mercoledì 13 gennaio 2010

Resume: La perfezione e la tecnologia

Era il 1° dicembre e la splendida città in cui muovo le mie membra cicciottelle passava al digitale terrestre. Oh ma mi ero premunita, sì sì. Avevo acquisito un decoder a giugno/luglio, avevo acquisito un'antenna nuova, avevo sintonizzato bene il tutto (all'epoca supportata dal mio ora ex fidanzato) e già usufruivo della splendida visione del magnifico digitale. Qualche giorno prima dell'avvento avevo acquisito anche un altro decoder per la televisione della cucina e lo avevo sintonizzato (con qualche difficoltà e accrocco visto che il mini televisore non ha la presa scart, ma insomma lo avevo sistemato per le feste, ballando poi per tutta la casa urlando ta-ta-taratata) assolutamente da sola. Ohhhhh! E poi è arrivato il giorno fatidico. E che restava da fare?? Ah si! Restava poi la sera del 1° una nuova sintonia per tutti e due gli apparecchi. E che ci vuole, direte voi? Aha! Vado sull'apparecchio digitale della cucina (visto che avevo la memoria più fresca) e seguo le istruzioni in ostrogoto, ricerca canali, conflitto di numerazione, sistemo automaticamente?, si fai pure, sostituisci lista, crea la lista dei preferiti, ok, tutto funziona, a posto. Vado sul deconder della televisione principale, seguo le chiare istruzioni in italiano di buon livello, ricerca canali, conflitto di numerazione, sistemo automaticamente?, si fai pure e .... NIENTE, ho detto fai pure, NIENTE, boh? mo' premo il tasto rosso, allora il verde, poi il blu, poi faccio il pianista su tutti i tasti del telecomando, poi ca@@o!!! occapperi, eccheffaccio? provo a resettare tutto, resetti??, epperforza, fuori tutto e si ricomincia; ricerca canali, conflitto di numerazione, sistemo automaticamente?, si fai pure, HO DETTO FAI PURE, FAI PUREEEEEEE, e ... miracolo!! puff, pant, coff coff, ha fatto, fiuuuuu!! Lista preferiti, apposto. Argh.
E mettendoci pure i due giorni passati a caricare la musica sul nuovo ipod, mini mini e bellissimo, color grafite e di ultimissima generazione, ma che non ne voleva assolutamente sapere di caricarsi una beneamata fatazza, ecco che i giorni dal 29 novembre al 2 dicembre sono stati un incubo tecnologico veramente inquietante. E mo' basta con la tecnologia per un bel po'. Datemi un paio di torte che è meglio! Oh!

Burp!! .... Sgorgata!

Ecco, ecco, mi sono sgorgata. Ebbene si, c'era stato un ingorgo, un tappo, un impedimento, troppe novità in troppo poco tempo: mi sono sfidanzata, mi sono fatta ricrescere le unghie, ero in attesa che si concretizzasse il nuovo lavoro e mi sono bloccata. Non riuscivo a vedere le cose con la solita ironia, o meglio, riuscivo a vederle ma non a scriverle. Scrivere è dono, è magica alchimia, farlo con la giusta leggerezza è miracolo, farlo con leggerezza ed ironia è qualcosa che viene dal profondo e se il profondo è ingorgato, non viene affatto. Ma ora, ecco ora mi sono sgorgata, il nuovo lavoro è arrivato, ho firmato il nuovo contratto e sono contenta. E posso scrivere. Però mi sono appuntata i titoli dei post che voglio scrivere, perchè voglio comunque raccontarvi un mese di dicembre ricco di eventi buffi, di viaggi e storie, di risate e di attese.
E poi finalmente il nuovo contratto, sono transitata alla più grande società italiana di consulenza alla pubblica amministrazione e anche se il mio futuro è tutto sommato sempre più dietro le mie spalle, posso tirare un respiro di sollievo e pensare che per un po', se mi impegno e studio un pochino, posso essere più tranquilla. E avanti a tutta forza!!!

lunedì 11 gennaio 2010

La vera maestra


Sono giunto alla conclusione che l'unica vera maestra per l'umanità sia la storia. Lo è nella misura in cui si voglia imparare, ovviamente. Ricordare la storia significa infatti fare esperienza, e tutte le scienze (almeno quelle empiriche) si basano sulle testimonianze pratiche e sul tramandare i loro risultati.

Purtuttavia devo riconoscere che l'umanità tutta non riesce a mettere a frutto la memoria del suo passato con la stessa abilità con cui riesce a sviluppare nuove tecniche. Arriviamo continuamente a mordere la nostra coda, per quanto corto sia il coccige che ne è testimonianza antica. Per dirlo meno aulicamente, ci sappiamo dare proprio bene i morsi sul c**o. Lo facciamo tutti i giorni, con le guerre, divulgando l'odio per il diverso, scadendo in tristi percorsi ignoranti di qualsiasi passato culturale.

E ecco quindi che il progresso scientifico batte di gran lunga il progresso della società, se si va a verificare il numero di volte in cui si ricade negli stessi viziosi errori. Ho visto un film stasera, ispirato a una storia vera, su una maestra americana che è riuscita con i suoi studenti, a creare un gruppo forte che ha salvato questi ragazzi difficili. Contro le attese di tutti, molti di loro ce l'hanno fatta a diventare adulti. Il punto importante, tralasciando la qualità del film a momenti un pò mieloso, è che la storia insegna, ma storia non coincide con tradizione. La storia la hanno fatta le novità: chi si ricorda gli eventi di centinaia di anni di Medioevo, il periodo in cui le tradizioni più si sono conservate immutate? Tutti però attribuiscono un valore a altri momenti di rottura, come la Rivoluzione Francese o quella Industriale. Sono momenti in cui nelle idee o nelle tecniche, l'insegnamento storico, si è trasformato in novità.

Confusamente, nella mia testa, emerge la sensazione che stiamo vivendo una nuova epoca profondamente silenziosa e cupa, dove non nascono innovazioni che scuotano. Certo, gli eventi si giudicano a posteriori, ma come esprimere lo sgomento di fronte al vuoto pneumatico che si rispecchia nella mancanza di movimenti che seguano delle idee? E' il benessere economico una linea guida? Mi sta bene, ma perchè sembra che invece di sentirsi entusiasmati nella sua ricerca, si viva schiacciati dalla triste quotidianità?

E questo è solo un esempio. Forse bisogna volgere anche la testa indietro per riconoscere quello che c'è stato e capire cosa ci manca davvero: imparare da una vecchia, vecchissima maestra, purtuttavia giovane, come ogni minuto che viviamo...

giovedì 7 gennaio 2010

Casi/cosi curiosi.


Stasera ho conosciuto la mia nuova vicina di casa e il di lei adolescente figlio. Credo siano svizzeri, ma non ci giurerei perchè trovare uno svizzero in Helvetia è come incontrare Babbo Natale (noto alcolista) che non beve per dimenticare i suoi problemi: un caso raro...

Essi hanno preso l'appartamento che mi "dirimpetta" e si sono sistemati da pochi giorni. Li avevo già incontrati ieri, e onestamente non mi avevano colpito tanto favorevolmente. Lei sorridente ma con sguardo fisso, lui giovinastro che con indosso dei sandali con calzini che a -3° faceva una certa impressione. Ovviamente ci si sono trasferiti per risparmiare, visto che prima vivevano in un altro appartamento che dopo la ristrutturazione del Maniero è diventato extra lusso...

Oggi bussa il campanello e io vado a aprire. Come al solito lo faccio con cautela perchè mi sembra impossibile che qualcuno cerchi proprio me. C'è lei che vorrebbe conoscere il nome dei miei ex vicini visto che deve attivare il telefono. Risaliamo a questo nome, e poi mi offro volontario nel dare una mano ove necessario. Lei mi spiega che il televisore non funziona (devo avercelo scritto in faccia che ho preso la laurea con i punti Dixan e che invece la scuola radio elettra la ho fondata io). Entro in casa per trovarmi di fronte a un ottimo Samsung di n-pollici. Affascinato certo di accenderlo e vengo frustrato dal suo muto silenzio assenso. Giro dietro al mammuttone scoprendo che il cavo della corrente è staccato. Magia. E lux televisori fuit!

Me ne vado di soppiatto, lasciandoli a ammirare la loro macchina stupiti della mia straordinaria perizia. Sembrano essere dei casi curiosi. in qualche modo rassicuranti e tranquilli: verificheremo!

mercoledì 6 gennaio 2010

Dall' e dall' si spertusea pur o' tarallo...


Questo detto, invenzione di un amico, non ha senso ovviamente: un tarallo è (o dovrebbe essere) già "spertusato" (che per i non addentro viene da "pertugio", quindi buco, quindi bucare...).

Ma voglio raccontare una cosa che almeno ha attinenza con il "Dall e dall". Come sapete, dal mio primo mese in Svizzera, partecipo attivamente a un corso di tedesco. Con il tempo è diventata anche una cosa spassosa: fioccano le battute e l'apprendimento procede, pur con la fatica di una lingua che con l'italiano ha una somiglianza e una parentela lontana. Tutto sommato, cinicamente, mi domando perchè il latino sia morto e il tedesco invece no: della sua mancanza, non avrei avuto a soffrire. Della mancanza dei tedeschi forse sì, perchè tutto sommato apprezzo la maggior parte di quelli che conosco. In fondo la Germania è una nazione grande e molto diversa, e l'assimilazione delle persone a dei tratti comuni è molto difficile.

Qualche mese fa, orgogliosamente, superai l'esame di livello A2 (la schifezza della schifezza), con il miglior risultato. Fu una sorpresa per tutti, soprattutto per me. Ancora sospetto che ci sia stato un grave errore di correzione da parte della mia Lehrerin, ma la carta è rimasta a cantare! A distanza di tempo, mi rendo fortunatamente conto che capire la lingua nell'uso comune è diventato possibile. Parlare di facezie o di argomenti spiccioli non mi mette più in ansia. Interloquire su argomenti tecnici e massimi sistemi è ancora una impossibile barriera, ma con tutto il rispetto per colleghi e amici, entrambe le cose non sono proprio all'ordine del giorno.

Il mio cervello, goccia a goccia, si sta clamorosamente scavando. Se parlo con italiani o se devo imprecare seriamente, parto con la madrelingua. Se sono in ambiente internazionale. l'inglese mi calza come un guanto più grande solo di una mezza taglia. Per tutte le altre lingue parlate nel mondo, per inconscia associazione di idee, me ne esco in tedesco. Tra un "entschuldigung" e un "danke", passando per un "bitte", mi sembra logico che tutti debbano capirmi. Le sinapsi stanno però creando evidentemente delle tortuose strade in cui i corto circuiti non mancano se per me l'aeroporto di Zurigo è e resta in qualsiasi condizione "Zürich Flughafen"!

C'è ancora speranza per me: ho incontrato una ragazza proveniente dalla Sicilia ieri in treno che vive qui da 18 anni. Parla tedesco, ma mi ha detto che non lo ha in realtà mai imparato bene perchè non le piace. Neanche io lo adoro, ma i chiari cedimenti mi rendono un candidato alla poltrona di meticcio linguistico nel prossimo futuro...

E allora, dall' e dall' si spertusea pur o' tarallo...

lunedì 4 gennaio 2010

Il momento di ripensare...


Ho lasciato passare queste vacanze in un modo un pò anomalo rispetto al mio passato e anche rispetto alla mia natura supercomunicativa. E' accaduto senza una intenzione particolare. Però è accaduto, e quel certo Sig. Sigmund Freud affermerebbe certamente che un significato per questa cosa c'è. Probabilmente lui ci metterebbe dentro cose sessuali e rapporti difficili con se stessi e con i parenti, ma rimanendo sul piano di quello che invece io so, non mi accosterei a queste cose...

Capita in realtà che ci siano i fattori pregressi che ti influenzano. Venivo da un periodo di forte stress per il mio esilio dal Maniero e per i litigi post-recupero. Capita poi che a Napoli io sia stato tra novembre e dicembre più di un mese e che non ci sia più abituato. E infine c'è il problema che tutti gli altri non hanno più la percezione che tu possa esserci quando da due anni non ci sei più... In questo senso, la mia vita effettivamente non è più qui. Sorprendentemente non lo è, e in maniera attesa non lo è.

La constatazione di questo potrebbe essere triste e amara, ma in fondo è anche un pò un successo pensare di avere generato qualcosa di nuovo altrove. Ricordo alcuni post scritti all'inizio del mio percorso non napoletano nei quali speravo che questo accadesse, e ora sarebbe ipocrita rimpiangerlo. Che le persone mi manchino è normale e più che giustificato. Che io manchi solo ad alcuni lo è altrettanto. E' il solito frullato di vita che ci servono ad ogni momento di ripensamento.

Sì. Lo è ancora una volta in questa arteteca che non so dove mi condurrà, ma che ogni giorno mi assale più o meno intensamente...

In ogni caso sono contento di essere stato ancora una volta qui, nella Napoli dei miei ricordi e che mi ha fatto così come sono. Stare con la mia famiglia è la miglior medicina per una serie delle mie inquietudini, e le decine e decine di ore di sonno messe in serbatoio non saranno perse facilmente. Il controllo della mia ipocondria è migliorato: l'esercizio può fare miracoli.

E ora ripensare e progettare. Senza magoni nello stomaco. ma con una sensazione di poter fare che guidi le scelte e le decisioni. Buon proposito di inizio anno? Anche. Ma soprattutto una idea per non lasciar passare il tempo senza tentare di rallentare i suoi grani che cadono nella clessidra come istanti privi di peso...

sabato 2 gennaio 2010

Capodanno fuit (o fujt!): Capodanno 2011


E' andato Capodanno. Senza troppo pensarci fino all'ultima mezz'ora. Si stanno concludendo le feste. Accade ogni anno, e quindi meglio farsene una ragione...

Sì, Capodanno fuit, alla latina. Ma anche Capodanno fujt' alla napoletana. E' una festa strana, in cui ci si sente un pò forzati all'eccesso o anche al festeggiamento semplice ma rigoroso. Non combatto questa "tradizione" mobile, che ogni anno si arricchisce di altre sfumature possibili, eppure ne resto ogni volta sorpreso. Si sa da un anno che si DEVE festeggiare e fare qualcosa, ma rigorosamente tutti decidono all'ultimo minuto tenendosi aperte tutte le strade. In pochi dicono un sì convinto fino alla sera stessa. La maggior parte spera che nell'ultimo colpo di coda dell'anno che si chiude e nei primi vagiti di quello che si apre, la sorte organizzi qualcosa di meravigliosamente memorabile oppure di ignominiosamente dimenticabile. Nella maggior parte dei casi, alla fine, si esce con un "però siamo stati bene", che significa un "ni" poco convinto.

Nella mia esperienza, le cose migliori che ho fatto sono avvenute o quando ci si è aggregati dietro una idea di divertimento che includesse di fatto il piacere di stare insieme, o quando c'era una tradizione da mantenere che una volta all'anno metteva di buon umore. Ma siccome io sono anche uno che si accontenta facilmente di dove è e di quello che succede, anche solo potenzialmente, i miei capodanni non sono mai stati del tutto spiacevoli...

Ora però mi sembra il caso di essere propositivi e di lanciare iniziative per il prossimo Capodanno. Ci sono di mezzo 364 giorni e si può a tempo perso pensare a qualcosa. Mi stuzzica l'idea di un gruppo su Facebook... Siccome sono convinto che sono le idee a fare il mondo e solo da esse scaturiscano azioni degne di nota, penserò a sprazzi, senza impegno, ma ne tirerò fuori una, prima o poi...

Siateci! :-)

P.S.: Buon Decennio!

mercoledì 30 dicembre 2009

Happy Years


Ricevo gli auguri per le feste ogni anno da persone che non vedo da lungo tempo. Mi fanno sempre piacere, perchè sono certo che la maggior parte di loro sono sinceri nel ricordarsi di me con gentilezza.

Io sono molto meno costante oggi di prima. Le persone che non vedo/sento frequentemente per ragioni varie faccio fatica a ricontattarle. Altre hanno con me un tale legame di interessi e esperienze che non ci penso neanche a mandare un messaggio o a fare una telefonata ed è già avvenuto, indipendentemente da tutte le condizioni a contorno. Fondamentalmente sono quelli che mi mancano.

Però nel complesso, in quella memoria ancora non smagnetizzata che mi ritrovo, c'è posto per tanti, a volte per troppi, che lo sappiano o no.

A tutti dedico questo post. Molti non lo leggeranno, ma conta poco. Nella mia testa e un pò nel mio cuore, per infiniti diversi motivi, ci sono tanti che non verranno mai a conoscenza di esserci. Faccio gli auguri di Buoni Anni a venire, dove le paure, le incertezze e i dolori possano essere il meno possibile compagni di viaggio...

Al prossimo incontro, nei futuri e presenti Happy Years.

martedì 29 dicembre 2009

L'età delle brutte notizie...


E' iniziata l'età delle brutte notizie. Forse non si può dire che sia iniziata oggi o ieri... Diciamo che le brutte notizie ci sono sempre state ma prima erano meno frequenti e anche filtrate dai genitori. L'età dell'incoscienza, se mai è esistita, essendo incosciente, non ha lasciato neanche un ricordo di sè e del suo silenzioso trascorrere...

Ovviamente non parlo di brutte notizie del tenore: "si è rotto un vaso". Bensì di quelle irreparabili o di quelle recuperabili, ma con speranza, devozione e sofferenza... Insomma le cose della vita e della morte.

Ora che scrivo, la constatazione delle cose viste e la loro somma è spiacevole e dolorosa. E' anche un punto di partenza però per affrontare ancora una volta la fine di un anno e l'inizio di uno nuovo. Io e i miei più o meno coetanei, siamo cresciuti ormai da un pò e dobbiamo necessariamente fronteggiare una serie di cose di cui abbiamo avuto finora, per la maggior parte dei casi per fortuna, poca conoscenza. Malattie e sofferenza, problemi personali, dolori dell'animo e del corpo. Sembrava tutto distante, ma poi in qualche misura tutti abbiamo iniziato a esserne toccati, e nessuna protezione è stata lì a difenderci.

Non credo che la sofferenza ci renda migliori. Credo che un pò ci cambi, ma non tutti in meglio. In ogni caso credo che ricevere (per non parlare di portare) brutte notizie sia un momento di profondo smarrimento delle nostre certezze. E' veramente frustrante sapere di non sapere come si reagirà. E' veramente triste, in molti casi ma fortunatamente non sempre, sapere di non poter essere d'aiuto e di non poter contribuire con rimedi.

Molti direbbero che è la vita che è così. Potrei essere d'accordo, ma potrei anche rifiutare l'idea che il flusso degli accadimenti debba essere costellato dai punti oscuri. In entrambi i casi, non sortirei nessun effetto benefico. Penso però che alle soglie del 2010, sia bene guardare avanti con fiducia e occhi aperti. Godendo della gioia e del benessere che si ha, perchè se brutte notizie arrivassero, si potesse poi ricominciare...

venerdì 25 dicembre 2009

E un tempo c'erano le e-mail

Avete notato che quest'anno le e-mail con gli auguri di Natale si sono drasticamente ridotte? Potenza di quel'internet capace di fagocitare se stessa, Facebook, Twitter e gli altri social network danno modo di comunicare con quella che si considera la propria comunità in modo veloce e immediato. E poi chi avrà letto e chi no, ha poca importanza!

Devo anche ammettere che non sono mai stato un fan della mail-catena di auguri, specialmente quando c'era una diffusione inopinata dell'indirizzo privato. Purtuttavia, l'impersonale broadcasting senza filtro é anch'esso "quick and dirty".

E se l'e-mail resta sistema principe per la comunicazione professionale per il suo rigoroso controllo su destinatari e valore legale di recapito, il suo fascino come rimpiazzo della lettera cartacea sta svanendo. É il destino delle generazioni. Accadrà anche per Facebook, forse presto, forse prima...

Note per Viaggiatori Occasionali...

Questo blog attualmente non contiene pubblicità esplicita e se ce ne è di occulta non lo sappiamo neanche noi che siamo gli autori... Per il copyright, esso è di chiunque lo reclami e possa dimostrare che le sue pretese hanno un minimo fondo di verità. Se inavvertitamente qualcosa coperto da proprietà intellettuali varie è stato usato, vi preghiamo di segnalarcelo, perchè provvederemo a riparare alla disattenzione che nessun vantaggio economico e morale ci porterà...

Capotreno e Viaggiatori