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martedì 12 aprile 2011

47 Vasche


Ho iniziato da due settimane a andare in piscina. E' stata una decisione sofferta. Nella mia pigrizia profonda e atavica e con le mie usuali difficoltà di gestire il tempo al di fuori del lavoro, è stata una sfida che dovevo necessariamente vincere. Mi sono posto l'obiettivo e ha funzionato.

Ma ciò che è interessante, non è ancora una volta la mia stucchevole storia personale. Ciò che è interessante è che il nuoto mi ha aperto gli occhi a quella fatica che ti mette energia. Ho iniziato piano. Bracciate timide. Principalmente stile libero, qualche mossa di rana e poco dorso. Poi con un pò più di convinzione ho iniziato a spingere sull'acceleratore. Non è stato banale incominciare a gestire la fatica. Ecco perchè le prime due volte, mi sono accontentato di darmi un pò da fare senza troppa convinzione. Ma oggi mi sono posto degli obiettivi sempre più ambiziosi.

Partito da 10 vasche, ho continuato a darmi da fare senza riposare troppo. Ho lentamente ma inesorabilmente aumentato il numero di vasche fino a arrivare a 47. Alla fine ero stremato. Il cervello si era spento in tutte le funzioni accessorie che non fossero strettamente necessarie alla sopravvivenza. Respirare forte, guardare dove si va, prepararsi per la cena.

Ma è stato proprio questo il bello. La mia mente si è rigorosamente concentrata sull'obiettivo "prossimo muro" senza pensare a quello che va e ancor meno a quello che non va. Risalendo le vasche nelle due direzioni, mi sono preoccupato solo del numero delle mie bracciate, del mio ritmo di percorrenza, di non affogare per la scarsità di ossigeno rimasto... Insomma, la natura ha ripreso il sopravvento. E il cervello ha subito una sconfitta che meritava in questi giorni in cui ha tanto lavorato senza produrre molto di buono...

Adesso che scrivo sono serenamente stanco. Domani i miei demoni si ripresenteranno bene armati di forcone e caldi come l'inferno, ma almeno per stasera non devo preoccuparmi di loro. Li ho storditi con una apnea continuata e credo che mi daranno un buon tempo di recupero. Almeno lo spero. Perchè sto cercando una cura ad un male che tanto bene mi ha fatto, e dover combattere contro i demoni è ancora troppo...

sabato 26 settembre 2009

I demoni degli altri


Li chiamo i demoni perchè sono delle inspiegabili presenze scomode che ci assalgono all'improvviso, colpendoci al ventre, e mettendoci in ginocchio. La reazione al loro arrivo non può tardare: rabbiosa e incontrollata, si prova a scagliarsi contro tutti e tutto quello che ci circonda, in una autodistruttiva incoscienza del dolore provocato e autoinflitto... Solo a posteriori realizziamo di esserci feriti anche noi in questa mortale e subdola battaglia contro le cose che ci toccano in modo inatteso. E il dolore non fa che provocare nuove reazioni e nuovi tristi risvegli consapevoli... Il cerchio si deve e si può interrompere con quella razionale accettazione che ci siano cose che non vanno bene e che non possono andare bene e che distruggere dentro e fuori i nostri confini non ci aiuta se non nel breve periodo... Insomma, va bene se ogni tanto sbrocchiamo, ma poi bisogna raccogliere e incollare i cocci, perchè qualche altra martellata è in arrivo...

E poi ci sono i demoni degli altri. Anche quelli che ci sono intorno hanno i loro calci in pancia. Anche loro, come noi, hanno i problemi che devono affrontare, ognuno secondo il suo temperamento. Non c'è modo di salvare gli altri da se stessi. Purtroppo questa è una mia convinzione di impotenza fondamentale verso le difficoltà. Dare una mano è bello, utile e necessario, ma il demone resta lì, in attesa della prossima occasione di colpire e lasciare senza fiato... Eppure questo non toglie che si soffra come e più per i demoni degli altri che per i propri... E' dolorosamente vero che patiamo i momenti di difficoltà di quelli che amiamo e che ci sono intorno ricevendone una parte in noi... Se questo servisse a migliorare la situazione sarebbe benvenuto, ma non è così...

A valle di tutto, resta la speranza che deve guidare il nostro percorso. Quella che ci si rialzi con gli occhi puntati verso qualcosa, verso qualcuno, verso uno specchio magari, e che una nuova giornata sarà meglio della precedente... Io nelle sere più difficili vivo ancora questa speranza. Mi piacerebbe condividerla con chi ha bisogno di un pò di luce e di avere un pò di fiducia e di amore per quello che siamo: persone...

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