmo non è stato mai molto nelle mie corde... Gli ormoni ancora sì, ma la parte scurrile, l'ho sempre riservata a luoghi meno pubblici di un treno... Il decoro non è una parola vuota di significato...


Molto di più mi piacerebbe poter scambiare due chiacchiere con la frontale-sinistra che legge le cronache di Dragonlance. Trattasi di una serie di romanzi legati ai giochi di ruolo, e che ho molto amato in passato. Mi piacerebbe dare un'occhiata senza alcuna pretesa al libro, ma certo sarebbe banale... Solo che, come in altra occasione ho già detto, la banalità mi attrae e mi rasserena, soprattutto perchè è molto controllabile! E infatti, alla fine, desiderio esaudito. Richiesta del libro, due chiacchiere nella residua ora di viaggio... Come amo I treni!

Note per Viaggiatori Occasionali...

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Capotreno e Viaggiatori