Visualizzazione post con etichetta Curiosità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Curiosità. Mostra tutti i post

lunedì 27 febbraio 2012

Esibizionisti impiccioni...

Dopo l'evidente affermazione dei social network come nuovo elemento culturale, mi interessa capire i motivi che muovono masse enormi di persone a farne un uso continuo e al limite del maniacale.

In un primo momento mi aveva colpito l'aspetto tecnologico. Facebook come Twitter e gli altri, hanno avuto semaforo verde dall'evoluzione della rete. Ancor di più, gli smartphone, compreso quello da cui scrivo in questo momento, hanno favorito la crescita dei numeri e di conseguenza della presenza online. Ma tutto ciò è superficie. La tecnologia in questo caso è solo stata un veicolo di un'ascesa già segnata.

In effetti alla base di tutto e ridotto all'osso, io penso che le motivazioni dell'affermazione siano da ricondursi ai fattori esibizionismo e pettegolezzo. Il primo è il virus irrimediabile ereditato dai media del ventesimo secolo e dalla natura umana che tende a evolversi secondo modelli che passano per vincenti. Vogliamo che gli altri ci vedano, che sappiano che ci siamo, a confermare che il nostro effimero passaggio sulle lande lussureggianti o desolate del globo azzurro, è avvenuto davvero. Non c'è nulla di male, non c'è un giudizio morale in questo. È la realtà che si afferma con la produzione di informazioni assolutamente non necessarie, ma fondamentalmente comuni. Esse ci rendono un network di ipocondriaci, o di raffreddati cronici, o di innamorati speranzosi. Ci rendono un'umanità caduta nella stessa rete e strizzata in una vicinanza a volte asfissiante, ma di fatto calda e confortante.

E poi la curiosità e il pettegolezzo. Vanno insieme e non sono scindibili. Ci piace saperle quelle cose inutili di cui sopra. Farne a meno sarebbe mutilare il nostro spirito. Andare a rovistare nel vissuto degli altri, nella biancheria pulita e sporca di vicini e lontani, è un mestiere molto antico. Se le cose si semplificano nel modello della rete sociale, perché non farlo? Se gli altri non sono così avveduti dal filtrare la propria privacy, cosa ci proibisce di gettare un occhio in profondità recondite per sapere tutto e di più?

È indubitabile che andiamo nella direzione di un overload di informazioni da processare. Il nostro cervello sta perdendo alcune funzionalità e ne sta acquisendo altre. Studi dicono che con l'utilizzo massiccio della rete, riusciamo a concentrarci su un argomento molto raramente e per pochissimo tempo. D'altronde, sembriamo sapere molte più cose e avere accesso a archivi illimitati. Questo potrebbe stimolare processi evolutivi e scenari imprevedibili. E tutto poi perché siamo esibizionisti impiccioni...

domenica 22 febbraio 2009

La cameriera cinese

Venerdì sera sono andato a cena fuori con il mio amico Giapponese, in un ristorante cinese... Per certi versi, visti i rapporti non proprio idilliaci tra i due popoli, questa è una contraddizione forte. Però c'è anche da dire che culinariamente, il mio amico spazia parecchio e non ha preconcetti di sorta su qualsiasi cucina, pur ammettendo che per lui la migliore è sempre quella giapponese, dove il cibo è semplicemente "excellent".

Non era la prima volta che andavamo insieme in quel ristorante. Nome: "Il pesce sorridente", ovviamente in inglese, dal menu misto Thai/Cinese. E' un posto non particolarmente originale e nel solco di quegli stereotipi sulla cucina orientale che troviamo in tutta Europa. Però il cibo non è male, e si può spaziare notevolmente nel menu ricco di varianti... Insomma a me non dispiace e siccome è anche in centro città, mi sta bene poter tornare a casa presto...

E poi c'è questa cameriera cinese di età indefinibile, con la quale si intrattengono interessanti conversazioni e che si ricorda chiaramente del mio amico giapponese e sembra che di me si ricordi meno. Parla un inglese non trascurabile, e quando si conversa tra una portata e un'altra, il mio commensale sostiene e io devo confermare che si rivolga a me, ma vada nella sua direzione...

Una volta tanto non c'è una specifica componente di interesse, ma sono colpito dalla curiosità culturale di questa ragazza a cui evidentemente piace sapere le cose delle persone... Volendo la possiamo anche chiamare caperaggine, ma non la vedo come una cosa fine a se stessa. C'è in lei quella curiosità di cui ho parlato in un post recente, e spero che trovi anche nello studio o nel lavoro risposte alle sue domande...

Buon appetito...

lunedì 26 gennaio 2009

Interview...


Oggi ho fatto un colloquio ad uno studente per vedere se fosse adatto a fare un periodo di internship/stage in azienda da noi... Trattavasi di cinese, già in Svizzera da un anno e evidentemente appartenente a quella generazione rampante del nuovo trend...

Ebbene, devo dirlo, il ragazzo è stato veramente deludente... Prima di tutto, a questo incontro, si è presentato con mezz'ora di ritardo. Spero che abbia chiesto scusa al mio capo, perchè a me non ha detto una parola in merito... Inevitabilmente questo atteggiamento mi ha un pò insospettito, e ecco infatti che la sua prima frase è stata: beh io sono venuto perchè volevo conoscere l'azienda, ma in realtà l'internship la vado a fare da un'altra parte... Stavo già per alzarmi dalla sedia, ma sono stato vinto dalla curiosità di capire che cavolo ci fosse venuto a fare da noi e quanto tempo avesse intenzione di farci perdere... Tempo pagato, per carità, ma che proficuamente può essere organizzato diversamente per aumentare il tempo libero! Il tipo non sapeva neanche cosa producessimo, e secondo me non ha colto bene il significato delle parole "generazione di energia", visto che ha detto che lui desiderava progettare e sviluppare hardware...

Qualche possibilità di salvarsi da questa figuraccia penosa di visitatore in vacanza in casa di un ospite indaffarato, gliela ho anche concessa. Gli ho chiesto delle sue esperienze e mi ha detto poco o niente vendendosi come un piatto di riso alla cantonese fritto in olio guasto... Gli ho presentato quello che avremmo voluto che lui facesse per noi, e ecco che ha strabuzzato gli occhi e ha sorriso ebete ripetendo quello che era il suo obiettivo di vita: fare altro... Gli ho fatto capire che, pur lavorando per macchine grandissime ora, anche io prima facevo microelettronica, ma lui è andato vicino a chiedermi una lettera di referenze che non gli avrei mai scritto... Dopo meno di mezz'ora, d'accordo con il mio capo, lo abbiamo liquidato in stile "passata di mastrolindo". Per cortesia lo ho accompagnato alla porta, desideroso di liberarmi di lui al più presto...

Mi dispiace più per lui che per noi... In fondo si è automaticamente sigillato dietro le spalle una porta che noi avremmo potuto socchiudere... In più, visto come va il mercato dei semiconduttori, qualche alternativa con un pò di flessibilità sarebbe stato saggio lasciarla aperta... Ma era un giovane ragazzino, e la sua visione è quella che un tempo anche noi abbiamo avuto nella ricerca del nostro posto nel mondo... L'esperienza lo aiuterà in futuro, ma ho visto in lui qualcosa che mi ha intristito: mancanza di curiosità... Non una bella cosa per chi vuole fare il nostro mestiere, dove tutto serve e niente è indispensabile, ma di sicuro dove tutto torna!

Note per Viaggiatori Occasionali...

Questo blog attualmente non contiene pubblicità esplicita e se ce ne è di occulta non lo sappiamo neanche noi che siamo gli autori... Per il copyright, esso è di chiunque lo reclami e possa dimostrare che le sue pretese hanno un minimo fondo di verità. Se inavvertitamente qualcosa coperto da proprietà intellettuali varie è stato usato, vi preghiamo di segnalarcelo, perchè provvederemo a riparare alla disattenzione che nessun vantaggio economico e morale ci porterà...

Capotreno e Viaggiatori