
In una mattina come quella presente, in cui sono incastrato in casa da un tempo variabile tendente alla lacrimosità, è il caso, a una settimana dall'evento elettorale, di parlare di politica... Insopprimibile esigenza di aggiungere una voce in più al già nutrito coro di corbellerie? Oppure la possibilità di dire qualcosa da uomo della strada che mantiene un occhio distaccato su quello che succede nel paese natale? Quello che sia, questo post non ha un obiettivo ben definito...
Ho seguito a smozzichi e bocconi la campagna elettorale. Il motivo è un grande impegno lavorativo e la stanchezza. Ho tuttavia cercato di farmi un'idea dei perchè e delle possibilità che ognuno dei soggetti in ballo andavano proponendo. I telegiornali da questo punto di vista non sono stati un grosso aiuto: parlano con sensazionalismo di fatue polemiche che poco hanno a che fare con i programmi, e molto di più con i singoli individui della cui vita, in tutta coscienza, posso dire non dovrebbe interessare molto. E' la solita campagna delle "voci dal sen fuggite", cioè delle frasi a effetto senza consistenza pratica e piene di risvolti solo per pochi e sparuti personaggi...
Si ha un bel dire che ci sono state delle differenze in campo, ma io non ne sono stato colpito molto... Però una novità la ho trovata. Le facce non sono molto diverse, però una di queste facce ha provato a mutare almeno il metodo. E' stato il tanto buono Walter Weltroni, che dopo aver tutta la vita dovuto combattere con D'Alema per avere il suo spazio, e dopo aver fatto un bel lavoro di immagine come sindaco di Roma, ha fatto il duro, brutto e cattivo, almeno con i suoi. E' arrivato, neanche è "trasuto di secco e si è piazzato di chiatto", ma è proprio trasuto di chiatto, lasciando a piedi parecchie di quelle erose formazioni politiche che negli ultimi anni sempre si sono dimostrate legate alle poltrone, oppure dotate di un dissenso troppo forte per portare avanti un discorso comune con chiunque.
E' venuto e ha detto: truppe, armiamoci e partiamo... In questo, con tutta onestà, il suo one-man show, mi ha ricordato forse la triste per l'Italia "discesa in campo", ovviamente con altri mezzi e fortunatamente altre idee. Proporsi come leader e padre abbastanza padrone, nonostante un ostentato noi, ha voluto creare un riferimento. Questo potrebbe radicare un pò le persone, che in Italia, come un pò in tutto il mondo, restano affascinate dai personaggi che, bisogna vedere se a ragione o a torto, si creano un'aura prestigiosa... Ebbene, nonostante gli intermezzi folk degli altri "candidati premier", che in realtà hanno provato in tutti i modi a essere migliori attori non protagonisti, si è avuta la solita campagna elettorale di polemiche e scontri. Meno del solito si sono sentite corbellerie, solo perchè a nessuno conveniva distinguersi troppo dall'altro, lasciando a quel margine grigio di elettori dalle idee variabili, ancora la scelta di buttarsi all'ultimo minuto dove gli piace di più...
Io non sono proprio in quella fascia grigia. Ho sempre votato mancino, o almeno da quando ho avuto una idea che mi attraversasse il cervello, ho sempre ritrovato a sinistra qualcosa di molto più vicino alla mia sensibilità. Uguaglianza, possibilità per tutti, dialogo... Le ho sempre viste come degli ideali molto più significativi per i partiti che poi, chissà perchè, siedono nel lato sinistro del parlamento. Non sono mai stato un estremista, questo è certo: per mia natura mi piace pensare di riuscire a conciliare le necessità di tanti, e che sia possibile adattarsi a una serie di cose senza porre veti assoluti. Bene portare avanti dei principi, ma anche calarli in quello che è reale, è per me necessario, altrimenti non ci si approssima al meglio che il principio enunciato comporta, ma si dice solo che il meglio è fare così, foss'anche che il così non è pienamente realizzabile...
Pur non al 100% convinto dalle idee, sono stato favorevolmente impressionato dal fatto che il WW e il suo PD abbiano preso una partenza. E' arrivato e ha detto che andavano da soli, loro, e lo ha fatto (escludendo Di Pietro). Ha creato delle liste che sono meno nuove di quanto si possa credere, ma almeno, mettendo tutti sotto lo stesso ombrello per forza, suppone che in futuro, quelli che sono con lui ci restino, senza seguire le idee di un altro capetto rionale. I partiti meno definiti, e che dicendola tutta, non sono stati voluti perchè instabili, hanno iniziato la lotta del tutto contro tutti, con il risultato che non si capisce dove vorrebbero andare... Perderanno voti io credo...
E per l'Italia? Cosa significa per l'Italia? Significa che, come ho avuto modo di dire tante volte, bisogna credere che dietro l'angolo ci sia una novità, e che si resti piacevolmente sorpresi non più dalle cose che si dicono a vanvera, ma dalle cose che si fanno. Le chanches del PD non sono altissime, ma neanche uno zero. Il grigio che deciderà a simpatia, forse questa volta potrà evitare di credere che "Milano 4 delle Libertà" sia il bengodi dei balocchi. E per me è il caso di provarci, a pensare che una percentuale di quello che è stato detto venga a realizzarsi e che WW possa essere anch'egli un WWW 2.0...
Ho seguito a smozzichi e bocconi la campagna elettorale. Il motivo è un grande impegno lavorativo e la stanchezza. Ho tuttavia cercato di farmi un'idea dei perchè e delle possibilità che ognuno dei soggetti in ballo andavano proponendo. I telegiornali da questo punto di vista non sono stati un grosso aiuto: parlano con sensazionalismo di fatue polemiche che poco hanno a che fare con i programmi, e molto di più con i singoli individui della cui vita, in tutta coscienza, posso dire non dovrebbe interessare molto. E' la solita campagna delle "voci dal sen fuggite", cioè delle frasi a effetto senza consistenza pratica e piene di risvolti solo per pochi e sparuti personaggi...
Si ha un bel dire che ci sono state delle differenze in campo, ma io non ne sono stato colpito molto... Però una novità la ho trovata. Le facce non sono molto diverse, però una di queste facce ha provato a mutare almeno il metodo. E' stato il tanto buono Walter Weltroni, che dopo aver tutta la vita dovuto combattere con D'Alema per avere il suo spazio, e dopo aver fatto un bel lavoro di immagine come sindaco di Roma, ha fatto il duro, brutto e cattivo, almeno con i suoi. E' arrivato, neanche è "trasuto di secco e si è piazzato di chiatto", ma è proprio trasuto di chiatto, lasciando a piedi parecchie di quelle erose formazioni politiche che negli ultimi anni sempre si sono dimostrate legate alle poltrone, oppure dotate di un dissenso troppo forte per portare avanti un discorso comune con chiunque.
E' venuto e ha detto: truppe, armiamoci e partiamo... In questo, con tutta onestà, il suo one-man show, mi ha ricordato forse la triste per l'Italia "discesa in campo", ovviamente con altri mezzi e fortunatamente altre idee. Proporsi come leader e padre abbastanza padrone, nonostante un ostentato noi, ha voluto creare un riferimento. Questo potrebbe radicare un pò le persone, che in Italia, come un pò in tutto il mondo, restano affascinate dai personaggi che, bisogna vedere se a ragione o a torto, si creano un'aura prestigiosa... Ebbene, nonostante gli intermezzi folk degli altri "candidati premier", che in realtà hanno provato in tutti i modi a essere migliori attori non protagonisti, si è avuta la solita campagna elettorale di polemiche e scontri. Meno del solito si sono sentite corbellerie, solo perchè a nessuno conveniva distinguersi troppo dall'altro, lasciando a quel margine grigio di elettori dalle idee variabili, ancora la scelta di buttarsi all'ultimo minuto dove gli piace di più...
Io non sono proprio in quella fascia grigia. Ho sempre votato mancino, o almeno da quando ho avuto una idea che mi attraversasse il cervello, ho sempre ritrovato a sinistra qualcosa di molto più vicino alla mia sensibilità. Uguaglianza, possibilità per tutti, dialogo... Le ho sempre viste come degli ideali molto più significativi per i partiti che poi, chissà perchè, siedono nel lato sinistro del parlamento. Non sono mai stato un estremista, questo è certo: per mia natura mi piace pensare di riuscire a conciliare le necessità di tanti, e che sia possibile adattarsi a una serie di cose senza porre veti assoluti. Bene portare avanti dei principi, ma anche calarli in quello che è reale, è per me necessario, altrimenti non ci si approssima al meglio che il principio enunciato comporta, ma si dice solo che il meglio è fare così, foss'anche che il così non è pienamente realizzabile...
Pur non al 100% convinto dalle idee, sono stato favorevolmente impressionato dal fatto che il WW e il suo PD abbiano preso una partenza. E' arrivato e ha detto che andavano da soli, loro, e lo ha fatto (escludendo Di Pietro). Ha creato delle liste che sono meno nuove di quanto si possa credere, ma almeno, mettendo tutti sotto lo stesso ombrello per forza, suppone che in futuro, quelli che sono con lui ci restino, senza seguire le idee di un altro capetto rionale. I partiti meno definiti, e che dicendola tutta, non sono stati voluti perchè instabili, hanno iniziato la lotta del tutto contro tutti, con il risultato che non si capisce dove vorrebbero andare... Perderanno voti io credo...
E per l'Italia? Cosa significa per l'Italia? Significa che, come ho avuto modo di dire tante volte, bisogna credere che dietro l'angolo ci sia una novità, e che si resti piacevolmente sorpresi non più dalle cose che si dicono a vanvera, ma dalle cose che si fanno. Le chanches del PD non sono altissime, ma neanche uno zero. Il grigio che deciderà a simpatia, forse questa volta potrà evitare di credere che "Milano 4 delle Libertà" sia il bengodi dei balocchi. E per me è il caso di provarci, a pensare che una percentuale di quello che è stato detto venga a realizzarsi e che WW possa essere anch'egli un WWW 2.0...