domenica 12 settembre 2010

U2 - Data 1 - Zurigo


Ebbene la prima data è felicemente passata ieri sera. Atmosfera completamente diversa da quella di Torino. Nessuna coda chilometrica all'apertura cancelli. Nessuna pazza corsa e rincorsa verso l'agognato posto avanti. Arrivo smooth, ingresso più smooth. Seduti nell'attesa del momento in cui il gruppo spalla ha iniziato a suonare. Pensate che sono riuscito anche a andare e tornare dal bagno in 10 minuti quando le prime note dei One Republic sono partite nel cielo azzurro di Zurigo...

Poi gli U2. Sono arrivati silenziosi come sempre, pronti a scatenare una popolazione notoriamente non entusiasta. Ce l'hanno messa tutta, specialmente all'inizio con una serie di pezzi che avrebbero messo in moto una macchina senza la batteria... E la maggior parte del pubblico si è fatta trascinare... Certo con le dovute eccezioni. Tipo quella che mi ha guardato in tutti i modi mentre urlavo alla disperata e alzavo le braccia... Inorridita forse dal fatto che non fossi più fresco di doccia, ha ritenuto che la sua occhiata potesse influire in qualche modo sulla mia decisione sbattermi come un uovo in un Bimbi! Ma come Bono ha avuto modo di dire: "...also Swiss people can go crazy..."...

Ma soprattutto è stata una bella serata di casino in compagnia... E' stata una serata di festa con un bel gruppo di amici che si è fatto conquistare dalla musica, dallo show e dalla possibilità di trascorrere delle ore insieme senza i freni della vita quotidiana. Ed è stato ancora una volta spettacolo vero. Quello spettacolo che gli U2 sono rimasti in grado di fornire con una concreta musica oltre che con gli effetti speciali e le danze di corpi seminudi proposte da tanti altri.

Oggi andiamo ancora. Andremo probabilmente più avanti. Ma questo non è il punto nodale. Perchè ovunque tu sia, la sensazione è talmente forte che ne sei parte... E resta con te...

martedì 7 settembre 2010

La sindrome di Yoda

In estate e a Natale vengono ciclicamente riproposti i 6 film della saga di Guerre Stellari. Generalmente i film vanno in ordine di uscita, non in ordine storico. Ecco perché soffro un pò l'attesa di vedere il mio personaggio preferito, ovvero il piccolo maestro verde Yoda. La ricompensa nella prima trilogia é limitata, ma nei secondi tre film c'é molto di più. Yoda appare e domina la scena. Un brivido é vedere la spada laser volare verso la mano e i combattimenti velocissimi.
Ma tutto ciò meriterebbe un altro post. Qui parlo della mia sindrome di essere un pò come il Maestro. Piccolo e con grandi occhi inquisitori aperti sul mondo e chiusi su se stesso, ma straordinariamente forte. Dove la forza non é l'inutile brutale scontro fisico, quanto la possibilità di vedere oltre le apparenze gli altri per capire, al limite prevedere. É la saggezza a guidare le scelte, la pazienza della riflessione a stendere luce. Non é semplicemente l'età a fare del maestro un capo indiscusso, quanto la sua moralità, l'esempio che con le idee e la filosofia applicata costantemente nella vita e nelle scelte egli sa dare. E i suoi grandi occhi scrutano lontano.
É quella di Lucas una saga di fantascienza un pò impiastricciata di retorica, ma Yoda mi ha sempre lasciato il sogno di essere migliore. La rivincita di tutti noi piccoletti, non magnifici esemplari umani, ma con presunzione, straordinari animi...

domenica 5 settembre 2010

Canzoni da esportazione


Nel marasma di una giornata molto lunga tra hiking, auto e bar, mi sono ritrovato nell'ormai consolidato ambiente internazionale. E ho iniziato un accidentato percorso nella musica italiana all'estero, scoprendo gli orrori esportati e le loro conseguenze nefaste.

In particolare, in Sud America, pare che "Maledetta primavera" della Goggi, sia una canzone ricordata e abusata. "La maldita primavera" è nelle orecchie di tutti infatti come ricordo giovanile, e ancora non si può dimenticare la quasi centenaria "Volare"... Traduzioni pedisseque come quella del duetto di Baldi e Alotta (a stento ce li ricordiamo), di "Non Amarmi", che basta accennare e poi spazio al Juke Box!

Come previsto e noto, ad oggi, Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Nek hanno risonanza. L'amore per le loro opere somme tradotte ma non ri-arrangiate, impera... Storia a parte quella di Tiziano Ferro. Aveva raggiunto grande seguito in Messico, ma a "Che tempo che fa", andò a dire che le donne messicane sono piuttosto brutte, tutte basse e baffute... Siccome il suo gruppo d'ascolto di riferimento era costituito dalle giovinotte locali e la parte maschile come sempre era un contorno di compiacenza, non ha venduto più una nota in Messico grazie alla globalizzazione. La sua immagine è probabilmente alla polizia messicana tra ricercati pericolosi per la pesante accusa di distruzione della vita familiare. Immaginate quante donne siano andate dal marito/fidanzato o quant'altro per essere confortate almeno 50000 volte che la cosa non fosse vera. Chi non abbia risposto in modo sufficientemente chiaro e deciso, probabilmente riposa in pace...

Ma nel complesso, se guardiamo biecamente alle sole vendite, ci piacciono le stesse cose. Ecco perchè forse andare in Sud America non è così difficile né spiacevole per noi italiani: accomunati sulle note di "Marco se ne è andato e no ritorna più..."....

giovedì 2 settembre 2010

Pulire una città: l'ultima frontiera della Svizzera evoluta.

Qui in Svizzera, durante la miserrima estate, si fanno le feste all'aperto che coinvolgono le intere città. Le dimensioni stile villaggio dei maggiori centri, li rendono adatti a momenti comunitari, e l'organizzazione rende possibile triplicare per un paio di sere la popolazione di Zurigo con divertimento nonché beneficio economico di tutti...
Però ci dovrebbe essere anche qualche scotto da pagare. Ad esempio, quanti sono quelli che lasceranno cadere la bottiglia o la lattina per terra e non avranno la forza di chinarsi a raccoglierla perché il contenuto ha già fatto il suo effetto? Molti, lo garantisco... Ed ecco l'idea magnifica: facciamo pagare la bottiglia uno sproposito, ma se ce la restituiscono, ridiamo indietro un bel pezzetto della spesa. Ed ecco che tutti, colpiti nel portafoglio invece che nell'anima, vanno religiosamente a riportare le bottiglie vuote, finanche in stato di evidente ebbrezza. Perché qui in Svizzera ne ferisce di sicuro più il portafogli della spada. C'é addirittura chi riporta bottiglie raccolte per terra perché ha perso la sua, ed ecco che la città la puliscono i cittadini, e la spesa decresce. In barba al detto che lo sparagno non é mai guadagno, il non sovraccaricare i netturbini é una buona retribuzione per l'amministrazione comunale...

martedì 31 agosto 2010

Test vocazionali


Intervistano Umberto Veronesi. Uomo sempre straordinariamente lucido, anche forse perchè un pò troppo sistematicamente abbronzato, va a commentare i test di accesso a medicina.

Domanda: domani ci sono i test di medicina, che ne pensa?

Veronesi: non sono adeguati perchè sono test di cultura generale e invece dovrebbero essere dei test vocazionali...

Bene. Potrei essere d'accordo. Lo sarei perchè io feci dei test a ingegneria che non servivano per l'accesso, ma dovevano dare una valutazione delle potenzialità. Avendola finita erano test validi, ma nel tempo mi sono domandato se avrei potuto scegliere altre direzioni senza avere a soffrirne. La medicina è una di queste strade inesplorate, per cui la vocazione forse l'avrei anche avuta, ma da cui sarei stato anche spaventato. Il punto è come si reagisce se si scopre di non avere la vocazione? E soprattutto, come si individuano le caratteristiche di uno che la vocazione ce l'ha?

Sentirsi chiamati a qualcosa. Ecco una definizione buona di questa ricerca di una strada cui devolvere la nostra esistenza intera. Ebbene, siccome trattasi di sentimento e non di puro calcolo razionale, ecco che una serie di domande che esula comunque dal vissuto vero, è uno strumento del tutto inefficace a far comprendere se ci siano o meno i presupposti per riuscire in quello che è un sogno... La vocazione è un fatto personale, per la Chiesa tra i chiamati e Dio, per noialtri tra una speranza e la realtà... E allora le motivazioni per ognuno sono diverse. Possono non essere quelle giuste, ma perchè gli altri devono poter avere il diritto di impedirci di vivere un momento di potenziale felicità o soddisfazione? Ci pensa già la vita di tutti i giorni a provare a disilluderci...

E allora io penso non a test vocazionali, ma a test sentimentali... Provare e ricominciare nuove cose senza scoraggiarsi e senza rimorsi, meglio che rinunciare perchè qualcuno ha detto che non se la sentivamo: come faceva a saperlo lui?

lunedì 30 agosto 2010

La lavatrice perfetta

Tra le mie poche o tante piccole manie, c'é il problema lavatrice. Essendo uscito dalla casa di famiglia dove Mamma ha sempre dominato i lavori casalinghi, il dilemma sul come ottenere una lavatrice perfetta si é presentato solo di recente.
Quello a cui tendo in un anelito di immenso é la condizione di fare la lavatrice esattamente al momento giusto quando il ciclo dei panni é completo... Non un solo calzino né una chiara o scura mutanda dovrebbero rimanere nella cesta dello sporco. Ma per ottenere ciò dovrei scendere in ascensore al piano lavatrice nudo e scalzo. Inoltre nella stessa tenuta dovrei stare fino ad andare a letto perché il ciclo possa iniziare in ritardo... Aggiungerei a questo che non dovrei lasciare niente in giro penzoloni sulle sedie, e questo sarebbe un altro obiettivo difficile...
Quello che in realtà mi lascia frustrato é l'impossibilità di poter gettare tutto insieme nel cestello. A meno di vestire tutto nero o tutto bianco, il rischio nuance sarebbe elevatissimo. Per non parlare di rosso, blu o verde forte, che mi metterebbero in alto in una classifica della originalità, ma molto in basso in quella del buon gusto!
E quindi non é la pigra frustrazione di dover lavare i panni quanto quella di non poterlo fare perfettamente... Mi contattasse prego chi trovasse una soluzione: gli potrei solo chiedere una dimostrazione...

domenica 29 agosto 2010

Cambio faccia...

Il blog ha cambiato faccia in pochi colpi di clic e dopo un pò più di tre anni. Era da tempo che desideravo dargli una piccola novità. Non è uno stravolgerlo, ma mi sembra che sia interessante provare l'effetto di colori e di riposizionamenti.

Mi ci vorrà magari un pò per abituarmici. Forse anche a chi legge, che potrà magari dirmi la sua impressione in proposito. Ma la domanda di base, cui non ho saputo trovare una risposta adeguata, è perchè no?

Di questa domanda ho fatto uso più e più volte nella mia vita, anche per decisioni importanti. Se le risposte sono pigrizia, rinuncia, presunta impossibilità creata ad arte, allora no, non ha senso non fare il cambiamento.

In questo periodo mi sto chiedendo sempre più spesso "perchè no?", e sempre più di frequente le risposte sono avvilenti e giungono alla estrema risposta che siamo fatti così e non è possibile cambiare! Beh, non è il caso di adagiarsi sul comodo divano della impossibilità. Bisogna guardare avanti al tempo lungo o breve che abbiamo e "fare, non provare!", nello stile del Maestro Yoda e nella speranza...

La mia auto ha 240 cavalli. Può andare a 230-240 all'ora solo schiacciando bene il pedale. Ma in Svizzera questo non è possibile. Tuttavia è la consapevolezza di poterlo fare che dà la soddisfazione. Il sentire che ci sono cose che possiamo avere anche se non le abbiamo ora ci manda avanti meglio. Ed è per questo che io sogno, tramite film, amici, donne e quant'altro mi giro intorno a guardare, che le cose succedano. Ma per tutto ciò, è importante non avere risposta ad un perchè no...

Salve nuova faccia di Viaggia in Treno!

Doppio fischio!!!

Nuove serie, vecchie idee: Heroes


Sto iniziando la visione di Heroes. La mia Telefilmmania mi porta a esulare dal campo medico del compianto ER, dell'irrazionale Dr. House, dei soap-film Grey's Anatomy e Private Practice per nuove esplorazioni.

La prima puntata è notevole per un ex lettore di fumetti. E il riferimento a X-Men lo fanno anche gli autori: non avrebbe avuto senso evitarlo, visto che i mutanti hanno ispirato tante di quelle cose da essere indimenticabili... Con quella tensione drammatica di un incipit ben riuscito, ecco che parte una sequela di connessioni di cui la vera scuola è stata Lost. Troppo complicato per me quest'ultimo: dopo le prime 3 puntate, sono stato io quello "Perso" e recuperare è stato impossibile. D'altronde è tessere il filo della storia che rende una serie di successo. Dopo il primo momento in cui è l'idea a stupirci e intrigarci, deve essere quella normale o sub-normale interazione di uomini e donne a conquistarci. Ne è un chiaro esempio ER, la mia favorita. Dopo i primi 20-30 squartamenti e le prime 100 defibrillazioni che hanno avuto un arco temporale di 3-4 puntate, per sopravvivere 15 anni, è stato necessario sparare storie d'amore a ripetizione finite male e bene e fare in modo di romanzare la vita. Alternativa meno piacevole e tutto sommato anche piuttosto dolorosa per i fan, sono state le scomparse tragiche, tra morti ammazzati e per malattia, credo che un pò tutti i telefilm citati abbiano sterminato una marea di innocenti dottori. Non si capisce di fatto chi possa arrivare alla vecchiaia senza almeno subire un incidente grave, e lavorare in ospedale sembra da questo punto di vista molto pericoloso. Un disastro per le assicurazioni sulla vita che dovrebbero essere rifiutate di fatto a tutti i dottori!

Ebbene Heroes mi promette bene. Mi ci lancerò con la solita curiosità nella mia operazione sciacqua cervello necessaria a intervalli rapidi per continuare a vivere la vita di tutti i giorni...

sabato 28 agosto 2010

Spam Invaders


Su più o meno tutte le caselle di posta elettronica che ho sulla rete, è attivo un filtro anti-spam. Lo è da qualche anno, da quando in rete dei buontemponi e dei criminali, hanno deciso che era il caso di colonizzare tutto il mondo elettronico conosciuto nel modo più semplice e più random possibile.

Lo spam è generalmente riconoscibile a occhio nudo: se guardo la cartellina del mio account Gmail (uno dei filtri migliori, devo ammetterlo...) tra le mille offerte di migliorare le mie prestazioni sessuali di presunti amici e amiche, l'altissima percentuale di presunte foto senza veli di personaggi famosi, il gioco online e le e-mail che mi sarei mandato da solo, spiccano le numerose e in aumento mail in cinese/giapponese. Solo per statistica di popolazione e per la cattiva fama nazionale, propenderei per la terra della Muraglia, ma come distinguere i caratteri non mi sovviene...

E' un fenomeno costante lo spam che nasconde una serie di insidie da non sottovalutare e che trascendono finanche l'immaginazione. Ma soprattutto è una vera invasione dello spazio personale. Il dover aggiungere ai nostri già complicati meccanismi interiori applicati di giorno in giorno, anche presidi telematici che ci permettano di porre un cuscinetto con l'impatto della rete è l'ennesima dimostrazione che su questo pianeta siamo diventati in tanti, forse troppi. Le nostre zone franche sono continuamente ridotte e perforate in forme impensabili da persone sconosciute e per questo anche inattese. Se qualcuno iniziasse a mettere ogni giorno una rivista porno nella vostra cassetta della posta, di cui tra l'altro il postino (gmail o gli altri) ha il diritto di avere sotto controllo, prima o poi i vicini potrebbero iniziare a pensare che qualche problemuccio nel rapporto coni vostri gingilli lo abbiate... Di più: c'è chi riceve la "sfida" di essere più bravo di chi lo spam spedisce e di catturarlo tutto. Non è facile coprire tutti i casi, e qualche e-mail, magari anche importante, sono sicuro vada persa. Recentemente mi è successo con un biglietto del treno molto innocuo che era finito nel cestino...

Ebbene che fare? Niente. Perchè l'esercito invisibile degli spammer e la moltitudine infinita di e-mail inutili è imbattibile con sani comportamenti, e tanto meno tecnicamente facile da contrastare. E' più semplice filtrare accuratamente che stanare la sorgente. Ma aspettiamoci presto che anche Facebook e le reti sociali inizino a essere intasate di milioni di oggetti inutili capaci di sfuggire al controllo. Insomma, in attesa della prossima invasione, è forse il caso che qualcuno pensi a costruire quella piccola scialuppa di salvataggio che sparando con l'autofire abbatteva gli alieni in arrivo...

mercoledì 25 agosto 2010

Il coraggio (ha) due mani

I detti popolari, proprio per la loro natura, hanno quel sapore di saggezza piuttosto inquietante. Si dice prendere il coraggio a due mani perché poi non sfugga. Mi viene da pensare però che anche il coraggio abbia 2 mani per reagire... E quando inizia a menare, potrebbe non essere saggio insistere...
La riflessione nasce dalle tante esperienze quotidiane: quante volte ci siamo fatti coraggio e siamo partiti a dire o fare cose che toccavano la nostra sfera della paura? Abbastanza io credo da sapere che non sempre é valsa la pena di farlo, e alcune di quelle sono rimaste memorabili batoste. Il temporeggiare del romano Cunctator é figlio di quella prudenza di chi aspetta e vede che succede per avere tutti gli elementi a disposizione.
Anche questa politica non sempre vale. I rimorsi ho sempre detto e pensato siano meglio dei rimpianti. Ma se guardo a quel misto di pratiche considerazioni ragionate e di inquietudine, che spesso mi pervade specialmente nelle relazioni umane, mi chiedo se si giunga sempre ad avere rimorsi o molto più spesso accettazione di se stessi e dei propri limiti...
E nel mezzo tra un giorno da leone del coraggio che si dimena come un capitone da cena della vigilia, i cento giorni da pecora che pure alla fine il cappotto di lana lo perde, restano i 50 giorni da orsacchiotto. Ci sarà pure un pò di letargo, ma la caccia al salmone e le leccate al miele alla Joghi non sono da buttar via...

Note per Viaggiatori Occasionali...

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Capotreno e Viaggiatori