domenica 10 febbraio 2013

In chi sperare: l'esperienza frustrante del voto...

Iniziamo cosi':

Programma del Partito Democratico
L'Agenda Monti
Programma del Movimento 5 stelle
Programma del Popolo della Libertà

Siccome con questi probabilmente il parlamento sarà coperto almeno al 75%, gli altri li lascio stare... Nessuno me ne voglia. E' un punto di vista personale...

Mai come questa volta, sono andato a leggere i programmi. E' di fatto la prima occasione nella mia vita in cui tramite internet mi documento invece di stare a sentire la TV e le sue manifestazioni dell'urlo e del dire e smentire continuo...

Lo dico subito: il quadro è desolante. L'argomento piu' chiaro di tutti è il cilicio che si farà portare ai politici, forse... Cioè sembra che la carriera governativa possa diventare improvvisamente meno allettante perchè tutti dicono che i benefit (siccome sono eruditi parlano di emolumenti) dei parlamentari verranno ridotti. Chi piu', chi meno, sembra veramente dagli annunci che finiranno a fare il mestiere del parlamentare e contemporaneamente andare a mendicare fuori Montecitorio un pasto caldo... Ovviamente non ci dovrebbe credere nessuno. Siccome sono TUTTI d'accordo, non si capisce perchè non lo abbia fatto già il governo corrente.

E poi via con la saga degli stili. Lo stringato e veramente minimal 5 Stelle che si mette a scrivere cose piccole piccole senza nessun cenno di riforme strutturali, di idee a proposito del lavoro. Insomma, la politica fatta su base condominio, non a livello nazionale. Ottime proposte alcune per problemi singoli, ma una visione d'insieme? Non è enunciato un principio che sia uno che abbia validità trasversale a tutte le classi di problematiche su cui loro si propongano di intervenire. Almeno io non l'ho trovato.

Il PDL come da antica tradizione argomenta con gli spot e distribuendo le colpe dei suoi insuccessi a iniziali compagni di merende (Governo Monti), ai soliti nemici noti (Comunisti del PCI), alla magistratura e all'Europa con i terribili barbari germanici. Anche loro sono bravissimi nell'astenersi dal promulgare dei principi d'azione generale. Solo un rumoroso sbattere al ritmo della trita e ritrita Forza Italia. Con una salsa veramente amara che pur piace a tanti di un personalismo spinto in ogni direzione. Il solo uomo al comando, sempre e comunque. La svolta individuale che spinge verso i personaggi disinteressandosi del sostegno degli altri, ma troppo facilmente cedendo alla piacioneria del singolo. E se poi un uomo scompare dalla scena, cosa faranno i suoi adoratori? Piangeranno e metteranno in cima il prossimo dotato di un buon sorriso che emergerà dalla battaglia di spade in stile Highlander.

Il complicatissimo messaggio economico di Monti mi ha lasciato li' secco. Economicamente una visione lucida e una serie di proposte specifiche estratte probabilmente da manuali importanti. Il sogno di provare a tramutare in realtà una serie di ricette teoriche che non sono certamente all'altezza di tutti. Delle scelte da capitani di impresa che cercano di salvare la baracca lavorando su un'azienda che si chiama Stato Italiano e che probabilmente avrebbe bisogno anche di un po' di cuore e non solo del freddo approccio chirurgico. Ancorché articolate, di sicuro con un occhio piu' globale, sembra che il professore che insegna stia facendo la sua esperienza sperimentale. Potrebbe aver trascurato che la realtà non è indipendente dalle persone. Senza l'entusiasmo di seguire un principio, un'idea, non si riesce a fare quel GEM (going extra mile) che produce il successo. Tradotto in parole povere: se la gente si intristisce o si inferocisce perché nulla piu' riesce a fare che a arrivare a fine mese, le belle teorie, foss'anche ben spiegate, non convinceranno piu' nessuno...

E poi il PD. Verboso il messaggio. Complicato e noioso da leggere. Dov'è il vostro entusiasmo? Avvolto da una sintassi complicata che non puo' colpire al cuore le persone che vogliono al giorno d'oggi una semplificazione. Ci sono gli ideali, forse è l'unica volta che li vedo. Ma come essi possano trasformarsi in realtà condivise e apprezzate resta abbastanza impalpabile. Pur senza cedere a quella melassa da marketing degli opposti di campo, perché non cercare di rendere un programma piu' leggibile e un poco piu' fattivo. Indicare qualche iniziativa specifica e alcune misure iniziali fondamentali, non sarebbe un male. Chiedete fiducia, ma dovete saper parlare a tutti e non solo ai vostri interlocutori privilegiati. Quelli che un tempo si chiamavano intellettuali e che volevano distinguersi parlando difficile...

Insomma 4 volti di una Italia che emerge confusa mai come ora. La crisi che la ha prostrata, la ha svuotata. I lunghi anni scorsi in cui i singoli sono diventati il centro di attenzione la hanno resa una nazione impotente e incapace di dire qualcosa di chiaro. In fondo a me sembra proprio che nessuno sappia bene che fare. Votero'. Essendo all'estero prima degli altri e senza alcuna influenza mediatica visto il mio recente ascetismo televisivo. Con la speranza che si possa trovare un bandolo per questa matassa.

Pero' un favore mi sembra giusto chiederlo da elettore e da italiano che, senza presunzione, dell'Italia all'estero sa dare una buona immagine: fatene qualcosa della vostra esperienza di governo. Fate errori e sappiate riconoscerli. Sappiate chiedere scusa e sappiate mettervi a riparare appena possibile. Ma non cercate di navigare blandamente su una barca che segue la corrente. A rimetterci per l'incapacità di scegliere e per l'immobilità nelle acque torbide, è tutta la ciurma...

venerdì 8 febbraio 2013

Battaglie perse

E' da qualche anno che lavoro qui con una certa soddisfazione. I periodi sono stati alterni ovviamente, ma in quale lavoro non lo sono? Probabilmente un segno di malattia nei confronti di una professione è la durata del periodo no: se supera i 12 mesi continuativi, il mio consiglio è non di guardarsi semplicemente intorno, ma di fare una scelta radicale di cambiamento, foss'anche in una direzione incerta. Ci sarebbe poco da perdere...

Tuttavia il motivo di questo post è un altro e la premessa ha solo in parte a che vedere con il lavoro fatto... La mia battaglia persa è infatti non quella di non essere riuscito a essere felice dove sono stato e dove sono, ma di non essere in 5 anni riuscito a far capire la differenza che passa tra un ingegnere elettrico e uno elettronico.

La confusione nasce certamente dalla separazione che solo due lettere non riescono a produrre nella mente di tanti. Se è vero che l'elettricità è dovuta a un passaggio di elettroni e che tanti dispositivi per la trasmissione di potenza cadono nel campo dell'elettronica, la differenza è sostanziale. 

All'università, ai miei tempi, Ingegneria Elettrica faceva parte del ramo industriale, mentre Ingegneria ElettrONica era nel ramo informazione. Questo perchè l'Elettronica è alla base di tutte quelle meraviglie dell'era moderna che hanno preso spunto e quotidianamente si cibano fameliche di transistor e affini. Ne segue che computer, cellulari, schermi TV e tutte le cose che rendono la nostra vita molto tecnologica, hanno al loro interno un cuore di silicio che pulsa al ritmo di elettroni in movimento. Sono questi dispositivi a fornire il supporto su cui far viaggiare l'informazione delle reti di telecomunicazioni e dell'informatica, e il legame tra queste discipline è talmente intimo che l'una non può vivere senza le altre... Sono esse le tre sorelle del settore hard e soft della facoltà piu' tecnica che ci sia... L'elettrica è invece quell'ingegneria che si occupa di produrre, trasferire e rendere fruibile l'energia elettrica di cui il mondo sembra non smette di essere affamato. La sua natura infrastrutturale la rende complice di tanti rami industriali come l'ingegneria civile, edile, ambientale e cosi' via fino alla punta delle foglie...

Tanti anni fa, appena uscito dal liceo, decisi per ingegneria. Ci avevo pensato bene. Negli ultimi 3 anni ero stato a quelle fiere informative per la scelta dell'università e sapevo che se fossi andato a fare fisica, la mia prima scelta, mi sarei bruciato i neuroni. La scienza mi avrebbe risucchiato in un mondo oscuro, dove tutto era ricercare soluzioni magnifiche a incognite enormi. A quel punto decisi che volevo "risolvere i problemi" (questa la definizione che ancora ricordo di uno dei professori che presentava), ma quelli concreti e vicini. Volevo fare e non tanto piu' studiare, e forse anche avere una possibilità maggiore sul mercato del lavoro...

Ebbene la storia è che mi confusi. Andai a Ingegneria Elettronica. Il corso era annuale e iniziava dopo quelli semestrali. Ma la mia prima scelta era stata Ingegneria Elettrica perchè avrei voluto poi prendere l'indirizzo Elettrofisica in memoria di quella scienza che amavo... Poi pero' mi appassionai a quel mondo dei computer che ancora mi dice tanto. Al software come all'hardware e al capire come funzionassero tutte quelle cose che ci circondano con un fascino irresistibile. E non cambiai mai piu' la mia via, anche perchè a pensarci un attimo, l'informazione è oggi la cosa piu' preziosa che c'è...

Felice di quella scelta, mi ritrovo oggi a leggere la job description ispirata alla mia posizione e trovo: Electrical Engineer.

Ho perso la mia battaglia, ma la guerra no. E volto pagina verso altro, rimanendo sempre un ingegnere elettronico, ma diventando meno tecnico. In un mondo dove quelle piccole cariche negative restano a scorrere veloci e mai distanti...

martedì 29 gennaio 2013

Don Abbondio e Berlusconi...

Ho da poco finito di leggere "I promessi sposi". Un gran romanzo che mi ha entusiasmato. Ma ne parlerò un'altra volta... Sì perché il tema di questo post è la vita quotidiana, la politica e le elezioni italiane...

Mi è capitato di incontrare durante l'attesa di un aereo un signore anziano, ma perfettamente funzionante, che se ne andava in giro per lavoro. Veniva verso nord, in realtà lamentandosi ora dell'una, ora dell'altra cosa della sua vita. Rimpiangeva lui tanto, un pochino troppo... Insomma una figura tutto sommato comune. Avvolto poi da mille paure, se ne andava enumerando le occasioni perse perché sconcertato e intimorito di prendere quelle vie. È vero: uno se il coraggio non ce l'ha non se lo può dare. E secondo me sarebbe anche ingiusto chiedere salti nel fuoco a chi ama l'acqua tiepida: la vita è una e va vissuta come meglio ci aggrada...

Purtuttavia, uomo di una certa esperienza e cultura tecnica, mi ha spiazzato con il suo discorso sui mali dell'Italia e sulle sue conclusioni. Profondamente convinto che la penisola non sia stata mai una nazione, rimembrando i fasti del Granducato di Toscana, del Papato temporale e della Serenissima, proponeva di punto in bianco il suo voto per il "Signore" di oggi, per quel Berlusconi che secondo lui sarebbe stato "troppo ricco per rubare"... Immemore ovviamente del Don Rodrigo manzoniano, ricco e capriccioso, con il suo parentado e le sue potenti connessioni, non vedeva la possibilità che le voglie di un Cavaliere possano ben nuocere alla povera gente... È anche bastata la semplice argomentazione che se pure uno non ruba personalmente, ma guida una banda di ladri, un po' responsabile dei furti resta, a farlo capitolare davanti a una specie di Dottor Azzeccagarbugli...

Continuerà a votare per il potente, perché i suoi bravi i discorsi minacciosi li sanno fare... E come lui tanti Don Abbondio in cerca di un rifugio sicuro dove raccomodare una vita serena e senza altro pensiero che una minima sopravvivenza... Questo è lo sconfortante quadro di una nazione che va a votare una serie di personaggi tutt'affatto epici. Con un cardinal Federigo incarnato dal Maestro della Finanza Monti, ricco di virtù e santificato, ma probabilmente incapace di parlare a tutte le classi sociali e a tutti i livelli di reddito. Un dottore della Sanità nella peste come Bersani, inascoltato e politicamente sempre in bilico alla ricerca di alleati che prendano di petto la malattia riconoscendola... Un Grillo don Ferrante, pieno di idee sue proprie o shakerate nella sua testa in modo tutto personale... E trascurando gli altri personaggi di contorno, nient'altro che figure di secondo piano, rimaniamo alla ricerca di quel Fra Cristoforo che sappia alzare la voce e agire con determinazione per fare qualcosa per i poverelli di oggi...

In un paese dove sperare nella Provvidenza sembra non basti più...

mercoledì 9 gennaio 2013

La stranezza della normalità...

Uno come me, per certi versi limitato e noioso, non pieno di chissà quali esperienze, ma per motivi anagrafici un po' vissuto, giunge a dire di averne viste nella vita di tutti i colori.

Questo probabilmente dipende dal fatto di essere un osservatore attento delle dinamiche personali, di interessarmi a quello che succede al prossimo per tirarne fuori qualche cosa. Di fatto si tratta di imparare dalle situazioni e di aprire gli occhi ad altri modi di vivere e interpretare il passaggio su questo globo. 

Conscio che una vita non basta a provare più di quello che ci è concesso e che ci scegliamo, si può pensare di attingere pensieri anche alle altrui esperienze. È un po' essere radioserva, come mi dice qualcuno, e un po' forse essere spinti da una sana o insana curiosità per gli altri...

In ogni caso, ne sento di tutti i colori. In particolare, sentimentalmente, appare che ben pochi trovino piacevole affrontare un rapporto che non comporti distruzione e dolore o quantomeno anomalie. Amori per gente sposata quando si è fidanzati o single, tradimenti e menzogne, per non parlare di omissioni e fughe. Uomini con donne, donne con uomini, donne con donne e uomini con uomini, è un discorso valido a 360 gradi o suoi sottomultipli...

Il tormentone "verdoniano" del "famolo strano" sembra declinato in ogni caso. Non una beffa quanto una religione. Per quanto le scelte irrazionali in buona fede non ritengo siano a priori condannabili, allo stesso tempo trovo che un po' di serietà e coerenza non vada disprezzata. Scegliere di imbarcarsi in vie tortuose e vuote di altra responsabilità che non quella verso se stessi, sembra la nuova regola. È diventato oggi strano vivere gli affetti con naturalezza e senza cercare di aggiungere complicazioni incomprensibili a quella vita che già di suo non è poi tanto lineare. C'è quasi orgoglio in molti per il semplice fatto di scegliere l'irragionevole. Giustifica e assolve tutti e tutto il fatto di seguire il sentimento del momento.

Ma mi domando se non ci voglia più coraggio a scegliere invece quel sentimento sereno e volenteroso, quell'impegno giorno per giorno che bada al concreto benessere del cuore senza cercare ad ogni svolta la tempesta... La normalità di un amore dolce e tenero che non sacrifichi la felicità, che non segua un infinitesimo istante nel bilancio di una pur breve esistenza, ma costruisca delle fondamenta solide che possano reggere delle tempeste... Insomma, oggi è strano essere felici con delle scelte normali di fedeltà e coerenza. Con qualche minimo sacrificio della propria libertà individuale per dare attenzione ad una persona vicina...

Saro' un sognatore o un ingenuo, ma a me piace lo stesso così. E forse sono strano... O forse stranamente normale...

sabato 29 dicembre 2012

Vacanze senza rete

Quest'anno sono venuto in vacanza dotato del mio smart smartphone e di nessun altro aggeggio che mi permettesse di collegarmi alla rete.

Certamente avevo accesso tramite i computer di famiglia, ma la cosa è andata nella direzione di un progressivo distacco dalle vie di comunicazione che pervadono la mia esistenza...

Già da qualche tempo ho lasciato Facebook a veleggiare senza di me. Credo che la ciurma dei miei amici se la sciali serenamente e non senta la mancanza del mio contributo. È dipeso senz'altro dalla mia mutata situazione sentimentale, ma anche da un progressivo decrescere dell'interesse per il pettegolezzo altrui e per quella massa crescente di "mi piace" che mostrano tutto e il suo contrario senza alcuna apparente coerenza.

La riduzione della mia possibilità di connessione mi ha inizialmente contrariato. Come una progressiva terapia di disintossicazione, ho avuto tipici effetti di sbalzi d'umore e sguardi intensi alle tastiere in giro. Poi però ho iniziato a recuperare un rapporto più sano con i bytes. Quell'attaccarsi senza scopo al pc facendo trascorrere il tempo in balzi continui tra una finestra e l'altra mi è apparso inutile. Seppure tornerò presto a farlo, ho la netta impressione che tra le altre cose, questa esperienza mi abbia insegnato che sia anche possibile essere partially offline.

Senza nessuna critica verso quell'informatica che amo tanto, penso che la rete ci rende liberi fin quando siamo noi a controllarla e a lanciarla per pescare informazioni. Se i pesci diventiamo noi stessi, immobilizzato a dibatterci nelle maglie strette che abbiamo abbracciato, possiamo credere che non ci sia un mondo alternativo.

Scongiuriamo questo rischio vivendo anche qualche tempo pericolosamente senza rete...

domenica 23 dicembre 2012

Lamentarsi dei treni. E dei viaggiatori?

Episodio surreale ieri in banchina di un Frecciarossa per Milano. Napoli con il sole è meravigliosa. Mettersi in viaggio deve essere un dolore qualsiasi ne siano le ragioni. Quando c'è il sole, pensare al lungomare Caracciolo e alla sua promessa di luce non spinge verso la stazione. Il nome di Piazza Garibaldi evoca ormai il solo pensiero di un immenso buco cantiere...

E questa è forse l'unica artificiale e stiracchiata spiegazione dell'incontro con un energumeno vestito come un pesce al cartoccio e con una rude faccia da furbo grosso, ma insospettabilmente pronto alle occasioni. Chiede dove vada il treno. Passa per Roma? Non essendo una metropolitana, le probabilità sono alte. Essendo poi un rosso AV, si può intuire che la destinazione non sia Benevento... Ma la domanda apre spazio alla curiosità sul possesso biglietto. Se devi viaggiare in genere sai che treno prendere... Ma la candida risposta è: no, ma io solo a Roma devo andare...

Ecco. L'assurdità della situazione mi ferma in gola ogni commento. Non c'è paura per la multa. In fondo carta che può essere buttata tra i fuochi artificiali. Non c'è rispetto per il servizio che tutti gli altri pagano... Insomma scene già viste. Preferibilmente da dimenticare e sperabilmente da punire.

Ma il momento topico è quando arrivano due ragazze e mostrando il biglietto all'uomo d'argento, si fanno indicare da colui che non sapeva neanche il treno andasse a Roma, carrozza e posti. Lui, felice e disponibile, le accompagna. E così scompare dalla mia vista e da questa storia.

Non so come sia andata a finire. In un'ora sfuggire al controllore è possibile e probabile. Ma mi interessa dire che questo è ingiusto. Ovviamente lamentarsi dei disservizi di Trenitalia che purtroppo ho tante volte sperimentato, resta sacrosanto. Ma tutto vale nella reciproca onestà. I viaggiatori sono responsabili di pagare il giusto e lasciare le infrastrutture come trovate. Mi sembra guardando i bagni e le carrozze dopo i viaggi che entrambe le cose siano un optional disatteso invece che accessori di serie...

Sperando in un anno migliore...

lunedì 17 dicembre 2012

Picchi comici sconfinano nella tragedia...

Lontano dalla politica e dalla cronaca nazionale per motivi vari ed eventuali, ritorno e leggo della comparsa sulla scena politica di un nuovo personaggio. Silvio Berlusconi da Arcore si presenta come leader del partito di destra. Da dove venga non è ben chiaro. Pare che la ragione che lo spinge come un fuoco sacro applicato alle terga sia il voler salvare la nazione da scelte scellerate...

Devo dire che la mia memoria forse mi fa un brutto scherzo, sicuramente irriverente, nel ricordare che un omonimo personaggio si sia presentato con lo stesso cipiglio eroico alcuni anni or sono a salvare lo stivale. Nel tempo pero' pare si sia fatto attrarre dalle lusinghe di calzature simili alla forma della nostra penisola, ma in genere indossate da ragazze di dubbi costumi che le indossavano fino a mezza gamba...

Insomma ecco un "what if" nello stile di "se una notte di inverno un viaggiatore" dove la pellicola si riavvolge continuamente raccontando ancora una volta la storia e aggiungendo un nuovo tassello, ma senza che la sostanza cambi, e con la frustrante impressione che dalla farsa comica, si vada inesorabilmente a finire nella tragedia umana. Purtroppo sembra che la pellicola sia di vecchio tipo e i colori si siano deteriorati... Cosi' alcune battute saltano e ci si trova a guardare con occhio critico l'esercizio di stile di un sistema basato su un attore prossimo alla pensione. Le trame che si svolgono e riavvolgono dietro sono sicuramente molto oltre l'immaginazione lineare di uno come me, ma le sorprese sembrano esaurite. Ci saranno colonne di fango e pioggia di altri liquidi affini, ma è probabile che il pubblico in sala inizi a protestare di fronte all'ennesimo tentativo di riproporre gag che non fanno più ridere pur se hanno destato affezione in altri tempi.

Questa profezia potrebbe essere smentita, ma tutto sommato il mondo dello spettacolo cui questa farsa è ispirata ha mostrato che dopo un po' di repliche, il pubblico si disamora. Rambo, Indiana Jones, Rocky, Starwars, non sono sopravvissute al secondo-terzo episodio senza perdere un numero consistente di spettatori ed estimatori. Anche le prime edizioni non necessariamente sono stati capolavori, ma l'occhio si è abituato e ha iniziato a aspettare sorprese che non venivano più o diventavano sempre meno sorprendenti e sempre più risibili. Promesse mai mantenute e sogni dipinti ma mai avverati...

La mia nuova sceneggiatura prevederebbe invece un ritorno alle idee e alla filosofia. La proposta di sogni che dicano di speranze e di un mondo in cui vivere dignitosamente e serenamente per contribuire a rendere le persone felici e realizzate dove questo non coincida necessariamente con ricchezza e eccessi. Una Italia che potesse ritrovare una strada per dare entusiasmo a se stessa e dove non tutto fosse oscurato da presagi foschi e mai ben chiariti come una profezia Maya. Manca poco al 21 Dicembre, e forse si potrebbe far coincidere la data non con la fine del Mondo, ma con l'inizio di un nuovo corso. Che anche i più ambiziosi trovino pace e che i potenti non siano egoisticamente guidati dalla propria borsa. Dove si torni a far parlare le persone del più e del meno e non del peggio del peggio... 

Ma io sono un sognatore di viaggi impossibili su treni ormai probabilmente già indirizzati su binari morti e destinati a fermarsi di fronte a una traversina bianca e rossa. Oppure a sfondarla a tutta velocità senza la possibilità di tornare indietro...


mercoledì 5 dicembre 2012

Delle Primarie

E quindi ha vinto Bersani per il PD. Intanto in campo avverso, sembra prevedano una riapertura del colosseo per i giochi dei gladiatori, con nessuna squadra e mille capitani di ventura.

Devo dire che mi ha rasserenato un po' il risultato a sinistra. In fondo, per quanto dovrei riconoscermi in Renzi e nella sua età e nelle sue istanze generazionali, sono invece rimasto talmente deluso dalla sua pochezza sui grandi temi, da non essere conquistato dalla sua piacioneria. Parlo chiaro: quello che voglio dai politici oggi, sono dei discorsi sugli ideali e sulla filosofia di approccio ai problemi. Poi voglio vedere come si propongono di tradurre questa filosofia in azioni più o meno grandi per la risoluzione di problemi che vanno da quelli spiccioli delle persone, alle grandi imprese e al vivere comune...

In questo senso, il sindaco di Firenze mi è parso molto meno robusto dell'emiliano pelato. Si è speso tanto su delle istanze che di sicuro vanno accolte sulla trasparenza e sui costi politici. Ma mai una volta ho visto un passo filosofico. Ho letto un po' di cose, ma non ho trovato alcuno spazio per delle idee di lungo termine...

Non so se Bersani farà qualcosa per mettere in pratica le sue prima della inevitabile caduta dovuta alla intrinseca instabilità autolesionista della sinistra. Però ho sentito parole più pensate e meno dirette al piccolo...

Forse mi sbaglio. Però ora le primarie sono passate, e la musica è solo all'inizio...

lunedì 3 dicembre 2012

Il genere umano

Ci risiamo. Scopro sempre più con orrore che il genere umano è di base crudele e egoista. Non so se essere formati in una famiglia di brave persone sia la prima discriminante, ma di certo l'ambiente in cui cresciamo può renderci migliori o peggiori.

Però non è solo questo il punto di svolta. La capacità di imparare tramite lo studio, secondo me aiuta a sviluppare la critica che un po' meno gretti ci rende. Non significa che gli ignoranti siano in massa peggiori di quelli che hanno avuto la fortuna di poter studiare. Anzi, senza forse, i più malvagi della storia hanno presunto di sapere molto. E i cattivi che sanno, generalmente sono pericolosi perché capiscono di fare del male e volontariamente lo perpetrano...

Comunque resta il fatto che i gruppi si riuniscono per colpire i deboli e eliminarli a colpi duri diretti o alle spalle. Sono subdoli e si sentono forti perché sono un branco di animali che riconosce l'odore del sangue e non sa pensare che al proprio misero interesse senza pietà per gli altri e con l'occhio corto sull'oggi. Ma domani?

Senza scomodare la giustizia divina, i buoni non sono tonti né stupidi. Hanno la possibilità di scendere al livello dei bruti, o di utilizzare strade chiare e nette che sono la lotta a viso aperto. I mezzucci e le furbizie di tanti, pagano finché il malcostume generale non finisce negli occhi di quella maggioranza di brave persone che possono giustamente stancarsi di subire. Non mi riferisco solo alla triste e desolante situazione di un'Italia dominata dal lordo impastare di mani sporche, quanto anche a eventi che mi hanno sconvolto come lo sciopero alla Foxconn.

A tutti quelli che credono che la vita sia solo sopraffare gli altri e vivere perennemente di scorciatoie e di trucchi, io dico attenzione. Prima o poi le facce diventano riconoscibili. Gli imbrogli si stringono a strozzare chi li fa. Le dita nere lasciano impronte digitali. Insomma, non sperate di passarla sempre liscia. I buoni, gli onesti, possono e devono giudicare secondo quel metro corretto di cui il mondo ha bisogno. Quel metro dove il progresso non è che qualcuno abbia troppo, ma che ognuno abbia qualcosa.

E se questo è socialismo, comunismo, o quello che volete voi, va bene. Per me è solo giustizia...

Il genere umano

Ci risiamo. Scopro sempre più con orrore che il genere umano è di base crudele e egoista. Non so se essere formati in una famiglia di brave persone sia la prima discriminante, ma di certo l'ambiente in cui cresciamo può renderci migliori o peggiori.

Però non è solo questo il punto di svolta. La capacità di imparare tramite lo studio, secondo me aiuta a sviluppare la critica che un po' meno gretti ci rende. Non significa che gli ignoranti siano in massa peggiori di quelli che hanno avuto la fortuna di poter studiare. Anzi, senza forse, i più malvagi della storia hanno presunto di sapere molto. E i cattivi che sanno, generalmente sono pericolosi perché capiscono di fare del male e volontariamente lo perpetrano...

Comunque resta il fatto che i gruppi si riuniscono per colpire i deboli e eliminarli a colpi duri diretti o alle spalle. Sono subdoli e si sentono forti perché sono un branco di animali che riconosce l'odore del sangue e non sa pensare che al proprio misero interesse senza pietà per gli altri e con l'occhio corto sull'oggi. Ma domani?

Senza scomodare la giustizia divina, i buoni non sono tonti né stupidi. Hanno la possibilità di scendere al livello dei bruti, o di utilizzare strade chiare e nette che sono la lotta a viso aperto. I mezzucci e le furbizie di tanti, pagano finché il malcostume generale non finisce negli occhi di quella maggioranza di brave persone che possono giustamente stancarsi di subire. Non mi riferisco solo alla triste e desolante situazione di un'Italia dominata dal lordo impastare di mani sporche, quanto anche a eventi che mi hanno sconvolto come lo sciopero alla Foxconn.

A tutti quelli che credono che la vita sia solo sopraffare gli altri e vivere perennemente di scorciatoie e di trucchi, io dico attenzione. Prima o poi le facce diventano riconoscibili. Gli imbrogli si stringono a strozzare chi li fa. Le dita nere lasciano impronte digitali. Insomma, non sperate di passarla sempre liscia. I buoni, gli onesti, possono e devono giudicare secondo quel metro corretto di cui il mondo ha bisogno. Quel metro dove il progresso non è che qualcuno abbia troppo, ma che ognuno abbia qualcosa.

E se questo è socialismo, comunismo, o quello che volete voi, va bene. Per me è solo giustizia...

Note per Viaggiatori Occasionali...

Questo blog attualmente non contiene pubblicità esplicita e se ce ne è di occulta non lo sappiamo neanche noi che siamo gli autori... Per il copyright, esso è di chiunque lo reclami e possa dimostrare che le sue pretese hanno un minimo fondo di verità. Se inavvertitamente qualcosa coperto da proprietà intellettuali varie è stato usato, vi preghiamo di segnalarcelo, perchè provvederemo a riparare alla disattenzione che nessun vantaggio economico e morale ci porterà...

Capotreno e Viaggiatori