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sabato 4 agosto 2012

L'inizio di un viaggio

Sempre un momento complicato la partenza. Logistica estrema, grandi attese, ansia da mezzo pubblico, desiderio che inizi misto alla tristezza di lasciare il nido caldo e la confortevole routine.

Ed è così che stamattina, mentre scrivo, sono in questa vuota e improbabile stazione Svizzera, con pochi compagni vivi che non cinguettino e abbiano le ali...

Sento lo stress di qualche mese senza periodi lunghi di ferie, in qualche modo calare a rendermi desideroso solo di un periodo di libertà e disintossicante. È un po' quello che vorrei da questa vacanza girovaga alla luce del sole lungo delle estati nordiche. È un po' un desiderio di girare i tacchi e tornare a casa mia e addormentarmi per una settimana dimentico di tanto, forse di tutto...

Ma tutte le sensazioni controverse che ci pervadono sono segno di uno stato di libertà. Il tempo delle pippe mentali. Il tempo di scrivere su questo blog e raccontare il mio viaggio per parole e immagini come un reporter di mezza tacca...

Il tempo per me sempre scandito dall'anno scolastico ben più che da quello solare, mi dice che è già trascorso un pezzo lungo dall'ultima volta che sono stato via per lungo tempo dalla terra di Heidi. È un momento di bilanci? Per certi versi sì. Ma è bene tenerli per me, per non correre il rischio di perderne il dolce sapore. Posso dire però che questa estate è nettamente diversa dalla scorsa in positivo. Periodo felice dal punto di vista personale e da quello professionale. La probabilità che tutto questo continui e che io stia bene, e che anche i miei cari lo stiano, sembra non trascurabile. Ma da bravo scaramantico scientifico, non lo dico troppo, perché anche se non è vero, la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo...

Non so se ho veramente dei lettori rimasti. Troppo poco il mio contributo di articoli di recente. Ma per coloro che vorranno, il mio viaggio sulle strade lo troveranno anche in queste pagine...

E ora, come sempre, fischio!!


sabato 28 luglio 2012

Qui e ora

Essere in un luogo dell'universo alternativo che ci circonda inconsapevolmente potrebbe essere sorprendentemente simile a essere dove siamo. Cosa ci dice che non ci siano altri noi, duplicati o completamente diversi esseri che attraversano altre peripezie e che pure vivono allegramente con il nostro stesso approccio? Non ce lo dice nessuno, vero, ma perché crederlo?


Il punto é fondamentalmente che ci sono momenti nella vita in cui non si riesce a porsi la domanda del "What if"? Siamo dove siamo e lo siamo proprio in quel momento specifico. E vorremmo essere da qualche altra parte? La mia risposta di oggi e delle ultime ore é un assolutamente definitivo no.


Vivo come mai prima la sensazione di aver fatto un viaggio sui miei vagoni per poi semplicemente scendere in una stazione dove prendere il treno su cui mi trovo ora. Tutte le certezze da rimettere in discussione per un appapagnato come il Capotreno sottoscritto, possono essere fonte di ansia e di paura. Ma la scelta consapevole di salire su una carrozza dove la porta é stata aperta fermamente e con un viaggio che non solo vale la pena, ma ogni giorno offre qualcosa di straordinariamente nuovo e intenso da vedere e vivere, ripaga di quel piccolo sacrificio della propria routine. Essere in viaggio è già una emozione straordinaria e immaginare di poter scegliere la propria destinazione è una sfida da vincere con le paure del caso.


Ricordando che i nostri viaggi ci fanno diventare noi e che solo chi percorre binari nuovi può scoprire la sua via, si scacciano le paure e ci si domanda se ci sia mai stato nient'altro per cui sia valsa la pena di vivere... E la risposta é forse sì. Ma oggi, si vive per questo viaggio. Senza se e senza ma...


E un fischio nuovo, delicato, e soffiato con un fischietto più condiviso, mette di nuovo in moto queste carrozze...

venerdì 13 novembre 2009

Ci siamo!


Sono pronto. Abbastanza pronto. Partire è un pò morire, diceva qualche canzone o qualcuno di illustre... Non ricordo... Secondo me però è anche a volte un pò rinascere. Sono passati 3 mesi dalla mia ultima visita a Napoli. 3 mesi di vita Svizzera, nella quale credo di aver stabilito delle cose importanti per me e per il mio futuro. Ho capito molto. Ho affrontato lo sfratto temporaneo. Mi sono confuso qualche volta su quello che volevo. Ebbene, ritorno a Napoli diverso, trovando credo tutto e tutti ancora una volta diversi.

Torno a Napoli anche in prossimità dell'ennesimo (con N=34) compleanno. Stranamente sono già sei mesi che dico di avere 34 anni, contro l'abitudine di non contare l'anno successivo fino al giorno del genetliaco. Sarà un segno del fatto di sentirsene di più? O solamente sto perdendo colpi con i numeri? Questo sì che sarebbe un dramma... In ogni caso, devo dire che ci sono, e che ci siamo. Mentre il mio treno personale, che non coincide perfettamente con Viaggia in Treno, resta occupato da alcuni viaggiatori con abbonamento illimitato, si allungano le ore di cammino percorse. Qualche manutenzione è stata fatta nel tempo, e mi sembra di essere ancora abbastanza in forma da poter fare della strada.

Prevedo una vacanza intensa. E le previsioni le sbaglio abbastanza di rado. La mia statistica sarebbe anche migliore se non ci si mettessero di mezzo le donne, per le quali nessuna previsione andrebbe fatta! Spero di incontrare un pò di persone, e spero di riposare, vedere e toccare di nuovo un pò della mia città. Spero anche di scansare l'influenza che sembra metta paura a mezza città. Ma per quello si può solo chiedere aiuto a S. Gennaro...

E quindi, aspettando miracoli mirabolanti, volo...

mercoledì 30 settembre 2009

La separazione dei Pooh - Metafora della vita


Arrivo probabilmente molto tardi con questo post. Ci arrivo tardi perchè tutto sommato non era una notizia così importante per me da poter essere immagazzinata finanche nella memoria a breve termine. Me ne scusino gli amanti dei Pooh o quelli che lo sono stati... Ci arrivo solo perchè quell'insulso Francesco Facchinetti, una volta DJ Francesco, mi è capitato per caso davanti in tv in un momento in cui i miei riflessi al telecomando erano un pò lenti, e con quel suo fare imbecille che lo rende almeno a me odioso, ha citato l'ultimo concerto dei Pooh. Sì, avevo letto qualcosa su blog amici, ma con scarso rispetto per la storia della musica, avevo aperto il filtro e lasciato passare la notizia senza tenerne niente...

In realtà, a ripensarci, i Pooh li conosco da moltissimi anni. Mio fratello, prima di darsi ad un altro genere di musica, li apprezzava e li portò in casa. E' stato coerente, devo dire, nello scegliere poi un'altra band di 4 elementi, ma questa è un'altra storia... Le loro canzoni le ho sentite per lungo tempo sui dischi in vinile. Poco sui CD. A parte l'affezione dovuta agli anni di gioventù, anche oggi i loro testi mi sembrano per la maggior parte troppo realistici e poco evocativi. Ma è una opinione personale, e rispetto i tanti fan: in fondo a me piace anche molto la musica classica, e lì non ci sono parole...

La domanda è allora: perchè ne scrivi? Beh, la risposta c'è, una volta tanto. E la risposta è la lettera di Stefano D'Orazio, lo storico batterista, quello che si è scisso dal gruppo, mettendolo fondamentalmente in crisi... Ricercando su internet, ho trovato questo suo scritto e credo sia un segno vero di quello che succede a tanti e che li rende improvvisamente umani. D'Orazio ha compiuto 60 anni e si è guardato allo specchio. Quello che ha visto è stato il percorso dietro le sue spalle, luminoso, desiderato e ricco, ma non ha scorto un futuro. Almeno, io la leggo così. Non ha trovato nel perpetuarsi della musica dei Pooh il suo destino. Ha deciso di voler fare altro in quel tempo che ha davanti. E' stato assalito credo da quel demone che si chiama consapevolezza. E' stato certo che il tempo che ha davanti, lo volesse investire diversamente. E forse ha anche avuto la sensazione di essere troppo vecchio per certe cose. Di fondo in lui un pò di amarezza l'ho letta. Soprattutto nell'accenno alla famiglia mancata...

Ebbene personalmente e a dispetto dei suoi compagni, la sua scelta non solo la rispetto, ma anche la condivido. Viene il momento, prima o dopo, che il lavoro non conta più, che inizia un nuovo percorso di vita, in cui si rivedono come in un film tante cose, e non si può fare come se niente fosse, solo perchè agli altri farebbe piacere così. E' l'esempio, non il fatto, che mi interessa. Sono curioso di sapere che cosa spinga un Berlusconi o qualsiasi altro "grande" o piccolo vecchio a continuare indefessi sulle loro strade senza fermarsi a pensare: adesso utilizzerò il tempo che spero di avere per mettere a posto le cose che ho lasciato in sospeso nel mio cammino. Molti mi diranno che chi non si pone nuovi obiettivi e nuove sfide ogni giorno è già morto. Beh, io penso che la più grande sfida sia quella di sentirsi felici e soddisfatti completamente, per non aver più paura di morire, apprezzando per qualche istante ogni cosa che si è raggiunta e fatta. Nessuno ci impedisce di ripartire ogni volta, ma con il cuore sereno e senza rimpianti, il viaggio, anche il più lungo, è pieno di colori...

mercoledì 16 gennaio 2008

Sveglia alle 5...


Effetti deleteri della mia Svizzerizzazione sono le nuove incredibili sveglie per andare al lavoro. Udite udite, domani beepbeepbeep mi busserà all'orecchio un pò prima delle 5, nella piena notte del Maniero... Abbiamo un test da fare domani e c'è una Turbina a Gas da far girare vorticosamente!

Il contraccolpo lo percepisco molto violentemente tra la doccia e il treno. Il mio corpo pensa di stare per tornare a letto e invece eccoci poi attraversare completamente separati in mente e fisico il freddo pungente (ma pienamente sopportabile) delle località Svizzere... Poi i venti minuti di appapagnamento nel treno a 20 gradi, mi fanno ritornare nel mondo dei sogni e riprendere da dove avevo interrotto... Insomma è una sofferenza stile delirio febbrile, specialmente quando il sonno è veramente prepotente e ti affloscia il collo come un gancio al terzo round! Che cosa orribile quando ti scopri sonnecchiare perchè la testa cade giù all'improvviso e hai un risveglio traumatico! Neanche a dirlo poi, come al solito nelle mie pose fanciullesche, mi trovo anche un rivoletto di bava in uscita libera sulla guancia.

Poi come un fantasma rimetto in comunicazione mente e corpo con uno sforzo disumano. Supero l'intorpidimento generale stiracchiandomi alla meglio, e la vera giornata ha inizio. E dire che, pochi minuti prima, c'era un elefante che suonava la proboscide come una tromba...

mercoledì 1 agosto 2007

Three, Two, One...


Iniziato il conto alla rovescia vacanziero per molti dei lettori e scrittori del blog, dai più pigri ai più attivi, inizia anche il mio conto alla rovescia per il decollo dalla terra campana e l'atteraggio nella landa di Aargau...

Pronto? Oggi un pò di più: ho lasciato le valigie a Napoli già riempite, ho lasciato i pacchi al corriere, ho la sensazione di stare dimenticando qualcosa di fondamentale che mi servirà... Insomma ogni cosa è al suo posto. In particolare mi trovo a girare con una aggressivissima vamp pronta a saltarmi addosso e stringermi forte: si chiama Anxia, ma nell'intimità uso per lei altri nomi del tipo "Leoparda veloce", "Leonessa brutale", soprattutto nelle notti insonni cui mi stringe forte... I suoi lati positivi sono l'aumento dell'adrenalina e il sudore liberatorio, quelli negativi credo che non riuscirei a enumerarli tutti, ma di sicuro il peggiore è che ti coglie impreparato e che quindi non dai il massimo per renderla felice... Quindi ritorna all'attacco!

Per quanto la sua piacevole compagnia potrebbe essere di conforto nella mia solitudine Svizzera, spero di lasciarla almeno per ora qui in Campania: magari non farebbe amicizia con altre persone e diventerebbe una compagna ciabattante e pedante... Meglio se ci perdiamo di vista...

Au revoir!

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Capotreno e Viaggiatori