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venerdì 4 aprile 2008

WEB 2.0 - Dove Stiamo andando


Su internet se ne sono viste negli ultimi anni di tutti i colori. E' oggi una realtà vicina, ma io ricordo ancora bene quando si doveva combattere con il 56k e il suo gracchiare per riuscire a risparmiare. Connettersi, disconnettersi, aspettare ore che una pagina fosse scaricata, scaricare poco e male...

La tecnologia ci ha portato nel mondo bei bit frullanti e la nostra vita, oltre a essere cambiata, ha pian piano assunto dei contorni vaghi tra virtuale e reale...
Ma la vera rivoluzione è quella che si sta attuando giorno per giorno, da quando siamo diventati persone "always online", che tendono a condividere, comunicare e collaborare a cose importanti almeno quanto futili, giorno per giorno. Quando si parla di Web 2.0, si cerca di definire quell'insieme vago di elementi che ha fatto diventare la rete un punto di incontro creativo, nel quale non si subiscono le informazioni passivamente, ma si creano sfruttando tutte le forme di scambio dati che si sono affermate nel tempo.

Il Web 2.0 è arrivato al momento giusto anche nella mia vita. E' arrivato con questo blog e anche con tutte le possibilità di interazione reciproca con gli amici vicini e lontani che offre. Il calendario, da questo punto di vista, non è altro che un piccolo tassello di questo puzzle in cui una carrozza virtuale prende vita e si nutre dei nostri pensieri crescendo ogni giorno a vista d'occhio. La cosa bella è avere i mezzi a disposizione e mettere i veri noi stessi in questa realtà. Anche dietro agli pseudonimi, non si cela il proprio essere, ma ci si mostra come si è, mettendo davanti a tutti il proprio pensare.

Finalmente un pò di libertà che non dà fastidio perchè non confina gli spazi altrui: c'è posto per tutti, prendiamocelo!

venerdì 15 febbraio 2008

Non ci avete mica bruciate tutte!

Ragazze, e allora? Che facevate il 14 febbraio alle 17? Perchè non siete venute in piazza Vanvitelli, per il presidio in difesa della 194? Ma avete o non avete letto cosa è successo al II Policlinico a Napoli? Ehi, dico, bisogna conservare la capacità di indignarsi, bisogna protestare quando qualcuno vuole toglierci la libertà di scegliere. Quando avevo 20 anni ho lottato duramente per la legge sull'aborto, quando ne avevo 14 sono andata casa per casa a spiegare alla gente cosa era la legge per il divorzio. Cosa pensate, che ci siano sempre state? Che lo Spirito Santo abbia illuminato la classe politica che le ha fatte? Le abbiamo volute, abbiamo lottato per averle, le abbiamo difese con le unghie e con i denti. Per una qualità della vita migliore, per l'autodeterminazione delle donne. Ma vi siete o non vi siete accorte che il 99% di quelli che stanno disquisendo sui feti e sul diritto alla vita e su millemila minchiate sono uomini? Avete capito si o no quello che vogliono fare? Ieri la legge 40, per impedire alle persone con difficoltà di procreazione o con malattie genetiche di fare lo screening preimpianto, oggi la 194 per impedire alle donne di scegliere se abortire, e domani? Credete che si fermeranno? No, ditemi, pensate che quello che è stato fatto non si possa disfare?
Io ho 48 anni, per questioni anagrafiche potrei stracicciarmene dell'aborto e della legge, e così come me tante in piazza erano "grandi", troppo grandi. Guardate che riguarda anche voi, io lotto per una questione di libertà, voi potreste farlo per mantenere il diritto di scegliere, perchè a volte anche a noi può succedere e ci riguarda, ci riguarda tutte e tutti.
I maschietti non si sentano esclusi, anche voi giovani uomini dove eravate?
Fare politica non è gridarsi addosso come il nano maledetto ci ha fatto vedere, fare politica è difendere i propri diritti, fare politica è scegliere per la propria possibilità di scegliere. Fare politica è un diritto e un dovere i cittadini.
Svegliatevi!

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