mercoledì 27 marzo 2013

Se un'era si chiude

Un'era è un tempo di dimensione soggettiva. Tutto sommato, per un bambino di 5 anni un'era può essere quella della libertà di pipì a letto. I dinosauri hanno anche avuto un'era, lunghetta rispetto alla pipì, non c'è che dire, ma rispetto alla vita dell'universo?

Beh ieri è finita la mia era come ingegnere molto tecnico ed è iniziata quella verso una strada diversa, un passo indietro rispetto al mettere le mani sul tavolo di misura, e un passo in più verso la sedia dell'ufficio. Il cambiamento segna la fine di un decennio di lavoro fruttuoso, faticoso, orgoglioso e a volte un po' doloroso... Ma nel complesso oso dire meraviglioso...

Nella festa di addio al mio ambiente attuale, ho sentito improvvisamente allontanarsi una serie di esperienze e di persone che tanto hanno fatto per me e che non posso smettere di ringraziare silenziosamente. A voce sarebbe difficile perché in fondo ho scoperto che il mio lato tenerone tende orribilmente a manifestarsi nei discorsi pubblici e aprire le fontane di fronte a un pubblico di soli uomini può essere imbarazzante...

La goduria dell'organizzazione cui spero di andare incontro mi attrae. Ovviamente non mi attendo rose e fiori, e forse riesco a non sentirmi tremante di paura grazie agli anni trascorsi. Però ritorna un po' la sensazione del primo giorno di scuola: la differenza sarà forse che la tremarella durerà meno a lungo. O almeno lo spero.

Ma nel complesso mi piace pensare alla mia era e a quelle impronte che ho lasciato sulla terra bagnata. Del tutto immodestamente spero che qualcuno le possa trovare un giorno scavando. E nella curiosità di sapere chi ci sia stato dietro un nome, ritrovi me... Nell'ego presuntuoso che deborda, però c'è orgoglio e vanto. Non li voglio vivere per una volta come difetti...

Nuova era, nuovi obiettivi e nuovi personaggi. Ma anche una bella chiocciola sulle spalle...

domenica 24 marzo 2013

Grillo che non fa dormire

Non amo prendere delle posizioni approssimative. Intendo dire che non mi piace dire senza essere andato a fondo delle situazioni. E' per questo che mi astengo dal parlare dei dettagli delle azioni del nuovo Eroe nazionale Beppe Grillo. Guida i suoi sostenitori come meglio crede. Ha il diritto/dovere di indirizzarli essendo il referente principale del movimento nonchè suo portavoce famoso e ascoltato.

Purtuttavia mi sento di dire qualcosa su quello che le elezioni hanno portato con l'avvento del movimento Cinque Stelle. Prima di tutto un terremoto e l'incertezza. Non necessariamente un male in un sistema in involuzione da troppi anni. Un gruppo dirigente assolutamente degradato e incapace di seguire i trend sovranazionali come di produrre cambiamenti e innovazione legislativa adatta a mantenere un decente livello di sviluppo... Va fortemente rinnovato, non necessariamente tutti al rogo, ma facciamo un braciere largo, perchè di massa ce ne è e molta.

Pero' cosa ci aspettiamo dalle elezioni? Credo come prima cosa che qualcuno si prenda la responsabilità di fare qualcosa. Azione che vada a produrre un clima positivo e a cercare di aiutare chi sia in difficoltà.  Azione comunque, non inazione e staticità assoluta. Grippare i cilindri del motore senza un meccanico vicino? Secondo me ferma la macchina nel mezzo del nulla, soprattutto se non si propone il proprio numero della tessera dell'ACI per farsi venire a recuperare. Mi si puo' dire che l'idea è proprio di rompere il motore per metterne su uno nuovo: mi piace! Io per natura amo le innovazioni. Pero' per non rimanere nel pantano a vita, c'è qualcuno che se ne intende di combustione, trasmissione, iniezione e tutto quello che serve per fare di un blocco di metallo un propulsore? 

Ecco, è qui che Grillo non mi fa riposare serenamente: fa cri cri giorno e notte in rete, ma non mi sembra che dica qualcosa di nuovo e non scontato se non che tutto fa schifo. Bene, ma dov'è la proposta? Sento che ci si concentra tanto su un governo che "non s'ha da fare", sul finanziamento ai partiti da distruggere, sui rappresentanti eletti etc etc. Ma dell'economia disastrata, del lavoro che va a puttane (o meglio quello che sembra l'unico lavoro garantito rimasto...), della povertà che cresce e di un paese indebolito e intristito, chi si deve preoccupare? Ci si illude forse che tutti gli italiani entreranno in politica attivamente? Non avviene da nessuna parte del mondo, figuriamoci in un paese sostanzialmente devoto all'individualismo come il nostro...

E dulcis in fundo, analogie tremende con recenti signori cui ci si professa avversi: la tecnica dell'agnello sacrificale (che sotto Pasqua ci sta anche bene...) che dice che ci sono attacchi giornalieri di gente che pagata sta sul sito a scrivere cattiverie... Saranno anche loro magistrati di Sinistra o comunisti? Tutti alfabetizzati informatici che sanno come manipolare? E chi manipola il manipolatore? Insomma è iniziato un martirio via internet? E supponiamo sia vero e non si tratti di persone che effettivamente non sono d'accordo, l'unica risposta è l'impegno concreto. Non le parole blablabla, ma il dire cosa si vuole fare e farlo.

Oppure è un muoia Sansone con tutti i Filistei... E per inciso i Filistei sono gli Italiani...

giovedì 21 marzo 2013

Edonismo ed Amaro Montenegro

Forse alcuni piu' giovani di me non ricordano la pubblicità dell'Amaro Montenegro... Non quella di oggi, ma quella di alcuni anni fa, mostrava un tipo che andava in giro con il sidecar e la giubba da esploratore. Correva verso una destinazione che ben presto si rivelava una stalla e faceva nascere un puledrino... Insomma un veterinario che poi per festeggiare si ingollava un bel bicchierino di Amaro per far andare giu' probabilmente qualche pesante cena campagnola. Come poi ritornasse indietro e se la polizia lo mettesse dietro le sbarre per guida in stato di ebbrezza nessuno puo' dirlo. Ma la funzione sociale e il messaggio positivo giungevano memorabili: fai una cosa buona e poi hai diritto all'Amaro che ti addolcisce la serata. E in effetti, agire da veterinario per curare delle creature di Dio era atto rispettabile.

Oggi le cose sono cambiate e il protagonista, ancora con una giubba, si impegna a far arrivare a destinazione un gruppo musicale per una festa. Grande festa e via di amaro al suono dell'orchestra. Tutti felici e sorridenti a godersi la serata compreso il nostro eroe. Pur rispettando il valore assoluto della musica, mi sembra pero' che il messaggio si sia un po' trasformato: dal sociale all'edonista in un bicchiere di digestivo? Forse specchio dei nostri tempi, il veterinario si è riciclato in una ditta di salvataggio delle sagre di paese. O forse meglio dire che fa una migliore impressione un vincente che riesce a mantenere vivo il divertimento piuttosto che uno che si sacrifica e si sporca le mani per un cavallino... L'amaro lo si gusta piu' volentieri quando vicino non c'è la puzza di sterco di quadrupede e intorno invece gli altri sono brilli abbastanza da sorridere immotivatamente ebeti.

E' un'estremizzazione, senza alcun dubbio. Ma questa riflessione su un mondo dove non si progredisce nella direzione di fare cose importanti per mantenere vivo il nostro pianeta, ma piuttosto ci si stordisce di inutilità, un po' mi fa effetto. Quale progresso ci hanno portato iPhone, iPad, Tablet e reti telematiche? Ci hanno avvicinato virtualmente per renderci forse piu' lontani fisicamente. Ma sono anche in molti casi aggeggi di puro entertainment, belli da vedere e toccare, ma utili a cosa altro che a generare un numero inimmaginabile di bit?

Detto da me, ardente sostenitore dell'Hi-Tech in tutte le sue propaggini cicciotte, puo' sembrare un'accusa ipocrita. Ma ogni giorno mi sembra che stiamo usando le nostre risorse non per dare una vita calma, serena, sicura e dignitosa a tutti con un benessere diffuso, quanto per produrre costantemente grosse sciocchezze di cui non sappiamo piu' cosa fare dopo poco. Sprechi che si sommano a sprechi e che non ci fanno migliorare le condizioni del mondo. Bene internet, bene l'aspetto ludico, ma dove sono e dove vanno a finire i progressi tecnico scientifici volti non a generare profitto quanto semplicemente a migliorare la nostra vita e a renderla lunga e serena? L'edonismo del complesso musicale "salvato" dal dolce omino dell'Amaro, dicono che generiamo tonnellate di cose che servono a divertirci, dimenticando forse che esse non sono una priorità...

Sarà pure un approccio bacchettone e minimalista, ma stasera mi prende un po' la voglia di ritornare ad una vita di base, dove salvare il cavallino ancora vince sullo spettacolo della Sagra...

lunedì 4 marzo 2013

Risvegliarsi con il mal di testa da potere

E alla fine le elezioni italiane sono andate peggio delle mie peggiori aspettative. Un paese che non potrà essere governato da  nessuno. Una nazione cui non sembra vero poter di nuovo litigare in maniera del tutto inconcludente.

Il PD ha perso e lo ha meritato. Assenti dal gioco nella parte decisiva, non hanno convinto nessuno. Non si è capito dove volessero andare a parare e infatti hanno preso 3 pappine su calci piazzati.

Il PDL che con il solo uomo capace di smuovere le masse e di incantarle nonostante le sue menzogne siano stata già molte volte svelate, ha fatto un gioco a distruggere che non aveva speranza, ma porta ancora danno.

E poi i Grilli parlanti e le loro istanze valide, ma così piccole piccole da lasciare un vuoto spinto.

Di tutte queste "debolezze politiche", il M5S è quella che più mi intristisce. Finalmente accortisi che adesso dovrebbero fare qualcosa per e non semplicemente contro, i due maestri di festa si mettono in uno sterile traverso per esercitare un potere vuoto di contenuti. Sacrosante alcune delle loro istanze, non si capisce come le vogliano portare avanti. Era bello e facile stare contro tutto e poter sparare a zero sui bravi ragazzi della politica. Dirne male e peggio scontato, perchè profondamente valido. Ma adesso? Poche idee, raccogliticce. Poco spazio alla voce di altri che non siano attori professionisti. Decisamente un atteggiamento verbalmente violento che tanto bene ha saputo parlare ai cuori degli italiani e guidare la loro mano al momento di fare la croce.

La politica dello scacchiere non mi interessa per niente. Constato con orrore che il mondo è preoccupato per l'Italia. Non ci ridono dietro, pur meravigliandosi che tanto in alto si sia spinto di nuovo il cavaliere. Stanno già cercando un modo per liberarci del peso di un'Italia ormai povera e inaffidabile, dove la politica vive sui ricatti di uno sgangherato arrabbiato attore (comico) e nell'inutilità di tutti gli altri.

Cosa potrà succedere da ora in poi? Non ho la sfera di cristallo per saperlo. So però che non era un buon momento per proporre una "non proposta". Era tempo che pur nella possibilità di mille errori si giungesse a una guida che mettesse su un piano per far respirare la gente. Strillare e sputare insulti non serve più a niente. Continuare lo spettacolo deprimente del taglio della torta è altrettanto triste che essersi delegittimati da soli a suon di scelte sbagliae, imbrogli e coerenze slegate dalla realtà...

Io penso che una nuova legge elettorale giusta e non guidata da interessi particolari, per quanto auspicabile, non abbia speranze di essere varata e superare le acque del mar di Montecitorio... Eppure è quella l'unica cosa veramente indispensabile perché si vada di nuovo alle urne e una scelta la si faccia senza spazio a discussioni. E poi lì qualcuno la responsabilità la dovrà prendere. E chiunque sia, sarà meglio del nessuno odierno...

domenica 24 febbraio 2013

Il solito trappolone

Nel dibattito elettorale italiano c'è un solo uomo che vince e domina. E' il Cavaliere con macchia ma senza paura. Però a ripensarci bene, non è solo lui artefice del suo successo, quanto un continuo cadere nelle trappole da parte dei suoi avversari.

Esempi se ne potrebbero citare all'infinito. Ma secondo me resta emblematica la cecità di questi ultimi due giorni elettorali di un giornale storicamente di parte avversa come La Repubblica. E' stata una campagna elettorale che io ho seguito pochissimo, ma che non è cambiata nel livello di esposizione mediatica dei candidati premier con una spiccata preminenza del solito noto. C'è poco da fare: le regole, se ci sono, possono venire aggirate in tutti i modi. Ma è anche vero che nessuna regola viene violata se sono gli altri, soprattutto gli avversari, a non concentrarsi sulle questioni importanti, ma a insistere a riportare anche le minuzie di ogni atto. Ieri sarebbe dovuta essere la giornata di riflessione nazionale in previsione del voto. Nessuno che va in tv o sui giornali a parlare. Ebbene ecco la possibilità magnifica di aggirare una legge: si parla con un giornalista e via giù con la solita solfa. Grave, gravissimo atto, ma ecco che nel trappolone cadono tutti: ancora una volta le pagine internet si riempiono del sorrisone del cavaliere e in particolare Repubblica insiste a mettere l'accadimento come titolo principale. Non è questa una notizia decisiva. Il diritto di cronaca qui sembra offuscato dal sangue agli occhi: che ci siano simili comportamenti è cosa documentata da anni. Qual è il valore aggiunto di sparare in un giorno in cui tutti gli altri partiti non sono rappresentati sui giornali? Solo pubblicità dell'ultimo minuto...

E oggi, ancora una volta, le donne in topless che si presentano al seggio elettorale. Notizia battuta da tutti i mezzi di informazione. Ancora pubblicità senza sforzo che ricorda che c'è una persona in giro che si candida, e lascia dimenticati tutti gli altri.

Le idee non contano niente. Conta solo quanto ti fai vedere. L'invenzione dei tormentoni di un astuto uomo di spettacolo come Renzo Arbore, ha insegnato che quello che ci ripete all'infinito ci entra in testa e il più delle volte ci inizia a piacere!

Ed ecco che ancora una volta, speriamo l'ultima, si parla solo di lui e della sua vita come della sua biografia. Se c'è una notizia viene pubblicata, ma darne risalto assoluto è una insistenza che produce evidentemente un vantaggio a chi si vede sempre splendido a spada in pugno a difendersi contro i malefici detrattori.

Secondo me è un'ingenuità straordinaria quella della Sinistra e di tutti gli altri tuonare contro un parafulmine simile. Ma non so se qualcuno se ne sia mai reso conto...

sabato 23 febbraio 2013

Libertà, uguaglianza, fratellanza e moralità

La morale è un discorso soggettivo. Si potrebbe pensare di contestare questa frase, ma ci sono esempi che parlano secondo me in questa direzione. Il primo è che in alcune parti del mondo, è moralmente inaccettabile il tradimento coniugale, ma poi è perfettamente possibile lapidare una donna. In altri luoghi, si condanna a morte chi ha ucciso, commettendo di fatto un omicidio. E la lista potrebbe continuare all'infinito...

Tutto però va ricondotto secondo me alla decisione più o meno consapevole che troppi fanno, di rinunciare a vivere secondo dei principi ispiratori che siano di guida nelle scelte difficili. Le regole del vivere comune, del fare il bene piuttosto che il male definendo quest'ultimo in base ai principi stessi, vengono continuamente infrante. Individualismo e sopraffazione restano a governare in tutti gli strati morali e in modi sempre diversi... La moralità può essere generalizzata solo se viene a prendere origine da una filosofia fondamentale che sarà in grado anche di dire cosa sia giusto e rispettoso di regole non scritte e cosa non lo sia.

Se guardiamo ai principi della rivoluzione francese, diventa immorale agire contro gli altri limitando la loro libertà di vivere e scegliere, tentando di sopraffarli e di renderli meno uguali di fronte alle opportunità e con la malizia di fare del male. Diviene immorale costringere una persona a non avere una vita perché gli altri la abbiano, specialmente quando un'alternativa c'è. Ovviamente posso riconoscere che bisogna agire in una democrazia seguendo il principio di maggioranza. Ma questa maggioranza, se va in danno di qualcuno, deve sentirsi moralmente obbligata a riparare il torto che quella minoranza sta subendo, facendo entrate in gioco quel principio di fratellanza universale che significa dare una mano a tutti, finanche agli ultimi. Uno stato, un'azienda, una organizzazione all'inizio guardano i grandi numeri,  ma poi devono riuscire a reagire occupandosi anche di quelli che restano tagliati fuori o sono penalizzati da una qualsiasi decisione contingente. Ovvio che le lamentele devono essere anche giustificate, ma se lo sono, bisogna correggere perché sia rispettato il valore della convivenza di uguali con uguali diritti e uguali doveri.

Non è immorale solo commettere un'ingiustizia, ma lo è altrettanto riconoscerne una e non fare niente perché conviene così. E se la nostra società viaggia sparata verso soluzioni che accontentino molti, ma danneggino anche alcuni senza pensare a come risolvere il problema, è una società moralmente malata, e forse addirittura priva di moralità.

Ogni giorno mi capita di sentire di persone che vogliono sopraffare altri e che non si fanno scrupoli di usare ogni mezzo per ottenere ciò che vogliono. Non si fermano a pensare di fronte alle proteste, ma piuttosto le ignorano guidati dal proprio interesse. Questo comportamento viola quei principi che si identificano nei sentimenti più nobili che l'umanità sia riuscita a sviluppare dopo essere uscita dalle caverne. Ci si disinteressa troppo di libertà, uguaglianza e fratellanza, e a quel punto non c'è alcuna morale che non sia quella distorta del proprio bene. L'essere guidati dal nostro vantaggio ha in comune con il discorso morale solo ed esclusivamente la soggettività della prima frase di questo post.

Scegliere un percorso senza principi porta all'assenza di una coscienza morale che sappia identificare il bene e il male nelle azioni. E senza morale ecco che la giustizia diviene un accessorio non riconosciuto come un dovere, ma solo come un ostacolo.

Nel non aver sentito da troppe parti nelle forze politiche italiane discorsi di libertà, uguaglianza e fratellanza, ho paura che il declino in atto del vivere comune sia irrecuperabile. Gesù, che un politico in senso stretto non era, ma che di principi, visti i contatti in alto che aveva, ne sapeva qualcosa, ha detto una cosa straordinaria che sembra tutti dimentichiamo: non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te. Senza necessariamente rifarsi in questo alla Chiesa Cattolica, se anche in politica ci si ispirasse a massime che hanno questo tipo di logica e che potrebbero indicare una strada nelle dispute più aspre, forse si ricomincerebbe a camminare insieme verso una vita serena non guidata dalla sopraffazione.

Nel nostro passaggio su questa terra c'è spazio per l'aiuto reciproco molto più che per il male. Non è vittoria quella di chi non ha cercato il dialogo ma ha solo saputo dire senza ascoltare. Non è nell'ognuno per sé e Dio per tutti un futuro possibile in un mondo sempre più piccolo e stretto. E' nello stare vicini seguendo delle regole comuni ispirate da principi elevati che risiede il progresso dell'umanità. Aiutandosi a diventare la Terra un luogo dove la serenità diventi un virus distribuibile. E se questa è una inutile utopia, meglio sognare quella che il balenare di una luce sulla prossima lama di coltello che ti colpisce alle spalle...

venerdì 22 febbraio 2013

Dalle stalle in poi...

Ci sono molte cose che mi vengono in mente da scrivere stasera perché molte ne stanno succedendo in giro per il mondo in un raggio piccolo, largo o larghissimo dal sottoscritto...

Iniziamo da quello più lontano. Il Papa si è dimesso. Benedetto lui ci ha agitato la mano e se ne è andato a riposare e meditare. Non si parla di pensione d'oro stranamente, ma lo scandalo di un pastore che lascia nell'ultimo secolo non si era mai verificato se non fosse per cause naturali... Scandalo solo come indice di stranezza direi: un Papa è pur sempre un uomo, e la stanchezza può prendere anche un religioso che dovrebbe avere una volontà incrollabile. Forse la Chiesa cattolica avverte la necessità di rinnovarsi, ma l'impressione è che il soglio pontificio verrà calcato di nuovo da un ultrasettantenne. Quale scossa possa questo dare a una religione che viene ogni giorno più soffocata dalla realtà, resta difficile da dire... Però vedere il volto del Pontefice ultimamente non era particolarmente rasserenante. Forse anche lui cerca quel riposo che la missione non gli ha concesso, e esercita di fatto il suo diritto alla pensione ben in ritardo. A voler fare una battuta, neanche lui lascia spazio a giovani visto che non ci sarà di certo un Papa trentenne.

Nel raggio largo ci sono le elezioni. Ho 12 minuti per scriverne qualcosa. Beh, la mia speranza è che almeno questa volta l'Italia sappia decidere non sulle illusioni, le bugie e i raggiri dell'affabulatore più longevo della sua storia, ma si affidi a qualcos'altro. Senza la pretesa che tanto meglio altri possano fare, almeno la speranza che di peggio non possano...

E venendo vicini vicini, oggi ho risolto (IO) il problema che ieri aveva contribuito a guastarmi la giornata. A parte il merito tecnico della soluzione, mi piace pensare che questo lasci una buona impressione di me. Se un giorno mi capitasse di voltarmi indietro, preferisco sempre e comunque che ci sia una scia di sorriso dietro di me piuttosto che un ghigno a denti stretti. Il lavoro non è fatto per farsi degli amici, ma è un canale sociale che ci assorbe in profondità. E io oggi sono felice di cambiare almeno quanto lo sono di poter festeggiare il mio tempo con delle persone per bene e importanti...

E chiudendomi a riccio, ora lascio il treno perché vada in riparazione per la notte!

giovedì 21 febbraio 2013

Prove tecniche di fallimento

Oggi non è stata per nulla una buona giornata. E' iniziata a virare male già all'una del mattino. Mi sono svegliato arzillo e vispo con un nervosismo galoppante e la voglia di fare qualcosa di assolutamente inutile, ma che mi assorbisse completamente. L'ho trovato e fino alle 4 sono stato appagato. Poi ho capito che avrei potuto continuare così fino all'alba e mi sono deciso a scrollarmi dal portatile la cui batteria chiedeva pietà e di cercare distrazione sulla macchina più grande e confortevole, sperando che il sonno si impossessasse di me. Non è servito neanche questo e quindi via a leggere qualche pagina fino alle 5.30. La sveglia era puntata sulle 7.30, ma la mano non ha avuto bisogno di essere comandata per spostare il tutto avanti di un'ora.

Un sonno breve e agitato che mi ha lasciato l'amaro in bocca e la mancanza di voglia di fare alcunché... Ma si doveva ripartire con il lavoro e quindi dopo essermi ancora una volta salmonato e arrostito, mi sono andato a infilare in macchina e sono prestamente arrivato in ufficio. La mattina tutto sommato è stata passabile, ma poi il pomeriggio ha visto un tracollo violento, repentino e irrecuperabile.

Iniziato alle 13:00, il meeting sarebbe dovuto finire alle 14:30. Siamo in realtà usciti dalla stanza definitivamente alle 18:30. Debacle totale. Un problema serio si è palesato come un cetriolo rotante dopo un paio di giri nella fionda gravitazionale e ci si è infilato dove non avremmo voluto. Tutti insieme vittime della caduta degli ortaggi, ci siamo ritrovati a fronteggiare un possibile fallimento tecnico. Inutile sperare in un brutto sogno. Sarebbe troppo bello risvegliarsene...

Adesso c'è da pensare ai rimedi e capire cosa sia andato storto. La prima cosa è meno dolorosa della seconda che richiede una assunzione di responsabilità. Purtuttavia entrambe hanno un peso significativo nella valutazione di queste ultime 24 ore... Nel crepuscolo che precede la sera del cambiamento, sono un po' intristito del riscontrare di aver sbagliato anche io parecchio. E se pure non so ancora come, spero di riuscire a dare una lucidatina a questa esperienza appannata di oggi...

E se oggi è stata una prova tecnica di fallimento, forse è bene che sia accaduta per fare in modo che un'esibizione venuta male non si ripeta...

mercoledì 20 febbraio 2013

Esperti per caso

Sembra che diventare esperti di qualsiasi cosa sia diventato uno sport... Il mondo si popola di persone dotate di conoscenze speciali ad un ritmo forsennato e per certi versi ingiustificato.

Mi capita sempre più spesso di assistere a questa ascensione nella scala delle competenze che avviene per il solo fatto di essersi trovati in un posto ad un certo momento e senza che nessun altro potesse svolgere qualche mansione specifica. Esempio che mi tocca da vicino: negli ultimi cinque anni ho contribuito e senza falsa modestia guidato lo sviluppo di un sistema che usiamo nel mio lavoro... E' stato un progetto lungo e difficile con una serie di momenti veramente onerosi, ma che mi hanno reso alquanto padrone dei contenuti tecnici e dei trucchi per sfruttare al meglio il giocattolo. Non è stata una conoscenza acquisita in un giorno. Parlerei di almeno 3 anni e mezzo di ragionamenti, prove e errori che hanno contribuito a migliorare e a uscire dalla mediocrità di un sistema poco flessibile... Forse anche per la situazione contingente, sono diventato un esperto...

Ma in un paio di settimane passate in compagnia del mio "bambino", un altro pare sia stato eletto Gran Maestro. Interessante è il fatto che si sia trattato di un plebiscito senza candidatura: uno stuolo di personaggi in cerca di un vitello d'oro da adorare ha messo su un piedistallo qualcuno che ha fatto qualcosa con uno strumento. Nessun astio nei suoi confronti, ma un po' di sorpresa resta forse giustificata...

Al di là di questo aneddoto, assistiamo troppo spesso a incarichi irrazionalmente distribuiti a individui senza competenze specifiche e senza meriti. Sparare sul governo del Cavaliere sarebbe troppo facile: persone che non si erano mai occupate di null'altro che della propria estetica elevate al rango di ministri della Repubblica. Oggi abbiamo un ex-comico come Grillo che vuole occuparsi di tutti i problemi strutturali d'Italia senza dargli un assetto teorico, ma provando con il copia e incolla dagli altri. Potrebbe funzionare in alcuni casi, ma per i discorsi umani ci vuole un incolla speciale che sia guidato non solo dalla sensazione di pancia.

Non credo che ci siano esperti di "guida di un paese in crisi". La laurea per questo la devono ancora inventare. Credo però che una squadra possa attingere a tante esperienze che rendono (quelle sì) "esperti". E credo che sia importante non essere frettolosi nel giudicare: da un lato non si dovrebbe avere pregiudizi, ma dall'altro non si potrebbero anche evitare le esaltazioni incondizionate? Se di qualcosa sappiamo -1000 e uno ne sa 1 ci sembrerà un drago. Ma se per fare bene in quel settore c'è bisogno di 1000, sempre un disastro sarà...

Augurando al mondo meno esperti e più umili "infarinati", mi avvio verso la cuccetta del treno. Per il fatto di passarci quasi 8 ore al giorno, posso definirmene un maestro...

martedì 19 febbraio 2013

Affumicato

Come un salmone di bell'aspetto di recente me ne sto appeso a asciugare e assumere vapori profumati... Dovrebbero essere all'eucalipto perché sembra diano aiuto concreto alla risoluzione dei problemi respiratori che mi stanno affliggendo da qualche settimana, ma avendo perso il senso dell'olfatto in modo completo, potrebbero anche odorare di spazzatura e non me ne accorgerei...

Come se non bastasse la mancanza di puzze e profumi e le sue possibili penose conseguenze sull'igiene personale, mi sono venuti in parallelo a mancare anche gusto (legato a doppia mandata alla situazione nasale) e udito... Quest'ultimo è tra tutti quello di cui sento di più  la mancanza (scusate il gioco di parole, ma ci stava bene...). Sono ovattato e riesco a percepire i suoni solo ed esclusivamente se sono prossimi, forti e se non sto facendo nulla che coinvolga movimenti interni e esterni del mio corpo. Infatti se mastico, sento solo il trituratore mascellare in funzione. Se bevo, sento solo i liquidi colare più o meno delicatamente giù nel mio esofago ed è come essere vicino alle cascate del Reno... E se le persone mi parlano inizio a cercare di leggere il labiale e a girare la testa in ogni posizione possibile pur di percepire qualcosa e mettere insieme i pezzi... A telefono tanto quanto funziona perché il microfono è vicino e sputa direttamente attraverso le pareti auricolari, ma quando sono in una riunione (ci ho messo un minuto per trovare l'italiano corrispondente a meeting...), mi sento decisamente perso!

La mia vita è quindi ridotta in questi giorni a mangiare cibi di cui non so il sapore, a annusare panni freschi di bucato di cui non riconosco l'odore e a ascoltare suoni indistinti di cui non capisco l'armonia ma soprattutto il significato...

I medici che hanno preso la laurea con i punti dello SwissLotto non sanno che fare... In due mi hanno proposto cure equivalenti che hanno avuto risultati latitanti... Qualcuno mi dice che la mia voce sia migliorata oggi: peccato che io non riesca a sentirmi... Certo posso dire di non aver tossito come se stessi per eliminare un polmone usurato, ma ancora mi sembra di raschiare il fondo della gola con una spatola... E non sentire il gusto della senape è decisamente inquietante...

Ma alla fine di questo tunnel che può apparire sciocco se non mi menomasse nel privato come nel lavoro, in intravedo la luce... Oppure è un chiarore indistinto perché anche la vista sta calando!

Note per Viaggiatori Occasionali...

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Capotreno e Viaggiatori